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Pubblicato : 10-01-2009 | Autore : Marcelatrav
Categoria : Travestirsi | Totale Visualizzazioni : 17808 | Votazione :


  
Marcelatrav
Amante del travestimento in privato alle prime armi

"Ti do cinque minuti per farti una doccia" disse all'improvviso Susanna risvegliandosi dal torpore.
Probabilmente ci misi qualche istante in più ma questa volta non mi rimpoverò. La raggiunsi in stanza dove trovai sul letto quello che sicuramente sarebbe stato il terzo completo che avrei dovuto indossare. Calze nere con reggicalze, mutandine rosse e un abitino da sera che era poco più lungo del Baby Doll indossato in precedenza. In effetti, mi copriva a malapena le natiche.
"Ti aspetto in sala" disse, aggiungendo: "Dì che ti stai divertendo anche tu!"
In effetti era una situazione nuova e piacevole. Mi preoccupava solo il fatto di non sapere cosa mi stava aspettando. Decisi di non pensarci e di prendere le cose così come venivano.
La raggiunsi in sala cercando di camminare come meglio potevo sui quei tacchi che mi sembravano così alti e mi accomodai al suo fianco sul divano.
Alla televisione scorreva un film transex, sicuramente l'aveva messo lei.
Ora andiamo sul balcone, prima di scendere di sotto.
"Sei pazza" dissi io, "potrebbe vederci qualcuno!". "A quest'ora di notte?" ribatté lei con fare deciso. " E poi non ricordi la scommessa? Ci sei quasi, dai ancora un piccolo sforzo. Per scendere di sotto ti permetterò di metterti il cappotto, così nel caso dovessimo incontrare qualcuno, nessuno si accorgerà di niente."
Mi feci convincere e uscii sul balcone per fumare con lei questa benedetta sigaretta. D'altronde questo secondo desiderio non sembrava poi così impegnativo, a parte il fatto che avrei potuto fare una figura ridicola.
"Ora scendiamo fino al cancello d'entrata e ritorniamo, ti accompagno anch'io". Riuscii a convincerla a scendere senza le scarpe ma semplicemente con un paio di pantofole. Incredibile stavo per uscire di casa vestito da donna, seppur con un cappotto addosso.
Ci guardammo negli occhi e scoppiammo a ridere. In definitiva ci stavamo divertendo tutti e due. Scese le scale (mi proibì di prendere l'ascensore) mi avviai verso il cancello d'entrata quando improvvisamente vidi due fari avvicinarsi e sentii delle voci dietro di me. Cercai di rimanere calmo e il più possibile nell'oscurità; fortunatamente non conoscevo le persone che probabilmente erano state da amici. La macchina inoltre – secondo colpo di fortuna - continuò senza fermarsi.
"Hai preso le chiavi?" domandò Susanna. "Di cosa?" risposi sorpreso.
"Della nostra macchina naturalmente. Dai sali, andiamo a fare un giro, guido io:"
Non ebbi nemmeno il tempo di fiatare che mi ritrovai in macchina.
Susanna si diresse verso un quartiere periferico della città. Ebbi anzi l'impressione che allungò il tragitto, cercando di fermarsi il più possibile ai semafori, affiancando altre vetture.
Fortunatamente era da poco passata mezzanotte e il traffico non era intenso.
Mi beccai comunque qualche sguardo ammiccante da alcuni automobilisti, uomini naturalmente, che non seppi interpretare.
La mano di mia moglie si infilava continuamente sotto il mio cappotto. Quasi sempre quando eravamo in attesa del verde. E mi scopriva i bordi delle calze.
"Siamo arrivati" disse ad un tratto parcheggiando la vettura.
"Vieni con me". Non ebbi tempo di aprire bocca che mi prese per mano trascinandomi letteralmente verso un palazzo dove suonò al citofono.
Non rispose nessuno ma la porta d'entrata si aprì di scatto.
Salimmo con l'ascensore (per fortuna!) fino al quarto piano dove trovammo una porta accostata.
La luce era soffusa ma potevo scorgere una figura nell'appartamento. Evidentemente ci stava aspettando. Quando la sentii pronunciare un "Ciao" dal tono gutturale capii che doveva evidentemente trattarsi di un trans.Fu così che feci la conoscenza di Marika, una splendida creatura dalla pelle mulatta, alta poco meno di me. Una persona che da quel giorno avrebbe fatto parte costante della nostra vita.
Susanna fece le presentazioni e quindi si appartò con Marika. Probabilmente la stava istruendo. Io, oramai già abbastanza confuso (prima di uscire ci eravamo fatti ancora un paio di Bacardi a testa) mi abbandonai sul letto.
Di lì a poco comparsero Susanna e Marika, mano nella mano. Susi si era già praticamente spogliata e – indovinate un po' – aveva indossato il suo inseparabile strap-on.
Mi disse: "Spogliati e fai vedere a Marika cosa hai sotto i pantaloni". Ubbidii e presto rimasi in calze, reggicalze e perizoma, poco coperti dall'elegante vestitino nero. Pensavo di suscitare ilarità, pensavo che Marika scoppiasse a ridere.

Invece spalancò ancor più i grandi occhi ed esclamò: "Sei meravigliosa. Tuo marito è fantastico. Perché non ne ho trovato anch'io uno così? I miei clienti sono tutti così normali e prevedibili…
E' una situazione che mi eccita tantissimo, Vi dirò di più; per stasera, vista la sorpresa, non voglio nulla. Desidererei solo che tuo marito completasse il travestimento con un paio di scarpe adatte che vado subito a prendere di là". Non ebbi il tempo di fiatare che già le due si accinsero ad infilarmi le scarpe, una a sinistra, l'altra a destra.
"Ora comportati da vera donna, ti prego". Susanna si avviò verso l'impianto stereo mettendo della musica di sottofondo. Marika mi invitò a ballare. Accettai e scorsi Susanna appollaiata su una poltrona intenta a non perdersi nemmeno un istante di quella eccitante scena.
Mi strinsi al trans, sentendo il suo pacco premere sul mio, e mi lasciai andare. Marika ballando mi accarezzava la schiena, una mano sul mio culo, le labbra sul collo.
Quasi magicamente la nostre bocche si incontrarono e cominciammo a baciarci intensamente.
Mi abbandonai a lei come fa una vera troia.
Ci ritrovammo tutti e tre sul letto. Io a pecorina intento a spompinare Marika. Susanna dietro di me, con lo strap-on posizionato sul mio sfintere. Ansimavano entrambi. Sentii lo strap-on entrare dolcemente e cominciai a godere.
Invertimmo le posizioni. Susanna sdraiata, io sopra di lei con il suo cazzo artificiale in bocca e Marika dietro di me. "Vieni puttanella, sei la nostra troietta personale" disse e mi scopò con una partecipazione tale da lasciarmi estasiato.
Non so chi dei tre godette per primo. So solo che il tutto durò esattamente un'ora e che Marika, da quel giorno, entrò definitivamente nella nostra vita di coppia.
Avevo esaudito tutti i desideri di mia moglie e forse fatto anche qualcosa di più.










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