|
Notte. Tardi. Fa freddo e decido di risalire verso la macchina. I miei tacchi a spillo riecheggiano sull’asfalto. Avrei tanta voglia di un bel uccello caldo. La vetrina rimanda l’immagine di una figa con due gambe bellissime. Sono il mio orgoglio. Sono le gambe di una gazzella. Di una puledra. Leggere e scattanti, fasciate dalle calze nere, affusolate dai tacchi a spillo. Gli uomini che ho conosciuto hanno sempre adorato le mie gambe e il mio culetto.
Raggiunta la macchina mi siedo al posto di guida e accendo il riscaldamento. Due fari bucano il buio. Non faccio in tempo a reagire che la volante si ferma bloccandomi la macchina. Mi sa che sono nei pasticci.
L’agente si avvicina e bussa sul vetro. Signorina, favorisca i documenti. Frugo nella borsetta e tremante allungo la patente. Si allontana verso la macchina mentre l’altro agente al posto di guida mi fissa. Consultano il database. Eccolo che torna. Signorina, per favore scenda dalla macchina. Si scosta mentre apro la portiera. Le mie gambe sbucano e mentre scendo vedo con la coda dell’occhio l’agente che deglutisce. Sii? Non riesce a distogliere lo sguardo mentre mi chiede di voltarmi e di appoggiarmi alla macchina. Devo perquisirla. Ci hanno segnalato una donna armata. Spingo il culetto leggermente verso l’alto mentre mi appoggio alla macchina. Le sue mani vogliose scorrono lungo i fianchi, si soffermano un po’ troppo sul mio sederino e poi cominciano a scorrere lunghe le mie gambe.
Scusi agente??!! Signorina, mi sa che abbiamo un problema. Quale? Mentre mi volto e mi avvicino. Lei è troppo figa, credo che possa fare qualcosa per me ed il mio collega.
Lo fisso e silenziosa lascio cadere la mia mano sulla sua patta. E’ eccitato. Gli è bastato toccarmi le cosce per avere il cazzo di marmo. Signorina ci segua in fondo al parcheggio.
Sculettando rientro in macchina e guido fino alla fine della strada. Scendo. Sono calda e ho voglia di sentire il potere che ho sugli uomini. Scendo e mi piazzo davanti ai fari. La luce inonda le mie gambe. Con il dito gli faccio segno di scendere. Eccoli. Mi sono di lato e cominciano a palparmi. Sento le loro mani ovunque, i cazzi trattenuti a stento dai pantaloni. Con le mani accarezzo le loro patte, mentre si stringono a me. Mi leccano il collo. Mi accovaccio e comincio a slacciare i pantaloni al primo. Sbuca un bel cazzo di almeno 18 cm pieno di vene e già scappellato. Senza fare un cenno mi giro e slaccio i pantaloni al secondo. Sorpresa. Questo è superdotato. Saranno 25cm di manganello. Gonfio, largo e sormontato da una cappella enorme. Lucida, tesa. Mentre con una mano cerco il cazzo del primo non posso fare a meno di baciare questo bellissimo uccello. Comincio a spompinarli in alternanza. Lucido le due aste e avvolgo con la mia lingua le due cappelle.
Li guardo dal basso verso l’alto e vedo due agenti sognanti. Se insistessi potrebbero esplodermi in faccia. MI fermo. Mi rialzo e dico. Adesso tocca a voi. Uno mi accarezza le gambe mentre l’altro mi lecca il culetto. SI inginocchiano. Uno comincia a scorrere le mani sulle mie gambe, mentre l’altro mi infila la lingua nel buchino. Sono completamente in mio potere. Mi sento aprire, divento ancora più morbida.. Faccio sdraiare il primo agente per terra e mi siedo sul suo cazzo. Mi penetra fino in fondo senza alcuna resistenza. Comincio a muovermi lentamente mentre riprendo tra le labbra il cazzo del secondo. Quello sotto di me spinge tenendosi aggrappato alle mie cosce, mentre quello in piedi spinge il cazzo verso l’alto in modo che possa far scorrere la mia lingua su tutta l’asta. Dopo un poco mi rialzo. Faccio sedere sul cofano l’agente che mi stava scopando e glielo riprendo in bocca, poi maliziosa agito il culetto e con un’occhiata invito il secondo dentro di me. E’ come un braccio che mi si infila in pancia. Lui è così eccitato che quasi mi alza da terra. E’ tutto dentro. Spinge ancora. Di più. Sento la punta del cazzo dentro lo stomaco. Prendo il respiro appoggiando la lingua sull’uccello del primo che mi esplode in bocca. Rivoli di succo denso mi scorrrono tra le labbra. Godo come una vacca in calore. Pulisco L’asta mentre un colpo di maglio di sfonda e il cazzo del cavallo erutta dentro di me. Si sfila e non accenna scendere. Tolgo il guanto e accolgo anche questo secondo cazzo tra le labbra. Bastano pochi colpetti di lingua che viene una seconda volta. Bevo tutto il suo liquido.
Signorina, lei è stratosferica. Una scopata eccezionale. E poi ha due gambe favolose. Agenti è stato un piacere svuotarvi gli uccelli. Mi giro e sculettando rientro in macchina. Non ho più freddo sono stata scaldata da una bella iniezione di carne. Domani mi sa che mi compro comunque quel bel paio di stivali pitonati. Tacco a spillo da 12cm. Punta affusolata. Mi sento potente. Una figa con il mondo ai suoi piedi. |