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Pubblicato : 19-09-2011 |
Autore : givon
Categoria : Travestirsi | Totale Visualizzazioni
: 1380 | Votazione :     
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Finalmente alle 3 di notte venni a capo di quel problema, così spensi il computer e mi preparai per uscire dall'ufficio, avvisai le guardie giurate e mi recai all'auto. Fuori al vialetto c'erano le due donne che ogni sera montavano verso le otte e fino a tardi esercitavano la loro attività di "intrattenitrici" per uomini soli. Non ero mai andato a puttane, non per paura, ma perchè non ne avevo mai senito il bisogno... mentre aspettavo il semaforo si avvicinarono al finestrino... mi bussarono da enrambe le parti, più per curiosità che per altro abbassai e chiesi: "quanto volete?": 50 in auto in fondo alla stradina, 70 in un motel lì vicino, 80 a casa mia... 100 se mi portavo entrambe a casa. Le feci accomodare tutte e due, misi la freccia e partii. Non potevo andare a casa mia per via di un piccolo particolare: mia moglie, quindi chiamai mio cugino per farmi trovare le chiavi di casa di nostra nonna sotto il tappetino. Da quando la nonna non c'era più quella era l'alcova per noi 5 cugini, chi ci portava l'amante, chi ci andava a puttane o chi (come era capitato a me) giusto per una sveltina con qualche "tromb-amica". L'appartamento era in uno stabile antico, tranquillo, in cui ci dovevano essere altre case d'appuntamento, visto il via vai di cui ci raccontava sempre la nonna di donne e uomini di tutti i tipi, età e razze, quindi si poteva benissimo passare inosservati. Le due puttane salirono entrambe dietro e mentre guidavo vedevo dallo specchietto che si lasciavano andare in effusioni lesbo (o meglio così credevo). Ad un certo punto una delle due (la chiamerò Giselle) calò la testa tra le gambe dell'altra (Veronica) e cominciai a sentire vari mugolii, mentre l'altra in faccia aveva espressioni di mega piacere. Arrivati a destinazione mi voltai indietro per parcheggiare e vidi la ragazza con un grosso cazzo in bocca... Erano due trans, ma se non avessi visto quell'arnese non me ne sarei mai accorto. Cosa fare ora? ormai ero lì, non potevo scaricarle a 15 km da dove li avevo caricati. Mi guardarono con faccia sorpresa, come a dirmi: "non lo sapevi?"... e allora facendo finta di nulla parcheggiai e salì sopra con loro. Si accomodarono sul divano e mentre andavo di là a prendere qualcosa da bere, tornai e Veronica stava ricambiando il favore a Giselle con un pompino davvero maggistrale... Mi fermai e mi godetti la scena finquando Giselle mi fece segno di sedermi accanto a lei e comincio a baciarmi. "Ti piace vero? da come guardavi dallo specchietto l'abbiamo capito subito, per questo ci stiamo ripetendo, un altro poco e poi toccherà a te, con chi vuoi cominciare? Veronica ce l'ha già bello duro, io invece sto per venire, quindi avrò bisogno un po' di riprendermi" Detto questo Veronica alzò la bocca dall'uccello di Giselle e la baciò versandole tutta la sborra che non era riuscita ad ingoiare. "Sei pronto?, se farai un bel lavoretto poi ti daremo un premio, però prima devi farci godere entrambe" Giselle aiutò Veronica a calarsi il pantacollant, con non poca difficoltà visto la rotondità del suo culo e le dimensioni dell'uccello che non stava nel tanga, poi con la scusa di baciarmi portò una mano dietro la mia nuca e con molta delicatezza mi accompagnò la testa tra le gambe della compagna. Mi trovai con il suo pisellone poggiato sulla mia guancia, con la quale lo strofinai per bene (o meglio Giselle guidava il mio capo) fino a trovarmi con la bocca vicino ai coglioni belli grossi del trans. Con una mano G. me li spinse più erso la bocca, che come per uno strano istinto aprii e cominciai a leccare lungo tutto lo scroto, proprio come avevano fatto tante volte a me. Ci presi gusto e mi lasciai andare, così G. potè lasciarmi, si alzò e seduta di fronte a noi si godette lo spettacolo sorseggiando un po' di vino e masturbandosi. Ciò che mi piace di più nel sesso è essere spompinato per bene, prima bisogna stuzzicare tutto, dai coglioni fino alla punta della cappella, avvolgendo la mazza con tutta la lingua, poi solo alla fine prenderlo in bocca, prima la punta, poi il resto (il più possibile) e succhiare come un dannato. Così feci allora con Veronica che non reggeva più dal piacere, tanto che chiamo l'amica (già nuda) e cominciò a baciarla fortemente sulla bocca... Non ce la faceva più la sentivo fremera su tutto il corpo, più fremeva più continuavo la mia opera... Pensai... "quasi quasi le faccio un bello scherzetto..." così sul più bello, quando credo che ormai stava per venire, mollai la presa, mi alzai e mi sedetti di fronte, come prima aveva fatto Giselle. Veronica come impazzita cercò di afferrare come poteva la compagna, tutta tremante se la portò a se, ma non fece in tempo a piazzarglielo in bocca che venne con una sborrata che non avevo mai visto... Appena vide l'amica tutta cosparsa del suo seme cominciò a leccarsela come una cagna in calore, non lasciò traccia di nulla, ripulì tutto, poi si stese sul divano e disse all'amica: "ora tocca a te, vendicami e fagli bere tutto quello che hai dentro, lo devi lasciare senza respiro". Giselle prese il bicchiere che avevo in mano e bevve tutto in un solo sorso e senza fiatare mi calò i pantaloni (speravo che mi facesse un pompino, invece no) mi fece alzare ed una volta denudato si sedette al mio posto e mi guidò per farsi fare lo stesso servizietto fatto a Veronica. Cominciai la mia opera, indisturbato e con molta calma... Giselle parlava, mi insultava alla meglio "porco, ti piace gustare un bel cazzo, chissà quanti ne hai provati, ma questi due saranno la tua rovina..." Non curante di ciò che diceva continuavo, appena sentii che stava per venire volevo farle lo stesso scherzo fatto a Veronica, ma l'amica mi bloccò, così non potetti lasciare la presa e Giselle mi venne in bocca con uno spruzzo micidiale che per poco non mi traforava le tonsille... Mi finì tutto in gola, cominciai a tossire, ma non mi facevano mollare la presa. Nel frattempo sentii Veronica appoggiarsi su di me, sentii la sua mazza dura farsi spazio tra le mie pacche... cominciai ad avere paura... sempre con quel cazzo in bocca che non mi facevano mollare. "Cazzo, ora questa mi penetra, non posso prendermelo nel culo"... Fortunatamente Veronica usò il mio didietro solo per strofinarsi un po'. La sentii venirmi sulla schiena, così finalmente mollarono un po' la presa e Giselle cominciò a massaggiarmi stendendo tutto lo sperma della compagna sul mio corpo... Ecco ora entrambe avevano goduto grazie a me, ma io... mi sono dovuto fare due pompini, rischiare di morire affogato, bermi lo sperma di quel trans, rischiare di essere violato nel mio culo... ma la goduria per me? dove stava? Giselle mi fece sedere in braccio a lei, sentivo il suo cazzo (rilassato, ma non troppo) dietro i miei glutei, ma non avevo paura, (avrebbero potuto incularmi prima e non l'hanno fatto) mi abbracciò da dietro e accarezzandomi il petto mi baciava sul collo e dietro le orecchie. Veronica invece si inginocchiò davanti a me e cominciò un magistrale pompino, cercando di ripetere i miei movimenti, ma con una maestria che non mi era mai capitata. Le venni dentro, ma non bevve tutto e si fece colare il mio seme sul suo bel petto sodo che avvicinò alla mia bocca. Cominciai a leccarle quei capezzoli duri come la pietra... effettivamente potetti constatare la vera sodicità di quel seno. Cominciai ad avere una nuova erezione che Giselle sempre sotto di me, cominciò a masturbarmelo per bene, mollai il seno di Veronica e mi girai verso Giselle per baciarla sulla bocca e sui seni, i due cazzi si strofinavano tra loro eccitandosi sempre più che Veronica li strinse insieme tra tutte e due le sue mani cominciando una bella masturbazione... Quando entrambi staamo per venire se li portò alla bocca e cominciò un doppio pompino... venimmo io e Giselle in contemporanea mentre ci baciavamo... Da come mi baciò capii che aveva veramente goduto grazie all'amica. Risistemammo un po' le cose, le riaccompagnai sotto l'ufficio e rientrai a casa, prendendomi il giorno dopo di ferie... non so se dovevo riposarmi più per il lavoro o per la mega scopata.
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Racconto a Caso |
Autore : roar69
passai il resto del giorno chiuso in ufficio a lavorare, finalmente si fece sera, da lì a poco avrei incontrato l'assistente del cliente, gli avrei fatto fare l'ordine,e me ne sarei potuto andare a casa |
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