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Pubblicato : 22-09-2011 | Autore : parsifal103
Categoria : Tradimenti | Totale Visualizzazioni : 8890 | Votazione :


  
parsifal103
Sesso a 360° fatto con gusto Andare in moto

 

Arrivai con la famiglia all’albergo che avevamo prenotato, io mia moglie e mio figlio 11enne, ci venne assegnata la nostra camera composta da un letto matrimoniale e da un letto singolo.

Avevamo scelto quell’albergo per il servizio che offriva e perché c’era l’animazione così nostro figlio poteva trovare compagnia.

Dopo aver sistemato i bagagli ci riposammo per il lungo viaggio e visto che mancava ancora un’oretta alla cena decidemmo di visitare la struttura.

C’era una grande piscina con annessa una grotta artificiale dove avevano creato una grandissima vasca idromassaggio con luci colorate.

Aveva inoltre ampie sale spaziose e ben curate, eravamo molto contenti ci aspettavamo delle ferie belle e tranquille.

Il giorno seguente, dopo la colazione, ci recammo in piscina per passare la giornata al sole, dopo un po’ di tempo arrivarono i ragazzi dell’animazione e prelevarono nostro figlio per inserirlo nei giochi di gruppo, in questo modo ci rimaneva tempo per restare da soli e già pregustavamo la possibilità  di stare qualche ora in camera in intimità, questo era almeno il nostro intento.

Le nostre intenzioni si frantumarono all’ora di cena quando nostro figlio ci comunicò che preferiva rimanere con noi in piscina piuttosto che andare al mini club, io e mia moglie ci guardammo con uno sguardo e capimmo che sarebbero stati 14 giorni di astinenza.

Passo quindi una settimana fra mare, piscina e mangiare, il sole attivava i miei ormoni, attorniato da corpi in costume più o meno succinti scatevana la mia libido e dovevo, in qualche momento della giornata , girarmi a pancia in giù per non far notare il gonfiore, altre volte mi tuffavo in piscina per calmare i bollori.

Un giorno mi recai nella grotta dove c’era l’idromassaggio, mi immersi e mi spostavo fra i vari tipi di getti d’acqua e aria per gustarmi un po’ di relax, il mio desiderio era molto accentuato e pensai, fra il ribbolir dell’acqua, di sfilarmi il costume da una gamba e masturbarmi.

Così feci, mi menavo il cazzo sotto l’acqua posizionato in una delle varie sedute, di proposito mi avvicinavo ad altre signore che erano intente a rillassarsi, il pensiero di essere a pochi centimetri da una di loro e menarmi il cazzo mi eccitava ancora di più fino a farmi venire.

La cosa mi procurò molto piacere, decisi di ripeterla anche il giorno dopo, così mi sentivo appagato e la bramosia di scopare era attenuata.

Il pomeriggio del giorno seguente avvisai mia moglie che mi recavo all’idromossaggio, già mi gustavo l’idea di addocchiare una signora di mio gradimento ed avvicinarmi per consumare l’atto.

Entrai e vidi che c’erano poche persone, decisi di aspettare in acqua godendomi l’idro.

Mi posizionai in un angolo, fra le bolle, comunque mi tolsi via il costume da una gamba e cominciai a massaggiarmelo senza fretta.

La cosa durava già da una decina di minuti, vidi comparire, non so da dove, una signora sulla 50na, portava, stranamente, gli occhialini sopra la testa, io non feci caso alla cosa.

Si sedette alla mia sinistra e mi salutò, io contraccambiai per gentilezza, era una donna normale nulla che accendesse qualche strano desiderio, inoltre portava un costume intero per niente intrigante.

Dopo un minuto avvicinò il suo viso al mio orecchio e mi disse “posso continuare io ?” e cosi dicendo sentii la sua mano afferrare il cazzo sotto acqua,.

Riamasi di stucco, mi aveva colto in contropiede, la lascia fare, lei mi disse “ deve stare attento, sotto acqua con gli occhialini le bolle sono diverse da sopra e si riesce ad intravedere”, aggiunse “che ne dici se ci diamo del tu” intanto continuava a segarmi il cazzo.

Mi ripresi, mi presentai, lei si presentò, si chiamava Lucia, intanto il mio cazzo aveva preso ancora maggior vigore sotto la mano sapiente di Lucia, l’avvisai che se continuava con quel ritmo sarei venuto in meno di un minuto, lei con gli occhi languidi pronunciò “ non è quello che vuoi maialino” chiusi un attimo gli occhi innarcai la schiena e sentii lo sperma salire su per il mio cazzo fino ad esplodere nell’acqua, emisi un gemto di piacere lei mi sussurrò “bravo”.

Mi ricomposi parlammo della situazione e gli spiegai i motivi della cosa, lei seppe così che avevo famiglia, ma sembrava non preocuparsi più di tanto.

Mi racconto un po’ di lei, da dieci anni divorziata, era venuta in ferie con una collega di lavoro, erano della provincia di Bologna, mi confidò che aveva usato gli occhialini per vedere se trovava un braccialetto caduto sicuramente in acqua ed invece aveva trovato un bel cazzo grosso e duro, questo le aveva fatto perdere interesse per il braccialetto.

Mi confessò che avrebbe fatto volentieri sesso con me, io rimasi lusingato, con la voglia che avevo, le dissi che anch’io sarei stato interessato, bisognava trovare l’occasione e come fare con la sua collega, lei mi rassicurò che avevano stanze separate.

Ci demmo appuntamento per il pomeriggio seguente alle ore 15.00, lei mi diede il suo numero di stanza, patuimmo che avrei dato tre colpi secchi alla porta, io avrei trovato la scusa di andare al gabinetto, notoriamente a casa le mie sedute durano non meno di mezz’ora, qundi avrei avuto il tempo di trovarci.

 

Alla sera la vidi a cena, aveva un po’ di trucco inoltre il colorito del sole le dava un aspetto gradevole, cosa difficile da vedere in costume e capelli bagnati, le mi diede un’occhiata ed io ricambiai con un leggero sorriso, la seguii con lo sguardo per vedere dove andava a sedersi, scorsi anche la sua collega, minuta con un naso pronunciato aquilino, pensai fra me adesso capisco perché non ha un compagno.

Finii la serata con la mia famiglia e già la mia mente era proiettata al domani.

Arrivò la mattina, ci alzammo come di consueto per la colazione, terminata la quale ci dirigemmo verso la piscina per trascorrere le ore al sole fra letture, musica e carte da gioco.

Dopo esserci posizionati nel nostro abituale posto, vista l’ora la piscina era ancora deserta, noi siamo molto mattinieri, procedemmo alle operazioni di rito, stesuara asciugamani ed spalmatura creme varie per evitare spiacevoli inconvenienti con il sole.

Eravano distesi e rilassati a goderci il bagno di sole, la piscina iniziava a popolarsi di persone ed anche i posti vicino a noi si riempivano di persone, io ero assorto in una lettura e non badavo certo a chi arrivava, dopo un’oretta chiusi il libro, per la giornata era sufficiente, alzai lo sguardo e mi guardai intorno, ebbi un’emozione, vicino a noi si era sistemata Lucia con la sua collega,che in costume era ancora più minuta e dava un senso di anoressica, lei invece rigorosamente costume intero, il suo corpo era giunonico forse per questo non adorava il due pezzi.

Ci fù uno sguardo fugace ma malizioso, sentii ribbollirmi il sangue pensando all’incontro pomeridiano.

Ad un certo punto iniziò a conversare con mia moglie parlando del più e del meno, la cosa mi eccitò un po’ e dovetti girarmi a pancia in giù per non dare a vedere anche se notai che Lucia si era accorta della cosa, mi misi così ad scoltare musica per distrarmi.

Poi, per stare al suo gioco, perché sicuramente aveva fatto di proposito nel sistemarsi li vicino a noi, mi unii ai loro discorsi, cosi lei ci racconto un po’ della sua vita, del suo burrascoso divorzio, della certezza che non si sarebbe più risposata, del suo lavoro …………….., il tutto condito da qualche occhiata complice e movimento provocatorio, quale passarsi la mano all’interno del l’inguine spostando o sistemandosi alla coppa del reggiseno del costume proprio mentre la osservavo, questo mi procurò qualche entrata in piscina per stemperare la situazione.

Venne l’ora di pranzo ci congedammo per recarsi a mangiare, terminato il pasto, dopo esserci un’attimo rilassati guardando la televisione con un caffè, io e la mia famiglia ci recammo di nuovo in piscina, dove avevamo lasciato i posti occupati, per rittuffarci nel nostro bagno di sole.

La piscina era semideserta, le persone evidentemente si ritiravano per il riposino pomeridiano, di fatti lo sdraio di Lucia e della collega erano vuoti ed occupati solo dai loro teli mare.

Io mi sistemai all’ombra con il pensiero che arrivassero le 15.00, all’avvicinarsi dell’ora avvisai la mia moglie, che nel frattempo si era un attimo appisolata, che salivo in stanza per andare al gabinetto.

Mi incamminai con il cuore che pulsava a 100, già mi immaginavo qualche situazione forte, e sentivo, fra le mie gambe, che il cazzo cominciava a pulsare.

Salii al piano dove era situata la camera, proseguivo per il corridoio tranquillamente, in prossimità della porta mi girai per vedere se qualcuno era presente nel corridoio vidi libero e tutto eccitato bussai tre volte.

Dopo pochissimo sentii il clic della serratura, attesi vidi che non si apriva, sospinsi e la porta si apri, entrai velocemente e richiusi alle mie spalle l’uscio.

Avanzai per il piccolo disimpegno fino ad entrare in camera, Lucia si stava masturbando con un vibratore, aveva le cosce completamente allargate ed ansimando mi disse “ti stavo aspettando, ho la fica in fiamme mio bel maschione” la situazione e le sue parole mi mandarono il sangue alla testa, il mio cazzo di impeto si ingrossò, mi avvininai a lei e mi spoglia di quel poco che avevo, le presentai il mio cazzo, ormai eretto e spasimante, alla sua bocca lei lo ingoiò con avidità, con la mia mano prima le massaggiai  i capezzoli stringendoli fra le dita e poi mi posai sul vibratore che le mi cedette.

Cominciai a farlo entrare ed uscire dalla sua fica che colava da tutte le parti, sentivo lo sciabordio del dildo quando entrava nella sua natura bagnata, lei intanto con le mani libere si arrovellava sulla mia verga turgida ed in sintonia con la sua bocca mi faceva un superbo pompino.

Io gemevo dal piacere che la sua bocca avida mi procurava e lei mi rispondeva ansimando ad ogni affonto del vibratore nella sua bernarda.

Successivamente mi posizionai sopra di lei nella classica posizione del 69, levai il vibratore dalla sua bagnatissima bernarda ed affondai il mio viso nella sua natura, lei mugulò dal piacere e ricambio ingoiandosi buona parte della mia asta in bocca.

Ero eccitatissimo cominciai a far scorrere la mia lingua fra le labbra turgide della vagina che continiava a colare, sentivo il suo gusto acre invadere la mia bocca.

La cosa durava oramai da tempo, i nostri corpi fremevano nel desiderio di completare l’atto amoroso, mi piaceva continuare in quella situazione per dare ancora più carica al rapporto, sentii il dito medio di Lucia che frugava nel mio ano, ansimando mi chiese se la cosa mi dava fastidio, sollevando la bocca dalla sua sbrodolosa fica le dissi di fare pure, la cosa mi eccitava ulteriormente.

Sentita questa affermazione la sentii sputarmi della saliva in direzione del mio buco e successivamente inizio la deflorazione dell’ano introducendo, prima il dito medio e successivamente anche un altro dito ritmando il movimento avanti ed indietro, la cosa mi diede un senso di piacere in concomitanza con l’ulteriore irrigimento del mio cazzo.

Lucia esclamo, “brutto maiale senti come si è ingrossato il cazzo mentre ti inculo con le dita, ti piace vero ?”, io, in estasi affermai “ si continua brutta porca”, sentii la sua lingua lussuriosa arrovellarsi con avidità sul glande e successivamente lo sentii affondare nella sua bocca famelica, la pregai di rallentare altrimenti sarei venuto subito, lei mi rispose che non aveva nessuna intenzione di farmi venire e rallentò il ritmo.

Ero al settimo cielo e con me Lucia, vista la quantità di umori che uscivano dalla sua vagina, sentii le sue dita ritirarsi dal mio sfintere, pensai che da parte sua la cosa fosse finita li.

Mentre mi spompinava mugulando apprezzai nuovamente l’insistenza delle dita che mi massaggiavano l’ano le sentivo scivolose immaginavo che Lucia mi stesse lubrificando per introdurre nuovamente le sue dita nel mio buco, il contatto e l’idea mi procurarono un fremito di piacere.

Sentii qualche cosa di più grosso appoggiarsi all’ano, disorientato alzai la testa e la girai chiedento cosa Lucia stesse facendo, vidi la collega in piedi dietro di me con un cazzo artificiale imbragato alla sua vita con delle cinghie, che si accingeva ad incularmi, fui preso alla sprovvista ero super eccitato, sentivo Lucia che continuava, da sotto, a spompinarmi non reagii, affondai di nuovo la testa fra le sue coscie e con la lingua frugai nuovamente fra le labbra carnose e bagnate della sua fica.

Antonella, cosi si chiamava la collega, inizio a soddomizzarmi un po’ alla volta, io inebriato dal picere e dolore assieme esclamai “ siete due troione” a quelle parole Antonella affondò il suo cazzo nel mio culo ed io gemetti dal dolore, ma la lasciavo fare, oramai avevo il sangue alla testa ero senza controllo spinsi la mia bocca di forza verso il pube di Lucia e innondai la sua bocca con una sborrata copiosa tanto che Lucia ebbe un sussulto per tragugiare tutto il mio seme.

Antonella indietreggio, io sfinito mi coricai di fianco, Lucia mi guardò e mi sussurrò “non pensare che sia finita cosi, adesso comincia il bello”.

Mi recai in bagno per rifrescarmi un po’, avevo lo sfintere infuocato ma ero molto appagato, rientrai in camera e vidi Antonella e Lucia in posizine 69, con Lucia sopra, si stavano leccando e mugolavano di piacere, alla vista delle rotondità di Lucia in bella mostra sentii il sangue salirmi alla testa, il mio pene cominciò a dare nuovi segni di vita, io mi avvicinai e mente Antonella stuzzicava il clitoride di Lucia io le infilai un dito nella vagina provocandone la contrazione cominciai un movimento ritmico ed aumentai il numero delle dita fino a tre, Lucia iniziò a mugolare come una forsennata.

Il mio cazzo prese notevole consistenza, levai le dita, puntai il glande ormai paonazzo sulla sua caverna vogliosa e con un colpo di reni glielo ficcai dentro, lei emise un grido lussurioso ed esclamò “ finalmente qualche cosa di caldo e soppratutto di carne che mi trapana” cominciai a scoparla mentre Antonella passava con la lingua dal suo clitoride ai miei testicoli in modo rapido e gratificante.

Lucia mi supplicava di non smettere, anzi mi prego di aumentare il ritmo, sentivo il cazzo immerso in quel brodo lussurioso che era la sua fica bagnata, mi piaceva uscire completamente e poi penetrarla con forza, ad ogni colpo lei gemeva, il mio cazzo era completamente bagnato dei suoi umori.

Imbrattai il mio pollice dei suoi umori e leggermente cominciai a massagiarle lo sfintere, Lucia si dimenava come una ossessa e mi pregava di non smettere, inisistetti sul suo buchino, lei non oppose resistenza e così affondai il pollice all’interno del suo culo, per tutta risposta mi sentii dire “porco vuoi rompermi il culo ?”, non dissi nulla pensavo solo a pomparla, eccitato appoggiai anche l’altro pollice e glielo infilai dentro asieme all’altro, esclamò “maiale”, sentivo attraverso la sottile parete, il mio cazzo andare avanti indietro, Lucia aveva preso a muoversi al mio ritmo, sentivo che stavo per eiaculare, così dimunii l’intensità dei colpi.

Lucia ansimava perché non smettessi, la avvisai che se continuavo sarei venuto, dovevo riprendermi un pò, decisi così di farlo uscire per recuperare, quando lo estrassi era praticamente fradicio degli umori di Lucia, Antonella che era posizionata sotto con la lingua cominciò a picchettarlo assaporando così il godimento di Lucia.

Mi distesi tuto sudato ed ansimante sul letto, loro due continuavano nel 69 e potei vedere che Lucia stava scopando Antonella con il vibratore, la vista era eccitante ed il mio desiderio aumentava ogni istante, il mio cazzo era nuovamente diventato come il marmo, le vene pulsavano al passare del sangue, provavo un misto di piacere e dolore da quanto era duro.

Le due ninfomani smisero di giocare fra loro e i loro sguardi finirono sul mio cazzo eretto, i loro occhi manifestavano tutta la loro astinenza in materia di uccelli.

Lucia si avvicino con il suo prosperoso seno alla mia bocca e mi porse i suoi capezzoli che io avidamente cominciae succhiare, Antonella dal canto suo si avventò sulla mia verga eretta e la fece sparire nella sua famelica bocca, giocammo per qualche minuto ed in qiel frangente presi l’occasione per sgrillettare Lucia che assecondava il movimento della  mie dita.

Dopo di che Lucia mi salì sopra ed a smorzacandela si impalò sul cazzo eretto emettendo un sospiro di piacere, Antonella la vidi spostarsi ed armeggiare nuovamente con il cazzo con te cinghie, intanto cominciai a stantuffare Lucia che nel contempo si era inclinata in avanti dandomi, di nuovo, la possibilità di succhiarle i capezzoli, mentre con le mani appoggiate sulle sue rotonde natiche imprimevano il ritmo alla scopata.

Sentii un mano di Antonella appoggiarsi sopra la mia, la vidi alle spalle di Lucia; capii che aveva intenzione di incularla mentre la scopavo, questo mi fece ulteriormente arrapare e dovetti concentrarmi per non sborarre subito.

Lucia, al contatto del cazzo sul suo sfintere, apri gli occhi estasiati, e disse ad Antonella “ si amore inculami, che bello sentire due cazzi dentro il mio corpo”, Antonella spinse dentro di Lucia il dildo e cominciò a stantuffarla, attraverso la parete sentivo l’arnese che si muoveva e trasmetteva al mio cazzo oramai super sensibile delle bellissime vibrazioni.

Lucia si dimenava come una matta e mugolava dal piacere, io spingevo il più possibile, ad un certo punto sollevo la testa all’indietro e con gli occhi chiusi e la voce strozzata emise un gemito a significare l’orgasmo in arrivo, cominciò a vibrare dal piacere, sentivo la sua fica completamente piena di umori che uscivano imbrattando anche i miei testicoli, poi si accascio su me esausta ed ansimante, mi bacio.

Io ero riuscito a resistere, dovevo accontentare anche Antonella, che nel frattempo aveva sfilato il dildo dal culo di Lucia fra vari rumorini, se lo slaccio, contemporaneamente Lucia si era messa di fianco, ancora con gli occhi chiusu ed una espressione beata.

Antonella si avvicinò a me, ancora disteso nel letto e completamente bagnato dal sudore, il mio cazzo oramai era sul punto di esplodere, mi disse che le piaceva prenderlo alla pecorina, così lo sentiva arrivare più in fondo.

Aspettai che si sistemasse, le labbra della sua bernarda era gonfie di piacere, i suoi peli erano pieni dei suoi umori, avvicinai la cappella alle sue grandi labbra e lei in modo repentino arretrò facendoselo entrare tutto.

Ansimava dal piacere, cominciai a scoparla lentamente, Antonella mi chiese di aumentare il ritmo, la sua fica iniziò a colare umori ed io affondavo con sempre più forza il mio pene nelle sue carni.

Ad ogni colpo lei gemeva e con una mano si stava masturbando il clitoride, intanto Lucia si era ripresa e si avvicinò a noi guardando l’asta che usciva ed entrava nella fica di Antonella, si lecco un dito con il quale massaggiò l’ano di Antonella affondandolo con decisione poi passò a due ed infine a tre.

Antonella era ormai partita nel mondo del piacere fino ad arrivare ad avere l’orgasmo fra mille gridolini, io ero ormai sfinito, il cazzo mi faceva male ed avevo voglia di sborrare, mi lascia andare, Lucia mi implorò di non venire dentro Antonella perché voleva leccarsi tutta la sborra, pochi attimi prima di venire lo estrassi, Lucia lo prese in mano e se lo portò alla bocca, bevendo tutto, poi alzandosi portò le sue labbra verso lemie ed io la baciai assaporando un misto di gusto fra il mio sperma egli umori di Antonella.

Sfiniti di sdraiammo sul letto per recuperare, poi dovetti farmi una doccia e rientrare nei mie normali ruoli.

Fù un’esperienza bellissima ed intensa, Lucia mi lasciò il suo numero telefonico ed ogli tanto, durante la settimana nel pomeriggio facciamo un incontro a tre per ripetere situazioni similari ed appagare la nostra sete di sesso.




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