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Ero in crisi di astinza. Da un bel po’ di tempo non mi sbatttevo un bel cazzo. Da quando Marcello mi aveva mollato per andarsene dietro una attricetta da strapazzo. Peggio per te – gli dissi l’ultima volta che andammo a letto e gli feci un pompino da sballo- la mia a bocca ed il mio culetto li rimpiangerai. Pensavo a Marcello ed ero indeciso se vincere la crisi d’astinenza con una bella sega ed il dito in culo o trovare al pub di Ilario qualcosa di meglio. Decisi per questa ultima soluzione. In fondo Marcello lo avevo conosciuto proprio da Ilario. Fu un anno intenso di scopate e di complicità con Marcello. Io ero innamorarto.Lui un po’ meno ma sessualmente ci siamo sempre trovati d’accordo. Anche quando mi chiese di essere inculato. E fu con lui che per la prima volta provai un piacere enorme ad infilare il cazzo in un bel culetto come quello di Marcello. Cose andate. Ora dovevo guardare avanti e non potevo più continuare con le mie paranoie. Decisi di andare al pub. Feci buona “pesca”e dopo qualche ora di corteggiamento discreto convinsi Guido, un biondino delicato, un po’ maschio, un po’ femminuccia, ad uscire con me. Gli chiesi a bruciapelo: hai mai inculato un maschio? Lo gradiresti un pompino con l’ingoio? Guido mi guardò sorridendo : No, ma vorrei provare. Magari con il preservativo. Gli risposi anche io sorridente: Con me non funziona il preservativo. Ho il culo rotto ma sono sano come un pesce. Il mio buchetto non lo do a tutti. Se vuoi provare andiamo a casa mia. Per tutta la notte. Altrimenti meglio niente.
Guido accettò. Ci rintanammo in casa. Gli offrì un gin fiz e poi subito in camera da letto. Ci spogliammo. Più guardavo Guido nella sua completa nudità più lo sentivo già dentro di me. La sua bellezza, la sua delicata fisicità, il suo pene rizzato con la capocchia rosea mi facevano vibrare. Il desiderio di superare ogni confine del pudore mi martellava le tempie. Pensavo a cosa potesse pensare lui della mia nudità apparentemente virile. I suoi occhi si posavano sul mio pene. Altrettanto bello e rigido come il suo. Ma il mio primo desiderio da appagare era di concedergli il mio culetto. Poi sarebbe venuto il resto. Anche il bel culetto rotondo di Guido mi intrigava. Nudi l’uno difronte all’altro. Presi ovviamente io l’iniziativa. Mi avvicinai e cominciai ad accarezzarlo con delicatezza su tutto il corpo. Gli sfiorai appena l’uccello. La capocchia era già umida. Capii che il giovanotto aveva tanta voglia dentro. Lo attirai a me ed i nostri corpi caldi si avvinghiarono. Guido mi porse la bocca. Due belle labbra. Gli e le succhiai e poi sentii la sua lingua dentro la mia bocca. Senza staccarci trovammo il letto. Lui sotto ed io sopra. Il suo cazzo poggiava sul mio. Era una sensazione stupenda. Guido aveva gli stupendi occhi aperti, guardava il soffitto. Inizia i preliminari leccandolo dal collo ai piedi ed evitando però di prendere in bocca il suo cazzo teso. Dopo un paio di leccate decisi di spompinarlo.
Gli leccai esternamente il cazzo, poi lo presi in bocca e cominciai a fare su e giù. Lui invece si mise a leccarsi un dito. Le mie labbra erano una morsa sul quel cazzo che cominciava a iaculare umore. Guido mi bloccò dicendo: voglio il tuo culo. Presto dammelo. Mi misi in posizione alla pecorina e lui mi venne addosso. Morivo dal desiderio di ricevere nel mio culo il membro duro di Guido.Anche il mio czzo che avevo preso nella mano destra pulsava e la sborra era pronta ad uscire. Guido mi penetrò con delicatezza e sentivo dentro girare il suo pene mentre lui cercò il mio con la mano passatami sotto il mio ventre. Trovò il mio duro cazzo e lo massaggiava mentre mi inculava. La sua sborra mi inondò. Sborrai anche io nella sua mano.
Ci rigirammo supini.Guido non era stanco e disse: voglio giocare ancora. Cominciò a baciarmi e leccarmi. Gli misi una mano sul cazzo lo aveva duro.Il mio si era un po’ ammosciato.Guido se lo prese in bocca e lo rinvenne facendolo diventare grosso.
Mi chiese: Fammelo provare, mettimelo dentro. Voglio godere di te. Sistemami come vuoi. Lo mi si pancia sotto e con le dita gli allargai l’ano.Il buchetto del suo culo era roseo.Gli chiesi:sei veramente vergine? Si! Non farmi male. Prima gli feci sentire superficialmente il calore del mio capocchione poi gli e lo infilai-
Guido provò u po’ di dolore poi cominciò a lamentarsi piacevolmente: dai, spingi,fai più forte,voglio sentirlo tutto dentro. Dai, dai, fottimi, vengo, vengono. Ahia, ahia.
Io sborravo e godevo e lui pure. Ci inculammo a vicenda altre due volte prima di una lunga dormita abbracciati e con i nostri cazzi che si toccavano. La mattina provammo ancora sotto la doccia. Da quella sera Guido è il mio compagno,io il suo segreto.
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