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Pubblicato : 04-02-2014 | Autore : Maggie
Categoria : Feticismo | Totale Visualizzazioni : 2332 | Votazione :


  
Maggie

Mi ero fatta convincere dalle mie amiche a prendere un treno per Roma e a vagare per il centro storico. Che stupida sono stata. Roma è una città bellissima, ma alla fine i miei piedi mi facevano tanto male da non poter resistere. Tornai in albergo mentre le mie 2 amiche continuavano a camminare per le vie della città. entrai nella stanza, mi tolsi le scarpe e le calze. La puzza dei miei piedi sudati dava parecchio fastidio. Suonò il cellulare.
"Ciao, si sono arrivata!" erano le mie amiche che volevano essere sicure che avessi trovato l'albergo. "ho i piedi distrutti. mi è persino venuto un callo!" le mie amiche mi prendevano in giro perché a quanto pare il fatto che i miei piedi puzzassero era motivo di risate da parte loro, come se i loro piedi profumassero di rose dopo una giornata passata a camminare. "si, me li sto massaggiando, ma fanno male. forse qualcuno di voi potrebbe decidere una volta tornate di farmi un bel massaggio? beh ovviamente prima me li lavo!". 
Sentivo dei rumori, come dei sobbalzi, provenire dalla stanza accanto. tum tum tum. "aspettate un secondo" dissi alle miei amiche. appoggiai l'orecchio al muro. sentivo ansimare e sempre "tum tum tum". "va tutto bene li?" chiesi. silenzio. salutai le mie amiche e mi stesi sul letto. 

Mi ero appisolata. dopo circa 15 minuti sentii bussare alla porta e mi alzai di scatto. "siete voi ragazze?"
nessuno mi rispose. aprii la porta. un uomo con gli occhiali, alto circa un metro e ottanta e magro come un chiodo, mi salutò. "ciao, volevo chiederti se per caso sai come funziona la tv in queste camere. io sto nella stanza a fianco e non so come si fa!" abbassò lo sguardo, in direzione dei miei piedi. mi vergognavo per la puzza. "solo un secondo, vado un attimo in bagno e poi ti faccio vedere!". ero troppo imbarazzata. dovevo lavarmi velocemente i piedi nel bidè e sperare che non avesse sentito la puzza. nel momento esatto in cui stavo per accendere l'acqua del bidè ed inserire i miei piedi puzzolenti in acqua, sentii uno strano gemito. corsi di là. quello che vidi mi fece rabbrividire. quell'uomo stavo annusando i miei calzini e aveva una mano nelle mutande. i suoi occhiali erano completamente appannati. "ma che cazzo stai facendo?". presi una delle mie snickers e gliela tira addosso. "adesso chiamo subito la sicurezza dell'albergo". mi avvicinai al telefono e lui mi fermò la mano. pensai che volesse farmi del male. "no ti prego! ti chiedo perdono... e solo che ti ho sentito prima. stavi parlando al telefono e hai detto che avevi mal di piedi. io sono un massaggiatore! ho fatto dei corsi, lascia che ti aiuti!" si abbassò, tentando di toccarmi i piedi. "e secondo te questo spiega perchè ti stavi facendo una sega mentre annusavi i miei calzini? sei uno schifoso pervertito". mi avvicinai di nuovo al telefono."aspetta!" mi gridò. "non voglio farti del male. senti, mi sembri una ragazza per bene. io sono sposato ho dei figli, ti prego non mettermi nei casini!". Non sapevo cosa fare. "facciamo cosi; hai ragione, ho sbagliato, non dovevo origliare alla parete. lascia che mi faccia perdonare. ti do 500 euro, cosi puoi divertirti per roma!" Non potevo crederci. questo tizio mi stava allungando 500 euro per non spifferare che razza di pervertito era. in quel momento, sentii una lieve fitta sulla pianta del piede. "senti, 2 cose: prima di tutto mi pare che tu abbia un portafogli bello pieno. voglio 2000 euro. seconda cosa, voglio che mi massaggi i piedi perchè mi fanno davvero male!"

Quell'uomo doveva essere il classico riccone pervertito che si divertiva con le prostitute. se no perchè avrebbe dovuto avere 2000 euro nel portafogli? mi allungo le banconote, che io appoggiai sul comodino. dopodichè mi lanciai lul letto. lui, ai piedi letto allungò le mani verso i miei piedi puzzolenti. "datti da fare!" gli dissi. lui mi prese un piede. in realtà non lo stava massaggiando, ma accarezzando. "dimmi, sei italiana?" me lo chiese perchè ho la pelle molto abbronzata e gli occhi chiari; forse sembro un pò una straniera. premeva i pollici contro la mia pianta. sapevo cosa voleva fare: avvicinare le labbra al mio piede. "senti, se gli vuoi dare un bacio fa pure!" mi diede un bacio sulla pianta del piede sinistro, poi un altro e un altro ancora. ammetto che non mi dispiaceva; mi divertiva e mi faceva muovere le dita dei piedi dal solletico. anche lui sorrise. baciò il mio alluce e poi lo succhiò. poi succhio 3 dita alla volta. in men che non si dica, metà del mio piede si trovava nella sua bocca. feci un gemito. la cosa mi piaceva assai. tolse il mio piede dalla sua bocca e iniziò a leccarmi la pianta, dal tallone alla punta delle dita. mentre godevo, cercavo di insultarlo con parole quali "che pervertito del cazzo" o " maniaco schifoso" ma in realtà mi piaceva quello che stava succedendo. prese l'altro mio piede e lo leccò con vigore. nel frattempo io strusciavo l'altro piede sulla sua testa. "hanno un buon profumo?"lui sorrise e infilò il naso tra le mie dita dei piedi. avrei dovuto pensare "che schifo" invece godevo come una vacca. i miei piedi erano in un bagno di saliva. se li strusciava sulla faccia come fossero delle tette, ma delle tette importava poco; l'importante per lui era che avessi i piedi nudi; della mia vagina non gliene fregava niente.

Si abbassò la zip dei pantaloni. un cazzo di 25 centimetri uscì dai pantaloni. le mie mutandine si bagnarono. dovevo assolutamente averlo in bocca. mentre lui mi succhiava una per una le dita dei piedi, pensai al da farsi. gli tolsi i piedi dalle mani. "coricati sul letto" gli dissi. lui si coricò. gli strappai prima i jeans e poi le mutande. poi mi girai a testa in giù rispetto al lui e al letto. in questo modo potevo avere il suo cazzo in bocca e lui i miei piedi in faccia.

Lo presi tutto, o quasi, quello che riuscivo a far entrare.sicuramente si era già segato, ed aveva un profumo paradisiaco. lui continuava ad accarezzarmi i piedi ed aveva iniziato a succhiarmi l'esterno delle mie adorabili fettine, finendo col mordicchiarmi i talloni. dopo un po' un fiume di sborra usci dal suo cazzo e mi investi in faccia. in quel preciso momento fece uno strano gemito, fortissimo, come se si fosse liberato di un peso di 2 tonnellate. stava godendo come un porco. gli piantai un paio di forti calci in faccia, e a lui sembrava piacere.Non riuscivo a credere a quello che avevo appena fatto; non mi era mai capitato! mi alzai di scatto dal letto, con la faccia tutta sporca. presi dai suoi jeans il portafogli, e lui non disse niente. tirai fuori tutti i suoi soldi, circa altri 1000 euro. "vattene via" gli dissi. "ho detto vattene!" gli urlai, tirando calci al letto. lui non capiva che volevo che sparisse, perchè mi vergognavo da morire. "i soldi li tengo perchè sono sicura che non hai mai goduto cosi prima d'ora, e tremila euro valgono la miglior goduta della tua vita, giusto? ti lasciò un souvenir!" gli infilai entrambi i calzini in bocca, lui cercò di dire qualcosa; non mi importava. gli chiusi la porta in faccia, e chiusi a chiave. 

Mi feci una doccia e dopo un oretta tornarono le mie amiche. Avevo una notte da passare al hotel, poi saremmo tornate a Milano. Non avrebbe parlato, lo so, perchè non gli conveniva. nel suo portafoglio c'erano davvero le foto dei suoi figli e di sua moglie, tra l'altro una bella donna; perchè avrebbe dovuto sputtanarsi?. quella notte io e le mie amiche uscimmo a bere, poi andammo in discoteca. quando tornammo, alle 4 di notte, la prima cosa che feci fu togliermi le mie scarpe con tacco a spillo. i piedi mi facevano un male pazzesco. "che mal di piedi!" dissi. e nell'altra stanza: "tum tum tum"...



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