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Mia moglie
Caterina attira gli sguardi anche quando è in tuta da ginnastica ma, quando si
prepara a dovere gli occhi sono tutti per lei.
A letto,
poi, non si fa certo pregare ma che arrivasse a superare in scioltezza le
migliori pornostar del mondo non me lo sarei aspettato.
Certo, la
sorpresa che mi sono trovato davanti l’altra volta, spostava i parametri e
cancellava la sua ripetuta dichiarazione di fedeltà al mio arnese. Non le ho
neppure chiesto dove aveva trovato i protagonisti della performance…
Si sa,
l’uomo è in continua evoluzione e anche usi e costumi seguono lo sviluppo.
Guardate i film porno: una volta c’eccitavamo a guardare due che scopavano.
Oggi si trova di tutto: doppia penetrazione vaginale e anale sono all’ordine
del giorno e chi più ne ha più ne metta.
Anche il
rapporto sessuale tra me e mia moglie si è evoluto: dalla prima inculata alla prima
volta che Caterina prese tutta la mia mano in figa, mentre io mi sparavo una
sega da favola con l’altra tanto che le coprii la pancia di sborra. Poi venne
la volta della mano in figa e il cazzo in culo fino all’episodio con due cazzi
in figa e due in culo.
Così quando
un po’ di tempo dopo l’episodio con quattro ragazzi, mi chiese di organizzare
una “tromba speciale”, cercai di capire dove avremmo potuto andare a parare.
Avrei dovuto,
innanzi tutto, stabilire il numero dei cazzi che ci sarebbero serviti e poi
avrei dovuto reclutare ragazzi a modo, puliti e ben dotati poiché sicuramente
pensavamo entrambi a qualcosa che superasse il punto che avevamo raggiunto
nella precedente occasione.
Provai,
dunque, a pensare a come mia moglie si sarebbe organizzata e fissai due punti:
a) Un cazzo in
più dell’ultima volta
b) Le
composizioni
Stavo,
tuttavia, trascurando qualcosa che avrebbe potuto arricchire la nostra “festa”
di sesso: le mani! Con sei uomini mia moglie avrebbe avuto a disposizione si
sei cazzi ma anche dodici mani e quando lo dissi a mia moglie lei si mostrò
molto eccitata, ma precisò: “Le mani solo in figa”.
Anche con
questa limitazione la cosa risultava veramente arrapante e, poiché io mi
ritrovai con il cazzo duro, mia moglie pensò bene di farmi uno dei suoi
straordinari pompini facendomi sborrare copiosamente.
La fase del
reclutamento fu più facile del previsto, poiché m’indirizzai verso l’ambito
universitario facendo passare la cosa per un addio al nubilato e specificando
che sarebbe stata l’unica volta. Niente numeri di telefono e niente
riferimenti. I prescelti avrebbero dovuto esibire un certificato medico
comprensivo di test HIV.
Per dare
concretezza al piano dovevo trovare anche la “location” adatta e pensai di farmi
prestare l’attico da un amico.
E così la
parte relativa agli attori e alla logistica era sistemata: cinque bei ragazzi
ben dotati e, soprattutto, resistenti. Ora il copione di cui sarei stato,
questa volta, l’ideatore.
Mia moglie affermò
che avrebbe preferito una sorpresa (anche per andare a pari con quella che mi
aveva preparato l’ultima volta) e lasciò a me l’onere di organizzare le
composizioni e decidere la data dell’evento.
Così un giorno,
senza averle anticipato nulla, le diedi le chiavi dell’attico e mi presentai poco
dopo assieme ai cinque ragazzi: Alberto, Marco, Franco, Giuseppe e Giulio.
Quando
entrammo trovammo mia moglie in accappatoio, con le autoreggenti e le decolletè
nere. Quando ci vide, il suo sguardo mi lasciò capire che aveva tradotto il
numero dei presenti in cazzi e io le dissi: “Non è solo quello che pensi”. Caterina
mi rispose: “Porco”! e si tolse l’accappatoio mostrando a noi sei il paradiso
delle sue forme e dei suoi buchi disponibili. Toccandole la figa mi accorsi,
infatti, che era già tutta bagnata.
Dal momento
che toccava me dirigere l’orchestra, le dissi di iniziare a prendere in bocca i
cazzi uno alla volta. Non si fece pregare e portò alla massima rigidità le
nostre aste mettendo in gioco tutta la sua bravura e la sua capacità di far
sparire anche il cazzo più grosso tra le sue labbra.
Per
riportare l’equilibrio tra le parti ora toccava alla compagine maschile leccare
il corpo di mia moglie che si trovò con sei lingue che esploravano il suo
magnifico corpo. Chi si occupava dei capezzoli si rese conto della sensibilità
di quella parte e chi le leccava la figa capiva che la “macchina da guerra”
stava raggiungendo la temperatura ideale.
Quel
trattamento portò mia moglie al primo orgasmo con la complicità di una
situazione che rasentava il fantastico.
Dopo una
breve ripassata con la lingua ai sei cazzi per rinsaldarne il turgore, mia
moglie chiese, come faceva sempre con me, di cominciare ad avere il cazzo
dentro di sé.
Ma io avevo
deciso di farla “bollire” e quindi dissi ai ragazzi di aspettare. Feci
distendere mia moglie su di un fianco con una gamba, inguainata nelle
autoreggenti, per aria. Iniziai a leccarle la figa per poi infilarci due dita,
quattro dita e infine tutta la mano. La penetrazione riuscì facilmente, poiché
mia moglie, che aveva già apprezzato questa pratica, era particolarmente
bagnata.
Dissi quindi
ad Alberto di metterle il cazzo in bocca e agli altri di leccarla. Quando
percepii che il suo corpo era pronto, dissi a Giuseppe, che aveva il cazzo più
grosso del gruppo, d’inculare mia moglie. Giuseppe obbedì prontamente dando una
passata di lingua al buco del culo di mia moglie e appoggiandovi la cappella.
La troia infoiata, sentendo montare la voglia, spinse il suo magnifico sedere
in fuori per agevolare l’inculata e si ritrovò con tutto il cazzo di Giuseppe nell’intestino.
La scena era
di quelle da lasciare il segno e l’eccitazione era tangibile in tutti e sette.
Non volevo
che Giuseppe godesse nel culo di mia moglie perciò lo feci togliere appena
capii che era cotto a puntino.
Liberata dal
cazzo in culo, feci girare mia moglie restando con la mano nella sua figa
spalancata e fradicia in modo che lei potesse inarcare la schiena e offrire al
resto della truppa il buco del culo dilatato dall’ingresso di Giuseppe. Il
cazzo di Alberto era stato oggetto delle attenzioni della bocca di mia moglie
ed era pronto per approfittare dell’ingresso posteriore. Giuseppe prese il
posto di Alberto e questo non fece altro che innalzare ancora una volta la
libidine.
Così anche
Marco, Franco e Giulio, una volta arrivato il loro turno, si diedero da fare
per sollazzare lo sfintere dilatato della nostra troia.
E io? Avevo
il cazzo in procinto di esplodere e reclamavo la mia razione di quel culo che
qualche anno fa avevo sverginato. Così venne il mio turno di approfittare di quell’entrata
mentre Alberto, Marco, Franco, Giuseppe e Giulio riempivano la figa di Caterina
con le loro mani infilandole fino al polso.
Io sborrai
nel culo di Caterina e lei godette copiosamente, ma i ragazzi erano ancora
pronti all’azione e così organizzarono tre squadre da due per farsi Caterina in
doppia.
Vedere mia
moglie in quelle condizioni riportò in vita il mio arnese, aiutato da un suo pompino
che nel frattempo soddisfaceva Alberto con il culo e Giuseppe con la figa.
Ma la sagra
del sesso che avevo in mente era solo a metà…
Mi venivano,
infatti, in mente le immagini della nostra precedente galoppata e, quindi,
sapevo che l’ingresso posteriore di Caterina era capace di ben altre
performance.
Questa volta
volevo essere io ad inaugurare la nuova “figura” e quindi invitai Caterina a
mettersi in ginocchio con il culo rivolto verso l’alto. Marco fu selezionato
come primo attore per il fisting quindi, dopo averle leccato la figa, la
penetrò con la sua mano.
Caterina
ricominciava a mugolare e io le infilai il cazzo nell’ingresso posteriore che
si offriva a me in condizioni ideali. Gli sguardi degli altri ragazzi
sembravano dire: “Questo l’abbiamo già visto", ma non avevano considerato
la nuova variante da me elaborata. Chiamai Giulio e lo invitai a prendere posto
assieme a me nel buco del culo di Caterina. Questa non se l’aspettava nessuno!
All’invito mia moglie ebbe un sussulto di piacere e Giulio s’intrufolò
abilmente nelle viscere della troia. Le stavamo sfondando il retto, mentre
Marco affondava sempre di più la mano nella figa di Caterina che era oramai in
preda al delirio per il piacere. Come prima volevo sborrarle io nel culo e,
quindi, invitai Alberto e Franco a farsi avanti, lasciando Giuseppe per ultimo
a causa delle dimensioni del suo arnese. L’inserimento comportò, infatti,
qualche difficoltà, ma alla fine l’operazione riuscì perfettamente facendo
godere Caterina come non aveva mai goduto.
Marco reclamava
giustamente la sua razione di culo e quindi decidemmo di ripetere la figura più
volte: una prima sessione prevedeva la mano di Giuseppe a rovistare nella figa
di Caterina che intanto accoglieva nel culo le coppie formate da Alberto e
Franco, Alberto e Giulio e Alberto e Marco.
Anche questa
prova fece godere copiosamente Caterina che oramai era ben disposta nei
confronti di queste doppie intrusioni anali alle quali si accoppiava
l’invasione voluminosa di una mano in figa.
La mano di
Giulio sostituì quella di Giuseppe e il culo di Caterina si trovò ad affrontare
la foga dei cazzi di Franco e Giuseppe e poi Franco e Marco.
Quando fu la
volta di Franco, mentre questi infilava la mano nella figa ben lubrificata di
Caterina, Giulio e Giuseppe s’intrufolarono nel culo che era oramai in grado di
affrontare qualsiasi dilatazione. Giuseppe, poi lascio il posto a Marco mentre
Giulio rimaneva al suo posto.
L’ultima
mano che visitò la figa di Caterina fu quella di Alberto accompagnato da Marco
e Giuseppe al buco del culo.
Oramai
Caterina aveva perso il numero degli orgasmi e anche per noi sei era arrivato
il momento di sborrare e decidemmo di farlo uno per volta nel culo della mia
signora che si ritrovò le viscere piene di sperma caldo.
Il “match”
lasciò tutti particolarmente soddisfatti ma anche stremati per la lunga
cavalcata. I buchi di Caterina avevano proprio bisogno di una pausa.
Ci sarà un
seguito? |