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Mi chiamo Francesco. Suonerebbe meglio “Checca”. Ho venticinque anni. Le ragazze mi piacciono. Sessualmente mi sento più attratto dagli uomini. Ad una scopata in figa preferisco prendere un cazzo modellato, possibilmente non lungo ma bello grosso. Se con il “lui” ci scappa una chiavata nel suo culo il mio piacere va al massimo. Nella mia città di provincia, dovendo rispettare le convenzioni sociali e familiari, il vizietto non lo esercito frequentemente. Un paio di relazioni e basta. Quando vado a Roma, invece, faccio follie. Vado in giro vestito da donna. Nella Capitale ho un amante. Un uomo maturo, ricco, ancora affascinante, ben dotato. E’ il secondo marito di una mia zia. E’ stato il primo uomo a cui ho dato il culo un paio di anni fa. Mi penetra con forza e godiamo pazzamente. Mi dice sempre che sono uno specialista del pompino. Quando gli e lo faccio mentre siamo sotto la doccia urla dal piacere e io con il suo cazzo in bocca mi masturbo fino a sborrare mentre lui mi sborra in bocca. Negli ultimi tempi però mi invita meno frequentemente. Forse ha sul posto un altro bocchinaro. Anche io mi sto facendo un amante fisso nella mia città. E’ Guido, il fidanzato di mia cugina Cristina. Lui ci sta. La nostra storia è agli inizi. L’attrazione fisica e sessuale è forte. Ancora non siamo stati a letto per un rapporto completo. Lo desideriamo e un giorno o l’altro accadrà. Ne abbiamo parlato alcune sere fa. Ovviamente in macchina in un posto sicuro da occhi indiscreti. E li che ci rifuggiamo. Non lo abbiamo fatto in macchina perché Guido vuole farlo con tutte le comodità ed il tempo a disposizione. Ci accontentiamo di baci e slinguacciate, carezze e chiudiamo i nostri incontri facendogli un pompino con l’ingoio. Lui gode due vote quando ingoio la sua sborra e con la bocca ancora piena del suo sperme lo bacio e lui mi infila la lingua in bocca. Non tutto va sempre liscio tra noi. Abbiamo litigato di brutto proprio ieri, al suo rientro da Bologna. Aveva promesso che saremmo partiti insieme per poter finalmente scopare in piena libertà. Oramai il mio culo non desiderava altro che prendere quel bel cazzo. Stare insieme su un letto. Nudi Poter leccare ogni angolo del corpo di Guido. Più volte mi ha detto che vuole anche che gli lecchi il culo. Invece Guido a Bologna è andato da solo. Mi ha avvertito di tenermi pronto. Sarebbe passato a prendermi. L’ho atteso invano ed al cellulare nessuna risposta. Cosa era accaduto? Andai a casa di Cristina per tentare di carpirle qualche notizia di Guido.
Cristina era sola in casa. Mi disse che i suoi genitori erano partiti per Napoli con Guido che poi avrebbe proseguito per Bologna. Ero furibondo dentro di me per qual comportamento. Un po’ strano. Stavo per andar via ma Cristina mi trattenne: ti va di stare un po’ con me? Vorrei parlarti di Guido. Una confidenza che deve restare un segreto fra noi due. Cristina mi confidò di avere un sospetto: Guido mi tradisce. Nei nostri rapporti avverto un suo calo di rendimento. L’atra sera voleva a tutti i costi che facessimo sesso orale. Mi sono rifiutata. La figa gli e la do volentieri ma prendere l’uccello in bocca non mi va proprio. Forse ha trovato altrove chi gli fa quelle cose, si, come si dice,i pompini.
Diventai rosso in volto e Cristina se ne accorse dicendo: ti turbano questi miei discorsi? Ho bleffato, ma solo in parte, rispodendo: no, le tue parolemi fannouno strano effetto. Sento un riflesso condizionato sul mio pene. Si ingrossa.
Ma vah,per così poco. Allora se mi spogliassi nuda? Ma tu… non….
Si, io….. ma non vuol dire che non abbia stimoli anche di maschio.
Cristina si alzò dal divano dove ci eravamo accovacciati e si tolse la vestaglia che indossava. Era completamente nuda.Si giustificò.ero pronta per una doccia quando se arrivato tu.
Vedere Cristina nuda e sentore dentro di me di desiderarla fu un tuttuno. Mi alzai avvicinandomi a lei che si era tolta completamente la vestaglia. Ci abbracciamo e le nostre bocce si unirono in un bacio sensale, intenso, di desiderio di andare oltre. E andammo oltre. Feci per riposizionare Cristina sul divano ma lei disse gemendo: facciamolo sul mio letto. Raggiunta la sua stanza mi spogliai anche io. Stesi Cristina sul letto, cominciai a succhiare e leccare delicatamente i capezzoli turgidi del suo seno mentre con una mano cercavo la figa per stuzzicarla con il dito. Cristina masturbava il mio cazzo diventato duro come mai lo avevo avuto. Mi sussurrò in un orecchio mentre mi leccava il lobo: dai mettimelo dentro. Sono pronta per godere e farti godere. Non le diedi retta: ripresi a leccarla lungo tutto il corpo,arrivato alla figa le allargai delicatamente le labbra e le infilai la lingua. Un sapore bellissimo, un profumo di piscio stimolante. Le misi dentro tutta la lingua e sentivo quell’umore arrivarmi sino alla testa. Mi ricomposi, scapocchiai il cazzo e lo infilai muovendolo dentro quella calda figa. Cristina venne subito ma volle che io le restassi dentro fino a sborrare: ti voglio sentire godere dentro di me. Non arrivavo all’orgasmo. Ci pensò Cristina infilandomi un dito nel culo e roteandolo con delicatezza.Più quel dito si muoveva nel mio culo più finalmente sborravo.
Ci ricomposimo, e subito sotto la doccia, insieme. Cristina disse riferendosi a quanto accaduto tra noi: deve restare il nostro segreto.
Pensai per un attimo a Guido. Mi ero vendicato. Ma pensai ancora: come sarà la nostra prima volta di una scopata completa? E riividi mentalmente il cazzo di Guido,quando lo prendo in bocca. Ma è nel culo che lo voglio. La figa di Cristina è stata meravigliosa ma al cazzo di Guido non rinuncio.
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