con una mano da dietro mi alzò la gonna, sentii le
sue dita nello spacco, “sei bagnatissima!!! camminammo per qualche minuto poi
mi spinse nel negozio li vicino, passandoci a volte mi ero chiesa cosa si
prova, bè, qualche volta da ragazzina, da sola, nel mio letto, silenziosamente
per non farmi sentire dal resto della famiglia avevo giocato con qualche
zucchina, una volta ricordo che cercai di spingermi in fondo un cetriolo gigante
per la mia fichetta da minorenne. Mi ero unta tutta, ricordo che spingevo,
spingevo, quella volta il cetriolo non voleva entrare, lo leccai tutto mentre
raggiungevo l’orgasmo spingendomi in fica un tubetto di crema.
Mi spinse
dentro e prendendomi per mano girammo tra le verdure, tra la frutta, c’era un
uomo, sulla 50ina, ben messo. “desiderate?”
Mi
guardava, la camicetta slacciata lasciava intravedere le mie tette strette in
un balconcino di una misura più piccolo.
Il
commesso si avvicinò al banco dove zucchine di tutte le misure erano in bella
vista. Ne sfiorò una, grossa, lucida, mi sorrise.
“quella
si” la sua voce colse il commesso di sorpresa
“prendiamo
quella” sorrideva “e questa” prese una melanzana e la posò sul banco. Mi guardò
e sorrise sornione.
“penso
che dovrebbe portarci lei la spesa a casa, questo è il nostro indirizzo, per
che ora l’aspettiamo?”
Il
commesso ci guardò stupito, “tra poco torna il ragazzo, posso raggiungervi tra
pochissimo”
“ragazzo?”,
lui stava immaginando cosa poteva succedere tra quei due uomini, in quel
negozio.
Si staccà
da me, mi spinse con una mano verso il banco, “forza piccola! Facci vedere di
cosa sei capace”
Salita
sul banco presi tra le mani la zucchina e la melanzana, entrambe lucide,
entrambe sode, entrambe pronte per i miei giochi. A gambe larghe mi slacciai la
gonna che si abbasso a sufficienza per far notare all’uomo che sotto ero nuda.
Lui si avvicinò, spinse in giù la gonna e con una spinta mi fece mettere a
pecora sul banco. Le gambe aperte e bloccate dalla gonna tirata dall’uomo a
mezza coscia, sentivo le sue dita frugarmi la fica già bagnata. Sentivo le sue
mani tra le cosce, le sue dita che mi allargavano, sentii le sue dita entrarmi
in culo, succhia quella zucchina, succhiala troia che intanto io preparo questo
buco per accoglierla tutta”.
Presi la
zucchina in bocca, imitai un bocchino, la insalivai, la resi ancor più lucida,
la riempii di saliva “dammi troia” me la tolse dalle mani e me la sentii
spingere sul culo “si troia si, ti piace vero?” la mosse avanti e indietro finchè
non mi sentii aprire da quel calibro, la sentii tutta dentro la pancia e poi la
sentii li, ferma, tutta dentro al culo spalancato, venne davanti, “troia, tra
poco arriva il ragazzo, lo vuoi vero? vuoi che entrando ti veda cosi, o magari
preferisci che arrivi quando avrai anche quel bel ficone da cagna spalancato sulla
melanzanona scelta dal tuo uomo, dai
leccala troia, spompina quella bella melanzana che non vedo l’ora di
infilartela tutta nella fica” feci come mi diceva, tu mi guardavi, silenzioso,
un sorriso sulle labbra, l’uomo mi tolse la melanzana dalle mani e messo si
dietro me la spinse in fica, la sentivo allargarmi … “dai troia, prendila
tutta”
Spingeva,
mi sentivo allargare, lo sentivo ridere, ti sentivo ridere, “si troia prendila
dai che tra poco arriva il ragazzo e voglio vedere la sua faccia mentre trova
un troione del tuo calibro sul bancone con i buchi tutti occupati”
Sentivo i
tuoi occhi addosso e già questo mi portava quasi in vetta, mi sentivo muovere
sinuosa intorno a quella melanzana che spingeva per allargarmi tutta e per
entrarmi in pancia, il culo spalancato sulla zucchina. L’omone tolse di qualche
centimetro la zucchina ma ancora la melanzana faticava, entrava un millimetro e
poi si bloccava nella fica spalancata a dismisura, lo sentii ridere mentre con un
solo movimento toglieva la zucchina dal culo, per dare spazio alla melanzana che
entrò cosi facilmente nella mia fica fradicia. L’omone iniziò a giocare,
toglieva la melanzana e spingeva la zucchina, toglieva la zucchina e spingeva
la melanzana, continuò con questo gioco per lunghissimi minuti mentre io
ansimavo immaginando i tuo occhi tra le mie cosce. Mi sentivo spalancata,
ansimavo, ti immaginavo guardarmi mentre il vecchio mi spalancava i buchi sulle
verdure.
“sai cosa
farò tra poco troia? Ti infilerò zucchina e melanzana in contemporanea, ti
spalanco i buchi troia, ti piace vero? lo vuoi vero?”
Tu mi
guardavi, sentivo il gioco che stava accadendo nei miei umori, sentii dei
rumori dietro e mi accorsi dalle risate che era entrato il ragazzo… continua…