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Pubblicato : 22-11-2009 | Autore : genero
Categoria : Confessioni | Totale Visualizzazioni : 7573 | Votazione :


  
genero

Ero uscito dal bagno e mi ero ricomposto alla meglio.Avevo il cuore in gola mentre mi dirigevo verso la cucina, dove mia suocera era intenta a sfaccendare tra i fornelli e il lavandino.Stavo cercando di immaginare ogni possibile discorso che sarebbe potuto uscire dopo quello che era successo. Entrai in cucina in evidente stato di imbarazzo, ma anche mia suocera non è che stesso meglio di me.Aveva il viso ancora colorato di un rosso acceso ed io, per evitare il crearsi di un silenzio ancor di più imbarazzante della situazione stessa, cominciai subito a parlarle, cercando di spiegarle nel modo più semplice e diretto possibile quella scena che le si era presentata.
Le parlai della mia passione per i collant e per la lingerie, le raccontai delle mie seprienze passate, di quando avevo cominciato ad essere affascinato da quegli indumenti femminili e quanto tutt'oggi mi facessero eccitare.Lei mi rispose che poteva capire che mi eccitassi con quelli di mia moglie, ma che lo facessi anche con quelli suoi le sembrava esagerato: aveva il presentimento che se ero attratto dal suo intimo ero attratto anche da lei. Non negai la cosa anche se cercai di ridimensionare il tutto: era indubbio che se mi eccitavo con il suo intimo , ciò significava che qualche pensierino su di lei lo avevo fatto, la mia fantasia aveva viaggiato spesso oltre certi limiti...però erano pensieri ceh avevo sempre tenuto per me, almeno fino a quel momento.Lei sembrò dapprima contrariata ma poi sembrò incuriosita dalla mia storia e mi chiese dei chiarimenti in proposito.Io risposi alle sue domande, cercando di sdrammatizzare l'accaduto e, durante il discorso, la mia mente tornò a cavalcare quei pensieri particolari che avevo sempre avuto su di lei.Stavamo parlando della mia passione per i collant, lei mi aveva visto nudo, con i suoi collant addosso, mentre mi masturbavo con un altro suo collant....insomma mi ero esposto in un modo esagerato ed ora non potevo certo tirarmi indietro, non potevo non sfruttare questa occasione per cercare di avvicinarmi a lei più di quanto avessi mai fatto.L'eccitazione che mi stava invadendo dentro diventava sempre più forte e la mia voglia di lei aumentava sempre più.Quella poteva essere l'occasione per provarci, per capire se anche lei si sarebbe lasciata andare e avrebbe accettato le mie proposte che, seppur scandalose, avrebbero potuto farla tornare a vivere, se pur per breve tempo, in un momdo nuovo di piacere, di sesso e di nuove fantasie che mai prima d'ora aveva sperimentato.
Si avvicinò a me mentre parlavamo, si sedette e accavallò le gambe.Portava una tuta da ginnastica grigia. Il giubetto era aperto e sotto portava una t-shirt bianca che metteva in evidenza il suo seno libero, con i capezzoli che non avevano timore a mostrarsi in tutta la loro rotondità.Portava delle ciabatte chiuse davanti, ma il collo del piede era libero e metteva in evidenza un tessuto di nylon grigio chiaro che lo ricopriva.Mentre la osservavo cercavo di immaginarmela senza pantaloni, con quel collant velatissimo che le avvolgeva le gambe e che metteva in evidenza uno slip bianco, bianco come quelli che trovavo spesso nel cesto della biancheria da lavare. L'unico capo di colore nero che a volte mi capitava di vedere erano dei reggiseni neri di tessuto simile al raso, lucido, liscio, setoso; spesso li annusavo mentre mi segavo con i collant, rinchiuso in quel bagnetto, e l'odore che sprigionavano mi facevano immaginare lei a tal punto che spesso con pochi colpi  inondavo di sborra il collant che avvolgeva il mio cazzo.
Lei era a pochi centimetri da me. Io avvicinai le mie mani sul suo piede cominciando a carezzarlo. Le sfilai la ciabatta. Lei era arrossita nuovamente e cercò di ritirarsi, ma non oppose più di tanto resistenza.Lo voleva anche sei, sotto un certo aspetto , e mi fece continuare.
I suoi piedi erano fantastici, il nylon li avvolgeva perfettamente, ma senza costringerli più di tanto. Il mio cazzo stava tornando ad essere più duro che mai . Avvicinai le mie labbra e li baciai. Lei sospirò e d io mi feci coraggio andando avanti.Tirai fuori la lingua e presi a leccare delicatamente, ma con decisione, strifinandoli ripetutamente anche sul mio viso. Poi salii su per il polpaccio e anche lì mi dieidi da fare sapientemente con colpi di lingua ben assestati. Infine non resse più. La feci alzare dalla sedia, le scesi i pantaloni della tuta, la aiutai a sfilarli e lo spettacolo che si presentò ai miei occhi mi fece andare letteralmente in visibilio.Eccitazione ai massimi livelli e una voglia di giocare con lei a più non posso si stavano impadronendo di me, del mio corpo e della mia anima.Adesso era tutta mia.




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Autore : ziel80
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