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Pubblicato : 10-04-2010 | Autore : BimbaHot
Categoria : Confessioni | Totale Visualizzazioni : 6520 | Votazione :

  
BimbaHot

Ho da poco compiuto 25 anni e ho deciso di raccontare i miei segreti più inconfessabili ed esclusivi. Credo che ci siano momenti nella vita di ognuno in cui sia opportuno guardare al proprio passato e riconoscere come esso abbia contribuito nel costruire la nostra personalità, il nostro modo di essere; riflettere su ciò che ci ha lasciato in eredità e su come ci ha trasformati.

Ebbene, io ho un passato da raccontare; un passato fatto di situazioni nascoste ed insolite per una ragazza della mia età e di cui nessuno ha mai sospettato nemmeno lontanamente; complice la mia natura riservata e un po’ timida.

Tutto ha avuto inizio alcuni anni fa; avevo 17 anni e vivevo con la mia famiglia in un palazzo in centro città. Ci eravamo trasferiti lì da poco, per via del lavoro di mio padre.

Non amavo particolarmente quel posto; a causa del mio carattere un po’chiuso avevo qualche difficoltà nello stringere amicizie. Il palazzo in cui abitavamo era un vecchio edificio dall’aria triste e grigia; non vi erano ragazzi o ragazze delle mia età ma solo adulti o anziani e questo mi deprimeva parecchio poiché non vedevo alcuna possibilità di conoscere dei coetanei.

Tuttavia abbiamo instaurato sin da subito dei buoni rapporti con tutti gli abitanti del palazzo; i miei genitori ritenevano molto importante il buon vicinato e si adoperavano affinché anch’io imparassi a rapportarmi in maniera cordiale ed altruista con gli altri inquilini; dicevano che ciò era molto importante ai fini della mia formazione caratteriale.

A causa del lavoro i miei erano spesso fuori casa e volevano trovare un punto di riferimento a cui potermi affidare nelle ore pomeridiane, quando tornavo da scuola.

Molti vicini si proposero con entusiasmo dicendo che ero una ragazza molto brava ed educata e che avrebbe fatto loro piacere trascorrere qualche ora in mia compagnia; soprattutto persone anziane che vivevano sole.

Per non offendere nessuno, insieme ai miei genitori stabilimmo che avrei trascorso un giorno a turno da ognuno di loro.

La prima settimana trascorse tranquillamente e la passai con ognuno dei vicini; tutti molto gentili e cari nei miei confronti. Tra di essi vi era il signor Antonio, un uomo sui 70 anni; sempre gioviale, corpulento e basso di statura. Era un pensionato e trascorreva il tempo per lo più a casa con il suo gatto o al bar con amici.

Il giorno che avevo passato da lui era stato molto simpatico e cortese e mi aveva fatto moltissimi complimenti riguardo alla mia bellezza e bravura.

Così passarono alcune settimane e le cose andavano sempre bene con tutti; il signor Antonio mi chiedeva sempre con maggior insistenza di trascorrere da lui tutti i pomeriggi, ma io non volevo venir meno all’accordo prestabilito. Il suo comportamento era sempre molto gentile e di maggior confidenza man mano che passava il tempo; spesso mentre ero intenta a fare i compiti, lui si avvicinava per parlarmi appoggiandomi una mano sulla spalla; oppure, mentre mi accompagnava alla porta quando me ne andavo mi cingeva la vita con un braccio. Era una persona molto solare ed estroversa ed io interpretavo così i suoi atteggiamenti.

Un pomeriggio mi trovavo da lui. Mentre io ero in cucina a studiare, lui era in salotto a vedere la tv e mi chiamò, chiedendomi di raggiungerlo. Giunta lì, mi chiese di sedermi sul divano accanto a lui, poiché c’era un film molto bello e voleva lo vedessi anch’io.

Per non apparire scortese accettai l’invito e mi accomodai. Dopo qualche minuto lui mi passò un braccio intorno alle spalle e si avvicinò di più a me. Trascorsi alcuni minuti sentii l’altra mano, quella che non mi cingeva le spalle, che si poggiava sulla spalla a lui più vicina. Entro breve tempo la sua mano scendeva sempre più lentamente ed io rimasi immobile a guardare la televisione.

D’un tratto scattò qualcosa dentro di me e mi sentii il cuore battere forte dall’eccitazione per quella situazione inattesa e per me assolutamente nuova.

La mano del signor Antonio, pian piano, andò a posarsi sul mio seno e lo strinse lievemente. Il mio respiro iniziò a diventare irregolare ed accelerato; curiosamente mi piaceva tantissimo quello che stava accadendo.

Sentii la mano spostarsi da un seno all’altro ma rimasi impassibile a fissare lo schermo pur senza vedere nulla. Pian piano la mano dell’uomo si infilò sotto la mia maglietta ed iniziò a palpeggiarmi i seni esternamente al reggiseno. Sentivo il suo respiro farsi anch’esso affannoso e, a un tratto, il suo indice si insinuò dentro la coppa del reggiseno e accarezzò delicatamente il capezzolo che si inturgidì immediatamente.

Provavo una forte eccitazione ed il piacere che derivava dalla stimolazione del capezzolo eretto era indescrivibile.

Tuttavia cercai sempre di non scompormi in alcun modo. A un tratto sentii che il signor Antonio mi stava toccando con la mano con cui mi cingeva, che aveva passato sotto il mio braccio e, tenendomi stretta a sé, mi palpeggiava il seno da sotto la maglietta. Con la coda dell’occhio vidi che, con l’altra mano si stringeva un’escrescenza nei pantaloni che muoveva su e giù: si stava masturbando.

Trascorse qualche minuto e lo sentii ansimare e gemere lievemente; poi a un tratto si alzò ed andò in bagno.

La settimana successiva, speranzosa di ripetere il gioco, decisi di non indossare il reggiseno e di mettermi una camicetta con i bottoni.

Rimasi per circa un’ora in cucina sui libri ma ero molto distratta: aspettavo con ansia che il signor Antonio mi chiamasse. Non deluse le mie aspettative e, come la volta precedente, mi invitò a sedermi accanto a lui.

Nel giro di breve la sua mano scese sul mio seno e lo sentii piacevolmente colpito nell’avvertire l’assenza del reggiseno. Palpeggiò e accarezzò i miei seni a lungo; quando infine si decise, poco alla volta, a slacciare i bottoni della camicetta.

Scoprì i miei seni nudi e scorsi sul suo viso un’espressione avida ed estasiata mentre i suoi occhi da vecchio porco si fissavano sui miei candidi e sodi seni dai capezzoli ancora morbidi.

Le sue mani eccitate iniziarono a palpare ed io sentivo il cuore martellarmi nel petto, e picchiare forte tra le gambe. Il signor Antonio stringeva la mia terza tra le sue mani; si soffermava sui capezzoli, titillandoli con gli indici o massaggiandoli circolarmente coi pollici. Io avvertivo ondate di piacere pervadermi e una specie di prurito umido tra le cosce.

A un tratto lo vidi afferrarsi di nuovo la sporgenza e masturbarsi il cazzo turgido dentro i pantaloni.

Mi eccitava infinitamente sapere che io avevo provocato tutto questo e lui si stava masturbando per me, che ero stata io ad eccitarlo.

In breve tempo lo sentii gemere in maniera trattenuta, poi lo vidi alzarsi e dirigersi verso il bagno. Rimasi lì, con la camicetta aperta e i seni coi capezzoli induriti, soddisfatta e ansiosa di poter tornare dal signor Antonio la settimana successiva per giocare di nuovo.




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    Racconto a Caso
Autore : pipistrello72
il piacere che sto provando e pazzesco… mi accarezzo il seno….mi stringo i capezzoli…ho una gran voglia di godere….a stento trattengo i miei mugolii….

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