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Alla chiusura del negozio
Spesso mi capita che all’ultimo momento mi ricordi di comprare qualcosa alla bottega.
Questa volta erano già le 20:15 per cui avevo pochi minuti prima che chiudesse.
Mi serviva la maionese.
Mi vestii in un lampo ed uscii come un fulmine in strada.
Erano le 20:30 quando fui di fronte al negozio, ma aveva la serranda quasi tutta abbassata.
Mi inchinai il tanto giusto ed entrai. C’era solo una luce fioca la dentro, e chiamai “c’è nessuno?”.
Non sentii nessuna risposta. Mi avvicinai al banco ma non vidi nessuno.
Possibile che abbiano dimenticato il negozio cosi’?
Ero dietro il bancone quando senti dei rumori provenire da dietro una porta.
Mi avvicinai, era socchiusa.
Guardai dalla fessura e vidi dei corpi avvinghiati. Su un tappetto erano stesi la salumiera che aveva la bocca impegnata con un cazzo nero, ed una bella moretta africana le leccava la fighetta rasata.
La salumiera Carla aveva ancora le mutandine nere indossate, infatti la moretta gliele scostava per leccarla, mentre con due dita esplorava l’ano, spingendole per tutta la lunghezza.
Aveva le scarpe ai piedi, tacco alto col piede in vista. Niente calze.
Io nel frattempo armeggiavo col mio pene durissimo, sentivo il cuore in gola per non aver mai assistito ad una scena del genere.
Il moro grido mentre veniva, ed uno zampillo potente investì la bocca di Carla, che fece colare il miele giù dalla bocca, per finire per terra.
Quel cazzo finì ora dentro il culo della negretta, e Carla, infoiata, iniziò a leccare le palle su fino al buchetto della mora, succhiando avidamente ogni stilla di sperma caldo, e nel frattempo accompagnava con la mano le spinte di quel cazzo nel buchetto.
La moretta si sdraiò per terra, di schiena, e chiamò per nome la salumiera, chiedendole di leccarle la figa. Il cazzo si lavorava ancora lo sfintere della moretta nel frattempo, questa volta inginocchiato mentre le afferrava le cosce e leccava i piedi della morettina.
Carla, in preda all’eccitazione, si getto a testa bassa su quell’esotico fiore, succoso e carnoso, ed iniziò a leccarla con trasporto, mentre la mora restituiva il piacere succhiandole il clitoride e leccandole l’ano, che sentiva pulsare sotto la lingua.
Carla posò sconvolta il viso sudato sul ventre di lei, mentre godeva di un’orgasmo anale per la prima volta, ed aveva 42 anni….
La mora esplose cosi’ in una gioia senza controllo, con gemiti ed urletti, ed anche lei sconvolta per il fatto che non era mai stata con una donna.
Ormai avevo schizzato di sperma la porta e parte dei miei pantaloncini, me ne andai senza spesa, ma chissenefrega pensai soddisfatto. |