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Pubblicato : 18-02-2009 | Autore : adex
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 3771 | Votazione :


  
adex
leggere, conoscere gente nuova, sesso, immaginare e scrivere storie non solo a sfondo sessuale

3

 

Una sera fui invitato a cena a casa di Paola, era serata di chiusura del pub e quindi c’era pure Graziella. Arrivai verso le 7 e mezzo e in casa c’era solo Graziella che stava stirando guardando la televisione:

-          Ciao, come va? – mi domando’ Graziella alla porta

-          Bene, e te?

-          Non c’e’ male, vieni, Paola tornera’ a momenti, stavo stirando, non badare alla confusione...

Graziella mi fece accomodare in salotto sul divano mentre lei riprese la sua attivita’ guardando un quiz. Mi dava le spalle e commentava le domande che venivano fatte dal conduttore rispondedo esattamente quasi a tutte; indossava un maglioncino di lana grigio e una gonna di pelle, portava i capelli slegati e muoveva il baciono di volta in volta. La guardavo nel suo atteggiamento e mi provoava quella suo dolce movimento dei glutei, cercai di parlare con lei del piu’ e del meno ma non potevo distoglierle lo sguardo dai suoi fianchi cosi’ decisi di lanciarmi all’attacco pronto pure a ricevere uno schiaffo: quello che era successo la volta precedente non poteva far intendere che lei fosse una cagna in calore a disposizione ogni volta che avevo voglia.

Mi alzai e mettendomi dietro di lei le misi le mani sui fianchi spingendo il mio bacino contro di lei, la baciai sul collo e le sussurai dolci parole:

-          Il tuo corpo mi ha inebriato, dea dell’eros, ti chiedo di poter ancora una volta concedermi il divino riposo nella tua magica foresta.

-          Pero’, che poeta sei diventato? Non ti daresti tregua se non lo volessi?

-          Se tu non lo volessi io mi ritirerei nel mio regno...

-          Regno? Direi in bagno a questo punto...

In effeti una risposta migliore non ci poteva essere dal momento che il mio cazzo stava spingendo come volesse perforare sia i miei pantaloni che la gonna di Graziella; sembrava che avesse una vita propria quando ero appoggiato su di lei.

Graziella, comunque, si faceva palpeggiare il seno e non sembrava mostrare parere diverso dal mio.

Si giro’ e mi abbraccio’, mi mise la lingua in bocca e ci slinguammo lentamente, sentendo la sua calda lingua lambirmi le labbra entrando dolcemente nella mia bocca.

Mi spinse sul divano levandosi il maglioncino, sotto non portava niente, il suo seno turgido mi provocava la volonta’ di toccarlo, possederlo; mi sedetti sul divano e lei sulle mie gambe, continuammo a baciarci e leccarci, sentii il suo profumo inebriarmi la testa, ubriacandomi di lei; la mia lingua scese sul suo seno, i suoi capezzoli turgidi venivano da me mordicchiati, Graziella emetteva dei languidi gemeti di piacere, l’avanguardia di quelli che sarebbero venuti dopo. Si tolse la minigonna e completamente nuda si sdraio’ sul divano invitandomi a leccarle la vagina che si apriva davanti ai miei occhi, rossa e contornata dal pelo: era profumata come una principessa che aspettava quel momento, la mia lingua giocava attorno alle sue piccole labbra per poi entrare nella grotta del piacere femmineo, Graziella susultava dal piacere nella soave spinta della mia lingua, e le mei dita quasi combattevano tra loro per entrarvi e assaporare il gusto del piacere. Mi sbottonai i pantaloni e mi tolsi la camicia, Graziella era in ginocchio sul divano e aspettava che la imboccassi con il mio cazzo, glielo infilai tutto nella bocca, venivano emmessi i tipici rumori del succhiare fino alla base, con la saliva che lubrificava l’asta. Me lo prese in mano e se lo accompagnava nella bocca aumentando il ritmo ogni volta che lo guardava e mi guardava soddifatta dal piacere che mi dava.

La sua maestria la provava nel far ruotare la lingua sulla cappella e nel ternemelo ben saldo in mano mentre con l’altra mi accarrezzava i coglioni e le gambe. Si alzo’, si tocco’ tutto il corpo fecendomelo desiderare, si palpeggio’ il seno e se lo lecco’ come una ballerina di lap dance, stava giocando, sorrideva e mi guardava eccitarmi, le piaceva farmi stare sulle spine prima della penetrazione, l’atto piu’ in di tutto il rapporto:

-          Cosa preferisci, il toccare e non guardare oppure guardare e non toccare?

-          Cosa intendi? Vorrei toccarti, guardarti, penetrarti e cosi’ via

-          Non puoi, decidi se vuoi guardarmi mentre faccio sesso oppure ti va di toccarmi, penetrarmi senza vedermi...

-          Cioe’,se decido di penetrarti te ne vai in un’altra stanza? Della fistia, credi che mi si allunghi cosi’ tanto?

-          Ma quanto sei deficente...Ho capito, ci penso io

Graziella si giro’ dandomi la schiena e poi, lentamente, si mise su di me facendosi penetrare nella vagina, mentre lo faceva mi disse:

-          Adesso hai capito cosa intendevo?

-          Credo di si...

Inizio’ a dondolarsi sul mio cazzo e poi cerco’ dove aggrapparsi per iniziare la cavalcata,tiro’ le ginocchia sul divano mettendo le mani sulle caviglie, mi stava schiacciando, la afferrai fianchi e lei inizio’ la sua cavalcata, dolcemente per prima, per poi aumentare il ritmo iniziando a saltellare su se stessa e a gemere sempre piu’ forte. Sentivo la sua calda passera stringersi sulla mia cappella, i suoi liquidi innondare la mia asta, il suo peso morbido sprofondare sul mio corpo; le toccavo i seni pizziccando i capezzoli turgidi. Io stesso emettevo dei sussulti, il mio corpo vibrava e il mio bacino spingeva verso l’alto come cercasse di entrare pure quello in Graziella.

In quel momento rientro’ in casa Paola e vedendoci disse:

-          Non vi posso lasciare soli un momento, vero?

-          Ciao piccola- La saluto’ Graziella.

Paola si tolse il giubotto e si reco’ da sua madre baciandola sulle labbra, le mise le mani sul seno nudo e caldo e si fece aiutare a togliersi il maglione.

-          Se vuoi puoi partecipare.

-          E chi te lo dice che voglio partecipare?

-          Visto che mi stai toccando i seni e ti stai facendo spogliare...

-          Solo perche’ ho caldo e ti stuzzico non vuol dire che sono una maialona come te

-          Maialona? Che screanzata di figlia, sei tu che mi hai presentato Luigi

Paola e sua madre scherzavano, ridevano mentre parlavano, mentre Paola continuava a togliersi i vestiti di sopra

-          Comunque ho fame, se vi sbrigate che voglio mangiare.

-          La cucina e’ di la, cara, vai a prepararti qualcosa se hai fame, noi dobbiamo finire.

-          Se la metti cosi’

Paola, mezza nuda, si accovaccio’ e afferro’ il mio cazzo togliendolo dalla passera di sua madre. Me lo sentii prendere di colpo, a malapena dissi qualcosa che Paola lo aveva gia’ in bocca, lo succhiava con veemenza, voleva farmi venire. Graziella la guardava spompinare senza dirle nulla, la testa di sua figlia le lambiva le labbra della fica, i suoi capelli le davano quel soave piacere facendola mugulare. La lingua di Paola e la sua mano non mi davano tregua, ormai sentivo lo sperma arrivare all’uscita, e quando venne fu un’ondata violenta, uno schizzo potente seguito da altri. Graziella vide sua figlia bagnarsi il viso con il mio liquido:

-          Che bastarda, non ti cucino piu’

-          Visto, era tanto difficile finire?

Con la bocca piena di sperma, paola si alzo’ e bacio’ sua madre sulla bocca, si slinguarono poi Graziella si alzo’ e ando’ a preparare la cena lasciandoci soli.




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