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Pubblicato : 15-06-2011 | Autore : johnbirillo
Categoria : Lesbo | Totale Visualizzazioni : 12362 | Votazione :


  
johnbirillo

Marisa Fossa si passò le mani sulle gambe e sulle braccia. L’ultima cosa che avrebbe voluto era presentarsi non perfettamente a posto all’appuntamento col tanto atteso massaggio settimanale. Anche se la massaggiatrice in questione era Teresa, la sua migliore amica.

Marisa sentì con piacere sotto le dita la dolce sensazione della pelle liscia. Si accarezzò le braccia e poi le sue mani scesero verso le gambe, giù, fino alle punte dei piedi, per poi risalire verso l’inguine, anch’esso appena depilato e un po’ arrossato.

Aveva lasciato una sottile striscia rettangolare di peli proprio sopra la vulva. Si guardò allo specchio e sorrise. Secondo lei quella striscetta nera rendeva la sua passera molto provocante. Si passò un dito nella fessura, lo inzuppò nella vagina e lo tirò fuori umido di succhi. Se lo portò alle narici, lo annusò e lo avvolse con le labbra facendoselo andare avanti e indietro nella bocca.

Poi divaricò un po’ le gambe e con l’altra mano cominciò a sgrillettarsi. Il clitoride era gonfio e viscoso e lei si scrollava con sempre più vigore.

Si fermò un attimo prima di venire. La tentazione era forte, ma preferì cullarsi all’idea di godere sotto il tocco sapiente delle mani di Teresa. Le era successo spesso di eccitarsi durante un massaggio, mentre Teresa esplorava le pieghe più segrete del suo corpo. E qualche volta, senza averlo mai confessato a nessuno, era pure arrivata all’orgasmo.

Si chiedeva con una strana libidine se l’amica avesse mai notato come a volte le si dava in maniera un po’ troppo ardita. Il solo pensiero, ad esempio, di cosa potesse passare per la testa di Teresa quando lei le offriva senza vergogna il culo sperando che lo sguardo dell’altra si concentrasse rapito sul bocciolo palpitante dell’ano, la mandava in estasi.

Quante volte Marisa, presa da una smania irrefrenabile, sdraiata sulla pancia mentre Teresa la stava massaggiando, si era sorpresa a spingere con gli sfinteri per mettere in evidenza il suo buco del culo!

E mentre spingeva e sperava che un dito di Teresa finisse come per caso a sfiorarle l’ano, godeva intimamente pensando all’amica che non poteva non vedere che il buchetto le si apriva oscenamente e pulsava vizioso invocando la sua attenzione…

Marisa si voltò di schiena e si guardò il culo allo specchio. Si passò un dito sull’ano rugoso titillandoselo e poi se lo ficcò nel retto. Era un bel culetto sodo con l’ano che spiccava prepotente tra le chiappe, un ano circondato dal largo alone scuro dei peli appena rasati. Certo non era il culo che aveva a vent’anni, ma faceva ancora la sua figura.

Non aveva mai avuto delle natiche piene. Il suo non era uno di quei culi con la spaccatura lunga e profonda. Non c’era bisogno di allargarle le chiappe per arrivare a vederle l’ano. Era un culetto da ragazzina, molto arrapante, uno di quei culi che se lo metti a pecorina ti regala un orifizio anale così pronunciato che la fica non la vedi neanche, uno di quei culi ‘tutto buco’ come diceva Franco, suo marito. Il solco tra le natiche era breve e si apriva subito sotto l’osso sacro.

Marisa si mise ritta in piedi. Fantasticò di essere in mezzo a una folla di persone, nuda come era adesso.

Anche così in posizione eretta tutti le avrebbero potuto vedere facilmente il buco del culo, proprio per via di quel solco che si apriva appena sotto l’osso sacro e non lasciava niente all’immaginazione.

Se aggiungiamo che era dotata di un ano particolarmente emergente e rugoso che piaceva molto agli uomini e che lei non aveva mai disdegnato di prenderlo nel didietro, con gli anni il suo buco di culo era diventato estremamente sensibile e godurioso e aveva acquisito sempre più carattere, a tal punto che anche un profano di penetrazioni anali non avrebbe avuto dubbi di trovarsi di fronte a un meraviglioso culo rotto, il culo rotto con cui Marisa, durante i suoi massaggi settimanali, cercava di provocare i desideri più perversi della sua migliore amica…

 

Marisa arrivò puntuale all’appuntamento. Suonò il campanello e dopo qualche secondo venne ad aprirle Carla, la figlia di Teresa.

Carla era una moretta di ventitre anni coi capelli lunghi e lisci e gli occhi verdi, magra e ben fatta. Il viso della ragazza era reso ancora più sbarazzino dai capelli raccolti in una coda di cavallo. Indossava una camicetta e una minigonna quadrettata.

“Ciao, Marisa” disse Carla abbracciandola forte.

“Ciao, tesoro, che piacere vederti… come stai?” le domandò Marisa ricambiando l’abbraccio per poi ammirare la bellezza di quella ragazzina che aveva visto crescere.

“Bene, bene, e tu?”

“Tutto bene, grazie… e l’università? Non ti manca molto per finire, vero?”

“Mi mancano quattro esami e poi finalmente discuto la tesi.”

“Bravissima, davvero brava… e poi ogni volta che ti vedo mi sembri più bella… stai ancora con Giulio?”

“Sì.”

“Anche lui è davvero un bel ragazzo… siete una gran bella coppia…”

La ragazza le sorrise.

“E Teresa?…” riprese Marisa, “Teresa è di là?”

“La mamma è dovuta uscire per delle commissioni urgenti…”

“Non mi dire che si è dimenticata del mio massaggio!”

“No, no, non preoccuparti, mi ha detto che saresti venuta… dovrebbe rientrare entro un’ora al massimo…”

“Ma io non ho tutto questo tempo… tra poco più di un’ora ho una lezione a casa…”

“Nessun problema, te lo faccio io il massaggio…”

“Come?”

“Sai, sono diventata bravina a fare massaggi… è da un po’ che mamma mi sta insegnando, e poi ho frequentato anche un corso… qualche cliente adesso richiede me espressamente… la signora Gerardi, per esempio… la conosci?”

“Certo che la conosco, ma non sapevo che anche tu fossi una massaggiatrice…”

“E invece eccomi qui… ho imparato alla grande e ormai sono quasi meglio di mamma… scherzo!” sorrise Carla, “E comunque vedrai che tra poco mamma sarà qui e se non sarai soddisfatta le dirò di non farti pagare nulla…”

“Teresa mi fa da sempre un prezzo speciale…”

“Lo so, lo so… che dici, cominciamo?”

“Be’… sì, sì… d’accordo…”

“Dai, andiamo.”

Marisa seguì Carla nella stanza attrezzata con il lettino.

“Vuoi qualcosa da bere?” le chiese Carla, “un’aranciata, un tè, una coca cola…”

“Mmm… un bicchiere d’acqua andrà benissimo, grazie.”

“Vado e torno… devo soltanto fare una telefonata altrimenti poi mi dimentico, ci metto un attimo… intanto puoi metterti comoda e sdraiarti…”

Marisa rimase lì un po’ intontita. L’idea di farsi fare il massaggio da Carla un po’ la imbarazzava e un po’ la eccitava. Non che la ragazza non l’avesse mai vista nuda, ma nel frattempo erano passati un po’ di anni.

Marisa si spogliò, tolse il reggiseno ma decise di tenere le mutandine. Le sembrava di essere troppo sfacciata a mettersi lì davanti a Carla con la fica tutta rasata. Poi si sdraiò a pancia in su sul lettino.

Si infilò rapidamente un dito sotto gli slip, se lo passò sulla passera e la sentì aperta e bagnata.

Si sentì avvampare e pensò fosse il caso di trovare una scusa per andarsene, ma fece appena in tempo a togliere il dito che arrivò Carla.

“Ecco l’acqua” disse la ragazza.

Marisa si mise a sedere, bevve metà bicchiere e tornò a sdraiarsi.

“Adesso chiudi gli occhi e rilassati…” disse Carla accendendo lo stereo, “al resto penso io… vedrai che non ti farò rimpiangere la tua migliore amica…”

Marisa ubbidì. Chiuse gli occhi e fece il vuoto nella mente lasciandosi cullare dalla musica e dalle mani della figlia di Teresa.

“Lo sai che hai davvero un bel corpo?” le disse Carla, “Se non ricordo male hai la stessa età di mamma…”

“Io e Teresa abbiamo fatto tutte le scuole insieme, dalle elementari fino all’università…”

“Hai delle gambe magnifiche… e che pelle liscia…”

Carla versò un liquido oleoso sulla pancia e sulle gambe di Marisa e iniziò il massaggio dai piedi risalendo poi pian piano lungo le gambe, il ventre, i seni, le spalle, le braccia, il collo, il viso…

E Marisa si abbandonava lentamente sotto il tocco esperto delle mani di quella giovane ragazza. Non avrebbe immaginato di rilassarsi tanto in fretta. Una grande e piacevole calma si faceva strada dentro di lei…

La voce di Carla la scosse mentre stava quasi per addormentarsi.

“Marisa… Marisa…”

“Sì…”

“Marisa, scusa…”

“Che… che c’è?”

“Posso toglierti gli slip?”

“Come?… Gli slip?”

“Sì, le mutandine… sarebbe meglio se le togliessi… con mamma le togli sempre…”

E senza aspettare il permesso di Marisa, Carla prese tra le dita i bordi del tanga per farlo scivolare lungo le gambe della donna.

“Non so se…” borbottava Marisa.

“Oh, che sarà mai… il massaggio verrà ancora meglio” disse Carla.

La ragazza notò subito l’estrema cura con cui era rasata la passera dell’amica di sua madre.

Marisa si sentiva svuotata e priva di forze. Le sembrava che i muscoli del suo corpo sfuggissero totalmente al suo controllo. L’emozione del momento la paralizzava ed era come se nel suo intimo godesse nel sentirsi in balia del volere di Carla.

La ragazza le sfilò il tanga dai piedi e lo lanciò sul divano lì accanto. Poi inaspettatamente afferrò le caviglie della donna e in un secondo le sollevò le gambe verso l’alto spingendole un po’ all’indietro.

Con quel movimento la passera di Marisa si dischiuse. E sotto la passera Carla vide la grossa pastiglia violacea dell’ano.

“Cosa fai?” ebbe la forza di chiedere Marisa.

“Sei depilata anche dietro…” disse Carla.

“Come dici?”

“Ti radi anche il buco… hai un gran buco…”

Marisa sembrò tornare in sé di colpo.

“Ma… Carla… ti sembra il modo di…”

“Su, su, siamo tra donne, no?…” la interruppe la ragazza, “Anch’io mi depilo, cosa credi?”

E detto questo, Carla riabbassò le gambe di Marisa e si sganciò la gonna.

Immaginate la sorpresa di Marisa nel vedere che Carla non portava le mutande.

“Guarda…” le disse la ragazza voltandosi e allargandosi le natiche.

Marisa era senza parole. Era lì sdraiata su quel lettino e aveva davanti a sé la figlia della sua migliore amica che si teneva le chiappe aperte per mostrarle l’ano depilato. E l’ano della ragazza sembrava un orifizio molto avvezzo alle inculate.

“Visto? Anch’io mi depilo… e, non dirlo alla mamma, ma l’ho già preso nel culo…”

“Forse è meglio se vado…”

Marisa, agitatissima, fece per alzarsi ma la sensazione di spossatezza tornò a impadronirsi di lei. Riuscì appena a muoversi per poi riabbandonarsi sul lettino.

“Adesso mettiti a pancia in giù” le disse Carla voltandosi, “devo finire il massaggio…”

“Mi sento molto stanca…”

“Che succede?”

“Non lo so… non riesco quasi a muovermi…”

“Dev’essere l’effetto del mio massaggio, è estremamente rilassante… se non ce la fai a voltarti ti aiuto io…” e così dicendo Carla prima mise Marisa su un fianco e poi la girò sulla pancia.

“Vista così sei ancora più eccitante… hai un culetto apertissimo… e che bucone rugoso!!!” disse la ragazza avvicinando il nasino al solco delle natiche per sentire l’odore dell’ano sporgente della donna.

Marisa non ebbe la forza di replicare. Nonostante tutto sembrava concedersi a quella assurda situazione. Tutto quello che aveva sognato avvenisse con Teresa stava avvenendo con sua figlia.

“Tra le chiappe hai un odore da vacca” diceva Carla dando colpi di lingua all’orifizio, “mmm… hai un buco di culo che sa di sborra… mi rimane il sapore sulla lingua… mmm… mmmm…”

Marisa era fuori di sé per la vergogna e l’eccitazione. La lingua della ragazza la mandava in estasi.

“Perché non fai pulsare l’ano come fai con mamma?” continuò Carla, “Mamma me l’ha detto, sai? Mi ha detto che non riesce a spiegarsi perché durante i suoi massaggi il tuo buco di culo palpita frenetico… fallo anche adesso così mi eccito un po’ anch’io… spingi con l’ano mentre mi masturbo…”

Marisa non resistette alla tentazione e spinse col buco come faceva con Teresa.

“Mmm…” faceva l’altra menandosi la passera, “mmm… dai, così… continua… continua… mmm… si sta aprendo tutto… il tuo culo rotto si sta aprendo al massimo… mmmmm… spingi… dai, spingi…”

E così dicendo, Carla infilò un dito nella fica di Marisa, lo estrasse bagnato fradicio e lo sfregò un po’ sull’ano carnoso e dilatato della donna prima di penetrarle il retto fino alla nocca.

“Mmmm… sto godendo…” diceva la ragazza, “ti fotto il culo, troia… lo senti che ti fotto il culo? Ti piacerebbe un bel cazzo, vero? Mmm… ti fotto il culo e godo… aaaah… mmmmm… godo… godoooo… GODOOOO…”

Anche Marisa fu travolta da un orgasmo incontrollabile. Le sue gambe si irrigidirono, le dita dei suoi piedi si arricciarono e il suo sfintere anale palpitò ritmicamente intorno al dito di Carla mentre la sua passera si allagava e sbrodolava sul lettino.

Marisa sembrò riaversi nel momento in cui sentì i click ripetuti di una macchina fotografica.

Ancora mezza rintontita, come appena uscita da un sogno, si girò di scatto e si mise a sedere sul lettino. Si trovò di fronte Giulio, il ragazzo di Carla, con in mano una macchina fotografica digitale. Marisa si coprì le tette e la fica come poteva e provò a dire qualcosa.

“Giulio… come ti permetti! Io… io… esci subito di qui…”

“Ho solo fatto qualche foto, signora Fossa…” disse lui, “ha proprio un gran bel culo…”

“Ma come osi!”

“Anzi se potesse mettersi a pecora, con la schiena inarcata e il culo bene in alto sarebbe perfetto…”

“CARLA!” gridò Marisa, “CARLA! CARLAAA!!!”

“Fai come dice lui, Marisa” disse Carla entrando nella stanza completamente nuda, “vedrai che verranno delle bellissime foto… il tuo buco di culo è praticamente già su internet da stasera… però ci serve qualche altro scatto…”

“ROBA DA MATTI!!!” urlò Marisa scendendo dal lettino, “fatemi andare via…”

“Mi faccia fare solo qualche altro scatto e non ci metterò la sua faccia da pompinara su internet” la gelò Giulio, “in effetti mentre lei era lì mezza assopita ho preso diverse foto di fica, ano e faccia… ce n’è una in cui la si vede con un bel vibratore piantato nel culo… chissà cosa diranno i suoi amici… e poi mi ha detto Carla che prima vi siete fatte una bella goduta insieme…”

“Dai, Marisa” la abbracciò Carla, “il sonnifero che ti ho fatto bere alla fine ha fatto effetto… mentre dormivi, io e Giulio abbiamo fatto un piccolo video in cui scopiamo… mi sono anche fatta inculare… adesso ho il buco quasi slabbrato come il tuo… il video si conclude con me che gli faccio un pompino e lui che ti sborra sul culo… e c’è una foto con te che hai il suo cazzo tutto in bocca…”

Marisa si passò una mano sulle natiche.

“Vedi?” le fece Carla, “hai ancora un po’ della sua sborra sulle chiappe… e poi Giulio mi ha chiesto se poteva incularti, ma abbiamo aspettato che ti svegliassi… sarà più divertente per lui romperti il culo mentre sei sveglia… e anche per te…”

Marisa, rassegnata e già tutta bagnata, si mise a quattro zampe sul pavimento lubrificandosi l’ano con lo sperma che aveva ancora sulle chiappe.

E Carla le si mise di fronte.

“Vedrai che ti piacerà” le disse la ragazza baciandola sulle labbra, “Non c’è nessuno che sa sfondare i culi come lui… Giulio ti riempirà il culo con un litro di sborra…”

La bocca di Marisa si aprì e le loro lingue si intrecciarono.
Giulio scattò qualche foto di quel culo meraviglioso, poi si slacciò i pantaloni e appoggiò il cazzo già duro sull’ano violaceo e pulsante della donna.



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