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Andando
per funghi.
Abito
in montagna e nella stagione dei funghi passo lunghe ore per i boschi
in cerca del gustoso dono della natura.
In
quel caldo giorno di inizio settembre ero per funghi da circa tre
ore, mi viene voglia di urinare, mi fermo alla base di un grosso
castagno e tiro fuori il mio uccello, faccio ciò che debbo fare e
quando lo sto scrollando prima di rimetterlo dentro sento un rumore,
alzo gli occhi e vedo Gianna, la mia vicina ci casa e moglie di un
mio caro amico, è una bella quarantenne ben fatta che mi fissa
l'uccello, resto un'attimo sorpreso, non l'avevo ne sentita ne tanto
meno vista, resto con l'uccello in mano e la saluto.
“ Ciao
Gianna, non ti avevo visto, trovato funghi?”
Lei
non mi risponde ma non distoglie gli occhi dal mio uccello che nel
frattempo si è ingrossato un po', senza farmi accorgere lo stuzzico
un po' per farlo crescere ancora, lei apre la bocca per lo stupore,
sono ben dotato, ho un'uccello decisamente grosso.
Le
sorrido e le dico di avvicinarsi, continua a non rispondermi e a
fissarmi l'uccello, poi quasi come un automa mi si avvicina, rischia
di cadere un paio di volte perché non guarda dove mette i piedi,
continua a fissarmi il mio grosso cazzo, si ferma davanti a me, le
dico:
“ Ti
piace quello che vedi? Lo vuoi?”
Continua
a stare in silenzio, posa il cestino quasi pieno di funghi a terra
poi me lo prende in mano, mi slaccio i pantaloni e li lascio
scivolare giù, al suo tocco il mio cazzo è arrivato quasi al
massimo della sua estensione, le metto le mani sulle spalle e la
faccio chinare.
Non
oppone la benché minima resistenza si china e lo prende in bocca, la
sua lingua mi accarezza la cappella e le sue mani mi stuzzicano i
coglioni, la lascio fare per alcuni minuti, è brava e mi sta facendo
godere, ma non voglio ancora venire, la faccio rialzare.
La
fisso negli occhi e sempre senza parlare la bacio in bocca, ora la
sua lingua si sta attorcigliando con la mia, la faccio spostare un
po', con la schiena mi appoggio al grosso albero e poi le sbottono i
pantaloni facendoglieli cadere, le infilo una mano nelle mutandine e
le raggiungo la figa, è tutta fradicia e le grandi labbra sono
gonfie e pulsanti, le faccio scendere anche quelle, poi mi prendo il
cazzo in mano e lo dirigo verso l'entrata della sua figa, spingo e in
un attimo il mio grosso uccello è tutto dentro di lei, le pongo le
mani sul culo l'attiro a me e inizio a chiavarla con ardore.
Avvicino
la bocca alla sua e le infilo la lingua dentro, risponde al mio bacio
con calore, continuo a chiavarla con lo stesso ritmo, poi le infilo
un dito nel culo, tanto per vedere che effetto fa, ha un lieve
sussulto ma al tatto mi sembra ben disposto a ricevere il mio grosso
cazzo.
La
cosa mi stimola parecchio, continuo a chiavarla ancora per un po'
nella figa poi glielo tolgo di colpo e la faccio girare, lei senza
scomporsi si lascia girare, la faccio chinare leggermente in avanti
le allargo le chiappe e le infilo il cazzo nel culo, si irrigidisce
per un'attimo, forse non ha mai preso un cazzo grosso come il mio nel
culo, ma subito dopo sento che si rilassa, la prendo per i fianchi e
inizio a incularla con foga, direi quasi selvaggiamente, la sento
ansimare, il suo respiro si fa sempre più corto, la troia sta
godendo.
In
effetti sto godendo un sacco anch'io, è la prima volta che mi capita
di scopare in un luogo simile, sono eccitato, le infilo le mani sotto
alla maglia e le raggiungo le sue grosse tette, con mio grande
sorpresa scopro che non porta il reggiseno e che ha due tette sode
nonostante la misura decisamente abbondante, le afferro come fossero
due maniglie e prendo a sodomizzarla con gran foga, ansimando
ambedue.
“ Ti
piace il cazzo nel culo vero troia? Cosa ne dici di questo bel fungo
che ti sta trapanando il culo? Senti che bella cappella dura che ha
il mio fungone, godi troia godi.”
Lascio
una mano su una sua tetta e con l'altra le raggiungo la figa, le
strizzo il clitoride poi le infilo un paio di dita dentro, la sento
irrigidirsi, poi mi riempie le dita del suo succo, la troia già
abbondantemente bagnata è venuta ancora, la sditalino con furia,
riviene.
Sono
infognato come un toro da monta, prendo ad incularla con una foga
assoluta, lei gradisce e raggiunge un vulcanico orgasmo, subito dopo
dal mio cazzo esce un fiume di sborra che si riversa nel suo culo.
Restiamo
uniti cosi finché il mio uccello non esce da solo da quello stupendo
culo, la faccio girare e vedo che ha gli occhi lucidi di piacere, la
stringo a me e la bacio con passione, lei ricambia con la stessa mia
passione, le accarezzo il culo e le tette, lei gradisce, da quando ci
siamo incontrati non mi ha ancora detto una parola.
Andiamo
avanti baciandoci per diversi minuti, la troia sa usare la lingua
molto bene, credo che mi farò fare un pompino, lei sembra mi abbia
letto nel pensiero, si stacca da me, si china e lo prende in bocca.
Mi
appoggio meglio alla pianta, chiudo gli occhi e mi lascio portare
all'estasi dalla sua lingua, mi spompina a lungo, riesce a non farmi
venire, quando sto per sborrare mi stringe il cazzo e mi blocca, lo
fa un paio di volte, poi alla terza non mi interrompe più e si
lascia invadere la bocca dalla mia sborra, la sento deglutire,
continuo a sborrare ne ho una quantità incredibile, gliene esce un
pò dalla bocca e se la lascia colare sul mento, è stato un
magnifico pompino.
Lei
si rialza, mi tiro su gli slip e i pantaloni e mi ricompongo, lei
resta cosi, le do un bacio sulla fronte una pacca sul culo e le dico:
“ Ciao
troia, alla prossima.”
Prendo
il mio cestino e il bastone e me ne vado, dopo alcuni passi mi volto
per vederla, è ancora la coi pantaloni abbassati, si è appoggiata
alla pianta, con un dito raccoglie la sborra che le è colata sul
mento e la porta in bocca, con l'altra mano si sta sditalinado la
figa.
Penso
che è una gran vacca, non mi ha detto una sola parola durante tutto
il nostro incontro, ma di una cosa sono sicuro che la prossima volta
che ci incontreremo nei boschi raccoglierà il mio fungo.
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