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Correva l’anno 1996, io avevo 36 anni, mia moglie 32, l'amico 36 Da tempo, con mia moglie, si fantasticava sulla possibilità di ripetere qualche esperienza eccitante. Come al solito, dopo le fantasie espresse durante le scopate, poi, a freddo, lei era sempre restia, la sua educazione familiare e religiosa la portava a pensare che, seppure all’interno del rapporto di coppia, quindi, nell’ambito di ciò che è reciprocamente accettato e ritenuto lecito, certe nostre “avventure” non si dovessero ripetere. Io la lavoravo ai fianchi, le dicevo che un corpo come il suo non poteva essere tenuto coperto, che il suo abbigliamento doveva far risaltare le sue belle curve, ma lei non sembrava molto convinta, anche se, quando si era arrivati al dunque, non si era tirata indietro. Anzi. Se devo descrivere mia moglie, direi che una bella donna, di circa 1 e 68 cm. di altezza, 55 kg di peso, con una terza misura di reggiseno (coppa C), cioè è quello che si dice un proprio un bel tipo, due tette da favola che stanno su da sole e un culetto piccolo si, ma ben fatto e sodo. Devo dire che provo un sottile piacere, quando, vestita in maniera provocante, a passeggio per la città o anche al mare, gli occhi degli altri uomini la seguono e la desiderano... Siamo, comunque, contro la volgarità, e se le attenzioni educate fanno sempre piacere a tutti, non così le volgarità. Ma bando alle ciance, quell’anno l'occasione di divertirci nel mondo dell'esibizionismo capitò durante un viaggio sul lago di Garda, nei pressi di Sirmione. Avevamo scelto un agriturismo tra Peschiera e Lazise per disintossicarci dalla frenesia della città e dal lavoro, ed avevo convinto mia moglie che da quel viaggio lei avrebbe potuto osare di più con il suo abbigliamento. Lei cominciò a prepararsi e portò anche alcuni suoi abitini e minigonne dalla sarta per accorciarle, perché si rese conto della loro eccessiva lunghezza. Fece modificare alcuni abitini affinché fossero più sexy. Per rispondere alle osservazioni della sarta, perplessa per queste modifiche decisamente osè, mentimmo adducendo la nostra partecipazione ad una festa a tema tra amici. Già dalla partenza, non perdevamo occasione per mettere in mostra le sue gambe e le sue tette, considerando, comunque, la necessità di non essere arrestati per atti osceni, cominciando quel gioco cerebrale del “vedo e non vedo” in tutti i luoghi pubblici nei quali ci capitava di passare. Comunque, arrivati sul posto apprezzammo subito la sua tranquillità, non c'era neanche la radio! La camera era calda ed accogliente ed aveva un soggiorno con una poltrona letto. Cominciammo a fantasticare con le possibili esibizioni e partimmo alla volta di Sirmione. Durante il viaggio, ricevemmo una telefonata di un nostro caro amico, con cui passiamo quasi ogni estate, che, sapendoci in zona, voleva approfittarne per incontrarci una volta tanto, non nella nostra regione, ma nella sua e, così, farci da guida. Vista la logistica della nostra sistemazione lo invitammo a raggiungerci, ed a stretto giro di telefonate ci raggiunse e prese una stanza vicino alla nostra. Quella notte non facemmo altro che parlare di come si poteva coinvolgerlo e nonostante le ritrosie di mia moglie, mi accorsi che la cosa sembrava stimolarla abbastanza. Venne, quindi, il giorno dell'arrivo del nostro amico, la pregai di vestirsi provocante e andammo a prenderlo, come stabilito, al bar che ci aveva indicato dentro la Fortezza di Sirmione. Quando arrivò, era esasperato per il ritardo causato da un incidente sull’autostrada, più di due ore, decidemmo di mangiare qualcosa per poi passeggiare per Sirmione e, vista la stanchezza della giornata, per poter andare a dormire presto. Dopo un pò il rilassamento e la convinzione che in vacanza "bisogna rilassarsi", ebbero il sopravvento, ed io cominciai a notare che lo sguardo del nostro amico cadeva sempre più frequentemente sulle gambe di Carla. Tra una battuta e l’altra, feci cadere il discorso sulla trasgressione, sull'esibizionismo. In auto incominciò una sorta di gioco, dove io scoprivo sempre di più le gambe di mia moglie e, mettendomi il broncio, mi chiedeva di smetterla perché non era il caso di mettere in imbarazzo il nostro amico.
Il nostro amico era tutt’altro che imbarazzato e con fare divertito ed interessato, dal divano posteriore si sporgeva verso le gambe di mia moglie e non lesinava certo complimenti...né sulle gambe, né sulle tette. L’ambiente si era decisamente riscaldato, ormai il nostro amico commentava a ruota libera sul topless di Carla che lui si godeva durante le vacanze estive e su come trovasse eccitanti le tette lasciate libere sotto le camicette trasparenti che mia moglie indossava quando andavamo a ballare in discoteca e in altre occasioni.
Carla si scherniva e rimbrottava Federico per i suoi complimenti piuttosto focosi ed espliciti.
Se la mia eccitazione era al limite, lo era anche quella dell'equipaggio. Tra una battuta e l’altra si era fatta ora di cena, per cui ci fermammo a mangiare discorrendo del più e del meno, anche se, incuranti degli altri clienti, tornavamo spesso sull’argomento “Carla”.
Alla fine della cena, optammo tutti per rientrare nell'agriturismo e bere lì il bicchiere della staffa. Arrivati, mentre mia moglie era in bagno, Federico si avvicinò e mi chiese scusa se, per caso, avesse esagerato con gli scherzi e i complimenti. Sorrisi: “Ma va.. stai tranquillo.. lo sai che con noi sei tra amici.. “ Lui ci tenne a precisare che non voleva essere né invadente, né molesto e che, per lui, la nostra scopata in spiaggia dell’estate scorsa, non costituiva né un precedente valido ad autorizzare alcuna sua intraprendenza o quant’altro. Sorrisi ancora e lo tranquillizzai sulle nostre intenzioni: se lui fosse stato signorilmente al gioco forse avrebbe goduto di un bello spettacolo e ci saremmo divertiti tutti. Così, quando mia moglie ci raggiunse, ci rilassammo a chiacchierare del più e del meno, finché il discorso, con toni goliardici, cadde sulla bellezza delle donne e sul diritto di tutti di godere della vista di essa, e Federico non esitò a fare complimenti garbati e molto sentiti sulle grazie di mia moglie, che non rimase del tutto insensibile. A questo punto venne a sedersi sulle mie gambe ed incominciò un gioco leggero di scopertura delle grazie, domandando sempre a Federico cosa ne pensasse. I complimenti si sprecavano e l'eccitazione saliva sempre più in tutti noi. A poco a poco venivano alla luce la sua biancheria intima provocante, le sue tette fasciate da un sottilissimo quanto inesistente reggiseno a balconcino impossibilitato a coprire anche soltanto i capezzoli che, infatti, erano maliziosamente esposti. Così le tirai fuori un seno stuzzicandolo leggermente, e cominciai a spogliarla, lasciandola in reggiseno, tanga e calze nere autoreggenti.
Federico si slacciò i pantaloni e, liberato l’uccello, prese a masturbarsi:”Sei fantastica!”
Carla sorrise: “Si.. dai..mi piace spogliarmi mentre ti masturbi per me..” Cominciai, quindi, a scoprirle il pube ed a stuzzicarle il clitoride, quando il suo eccitamento era al massimo, la feci inginocchiare e le poggiai l’uccello sulle labbra. Il tutto avveniva naturalmente davanti a Federico, spettatore unico e privilegiato che ormai non riusciva a contenere la sua eccitazione e continuava a masturbarsi e a fare sempre apprezzamenti, su quanto avveniva, sempre più coloriti e volgari. Carla era eccitatissima ed anch'io, scopammo in maniera a dir poco furiosa seguendo le istruzioni, il piacere del nostro amico, andando avanti per parecchio, finché non venni riempiendole il viso di sburro, dopo averla fatta godere. Anche Federico volle la sua parte e, così, scopò la bocca di Carla tenendola per la testa finché non le venne in bocca. Soddisfatta la prima libidine, ci sdraiammo sul divano letto e restammo in silenzio per quella che ci sembrò un'eternità..... Era solo l'inizio....
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