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Pubblicato : 04-06-2009 |
Autore : stregone bianco
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni
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Erano giorni che i nostri colloqui non andavano oltre la formalità, eppure io "cazzeggiavo" alla grande con lei, facevo una battuta dietro l'altra a lezione e il corso non proseguiva nella noia per entrambi. Allorchè un giorno mi invita ad un aperitivo, fuori dall'università. Le dissi che non potevo, che avevo da fare, e mi fece una faccia che non lasciava adito a dubbi. Non l'aveva presa bene. E quell'essersi esposta in maniera così inconsueta per lei, non sarebbe più capitato. Insomma… mi ero perso un'occasione. Non ci diedi peso, sinceramente, almeno per i primi giorni; poi a lezione, vado a sedermi e lei non c'è, ritarda. Arriva e mi saluta e si mette due file dietro di me. -Bastarda -, pensai. –E' così che me la fai pagare allora? – la cosa mi colpì, anche perché in tutta sincerità non mi era sembrato di cogliere un certo avanzamento dei rapporti tra me e lei. Lasciai perdere. Alla lezione successiva, stessa storia. E non capivo. C'era rimasta veramente così male? Finita la lezione la raggiunsi, e salutatici, abbastanza freddamente le chiesi: -c'è qualcosa che non va, Cristina?- -No, perché?- -Che ne so, non mi saluti quasi più e ti siedi qui da sola.- -No, nessun problema, fidati. Un periodo così, e ho voglia di pensare.- fece per alzarsi e la presi per un braccio, per fermarla, senza forzare, lo ricordo bene, solo a volerle dire "aspetta, parliamo un attimo." Ma mi fece uno sguardo che mi fece mollare la presa immediatamente. -Scusa- le dissi. -No, nulla, è che non mi piace quando mi si mettono le mani addosso. Ma volevi dirmi qualcosa?- -No, lungi da me metterti le mani addosso, ma volevo solo dirti che mi era sembrato che ce l'avessi con me per qualche motivo…- E lei:- a te sembra che io debba avercela con te per qualcosa?- TRADUZIONE: -stronzo di merda mi hai fatto sentire una troia l'altro giorno!- E mi guardava fisso. Le sorrisi. –Senti-, le dissi. –Faccio ancora in tempo ad offrirti un aperitivo?- -Non oggi comunque!- rispose, ho da fare io. – Ma se ti va ancora domani possiamo vederci per le sette.- -E vada per le sette allora!- -Bada che non ammetto cambi di idea stavolta!- e mi sorrise un po'. -Non ce ne saranno.- -Allora domani ti interrogherò un po' davanti ad un analcolico!- mi sorrise e girò i tacchi per andarsene. E io rimasi lì inebetito a guardare quel fondoschiena ancheggiare sulle scale che portavano all'uscita.
L'indomani mi presentai al solito bar dove andava, Ma non la trovai sola come pensavo. C'era un suo amico con lei. La cosa mi puzzò da subito, e mi rabbuiai. ma facendo buon viso a cattivo gioco mascherai la cosa e mi presentai al loro tavolo. Era un suo amico di vecchia data, e non appena le presentazioni furono fatte, cominciò a studiarmi, a vedere quali erano le mie intenzioni. Non so chi fosse, ma mi sentivo sotto esame... e non ne capivo il perchè. Poi dopo una mezzoretta, si alzò e salutandomi si allontanò. E così dopo qulalche istante le chiesi:- chi era quel ragazzo?- -Ma nulla un mio vecchio ex, con il quale sono rimasta in ottimi rapporti.- -Ma hai notato che mi ha riempito di domande?- -Sì, fa così con tutti i miei amici maschi.- -Con tutti i tuoi amici maschi?- -Sì. Sostiene che gli uomini sono tutti uguali e che devo stare attenta. Mi vuole un bene...- -Sottoscrivo allora.- e sorrisi. -Cosa?- -Che gli uomini sono tutti uguali, no?- -Ah- e mi guardò. -dici?- -Dico, dico.- e la guardai. -non è che è un po' geloso di te?- -No, no, ha una sua ragazza a cui vuole bene. Ma dice sempre che mi metto nei guai nelle situazioni sentimentali.- pausa. - e vuole proteggermi.- -Ah, ho capito.- -Ma lui non ha capito che io non ho bisogno di essere protetta.- -Che intendi?- -Intendo che sono io a decidere se cacciarmi nei "guai", non sono gli uomini a cacciarmici.- La cosa cominciava a essere intrigante. Mi sembrava volesse farmi capire che il motivo di quell'aperitivo era quello che io non stavo considerando minimamente. In effetti non c'era mai stata tanta sintonia su certe cose, sia negli atteggiamenti, sia nei discorsi. Continuai a parlare:- eh ma lui pensa che io possa essere uno che può cacciarti in questi guai dunque. Perché farmi tante domande altrimenti?- -Mah, non saprei, in fondo gli ho solo detto che attendevo un amico per un aperitivo.- e mi fece capire che non l'aveva invitato. Quindi, era me e me solo che doveva vedere. -E di solito come ti ci cacci in questi "guai"?- e così diedi alla conversazione un'impronta indubbia. L'unica cosa e che se mi sbagliavo andavo incontro ad una di quelle figure di m…a che ti facevano passare la voglia di provarci. Mi fissò. -A volte basta un semplice invito ad un aperitivo. Non si sa mai come vanno a finire certe cose.- Silenzio… -A volte- continuò – posso essere più diretta!- Si fermò. – E nemmeno lì, si sa bene dove finiscono certe cose!- e mi fissò di nuovo. -Finiscono a letto.- dissi io fissandola a mia volta. -Sì, in effetti può capitare. - e scoppiò a ridere. Aveva dato sfogo ai pensieri e poi soppresso tutto in una battuta a smorzare. Io ridevo di rimando. Non volevo riaprire l'argomento, mi sembrava cominciare l'assedio al castello, e non era ancora il momento di attaccare. Cambiai discorso, anche perché l'aperitivo stava per terminare e io avevo l'uccello tiratissimo, meglio non rischiare figuracce… Uscimmo e passeggiammo insieme per dieci minuti visto che il percorso era lo stesso per un tratto. Al momento di dividerci, mi disse che ci saremmo rivisti al corso la settimana seguente. –Tutto qua?- pensai. E ci salutammo…
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Racconto a Caso |
Autore : seno.81
Una giovane attrice può accettare di recitare nuda? |
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