Io sono Ivano e faccio il tassista a Milano vorrei raccontare ciò che mi successe un pò di tempo fà.
Salivo conilo mio taxi da Crescenzago verso il centro, ad un tratto il mio occhio cade su un articolo del giornale alòlora mi fermo al posteggio di viale Padova all'angolo con Cambini, prendo il giornale ed esco dall'auto, lì c'è un lampione e se mi metto sul cofano riesco a leggere.
Stò leggendo tranquillamente quando con la coda dell'occhio vedo passare un ragazzo che mi guarda, mi fissa e poifissa il mio sedere e mi sorride, riabbasso lo sguardo e continuo a leggere quando sento qualcuno alle mie spalle, è completamente appoggiato a bene e mi stringe in un abbraccio, io mi volto e vedo che è il ragazzo che ho visto prima "Ma che cazzo stai facendo?""Dai tassista lasciati fare che dopo piacerà anche a te", mi fà alzare appoggiando e spingendo il suobacino verso di me, è un pò più alto di me e dall'accento sembra un sudamericano, "Vedi tassista ho visto il tuo culo e ho deciso di entrarvi dentro, ti voglio mio, a proposito io sono Ramon e sono Peruviano e tu devi essere mio" cominciò subito a leccarmi le orecchie ed ilcollo, usava ytutta la lingua lasciandomi una striscia di saliva sulle orecchie che leccava completamente e poi ritornava e poi mi entrava dentro le orecchie con la sua lingua "Hei non parli più? sei già eccitato? o sei voglioso di essere posseduto?", no io stavo già cedendo, una sensazione dolcissima di languore mi stava prendendo, le mie gambe facevano ormai fatica a tenermi e quando mi scappò un liebe gemito di piacere rallegrò particolarmente il peruviano "Allora ti piace? ne sono felice sai?, "Allora Tassista non mi hai detto il tuo nome, non mi piace scopare con chi non sò il nome", con una flebile voce dovuta all'eccitazione che mi stava divorando risposi"mi chiamo Ivanooo", "Ivano, che bel nome, mi piace, ora ti posso fare mio", mi slacciò il pantalone e la mutandina, "senti se ti lascio non scappi vero?", "No, nooo", "Bravo", cominciò a leccarmi il buco del culo e anche lì mi lasciò una notevole quantità di saliva, poi sentii il suo uccello puntare il mio buco del culo "Allora Ivano sei pronto sad essere mio?guarda che se ti scopo dopo sarai mio, io non sono quello di una sveltina e poi basta, io voglio che ci sia un seguito, vorrei che tu diventassi il mioamante, anzi la mia amante perchè se verrai a casa mia titruccherò e vestirò da femmina, tu diventerai la mia femmina, ti darò un nome femminile e ti presenterò ai miei amici e parenti, faremo un fidanzamento se vorrai, allora entro? ti scopo?", io ero ancora eccitato dalla sua lingua sulle orecchie sul cul e dissi"Siiii, siii, fammi tuo, lo voglio, prendimi, sborrami nel culo, usami", cominciò a scoparmi lentamente, il suo uccello non lo vidi ma sicuramente doveva essere ben grosso e lungo perchè mi sentii letteralmente aprirmi in due, lui entrava, si fermava ed usciva tutto molto lentamente ed io non ce la facevo più "Ti prego scopami, scopami più forte, ti prego""Chi sarò io dopo?", "Il mio uomo, il mio signore", "Bravo", aumentò il ritmo sempre di più, mi sentii completamente sballottare dalla veemenza con cui mi scopava ma mi piaceva, mi piaceva tantissimo tanto che sborrai senza neppurd toccarmi, 6, 7, fiotti di sperma sporcarono il cofano della mia auto, lui mi scopava ancora ma era al limite pure lui e difatti poco dopo sentii il mio culo essere invaso da un oceano di sperma, forse 12 fiotti di sperma mi riempirono ilculo, lui si accasciò su di me sfinito e mi disse "Ivano hai un culo stupendo, ti sono entrato dentro con una facilità ncredible, tu sei fatto per essere scopato", "Scusa Ramon ma perchè mi parli al maschile? non sono più la tua femmina, la tua fidanzatina, mi hai scopato e adesso fuggi?""No, no, io dò seguito alle mie parole, se vuoi puoi venire adesso a casa mia, ti presento mio fratello e mia
sorella, mio padre è al lavoro e mia madre èin Perù", "aspetti prima ti pulisco l'uccello per bene poi ne parliamo", presi il suo uccello nella mia bocca, sentii il sapore della sua sborra e mi piacque tantissimo, sembrava orzata, lui fù molto contento di ciò che gli stavo facendo e alla fine gli dissi che non potevo venire subito a casa sua, ma era venerdì gli chiesi se potevo venire la domenica pomeriggio, lui accettò subito i suoi occhi brillavano di gioia e mi abbracciò stretto baciandomi calorosamente e mi disse"questo è il mio cellulare, domenica chiamami prima di venire, ci sarà anche mio padre e ci fidanzeremo, ricordati di fare bene la barba, ciao Susanna", "Susanna?", "Questo è il tuo nuovo nome", "Ciao Ramon".