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Milano di notte. Parco Lambro. Fa freddo. Sono bellissima. Dai Alessia coraggio. Sento l’adrenalina che comincia a pompare. Entro nel parcheggio, spengo il motore. E scendo. Una veloce sistemata e via. Mi addentro nel parco, ancheggiando come una troia. Dopo 50m mi accendo una sigaretta. Ho questo cappottino corto che per fortuna mi tiene abbastanza al caldo. Le gambe fasciate dalle calze nere sono esposte in tutta la loro bellezza. Indosso scarpe nere con il tacco a spillo da 11cm. La gonna a fiorellini mi copre a malapena il sederino. Passeggio per circa 10minuti, poi demoralizzata torno alla macchina. Proprio mentre chiudo la portiera arrivano due macchine che posteggiano in fianco alla mia. I due guidatori sembrano conoscersi e si mettono a chiacchierare mentre guardano nella mia direzione. Sono spaventata. Alla fine il più anziano, dopo avermi fissato a lungo, si avvia verso il parco. Pietrificata, la mia mente gira a mille. Vorrei farmi guardare e ammirare come donna, ma sono impaurita. Alla fine riesco a vincermi e scendo. Mi avvio verso il parco. L’uomo è seduto sullo schienale di una panchina e mi guarda. Mi avvicino lentamente. Ciao. Ciao. Hai voglia di farmi un pompino? Con un filo di voce dico: Si.
Mi siedo sulla panchina e comincio a succhiarglielo. Diventa duro, mentre lui mi accarezza. Intanto cerco di vedere se si avvicina anche l’altro ragazzo. Fa freddo e il signore non riesce a tenerlo duro. E poi qualcun altro si sta avvicinando. Dice che mi riaccompagna verso la macchina. Vediamo il suo amico. Gli viene riferito che ho una bocca fantastica. Questo mi chiede se ho voglia di andare con lui da qualche parte. Sembra implorarmi, ma sono preoccupata. Salgo in macchina e mi avvio. Lui mi segue. Rallento. Mi fa cenno di seguirlo ed io come una pazza lo seguo. Adesso mi sento veramente troia. Una puttana pronta a tutto. Posteggiamo. Scendo e gli vado incontro senza paura. Anzi lo prendo a braccetto e sculettando ci avviamo verso un parchetto. I miei tacchi risuonano sull’asfalto. Lui mi mette una mano sul culetto mi dice che ho delle gambe fantastiche, che sono, molto figa. Raggiunta un’area nascosta lui comincia ad accarezzarmi le cosce. La mia mano scende sulla sua patta. Gli tiro fuori il cazzo. Mi abbasso e comincio a succhiare. Non è un bel uccello. Quando lo sento duro mi rialzo e chiedo se ha voglia di incularmi. Lui è eccitatissimo. Però sono troppo alta per lui, o forse dovrebbe avere qualche centimetro in più di cazzo. Dopo qualche tentativo mi dice che non riesce. Gli faccio coraggio e glielo succhio fino a farlo sborrare. Mi fa una sacco di complimenti. Poi mi riaccompagna verso la macchina. Sempre a braccetto sculettando come una vacca. Ecco questo camminare tenendo un uomo che mi vuole scopare vicino e mostrando tutta la donna che è in me mi ha fatto sentire potente e desiderata. Potrei sculettare fino a casa tanto sono contenta. |