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Pubblicato : 29-10-2008 | Autore : anita
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 29836 | Votazione :


  
anita

Sposata molto giovane con un marito più grande di me di quindici anni ho oggi 35 anni.
Sono alta 1.75, ho un fisico snello e modellato grazie a una vita sana fatta di sport, corsa a piedi, aerobica e nuoto hanno mantenuto il mio fisico al pari di quello di una ventenne, seno abbondante ma non eccessivo tonico e impertinente, fianchi stretti, insomma quello che si dice e, mi dicono una gran bella donna.
Posso permettermi questo tenore di vita grazie al lavoro di mio marito, amministratore e manager di una multinazionale con uffici in ogni parte del globo, che però è quasi sempre via da casa.
Abbiamo uno stupendo ragazzo che ho cresciuto pressochè da sola, l'unico aiuto avuto è stato quello dei miei genitori.
Marco è veramente un bellissimo ragazzo, frequenta il liceo e, fisicamente assomiglia al padre, una vera stazza d'uomo, però lui ha la freschezza della gioventù, un fisico asciutto, snello e muscoloso il che su un ragazzo biondo, con la carnagione olivastra e stupendi occhi verdi ne fà veramente un modello.
L'assenza di mio marito dal punto di vista sesssuale non è mai stata per me un grande problema, facendo molto sport sono sempre riuscita a sfogare nell'attività fisica le mie energie in eccesso, ma quello che stò per scrivere e raccontare era lontano anni luce da ogni mio pensiero anche più recondito.
L'estate appena trascorsa ero fuori come al solito per il mio quotidiano allenamento di jogging quando un forte temporale mi sorprese a più di mezz'ora da casa; non era la prima volta che "prendevo l'acqua" e mantenni il mio ritmo costante, aumentandolo un pò nel finale.
Ero a casa, bagnata fradicia di sudore e di acqua per cui non entrai dalla porta principale per non innondare l'entrata e la sala ma, entrai dalla lavanderia dove mi spogliai rimanendo con la canottierina elastica contenitiva e il perizoma; mi asciugai alla bell'e meglio e salii le scale che portano al piano superiore, la zona notte.
Marco era a casa da scuola e, come sempre aveva acceso lo stereo ad un volume impossibile per cui non provai nemmeno a chiamarlo ma, mi accorsi che non era in camera e, dalla fessura sotto la porta vidi che la luce del bagno era accesa.
Mi avvicinai per bussare e sentii che era al telefonino, aveva una voce strana, come affannata, avvicinai l'orecchio alla porta e ascoltai; stava evidentemente parlando con un suo amico ma quello che mi colpì fù quando gli chiese "com'è tua madre nuda?"..
Ma di che diavolo stavano parlando quei due mi chiesi e, sbirciai dalla serratura: Rimasi esterefatta, Marco era seduto sul water, in una mano il telefonino con l'altra si stava masturbando; probabilmente l'altro gli stava descrivendo qualche cosa di estremamente eccitante quando a un certo punto Marco disse "..dai che gli veniamo nelle mutandine" pensai "ma che si inventano quei due", rimasi pietrificata vedendo che posava il cellulare per raccogliere un paio di mie mutandine usate, le accostò al naso odorandole poi con lingua andò a leccare là dove le mie secrezioni erano state raccolte, qualche attimo poi lo vidi posare gli slip sulla punta del membro, lo vidi sussultare e una parte dello sperma colare di lato.
Finì di pulirsi con le mie mutandine al chè disorientata, con le orecchie che mi ronzavano e un vago senso di nausea ripercorsi le scale tornando in lavanderia, dovevo fare il punto della situazione con un momento di calma ma, dopo alcuni minuti non riuscendo a tranquillizarmi decisi di fare quanto più baccano possibile e andare a farmi una bella doccia bollente, sicuramente poi avrei avuto le idee più chiare.
Fortunatamente Marco era uscito dal bagno e aveva abbassato il volume della musica, mi sentì arrivare, lo salutai ma fui lesta ad entrare in bagno per non far vedere il mio turbamento.
Aprii il getto della doccia e mi tolsi di dosso gli ultimi indumenti bagnati, aprii il cesto della biancheria sporca e, lì in un angolo vidi le mie mutandine sulle quali mio figlio si era masturbato, rimasi come inebetita per un attimo poi, con le mani tremanti le presi, erano intrise di sperma, era ancora caldo e vischioso, lo osservai e l'avvicinai al naso odorandolo.
Quel profumo mi inebriava, non puzzava come lo sperma di mio marito o quello dei pochi maschi con i quali avevo avuto rapporti, quello di mio figlio era profumato e, ad un certo punto chiusi gli occhi e leccai, leccai le mie mutandine intrise dello sperma di mio figlio, ne sentivo il sapore, il gusto ma non potevo sentire la densità e il piacere di averlo liquido in bocca.
Mi passai le mutandine sul viso, sui seni e tra le labbra della vagina, ero bagnata in modo pazzesco e, quello che stavo facendo, che era al di fuori di qualsiasi morale mi stava eccitando da morire.
La voce al di là della porta di mio figlio mi scuotè, "mamma ne hai per tanto?" mi chiese.
Ero senza fiato ma, risposi "stò entrando ora, sono congelata e mi fanno male perfino gli occhi, se vuoi entrare anche tu vieni pure perchè io voglio godermi un pò il calore della doccia"
Non sò perchè gli risposi così o perchè lo invitai a entrare o meglio, ero terribilmente eccitata da quello che mi era balenato nella mente, una eccitazione devastante, mostrarmi ora che ero consapevole a mio figlio.
Non era la prima volta che facevamo la doccia assieme ma, era la prima volta che vedevo in lui un maschio, un giovane uomo che deve aprirsi alla vita.
Marco entrò tranquillo in bagno, io mi ero messa la fascia di cotone che uso di solito per contenere i capelli sugli occhi, non volevo che capisse dal mio sguardo ciò che avevo in mente.
Sentii che si spogliava e buttava la roba nel cesto poi mi disse " se mi fai un pò di posto riesco a entrare"
"Sono congelata e rattrappita dal freddo" sentivo i capezzoli durissimi e avevo veramente la pelle d'oca, gli ero di spalle e, mi girai dicendogli appunto "guarda che pelle d'oca ho" ma, sono certa che lui mi stava ammirando le tette con i capezzoli scuri turgidi poi, mi girai di nuovo poggiando le pale delle mani al muro e gli chiesi "Marco amore, mi insaponi la schiema, mi fai un massaggino che sono tesa come la corda di un violino?"
Marco non amava questa mia passione per i massaggi e, quando poteva eclissarsi alla mia richiesta lo faceva ma, stavolta bisbigliò solamente un ok.
lo sentii svitare il tappo del flacone del bagnoschiuma e dopo un attimo le sue mani che mi insaponavano la nuca, il collo, le spalle, mi massaggio per qualche attimo la schiena e le reni poi sentii che scivolavano lentamente verso le mie natiche.
Dovevo fare qualche cosa per non fargli capire che era quello che volevo.
Quando tutte e due le mani erano oramai sulle natiche esentii che cercava di avventuravisi in mezzo mi raddrizzai e, senza girarmi gli dissi "Marco, capisco che stai diventando un uomo e capisco le tue curisità che a me non creano nessun problema però capisci che quello che vuoi fare tu normalmente non succede tra madre e figlio.
Ma io ti capisco e ti amo per cui puoi farmi quello che vuoi e toglierti tutte le curiosità, l'unica cosa che credo tu comprenda è che deve essere una cosa che deve assolutamente rimanere tra noi due, non deve uscire da quì, sei d'accordo?" gli chiesi e, mi riappoggiai con le palme al muro allargando un pò le gambe.
Mi rispose con la voce un pò roca "non preoccuparti mamma e, ti amo anch'io"
Sentii le sue mani che entravano tra i miei glutei, mi carezzavano il forellino e poi passavano tra le cosce, era goffo e impacciato ma ad un certo punto riuscì ad entrarmi dentro con un dito, sospirai per l'emozione e il piacere, lui preoccupato mi chiese "ti ho fatto male?" "No amore mio dissi, anzi, poi pensa che tu sei uscito da lì, con delle dita sottili come le tue ci entra anche tutta una mano"
"Davvero?...Posso provare?".."Prova se vuoi" e, prendendo con una mia mano la sua gli feci capire come doveva ammucchiare le dita poi lo guidai all'ingresso della mia caverna, poco alla volta entrò e quando la mano fù per metà dentro gli dissi "ora amore fai il pugno poi spingi" mi sentii aprire in due gemetti ma gli dissi di no fermarsi e finalmente lo sentii fermarsi contro l'utero.
L'avevo ancora dentro, il mio amore, mio figlio era ancora una volta dentro di me "mi hai sfondata un'altra volta amore mio" gli dissi e, proseguii "è una sensazione bellissima" e prendendogli il polso cominciai a fargli capire come doveva muoversi.
Poco dopo gemendo gli annuciai che stava per farmi godere e, senza ritegno venni lasciando partire un lungo schizzo di pipì.
Gli feci togliere la mano da dentro il mio ventre, avevo le gambe molli e mi inginocchiai sotto l'acqua, ero inebetita, mi tolsi la fascia dagli occhi e rimasi stupefatta dalle dimensioni del membro del mio ragazzo "mi pare che ti sia piaciuto" dissi, poi, senza più parlare allungai la mano, lo carezzai e cominciai un lento sù e giù.
Guardai mio figlio negli occhi e gli sussurrai "quando stai per venire dimmelo" e, dopo pochi istanti lo sentii gemere "vengo mamma, vengo"
Lo leccai sulla punta e, al primo schizzo lo infilai tutto in bocca, fino in gola e lo aspirai e lo succhiai, sentii il suo seme giovane spandersi dentro la mia bocca, ne volevo ancora ma Marco mi pregò "fermati mamma, mi stai facendo morire"
Gli diedi ancora qualche leccatina poi lo lasciai lì, era ancora eretto, Marco mi disse "devo fare urgentemente pipì".."Dai fammi vedere che la fai" lo pregai, si girò appena di lato e vidi zampillare il getto cristallino, mi ci fiondai sotto con la bocca spalancata, lo presi in mano e indirizzai il getto nella mia bocca bevendo tutto il suo liquido.
Poi volle provare anche lui questo piacere e, da qualche mese tra me e mio figlio è nato questo rapporto di complice peccato ma di sviscerato amore.
Sò che un giorno finirà, ma, nei suoi ricordi di figlio e di maschio io avrò sempre un posto privilegiato.




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