Nel 2001 all’età di 31 anni grazie ad internet conobbi
Patrizia, una splendida ragazza20 enne
di origini siciliane che risiedeva nella provincia torinese. Patrizia (per me
Patty) lavorava in un autogrill della zona, riscuotendo non poco successo tra
la clientela, era alta 1,68
cm, riccia e rossa,con una seconda di reggiseno e un
culetto che aveva le curve di un mandolino. Quando mi venne a prendere in
aeroporto rimasi estasiato dalla sua bellezza e nulla poteva farmi presagire
che me la sarei scopata quella sera stessa. Trascorremmo l’intera mattinata in
un centro commerciale, poi mi portò a casa sua, era sola, i suoi genitori
(guarda caso) erano andati giù in Sicilia per l’intera settimana; Patty mi
disse che se volevo anziché andare in hotel sarei potuto rimanere lì con lei, nel
senso che lei avrebbe dormito nel letto dei suoi ed io nel suo lettino. Non ero
preparato a quella proposta, non credevo che una ragazza appena conosciuta si
sarebbe spinta ad ospitare un perfetto sconosciuto col quale aveva scambiato solamente
qualche frase in internet e al telefonino, ma alla fine decisi di rimanere.
Dopo cena ci mettemmo davanti alla TV a guardare “Chocolat” (un film con Jonny
Deep) io iniziai ad accarezzarle i capelli non senza chiedergli se la cosa le
dava fastidio, Patty acconsentì, le mie carezze si fecero sempre più intime sino
ad arrivare alle sue tette che data la sua giovane età erano anche molto sode. Con
le dita iniziai a girare intorno ai suoi capezzoli che divennero turgidi come
chiodi, la presi in braccio e la portai in camera sua adagiandola dolcemente
sul lettino, Patty mi disse di aspettare, si alzò e andò in bagno e pochi
minuti dopo uscì con addosso un babydoll e un perizoma entrambi neri e velati,
si stese accanto a me e iniziammo subito a baciarci e ad accarezzarci. Il mio
fallo divenne subito duro come un manganello, la volevo e subito, sfilai il suo
perizoma e abbassai le mie brache, la sua passera era un fiume in piena, la
rigirai di schiena, sollevai la sua gamba sinistra e senza pensarci due volte affondai
il mio cazzo dentro di lei. Patty emanò un urlo di piacere indimenticabile,
credo lo abbiano sentito anche i vicini, iniziai a trapanarla come un martello
pneumatico e non appena sentii la sborra invadermi il glande estrassi il mio
martello dal suo ventre sborrandole sul pube. La mattina seguente con la luce
del sole mi accorsi che Patty era rossa naturale, la sua passera era ricoperta da una leggera e ordinata
peluria dello stesso colore dei capelli e prima di richiavarmela decisi di
affondarvi dentro anche la lingua. Più tardi presi i suoi piedini tra le mani,
li avvolsi intorno al mio membro e mi feci masturbare l’uccello, quando però le
proposi di succhiarmelo mi disse che non lo aveva mai fatto a nessuno perchè le
faceva schifo, mi chiese invece una cosa del tutto inaspettata, di riempirle la
fica di sborra! Personalmente ero già preoccupato dal fatto che non usavamo ne
preservativi ne altre precauzioni e una richiesta del genere quasi mi
sconvolse; Patty si rese conto delle mie preoccupazioni e mi tranquillizzò
subito confessandomi che da diversi anni non riusciva più ad avere il ciclo
mestruale a causa di una disfunzione ormonale; da quel momento in poi la sua
fica divenne il catino della mia sborra! Rimanemmo in casa per quattro giorni consecutivi
senza mai uscire, scopammo in tutte le posizioni possibili ed immaginabili,
leccai e baciai ogni centimetro del suo corpo, piedi compresi! Nel bagno trovai
un olio che si usa per i bambini, lo portai da Patty sul suo lettino, lei era
nuda, distesa, con le ginocchia alzate e piegate con i piedi poggiati sul
materasso, mi stavaaspettando per farsi
l’ennesima scopata! Mi avvicinai a lei e accarezzandole le tette, le sussurrai
all’orecchio di girarsi a pancia sotto e di stare rilassata, irrorai d’olio la
sua schiena e con la mia mano destra iniziai a massaggiargliela. Patty si
eccitava sempre di più, iniziai a scendere verso il suo culetto che sembrava
essere stato disegnato da un compasso per quanto era perfetto, iniziai a
infilare la mia mano nello spacco che divide le chiappe avvicinandomi man mano
al suo buco. In quel momento Patty rivolse il suo sguardo verso di me dicendomi
che non voleva, lì non l’aveva mai preso, io le risposi di stare tranquilla, quella doveva essere la sua
parte di verginità che mi spettava. Con le dita cominciai a penetrarle l'ano, Patty mi invitava a smettere, ma io non ne avevo alcuna intenzione, il mio
uccello si ingigantì non appena Patty cominciò a emettere i primi gemiti di
piacere e in quel momento capii che il suo bel culetto era oleato a dovere per
poter essere invaso dal mio membro. Spalmai l'olio anche sul mio
fallo, afferrai le caviglie di Patty e la trascinai verso di me sul bordo del
materasso, divaricai le sue gambe come i manici di una
carriola e mi accostai al suo corpo; Patty mi implorava di non farle del male
ed io le sussurai di non preoccuparsi, sarebbe stato come averlo in fica. Con le dita cercai di allargare quanto più possibile il suo bel buchetto, presi il mio randello e piano piano iniziai a spingerlo all'interno del suo lato B. Patty era
troppo tesa e le diedi qualche schiaffo sulle natiche per
farle rilassare, in quella maniera il suo bel culetto potè finalmente accogliere dentro di se tutto il mio cazzo (19cm di benessere). In quello stesso istante Patty emanò un urlo terrificante che
bloccò la mia asta dentro di lei per qualche secondo, (in fondo aveva solo 20 anni), poi quasi in maniera
inaspettata la sentì sussurrare qualcosa, avvicinai il mio capo verso di lei e mi sentii dire : Sei uno stronzo! e qualche attimo dopo: Ora che mi sei
dentro non fermarti, continua, fammi godere! Col mio randello ripresi a standuffarle il culo, Patty urlava di piacere incitandomi a continuare
per quanto la cosa cominciava a piacerle e il mio fallo lubrificato continuava a muoversi avanti e indietro come un pistone in un cilindro. Dopo una lunga attesa i miei spermatozoi s'impossessarono del suo bel culetto rotto e pochi istanti dopo quando sfoderai la mia asta dal suo retto, oltre alla sborra fuoriuscirono anche delle gocce di sangue mischiate a piccole quantità di feci. Il giorno dopo Patty aveva il culo tumefatto e dolorante e solo grazie a un
antidolorifico riuscì ad accompagnarmi all’aeroporto, lì prima di salutarci mi
ringraziò per i giorni trascorsi assieme e ci lasciammo come due estranei, da
allora non ci siamo ne più sentiti ne rivisti.