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Pubblicato : 23-03-2010 | Autore : M69
Categoria : Confessioni | Totale Visualizzazioni : 5986 | Votazione :


  
M69

Nel 2001 all’età di 31 anni grazie ad internet conobbi Patrizia, una splendida ragazza  20 enne di origini siciliane che risiedeva nella provincia torinese. Patrizia (per me Patty) lavorava in un autogrill della zona, riscuotendo non poco successo tra la clientela, era alta 1,68 cm, riccia e rossa,con una seconda di reggiseno e un culetto che aveva le curve di un mandolino. Quando mi venne a prendere in aeroporto rimasi estasiato dalla sua bellezza e nulla poteva farmi presagire che me la sarei scopata quella sera stessa. Trascorremmo l’intera mattinata in un centro commerciale, poi mi portò a casa sua, era sola, i suoi genitori (guarda caso) erano andati giù in Sicilia per l’intera settimana; Patty mi disse che se volevo anziché andare in hotel sarei potuto rimanere lì con lei, nel senso che lei avrebbe dormito nel letto dei suoi ed io nel suo lettino. Non ero preparato a quella proposta, non credevo che una ragazza appena conosciuta si sarebbe spinta ad ospitare un perfetto sconosciuto col quale aveva scambiato solamente qualche frase in internet e al telefonino, ma alla fine decisi di rimanere. Dopo cena ci mettemmo davanti alla TV a guardare “Chocolat” (un film con Jonny Deep) io iniziai ad accarezzarle i capelli non senza chiedergli se la cosa le dava fastidio, Patty acconsentì, le mie carezze si fecero sempre più intime sino ad arrivare alle sue tette che data la sua giovane età erano anche molto sode. Con le dita iniziai a girare intorno ai suoi capezzoli che divennero turgidi come chiodi, la presi in braccio e la portai in camera sua adagiandola dolcemente sul lettino, Patty mi disse di aspettare, si alzò e andò in bagno e pochi minuti dopo uscì con addosso un babydoll e un perizoma entrambi neri e velati, si stese accanto a me e iniziammo subito a baciarci e ad accarezzarci. Il mio fallo divenne subito duro come un manganello, la volevo e subito, sfilai il suo perizoma e abbassai le mie brache, la sua passera era un fiume in piena, la rigirai di schiena, sollevai la sua gamba sinistra e senza pensarci due volte affondai il mio cazzo dentro di lei. Patty emanò un urlo di piacere indimenticabile, credo lo abbiano sentito anche i vicini, iniziai a trapanarla come un martello pneumatico e non appena sentii la sborra invadermi il glande estrassi il mio martello dal suo ventre sborrandole sul pube. La mattina seguente con la luce del sole mi accorsi che Patty era rossa naturale, la sua passera  era ricoperta da una leggera e ordinata peluria dello stesso colore dei capelli e prima di richiavarmela decisi di affondarvi dentro anche la lingua. Più tardi presi i suoi piedini tra le mani, li avvolsi intorno al mio membro e mi feci masturbare l’uccello, quando però le proposi di succhiarmelo mi disse che non lo aveva mai fatto a nessuno perchè le faceva schifo, mi chiese invece una cosa del tutto inaspettata, di riempirle la fica di sborra! Personalmente ero già preoccupato dal fatto che non usavamo ne preservativi ne altre precauzioni e una richiesta del genere quasi mi sconvolse; Patty si rese conto delle mie preoccupazioni e mi tranquillizzò subito confessandomi che da diversi anni non riusciva più ad avere il ciclo mestruale a causa di una disfunzione ormonale; da quel momento in poi la sua fica divenne il catino della mia sborra! Rimanemmo in casa per quattro giorni consecutivi senza mai uscire, scopammo in tutte le posizioni possibili ed immaginabili, leccai e baciai ogni centimetro del suo corpo, piedi compresi! Nel bagno trovai un olio che si usa per i bambini, lo portai da Patty sul suo lettino, lei era nuda, distesa, con le ginocchia alzate e piegate con i piedi poggiati sul materasso, mi stava  aspettando per farsi l’ennesima scopata! Mi avvicinai a lei e accarezzandole le tette, le sussurrai all’orecchio di girarsi a pancia sotto e di stare rilassata, irrorai d’olio la sua schiena e con la mia mano destra iniziai a massaggiargliela. Patty si eccitava sempre di più, iniziai a scendere verso il suo culetto che sembrava essere stato disegnato da un compasso per quanto era perfetto, iniziai a infilare la mia mano nello spacco che divide le chiappe avvicinandomi man mano al suo buco. In quel momento Patty rivolse il suo sguardo verso di me dicendomi che non voleva, lì non l’aveva mai preso, io le risposi di  stare tranquilla, quella doveva essere la sua parte di verginità che mi spettava. Con le dita cominciai a penetrarle l'ano, Patty mi invitava a smettere, ma io non ne avevo alcuna intenzione, il mio uccello si ingigantì non appena Patty cominciò a emettere i primi gemiti di piacere e in quel momento capii che il suo bel culetto era oleato a dovere per poter essere invaso dal mio membro. Spalmai l'olio anche sul mio fallo, afferrai le caviglie di Patty e la trascinai verso di me sul bordo del materasso, divaricai le sue gambe come i manici di una carriola e mi accostai al suo corpo; Patty mi implorava di non farle del male ed io le sussurai di non preoccuparsi, sarebbe stato come averlo in fica. Con le dita cercai di allargare quanto più possibile il suo bel buchetto, presi il mio randello e piano piano iniziai a spingerlo all'interno del suo lato B. Patty era troppo tesa e le diedi qualche schiaffo sulle natiche per farle rilassare, in quella maniera il suo bel culetto potè finalmente accogliere dentro di se tutto il mio cazzo (19cm di benessere). In quello stesso istante Patty emanò un urlo terrificante che bloccò la mia asta dentro di lei per qualche secondo, (in fondo aveva solo 20 anni), poi quasi in maniera inaspettata la sentì sussurrare qualcosa, avvicinai il mio capo verso di lei e mi sentii dire : Sei uno stronzo! e qualche attimo dopo: Ora che mi sei dentro non fermarti, continua, fammi godere! Col mio randello ripresi a standuffarle il culo, Patty urlava di piacere incitandomi a continuare per quanto la cosa cominciava a piacerle e il mio fallo lubrificato continuava a muoversi avanti e indietro come un pistone in un cilindro. Dopo una lunga attesa i miei spermatozoi s'impossessarono del suo bel culetto rotto e pochi istanti dopo quando sfoderai la mia asta dal suo retto, oltre alla sborra fuoriuscirono anche delle gocce di sangue mischiate a piccole quantità di feci. Il giorno dopo Patty aveva il culo tumefatto e dolorante e solo grazie a un antidolorifico riuscì ad accompagnarmi all’aeroporto, lì prima di salutarci mi ringraziò per i giorni trascorsi assieme e ci lasciammo come due estranei, da allora non ci siamo ne più sentiti ne rivisti.





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