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Pubblicato : 03-08-2011 | Autore : outrage
Categoria : Orgie/Gang Bang | Totale Visualizzazioni : 8021 | Votazione :


  
outrage

Mia moglie Caterina attira gli sguardi anche quando è in tuta da ginnastica ma, quando si prepara a dovere gli occhi sono tutti per lei.

A letto, poi, non si fa certo pregare ma che arrivasse a superare in scioltezza le migliori pornostar del mondo non me lo sarei aspettato.

Certo, la sorpresa che mi sono trovato davanti l’altra volta, spostava i parametri e cancellava la sua ripetuta dichiarazione di fedeltà al mio arnese. Non le ho neppure chiesto dove aveva trovato i protagonisti della performance…

Si sa, l’uomo è in continua evoluzione e anche usi e costumi seguono lo sviluppo. Guardate i film porno: una volta c’eccitavamo a guardare due che scopavano. Oggi si trova di tutto: doppia penetrazione vaginale e anale sono all’ordine del giorno e chi più ne ha più ne metta.

Anche il rapporto sessuale tra me e mia moglie si è evoluto: dalla prima inculata alla prima volta che Caterina prese tutta la mia mano in figa, mentre io mi sparavo una sega da favola con l’altra tanto che le coprii la pancia di sborra. Poi venne la volta della mano in figa e il cazzo in culo fino all’episodio con due cazzi in figa e due in culo.

Così quando un po’ di tempo dopo l’episodio con quattro ragazzi, mi chiese di organizzare una “tromba speciale”, cercai di capire dove avremmo potuto andare a parare.

Avrei dovuto, innanzi tutto, stabilire il numero dei cazzi che ci sarebbero serviti e poi avrei dovuto reclutare ragazzi a modo, puliti e ben dotati poiché sicuramente pensavamo entrambi a qualcosa che superasse il punto che avevamo raggiunto nella precedente occasione.

Provai, dunque, a pensare a come mia moglie si sarebbe organizzata e fissai due punti:

 

a)     Un cazzo in più dell’ultima volta

b)     Le composizioni

 

Stavo, tuttavia, trascurando qualcosa che avrebbe potuto arricchire la nostra “festa” di sesso: le mani! Con sei uomini mia moglie avrebbe avuto a disposizione si sei cazzi ma anche dodici mani e quando lo dissi a mia moglie lei si mostrò molto eccitata, ma precisò: “Le mani solo in figa”.

Anche con questa limitazione la cosa risultava veramente arrapante e, poiché io mi ritrovai con il cazzo duro, mia moglie pensò bene di farmi uno dei suoi straordinari pompini facendomi sborrare copiosamente.

La fase del reclutamento fu più facile del previsto, poiché m’indirizzai verso l’ambito universitario facendo passare la cosa per un addio al nubilato e specificando che sarebbe stata l’unica volta. Niente numeri di telefono e niente riferimenti. I prescelti avrebbero dovuto esibire un certificato medico comprensivo di test HIV.

Per dare concretezza al piano dovevo trovare anche la “location” adatta e pensai di farmi prestare l’attico da un amico.

E così la parte relativa agli attori e alla logistica era sistemata: cinque bei ragazzi ben dotati e, soprattutto, resistenti. Ora il copione di cui sarei stato, questa volta, l’ideatore.

Mia moglie affermò che avrebbe preferito una sorpresa (anche per andare a pari con quella che mi aveva preparato l’ultima volta) e lasciò a me l’onere di organizzare le composizioni e decidere la data dell’evento.

Così un giorno, senza averle anticipato nulla, le diedi le chiavi dell’attico e mi presentai poco dopo assieme ai cinque ragazzi: Alberto, Marco, Franco, Giuseppe e Giulio.

Quando entrammo trovammo mia moglie in accappatoio, con le autoreggenti e le decolletè nere. Quando ci vide, il suo sguardo mi lasciò capire che aveva tradotto il numero dei presenti in cazzi e io le dissi: “Non è solo quello che pensi”. Caterina mi rispose: “Porco”! e si tolse l’accappatoio mostrando a noi sei il paradiso delle sue forme e dei suoi buchi disponibili. Toccandole la figa mi accorsi, infatti, che era già tutta bagnata.

Dal momento che toccava me dirigere l’orchestra, le dissi di iniziare a prendere in bocca i cazzi uno alla volta. Non si fece pregare e portò alla massima rigidità le nostre aste mettendo in gioco tutta la sua bravura e la sua capacità di far sparire anche il cazzo più grosso tra le sue labbra.

Per riportare l’equilibrio tra le parti ora toccava alla compagine maschile leccare il corpo di mia moglie che si trovò con sei lingue che esploravano il suo magnifico corpo. Chi si occupava dei capezzoli si rese conto della sensibilità di quella parte e chi le leccava la figa capiva che la “macchina da guerra” stava raggiungendo la temperatura ideale.

Quel trattamento portò mia moglie al primo orgasmo con la complicità di una situazione che rasentava il fantastico.

Dopo una breve ripassata con la lingua ai sei cazzi per rinsaldarne il turgore, mia moglie chiese, come faceva sempre con me, di cominciare ad avere il cazzo dentro di sé.

Ma io avevo deciso di farla “bollire” e quindi dissi ai ragazzi di aspettare. Feci distendere mia moglie su di un fianco con una gamba, inguainata nelle autoreggenti, per aria. Iniziai a leccarle la figa per poi infilarci due dita, quattro dita e infine tutta la mano. La penetrazione riuscì facilmente, poiché mia moglie, che aveva già apprezzato questa pratica, era particolarmente bagnata.

Dissi quindi ad Alberto di metterle il cazzo in bocca e agli altri di leccarla. Quando percepii che il suo corpo era pronto, dissi a Giuseppe, che aveva il cazzo più grosso del gruppo, d’inculare mia moglie. Giuseppe obbedì prontamente dando una passata di lingua al buco del culo di mia moglie e appoggiandovi la cappella. La troia infoiata, sentendo montare la voglia, spinse il suo magnifico sedere in fuori per agevolare l’inculata e si ritrovò con tutto il cazzo di Giuseppe nell’intestino.

La scena era di quelle da lasciare il segno e l’eccitazione era tangibile in tutti e sette.

Non volevo che Giuseppe godesse nel culo di mia moglie perciò lo feci togliere appena capii che era cotto a puntino.

Liberata dal cazzo in culo, feci girare mia moglie restando con la mano nella sua figa spalancata e fradicia in modo che lei potesse inarcare la schiena e offrire al resto della truppa il buco del culo dilatato dall’ingresso di Giuseppe. Il cazzo di Alberto era stato oggetto delle attenzioni della bocca di mia moglie ed era pronto per approfittare dell’ingresso posteriore. Giuseppe prese il posto di Alberto e questo non fece altro che innalzare ancora una volta la libidine.

Così anche Marco, Franco e Giulio, una volta arrivato il loro turno, si diedero da fare per sollazzare lo sfintere dilatato della nostra troia.

E io? Avevo il cazzo in procinto di esplodere e reclamavo la mia razione di quel culo che qualche anno fa avevo sverginato. Così venne il mio turno di approfittare di quell’entrata mentre Alberto, Marco, Franco, Giuseppe e Giulio riempivano la figa di Caterina con le loro mani infilandole fino al polso.

Io sborrai nel culo di Caterina e lei godette copiosamente, ma i ragazzi erano ancora pronti all’azione e così organizzarono tre squadre da due per farsi Caterina in doppia.

Vedere mia moglie in quelle condizioni riportò in vita il mio arnese, aiutato da un suo pompino che nel frattempo soddisfaceva Alberto con il culo e Giuseppe con la figa.

Ma la sagra del sesso che avevo in mente era solo a metà…

Mi venivano, infatti, in mente le immagini della nostra precedente galoppata e, quindi, sapevo che l’ingresso posteriore di Caterina era capace di ben altre performance.

Questa volta volevo essere io ad inaugurare la nuova “figura” e quindi invitai Caterina a mettersi in ginocchio con il culo rivolto verso l’alto. Marco fu selezionato come primo attore per il fisting quindi, dopo averle leccato la figa, la penetrò con la sua mano.

Caterina ricominciava a mugolare e io le infilai il cazzo nell’ingresso posteriore che si offriva a me in condizioni ideali. Gli sguardi degli altri ragazzi sembravano dire: “Questo l’abbiamo già visto", ma non avevano considerato la nuova variante da me elaborata. Chiamai Giulio e lo invitai a prendere posto assieme a me nel buco del culo di Caterina. Questa non se l’aspettava nessuno! All’invito mia moglie ebbe un sussulto di piacere e Giulio s’intrufolò abilmente nelle viscere della troia. Le stavamo sfondando il retto, mentre Marco affondava sempre di più la mano nella figa di Caterina che era oramai in preda al delirio per il piacere. Come prima volevo sborrarle io nel culo e, quindi, invitai Alberto e Franco a farsi avanti, lasciando Giuseppe per ultimo a causa delle dimensioni del suo arnese. L’inserimento comportò, infatti, qualche difficoltà, ma alla fine l’operazione riuscì perfettamente facendo godere Caterina come non aveva mai goduto.

Marco reclamava giustamente la sua razione di culo e quindi decidemmo di ripetere la figura più volte: una prima sessione prevedeva la mano di Giuseppe a rovistare nella figa di Caterina che intanto accoglieva nel culo le coppie formate da Alberto e Franco, Alberto e Giulio e Alberto e Marco.

Anche questa prova fece godere copiosamente Caterina che oramai era ben disposta nei confronti di queste doppie intrusioni anali alle quali si accoppiava l’invasione voluminosa di una mano in figa.

La mano di Giulio sostituì quella di Giuseppe e il culo di Caterina si trovò ad affrontare la foga dei cazzi di Franco e Giuseppe e poi Franco e Marco.

Quando fu la volta di Franco, mentre questi infilava la mano nella figa ben lubrificata di Caterina, Giulio e Giuseppe s’intrufolarono nel culo che era oramai in grado di affrontare qualsiasi dilatazione. Giuseppe, poi lascio il posto a Marco mentre Giulio rimaneva al suo posto.

L’ultima mano che visitò la figa di Caterina fu quella di Alberto accompagnato da Marco e Giuseppe al buco del culo.

Oramai Caterina aveva perso il numero degli orgasmi e anche per noi sei era arrivato il momento di sborrare e decidemmo di farlo uno per volta nel culo della mia signora che si ritrovò le viscere piene di sperma caldo.

Il “match” lasciò tutti particolarmente soddisfatti ma anche stremati per la lunga cavalcata. I buchi di Caterina avevano proprio bisogno di una pausa.

Ci sarà un seguito?




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