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Pubblicato : 01-12-2016 | Autore : Scorpione
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 990 | Votazione :


  
Scorpione
racconti porno riguardanti incesti, donne mature, situazioni intriganti

Da mamma ad amante ed infine moglie 5

 

Ormai dividevo il letto con mamma, mio padre si era ritirato nella camera singola, io e Laura eravamo una coppia e neanche più la presenza di Filippo ci intimoriva, visto che ci aveva scoperti mentre eravamo intenti a fare l’amore.

I tre giorni che avevo di ferie li passammo senza curarci di nessuno.

Il giorno che venimmo scoperti per causa di un guasto dell’auto di mio padre, e dopo quella litigata mamma mi prese per mano dicendomi:

“Visto che le cose qui si sono chiarite, io direi di continuare a festeggiare i tuoi tre giorni di libertà”

“Ok Laura, cosa vuoi fare?”

“Scusa ma non eravamo d’accordo che mi avresti presa e riempita in tutti i buchi disponibili”

“Certo ma non sapevo che lo volessi veramente”

“Purtroppo la membrana che dimostrava la mia verginità uterina lo consumata con tuo padre, e come ti ho già detto sono contenta perché ho figliato te amore, ma quella anale e tutta per te.

Quale migliore occasione di questa in cui ci siamo dichiarati e vivremo il nostro amore come marito e moglie.

“Comunque guarda cara mamma che quel che ho detto prima a tuo marito lo voglio mettere in pratica per davvero”

“Amore io non ti seguo cosa vuoi dire?”

“ Voglio dire che oltre al culo che ti prenderò stanotte stesse, voglio vedere crescere un bel pancione per avere un figlio nostro”

“ Claudio ho quasi 50 anni non mi sembra il caso”

“Laura siccome voglio almeno un figlio, se non vuoi essere tu la fattrice dovrò riprendere i contatti con Sara”

“Non ti azzardare nemmeno a nominarla, se è questo che vuoi sono a tua disposizione ma io voglio essere l’unica donna della tua vita. Capito?”

“Si”

Dopo questo scambio di opinioni l’ho abbracciata e baciata, abbiamo passato un paio d’ore in effusioni amorose, poi verso le 12.00 ci siamo alzati e abbiamo pranzato con papà presente.

Dopo pranzo ho detto a mamma di prepararsi che saremmo andati al centro commerciale.

In un baleno mamma era pronta, quando la vidi restai senza fiato i capelli che porta lunghi li aveva raccolti in due trecce , aveva infilato una gonnellina azzurra, una maglietta un po’ di trucco, niente di esagerato.

Laura non sembrava affatto una cinquantenne, ma una ragazzina che ha appena terminato l’adolescenza, anche papà la guardava ma non si osava a dire niente.

L’unica cosa che disse fu:

“Se hanno riparato l’auto parto e sto via tre giorni”

Mamma lo guardò con aria assente e gli rispose:

“Divertiti, spero che ti diverti come mi divertirò io con mio figlio”

Lui un po’ distaccato e brontolando in modo quasi incomprensibile:

“Lei troia e lui porco fanno una bella copia sembrano una prostituta e il suo magnaccia”

Con calma ma con voce decisa ho replicato:

“Non permetterti mai più di insultare mamma, in quanto ame fa lo stesso ma comunque da un impotente come te le parole non mi toccano, tanto so che la mia donna non riuscirai mai a soddisfarla e le altre le farai solo ridere”

Dopo quelle parole ho preso mamma per mano e siamo usciti, giunti dalla macchina facendo il galante le ho aperto la porta e fatta accomodare quindi ho chiuso la porta e facendo il giro dietro l’auto sono salito al posto di guida.

Laura era un po’ triste per tutto quel che era successo in mattinata e per le parole del marito prima di uscire.

Pensando di non turbarla sono stato in silenzio per tutto il tragitto, una ventina di chilometri, poi giunti a destinazione ho parcheggiato l’auto, quindi spento il motore sfiorando il volto di mamma lo fatta girare verso me e l’ho baciata.

Siamo scesi e le ho detto:

“Mamma voglio comprarti un vestito elegante e anche scandaloso in modo che chi ti veda corra al cesso a farsi una sega”

“Tesoro potresti usare meno volgarità quando siamo fuori dalle mura domestiche, non mi piace che sentano le tue sconcerie”

“Laura sei diventata puritana tutto ad un tratto, stamattina mentre eravamo accoppiati insultavi con epiteti scurrili tuo marito, adesso ti scandalizzi per la parola cesso e sega”

“Claudio sai nei momenti intimi mi piace essere volgare ma per la strada no e poi vestita così che sembro una bimba, mi potresti traviare e insegnarmi cose sconce”

“Hai ragione piccola, non bisogna mai dare cattivi esempi”

“Ah ah ah ah, sei incorreggibile Claudio mio”

Intanto eravamo arrivata all’atelier di moda per signore, entrammo e una commessa di circa 30 anni si avvicinò e chiese cortesemente se poteva esserci utile.

Io le spigai cosa volevamo e lei sorridendo ci accompagno nel reparto specifico.

Ci fece vedere diversi modelli, che a mamma piacevano, ma non erano quelli che volevo io,

poi sempre la commessa disse di avere dei nuovi arrivi ma molto più costosi e se volevamo c’è li avrebbe mostrati.

Io dissi subito di si che il prezzo per un abito che serviva a mia mamma non avrebbe creato alcun problema.

Mamma provò l’abito, ma vedendo la commessa che faceva la smorfiosa con me con domande personali tipo:

“Sei fidanzato? Potresti invitarmi a cena una sera? Hai proprio una mamma giovanile, quanti anni ha?”

Mamma con decisione la interruppe e con durezza la rimise al suo posto:

“Più che fidanzato convive col suo amore! Non può invitarla a cena perché tutte la sere le massa con la sua donna! Per quanto riguarda i miei anni non sono affari suoi, quindi lei faccia il suo lavoro e non la smorfiosa con mio figlio!”

La commessa mortificata chiese scusa e pensando alla vendita non andata a buon fine disse:

“Scusate, non dite ai miei datori di lavoro che sono stata ineducata”

Io intanto avevo lanciato un’occhiataccia a mamma risposi:

“Non diremo niente a nessuno, e per favore ci porti il vestito alla cassa”

Laura mi guardò e mi sussurrò in un orecchio:

“Se era per me non acquistavo niente e poi hai visto bene il prezzo”

“No perché, cosa c’è che non va”

“Tremila euro per un vestito mi sembra troppo”

“Beh amore per te il meglio, poi mi spieghi perché hai aggredito quella ragazza?”

Laura rimase zitta e fuori dal negozio cercò di giustificarsi, ma rimandai tutto a dopo quando saremo stati soli in auto.

“Adesso Laura ti mancano le scarpe adatte da abbinare al vestito”

“Non voglio che spendi i tuoi soldi per me”

“Certo se vuoi essere trattata come mia moglie devo pensare anche al tuo vestiario”

Ci recammo nel negozio di calzatura dove provò molti modelli diversi fin quando non trovò quelle che più la soddisfacevano.

Acquistate le scarpe tornammo all’auto e qui chiesi spiegazioni del suo comportamento visto che non l’avevo mai vista così inferocita che sembrava una belva ferita.

Mamma ridendo:

“L’ho spaventata per davvero quella puttanella, non doveva permettersi di provarci col mio uomo. Il mio uomo è mio e non lo divido con nessuno”

“Mamma io mica davo risposte, lo sai che ci sei solo tu”

Dopo esserci baciati partimmo e tornammo a casa lungo il tragitto ho infilato una mano sotto la sua gonnellina e lo masturbata a dovere, al punto che arrivati a casa ed è scesa il sedile del passeggiero aveva una chiazza in prossimità della sua fighetta.

Non capivo se mamma avesse goduto per la masturbazione o per il vestito sexy che le avevo regalato.

Saliti in casa vedevo mamma fremere così gli chiesi:

“Mamma in macchina hai goduto come una maiala, mi hai lavato il sedile di liquido vaginale”

“Scusami tesoro ma ero tutta in fregola”

“Io volevo solo sapere a cos’era dovuto se al vestito nuovo o alla mia mano fra le tue cosce”

“Caro a nessuna delle due cose, ma solamente che maltrattando la commessa mi sono sentita di nuovo una donna col suo uomo”

Baciai mamma e le dissi di provare il vestito e le scarpe in modo da vedere se l’abbinamento fosse perfetto.

Laura si mise il vestito e poi si fece aiutare da me con le scarpe, quando fu pronta sfilò davanti a me, mi dovetti sedere in poltrona perché mi sentii mancare a vedere la stra figa di mia madre.

Il vestito nero lungo fino ai piedi con doppio spacco laterale, dai quali con un gioco di vedo e non vedo si vedevano delle autoreggenti nere, senza mutande e ai piedi scarpe eleganti a punta con tacco vertiginosissimo, a quella visione mi sentivo mancare.

Mi ripresi quasi subito e mentre mamma si spogliava le fui alle spalle ed incominciai a massaggiarle la figa e tastarle il culo.

Quando fu nuda la presi e la portai a letto, ed incominciai a leccarle il foro tanto desiderato poi con velocità mi spogliai anch’io e quindi massaggiandole il culo le spalmai della vaselina, poi piano piano introdussi un dito pieno di lubrificante nell’ano.

Quando fu pronta appoggiai il mio serpente e spingendo adagio aiutato da mamma che per aiutarmi dietro mio consiglio sembrava dovesse defecare riuscii a entrare e dopo alcune fermate per farla abituare le fui completamente dentro, non sono un super dotato il mio uccello raggiunge i 20 centimetri ma è abbastanza grosso avendo una circonferenza di 10.

Una volta raggiuta la meta incominciai ad entrare ed uscire fino a raggiungere l’orgasmo sia mio che di mamma venendole nel culo.

“Mamma come ti è sembrata la prima inculata della tua vita”

“Figlio mio è stata una cosa soddisfacente, ma preferisco sempre essere presa davanti”

“Beh adesso per qualche giorno faremo riposare il tuo splendido culetto, in questi giorni ti ciulerò solo in figa, voglio che alla fine di questa settimana tu sia impregnata di me e che mi annunci la tua maternità”

“Oh amore sarebbe bellissimo, pensa un figlio tuo, adesso che ti considero mio marito non ho più remore, tanto il cornuto lo riconoscerà”

I giorni restanti del week end non uscimmo di casa ed appena il tempo di riprenderci un po’ ed eravamo di nuovo impegnati a fottere come animali, nel tentativo di ingravidarla.

Finito il week end tornai a lavorare in giro per la provincia, ma questa volta avevo con me mamma, perché aveva paura che papà uscisse di testa e la picchiasse.

Così i giorni trascorrevano con lei sempre al mio fianco, le notti a scopare come ricci poi dopo alcune settimane mamma, mi disse:

“Oggi è meglio che vada dal medico, mi sento poco bene, perciò non ti accompagno al lavoro, ma tu non tradirmi”

“Laura sai cosa facciamo?”

“No, dimmi amore della mamma”

“Vieni con me, visito due clienti e poi ti accompagno in ambulatorio”

Mi saltò in braccio e non finiva più di baciarmi, poi con voce emozionata disse:

“Tuo padre non l’avrebbe fatto”

“Infatti io non sono lui”

“Certo amore, tu sei il mio stallone”

In sala d’attesa c’era una signora, poi era il turno di mamma, attendemmo il nostro momento, quando l’infermiera chiamò Laura, mi disse di aspettare perché la visita era una cosa personale ma mamma disse:

“No, lui entra con me, in fin dei conti è il mio uomo e non ho segreti per lui mi vede sempre nuda”

L’infermiera fece una smorfia:

“Mi scusi signora non pensavo fosse suo marito”

“Si certo, ha qualcosa in contrario”

Vedendo la mamma accalorarsi dissi:

“Ok entriamo e vediamo di cosa soffri”

Mamma entrò nell’ambulatorio vuoto e con voce stridente ed incazzata:

“La puttana voleva scoparti, ma io l’ho rimessa al suo posto. Cosa credeva che io non possa avere un uomo giovane e prestante”

“Mamma voleva solo preservare la tua privacy”

Nel mentre entrò il medico che chiese i sintomi che affliggevano Laura, poi dopo una visita approfondita disse:

“Signora devo porgerle le mie felicitazioni, presto diventerà mamma. Le consiglierei un buon ginecologo”

Mamma ringraziò, prese il nominativo del ginecologo e quindi salutammo.

Appena fuori lo studio mamma preoccupata mi disse:

“Fra un po’ mi verrà il pancione e tu non mi vorrai più, perché sarò brutta e grassa, quindi a pensarci bene un aborto sarebbe la cosa migliore”

“Brava mamma, hai capito tutto! Io il figlio lo volevo e lo voglio! In più posso dirti che se ricorri all’aborto io me ne vado da casa ma senza di te!”

“Amore quando avrò il pancione non ti piacerò più e tu cercherai un’altra, magari più giovane e senz’altro carina per sostituirmi”

“Laura io voglio te e solo te e poi l’avevo detto anche a Filippo che ti avrei ingravidata”

“Già ma cosa dirà la gente quando saprà che aspetto un figlio a cinquant’anni, e se qualcuno sospettasse che sei tu il padre”

“Sai cosa facciamo da adesso in avanti mamma?”

“No, cosa vuoi fare?”

“Voglio che facciamo vita da marito e moglie anche fuori di casa!”

“Claudio sei matto non voglio! Tuo padre cosa direbbe? Come farebbe a riconoscere il bimbo?”

“La soluzione c’è, affittiamo una casa in un altro posto dove non ci conoscono, e ci andiamo tutti e tre”

“Cosa dici? Che scoperta pensi di fare, la situazione e sempre la stessa?”

“Vedi cara mamma, io e te potremmo dire di essere marito e moglie e Filippo mio padre nonché tuo suocero”

“Eh credi che accetterà?”

“Si per lui non cambierebbe nulla e se non accettasse ci trasferiamo solo noi”

Così discutendo ci recammo a casa, papà non c’era, mamma preparò il pranzo in silenzio, pensierosa e arrabbiata, lo si vedeva dal viso tirato.

Pranzammo poi io uscii per lavoro, stavolta mamma non mi accompagnò, anzi quando mi avvicinai per darle un bacio si ritrasse al che la salutai e me ne andai.

Tornai alla sera tardi, erano circa le 10.00, mamma era alzata e mi fece una scenata come non capitava da tempo:

“Mi sono preoccupata, non ti vedevo tornare e non hai neanche chiamato. Basta che non ti accontento che tu cerchi qualche puttanella per soddisfare le tue voglie”

“Cara mamma non ho cercato nessuna puttanella, ma ho solamente lavorato e passeggiato pensando alla nostra situazione”

“Eh dimmi un po’ a quale risultato sei arrivato?”

“Beh vedi io al bimbo non voglio rinunciare anche a costo di trasferirci lontano in un luogo dove nessuno ci conosce”

“Tu pensi solo a te, a me non ci pensi, lo sai che quando lui avrà vent’anni io ne avrò sessantotto?”

“Che bella nonnina, spero che tu vorrai ancora fare l’amore con me, anche se avrai un figlio-nipote più prestante?”

“Scemo, lo sai che con te ci sono caduta come una pera matura, ma non ho avuto altri uomini oltre che te e tuo padre”

“Allora mamma lo vuoi avere o no questo figlio da me?”

“Certo che si! Ma mi preoccupo dei pettegolezzi della gente, visto che abitiamo in un piccolo paese”

“Bene allora quando rientrerà tuo marito gli parliamo e poi decideremo”

Si erano fatte le 12.30 e mamma anche a causa dello stress era stanca così andammo a dormire, il mattino dopo ci trovammo in cucina per colazione tutti e tre.

Presi io la decisione di comunicare al cornuto la gravidanza di mamma, poi con la massima tranquillità esposi il problema cioè le titubanze di mamma.

Filippo disse che Laura aveva ragione che una gravidanza non era la miglior cosa da sfoggiare, che la gente avrebbe criticato che una donna matura era prossima a partorire.

Allora comunicai le mie decisioni:

“Caro papà, se mamma abortisce io me ne vado di casa da solo e voi non mi vedete più, oppure come ho già detto a lei ci trasferiamo altrove, non molto lontano così tu potrai frequentare il bar, il bigliardo e i tuoi amici continuando con i tornei, mentre noi continueremo col nostro amore”

“Dimostri di amare tua madre dicendo che te ne andresti via e non ti vedrebbe più, se abortisse?”

“Certo, lo sai che non sono religioso e non me ne importa niente di praticare l’incesto con lei, che non me ne importa delle malelingue del paese, ma voglio a tutti i costi un figlio da lei, anzi sai che ti dico che fin che sarà fertile faccio conto di ingravidarla altre volte”

“Tu pensi solo a te, non a lei e nemmeno a me”

“Comunque sia, siccome siete voi quelli sposati, vi lascio tempo fino a sabato per darmi una risposta. Parlatene con tranquillità tra voi senza la mia presenza, tenete solo presente quattro cose:

1)            Restiamo qui e mamma partorisce un figlio mio che tu riconosci

2)            Ci trasferiamo e mamma partorisce un figlio mio che tu riconosci

3)            Io e mamma c’è ne andiamo e lei partorisce un figlio

4)            Io me ne vado e voi restate qui e risolvete il problema della gravidanza a modo vostro

Detto questo sono uscito e mi sono recato al lavoro ritornando solo a cena, quando sono entrato in casa mamma mi è corsa incontro e mi è saltata addosso, baciandomi con la lingua in bocca, poi mi ha preso per mano e mi ha fatto sedere sul divano, continuando ad accarezzarmi spostando la mano fino a raggiungere i genitali, poi quasi con cattiveria e col sorriso me li ha stretti tanto forte che credevo volesse evirarmi, quindi mollò la presa e disse:

“Amore a te non rinuncio, non ti lascio a nessuna, son io la tua donna e nessun altra. Da domani cerco una casa ad una ventina di chilometri da qui, così tuo padre potrà continuare a frequentare gli amici ed io te potremo continuare a vivere come marito e moglie”

“Come mai hai cambiato idea?”

“Perché vivere senza di te mi è insopportabile, è bastato non vederti tutto il giorno per capire che sbaglio avrei commesso”




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