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Pubblicato : 20-11-2016 | Autore : Scorpione
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 1225 | Votazione :


  
Scorpione
racconti porno riguardanti incesti, donne mature, situazioni intriganti

Con mia madre da mio padre

 

Sono Piero, ho 33 anni, quando avevo 24 anni sono andato a convivere con Alessia che di anni ne aveva 15 più di me, sono sempre stato attratto dalle milf o cougar, tanto che quando ho conosciuto Alessia da poco separata dal marito, non ho esitato a lasciare l’abitazione dei miei e trasferirmi da lei.

Alessia è una cougar più che una milf, Alta 1.78, occhi color mare, una quarta di seno, capelli neri, ama vestire in modo provocante, indossa sovente delle minigonne che non lasciano niente all’immaginazione.

Così a 24 anni mi sono trasferito a casa sua, qui ho trovato una sorpresa, Alessia aveva una figli di 18 anni, bella forse più della madre, ma tanto stronza.

Da subito ho avuto un rapporto conflittuale con Camilla, questo era il nome della figlia, ogni cosa era una discussione, questo e continuato per sei anni cioè fino a tre anni fa, quando ho deciso di chiudere il rapporto con Alessia.

Dei sei anni trascorsi con Alessia non mi pento minimamente, ho trovato una donna con la D maiuscola, una donna che mi ha fatto da moglie, mamma, amante, l’unica cosa è stato il rapporto conflittuale con la figlia, ogni giorno era una discussione, così tre anni fa a seguito di un viaggio intrapreso con Laura mia madre, ho deciso di tornare ad abitare nella casa materna.

Papà e mamma quando me ne andai non la presero molto bene, papà non era d’accordo che andassi ad abitare a casa di una donna separata, mamma forse anche con un po’ di gelosia pensava di perdermi, all’inizio almeno due volte alla settimana passavo a trovare i miei genitori, ma dopo circa tre mesi ebbi un forte contrasto con loro, per via che vennero a sapere che Alessia aveva ben 15 anni più di me e per di più aveva anche una figlia 18enne.

Questa discussione portò ad un allontanamento fra me e loro, per un paio d’anni non avemmo rapporti di nessun genere poi una sera nel 2010 ricevetti una telefonata da mia mamma che piangendo mi comunicava che papà era ricoverato in ospedale causa un carcinoma in stato avanzato.

Cercai di calmarla, poi le promisi che sarei stato al loro fianco per il periodo del intervento e successivamente per il decorso post ospedaliero.

Due giorni dopo mio padre subì l’intervento per l’asportazione della parte lesa, quindi i medici le dissero che avrebbe dovuto fare una serie di chemioterapia, ma prima poteva tornare a casa per un breve periodo.

Quindici giorni dopo essere tornato a casa purtroppo venne a mancare, lasciando mia mamma bella 46enne vedova.

Mio padre originario dell’Emilia Romagna, noi abitiamo in Piemonte, venne portato nel cimitero del suo paese natio, dove c’è la cappella di famiglia.

Così nel 2011, mamma che non se la sentiva di mettersi alla guida per un viaggio di 300 Km, prese il treno per recarsi a rendere omaggio al defunto, nel 2012 si affidò ad un taxi, nel 2013 invece chiese a me se potevo accompagnarla in auto.

A mamma non potevo dire di no, così la mattina di Giovedì 31 Ottobre alle 8.00 del mattino suonavo il citofono di mamma, per partire alla volta dell’Emilia Romagna.

Mamma non si fece attendere, arrivò in breve tempo, salì in auto, dopo avermi baciato su una guancia partimmo.

Mia mamma mi sembrava strana, non capivo cosa ci fosse di differente in lei, ma non era la stessa donna che conoscevo fino a quel momento.

Durante il viaggio parlammo del più e del meno, verso mezzogiorno, ci fermammo per pranzare in un ristorante a Brescello, vicino al paese natio di papà.

Mangiammo bene, bevemmo anche una bottiglia di Lambrusco, parlammo tanto e di tutto, poi dopo aver pagato ci recammo al parcheggio per salire in auto e percorrere quei pochi chilometri per arrivare a destinazione, nel parcheggio dovetti sostenere mamma, che era leggermente brilla nonostante avesse bevuto solamente ½ bicchiere di vino.

L’aiutai a sedersi, si sporse per farmi una carezza sul viso, chiusi la porta, feci il giro dell’auto, salii ed avviai l’auto, partimmo, mamma alticcia cominciò a disquisire sulla sua vita.

“Sai Piero, sento la mancanza di un uomo accanto a me” disse.

“Mamma ci sono molte donne vedove che si risposano”

“Già, ma non troverò mai più uno come papà”

“Beh non devi cercare un suo clone, ma trovare un brav’uomo che ti voglia bene”

“Sai di uomini ne trovi tanti, ma vogliono tutti la stessa cosa”

“Dai mamma, figurati se non c’è un uomo che voglia stare con te, così senza pensare ad altro”

“No Piero, ho conosciuto un uomo di quasi 66 anni, mi sembrava volesse trascorrere un po’ di tempo assieme per farcì compagnia visto che anche lui è vedovo da poco”

“Beh allora?”
“Dopo un’ora che stavamo parlando mi ha detto, quand’è che si scopa? Hai capito il vecchio porco voleva portarmi a letto”

“Mamma che c’è di male? Avrai anche te le tue esigenze?”

“Se devo trovarmi un uomo per andare a letto, allora faccio come Alessia!”

“Che centra Alessia?”

“Lei si è presa un ragazzo nel pieno della sua prestanza fisica, ben più giovane, che andrebbe bene per sua figlia”

“Mamma non ricominciare, lo sai che ho sempre ammirato le donne più grandi e di Alessia ero innamorato”

“Eri? Adesso non lo sei più?”

“Mamma sono stanco di tutte le discussioni giornaliere che si fanno con Camilla”

“Beh chiarisci tutto o lascia quella casa!”

Nel frattempo sia giunti al cimitero, ho posteggiato quindi mamma mi ha detto:

“La conversazione la riprendiamo dopo, sono interessata a come scorre la vita di mio figlio, adesso andiamo da tuo padre”

Scendemmo dall’auto e ci recammo alla cappella di famiglia.

Mamma pulì il pavimento, poi doveva salire per raggiungere il vaso per depositare i fiori davanti al loculo di papà, così le dissi:

“Mamma, lascia salgo io”

“No! No faccio da sola”

Prese la scala, salì due gradini, al terzo mentre stavo attento che non cadesse visto che prima avevo dovuto sorreggerla, vidi uno splendido paio di gambe che non avevano niente da invidiare a una ventenne, quindi osservai meglio, vidi che aveva indossato delle calze di seta molto eleganti e fini.

Quando salì l’ultimo gradino della scala notai un reggicalze di nuova fattura ma somigliante a quelli degli anni venti.

Ecco svelato quello che avevo captato ma non recepito al momento della partenza.

Mamma era solita usare collant color carne, e gonne molto castigate, non che fosse una puritana, ma era una persona sobria e invece al momento della partenza aveva indossato calze nere, gonna corta cioè sopra il ginocchio, una camicia blu notte e scarpe nere con tacco alto, pensavo fosse perché ci recavamo al cimitero, invece era perché a 49 anni aveva deciso di rimettersi in gioco.

Mi appoggiai alla scala per tenerla e dare un po’ di sicurezza a lei, ma ormai ammiravo solo le sue splendide gambe inguaiate in quelle ammalianti calze nere sorrette dal reggicalze, intravvedevo alcuni peli inguinali spuntare dalle mutande merlettate e rigorosamente nere, al punto di non accorgermi che mamma aveva depositato i fiori nel vaso e stava scendendo, infatti rapito da quel ben di Dio non mi spostai, quando scese al terz’ultimo gradino incocciò contro di me, finimmo tutti e due a terra, mamma sopra di me con una mia mano sul seno, disse:
“Piero dove hai la testa? Cosa fai con quella mano?”

In quel momento non risposi, ma portai l’altra mano all’altezza del suo inguine e la feci penetrare sotto le mutande, infilando un dito nella vagina.

“Piero, sono tua madre, non vorrai approfittare di una povera vedova?”

A quel punto mi ripresi e dissi:

“Mamma tu sei meglio di Alessia, nonostante lei sia più giovane di quattro anni”

“Allora? Cosa vuoi fare un incesto con tua madre?” disse con voce eccitata.

Nel mentre palpavo il seno con la sinistra, con la destra la masturbavo in vagina e le risposi:

“Perché no! Sei sempre stata la donna dei  miei sogni! Mi sono messo con Alessia solo perché non potevo avere te!”

“Smettila Piero, non è ne il posto ne il momento per certe porcate!” disse.

Nel mentre il mio tocco la fece gemere, perciò continuai, estrassi il membro dai pantaloni, poi dopo aver scostato con la mano destra le mutandine introdussi il pene nella vagina e cominciai a stantuffare, prima adagio, poi sempre più veloce, mamma ormai aveva perso ogni pudore, ormai fra un gemito e l’altro sempre più eccitata incominciò una serie di volgarità:

“Bastardo! Fottimi come una puttana! Porco riempimi di sborra! Sii scopami qui davanti a tuo padre! Si fai cornuto tuo padre! Brutto stronzo chiava una vera donna e non una bambola!”

Tutte frasi che mi facevano eccitare sempre più, la scopai per circa 90 minuti poi le sborrai nell’utero, quindi le chiesi:

“Mamma ti è piaciuto?”

“Piero sei un porco, non devi mai più fare una cosa simile con me, non so come sia successo, ma facciamo finta che non sia mai accaduto e non parliamone più”

“Mamma sei stata fantastica!”

“Smettila Piero, abbi almeno rispetto del luogo dove ci troviamo”

“Si mamma”

Uscimmo dalla cappella e dal cimitero, salimmo in auto e mamma disse:

“Ora si torna a casa!”

“No mamma, scusa ma non me la sento di guidare per 300 km, fermiamoci in un hotel per passare la notte, poi domani torniamo, intanto noi dobbiamo parlare”

“Ok fermiamoci per la notte, ma non c’è niente di cui parlare, per quello che è successo prima, ci mettiamo una pietra sopra e  non ne parliamo più”

Ci recammo in alcuni negozi per acquistare pigiami e l’occorrente per la notte.

Arrivammo a Parma e prendemmo una stanza in hotel, cenammo in un ristorante nelle vicinanze quindi tornammo in hotel.

Telefonai a Alessia dicendole che avevo avuto un problema con l’auto e quindi sarei tornato solo l’indomani.

Mamma restò stupita entrando nella camera, c’era solamente un letto matrimoniale e non due singoli come pensava.

La tranquillizzai dicendole che se non voleva che dormissimo insieme, mi sarei accomodato sulla poltrona che era al fondo del letto.

Mamma andò in bagno, dopo uscì con una veste da camera che metteva in risalto ogni suo ben di Dio.

Che gambe splendide con polpaccio pronunciato, un seno prosperoso, labbra carnose e siccome era senza mutandine ho potuto ammirare le labbra della vagina pronunciate e ben curate, con il massimo dell’esaltazione nel suo culetto liscio e bello tondo, se fosse stata nuda non c’era differenza, ma col vedo non vedo della camicia da camera era qualcosa di eccitante, quasi da stupro.

Col pene rigido mi recai al bagno misi il pigiama, poi torni nella camera, mamma era già a letto, l’ammirai ancora, quasi incantato, lei mi disse:

“Scemino cosa fai li, su vieni a dormire”

Volai nel letto con lei, ci scambiammo un casto bacio, provai a toccarla per eccitarla, ma lei subito disse:

“Abbiamo già sbagliato oggi, non vorrai sbagliare anche stasera?”

“Mamma per me è uno sbaglio dormire senza toccarti”

“Senti Piero, domani torniamo, alla sera avrai Alessia a tua disposizione”

“Sai che mene faccio di Alessia se posso avere te”

“Si adesso, ma domani torni da lei ed io resto di nuovo sola”

“Se vuoi per te lascio Alessia e torno a cassa da te”

“Si! Si! Si parole solo parole come la canzone, una volta ottenuto quello che vuoi, poi ciao”

“Vedi cara Laura, io ti ho sempre amato, ma per me sei sempre stata irraggiungibile, prima c’era papà, poi la vedovanza e così via, ma oggi ho visto che sei ancora una donna vogliosa e non desidero altro che farti felice e sodisfarti in tutti i sensi”

“Se torni a casa da me come vorresti far combinare le nostre vite?”

“Non se torno! Ma torno, per prima cosa vorrei essere per te un marito, come tale avere tutti gli oneri e gli onori poi direi che potremmo cambiare residenza in modo da non incontrare nessuno che sappia che parentela c’è fra noi, così da poterci comportare come marito e moglie”

“Se ti dico che accetto bisogna risolvere il problema di nome Alessia”

“Con Alessia lo risolvo facendo la valigia e salutandola, è stato bello ma troppe discussione per causa di Camilla”

“Piero non voglio passare per una rovina famiglie, però voglio dirti che da quando sei andato a vivere con lei, io muoio di gelosia!”

Mentre mamma pronunciava quest’ultima frase, introducevo due dita della mano sinistra nella sua fighetta stretta che sembrava quella di una bambina, poi appoggiavo le mie labbra alle sue introducendo la lingua nella sua bocca, quando staccai le labbra dissi:

“Mamma ti amo, ti voglio, ora, subito, voglio che tu diventi la mia donna”

“Oh caro, si prendimi, ti voglio anch’io!”

Feci mettere mamma di fronte ame in ginocchio, poi infilai le cosce tra le sue,  questa posizione particolarmente intima ci consentiva di abbracciarci, baciarci ed accarezzarci in un vorticoso intreccio di passione e desiderio, mamma incominciava a godere al che le chiesi:

“Ti piace farlo così?”

“Si amore, godo molto, non l’ho mai fatto in questo modo”

“Questa è una posizione del Kama Sutra che si chiama l’ascensore, ma con te voglio provarle tutte”

“Piero spero non tutte stanotte, se no mi distruggi!”

“No amore! Abbiamo tempo, da domani torno a casa per dividere con te il tuo letto”

“Oh amore che gioia, su dai adesso scopami!”

La feci mettere a gattoni, appoggiata comodamente sui gomiti. Io piegato sulle ginocchia, l'abbracciai e la penetrai da dietro, in questa posizione classica, piacevole per entrambi. Infatti, la penetrazione profonda stimola molto la vagina e il punto G e potevo accarezzare alla mamma il clitoride e i seni. D'altra parte era molto eccitante anche per me, che con questa posizione potevo soddisfare la mia smania di dominare Laura. Tuttavia alcune donne si sentono umiliate in questa posizione, mentre altre la trovano particolarmente dolorosa, per mamma era la seconda godette molto, finimmo di fare l’amore che era l’alba, le dissi:

“Vedi abbiamo fatto due posizioni del Kama Sutra ed hai raggiunto diversi orgasmi, pensa una volta a casa quanto ti farò godere?”

“Si amore, tutto quello che vuoi!”

“Mamma ora dormiamo, che domani abbiamo un lungo viaggio e un trasloco che ci aspetta”

“Buonanotte amore!”

“Buonanotte mamma!”

Ci addormentammo, verso le otto mi svegliò una carezza leggera ai genitali, quando aprii gli occhi, mamma mi stava solleticando lo scroto con la mano destra, con le labbra mi dava alcuni baci al pene quindi vedendomi sveglio mi disse:

“Era ora che ti svegliassi, volevo che mi scopassi ancora prima di partire, quando mi sono svegliata ho ripensato a ieri quando mi hai presa nella cappella al cimitero, è stato meraviglioso”

“Ma se non volevi, ti ho quasi stuprato!”

“Perché credi mi fossi vestita tutta in nero da puttana e perché ho voluto salire sulla scala, sapevo che la gonna corta le calze nere col reggicalze ti avrebbero eccitato e speravo in una tua mossa!”

“Allora perché eri ritrosa?”

“Perché non volevo fosse una botta e via!”

“Mamma ma io ti ho sempre amato!”

“Questo lo so, ma ora stai con Alessia, ma non sapevo fino a che punto mi amassi” 

“Ok dai vieni qui che ho voglia di scopare la mia bella mamma prima di partire”

Mamma si avvicinò e mi disse:

“Piero fammi provare un’altra posizione del Kama Sutra che ieri ho goduto come mai in vita mia”

“Beh mamma ora tutte le posizioni non le so, ci vuole il libro, ma vediamo dopo l’ascensore e l’adorazione potremmo provare la tarantola”

“Si! Si spiegami com’è che la proviamo subito”

“Mamma l'uomo è appoggiato sulle mani dietro la schiena, le gambe sono allungate sul letto. La donna è a cavalcioni su di lui, ed appoggia le mani di fianco alla gambe di lui. La donna va avanti e indietro ritmicamente con il bacino. In questo modo sei tu che ti penetri e decidi il ritmo”

“Dai posizionati e iniziamo, sono tutta un fremito”

Mamma ed io scopammo nella posizione della tarantola poi in quella classica fino alle dieci, quindi dopo una doccia ci vestimmo e tornammo a casa.

Andai a prendere le mie cosa, lasciai Alessia, tornai a vivere con mamma nella casa che era stata dei miei, nel mentre cercammo una casa lontano una cinquantina di chilometri per trasferirci in modo che si sapesse che eravamo una copia con lei matura ma non che fossimo madre e figlio.

Di fronte agli estranei la chiamo Laura e lei Piero, solo nei momenti intimi la chiamo mamma.

Comprammo il libro del Kama Sutra e nel giro di pochi mesi lo mettemmo in pratica tutto, ora sono tre anni che conviviamo come marito e moglie, delle figure descritte sul libro ne utilizziamo una trentina, scopiamo tutti i giorni, il maggior godimento lo abbiamo quando il giorno dei morti mamma sale sulla scala nella cappella di famiglia  con un lungo soprabito che le arriva ai piedi poi se lo toglie restando praticamente nuda, indossa solo scarpe con tacco 12 o più, reggicalze e calze assolutamente neri e facendo la ritrosa si fa prendere a pecorina, poi mi sale sopra a spegni moccolo e si penetra col mio cazzo, al raggiungimento del orgasmo dice rivolta a mio padre:

“Piero si che sa come si tratta una donna, lui non mi fa mancare il cazzo mai una notte, con lui mi sento la regina delle troie, rimpiango di essere in menopausa se no avrei voluto figliare con lui. Solo con lui mi sento una donna, con te non ho mai goduto ed ero una donnicciola”

Grida talmente forte che spero non passi nessuno nei pressi della cappella, poi dopo la visita al cimitero e d’obbligo la fermata al nostro albergo, dov’è nata la nostra storia, li per festeggiare ordiniamo una bottiglia di champagne, poi la notte scopo mamma fino a che le forze me lo consentono.

La mattina torniamo nella nostra alcova dove facciamo l’amore, ormai mamma non si risparmia in niente.

Sono tre anni che viviamo come fossimo marito e moglie, per i vicini siamo una coppia con lei matura ed io un giovane che s’è innamorato di una milf. 




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