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Con
mia madre sto vivendo un sogno che si rinnova di giorno in giorno. La passione
ci travolge. Non ci fa ragionare. Pur essendoci la presenza di altre cinque
persone più 6 bambini/e che da soli valgono un esercito sembra che in casa ci
siamo solo noi due. Ma tutte le cose belle hanno una fine. Niente di grave.
Solo che Ilio incomincia a fremere. Così come l’impazienza di Janine e di Lisa
di trascinare mia madre nel loro letto si fa pressante. Le uniche a non
infastidire sono Margot e Liliana. La mia ex moglie ha trovato in mio padre il
suo nuovo amore. Sono così innamorati l’uno dell’altra che decidono di andare a
vivere insieme. Una sera siamo tutti nel salone. Mio padre guardando mia madre
incomincia a parlare.
“Devo
darti una notizia. Io e Margot abbiamo deciso di vivere insieme. Un domani, se
sei d’accordo, ho intenzione di sposarla. Lei aspetta un bambino mio.”
Quella
notizia mi rende euforico. Mio padre sta chiedendo a mia madre di divorziare.
Questo significa che mamma sarà solo mia. La guardo. Con gli occhi la imploro
di accettare.
“Mi
stai chiedendo di separarci? Vuoi divorziare per poter sposare Margot? E con
Liliana come la metti?”
Già
in questo discorso c’entra anche la mia ex suocera. È notte fonda quando io e
mamma indossati un accappatoio usciamo dalla nostra camera per andare in
cucina. Abbiamo avuto un tempestoso incontro amoroso e siamo affamati. La casa
è avvolta nel silenzio. Si sentono solo dei gemiti di piacere. Guardo Janet che
con un cenno di assenso mi invita ad andare verso la provenienza dei miagolii.
Vediamo una luce filtrare. Ci avviciniamo. È la stanza di Liliana. La porta è
leggermente dischiusa. Attraverso lo spiraglio si vede il letto dove la mia ex
suocera ha assunto la posizione alla “pecorina” e dietro di lei c’è mio padre
che le sta stantuffando il suo cazzo nella fica. Insomma la sta chiavando e dai
colpi che mena lo fa con violenza. Mamma mi guarda e mi fa cenno di
allontanarci. Giungiamo in cucina. Entriamo e chiudo la porta alle mie spalle.
“Hai
capito? Tuo padre si è dato da fare. Non solo è l’amante della tua ex moglie ma
si chiava anche la tua ex suocera.”
“Per
caso sei gelosa?”
Mamma
mi da un bacio sulle labbra.
“Perché
dovrei esserlo. Io ho te. Con tuo padre è tutto finito. Al contrario sono
contenta che abbia trovato due donne che lo fanno felice e soddisfano le sue
esigenze sessuali. Piuttosto tu non hai niente da recriminare che le madri dei
tuoi figli si fanno chiavare da un altro uomo.”
La
stringo a me.
“No.
Non ho niente contro mio padre e sai perché?”
“Lo
immagino, però voglio che sia tu a dirmelo.”
La
stringo ancora di più.
“Perché
io amo sua moglie. Perché io mi chiavo sua moglie.”
La
sollevo e la faccio sedere sul tavolo. Janet mi sorride. Apre l’accappatoio.
Solleva le gambe e le poggia sulle mie spalle. Il mio accappatoio è già aperto.
Il cazzo è già duro. Lo avvicino alla vagina e la penetro.
“Ho
un figlio porco. Vede suo padre montare una vacca, si eccita ed io ne pago le
conseguenze.”
“Non
dirmi che a te non fa piacere che io sia arrapato?”
“Lo
sai che la mia passera desidera che il tuo uccelletto sia sempre pronto ad
entrare nel suo nido. Dai sbattimi e fammi volare nello spazio infinito.”
L’accontento.
La chiavo dandole dei violenti colpi di cazzo nella fica. Janet ulula come una
lupa. Meno male che le pareti sono spesse e le porte sono di legno massiccio.
Altrimenti mia madre avrebbe svegliato tutti gli ospiti. L’amplesso dura
diversi minuti ma alla fine ne usciamo soddisfatti.
Alle
parole di mia madre la mia ex suocera china la testa ed arrossisce. Mio padre è
sorpreso dal fatto che la moglie sappia della relazione che ha con la madre di
Margot.
“Come
fai a sapere di me e Liliana?”
“Io
e Serghei ti abbiamo visto quando la stavi chiavando. Non deve essere stata
l’unica volta. Comunque stai tranquillo. Ti concederò il divorzio. Quando torni
a casa fai preparare le carte. Me le fai avere ed io le firmo. Io resterò qui
con tuo figlio.”
Mio padre si alza e si avvicina a Janet. Si
china su di lei e le da un bacio sulle labbra. “Grazie. Sapevo che mi avresti
capito. Ho predisposto la partenza per domenica mattina. Liliana verrà con noi.
Lei lo preferisce. Un ultima cosa: dovreste prendervi cura dei bambini. Loro,
Margot e Liliana, vogliono che sia il loro padre a prendersene cura.”
Con
voce carica di acredine interviene Lisa.
“Andate e non state a preoccuparvi dei
bambini. Loro hanno quattro mamme che si prenderanno cura di loro.”
È
l’ultima volta che vedo mia padre. Margot e Liliana le vedrò ancora perché di
tanto in tanto vengono a trovare i loro figli. Con loro non avrò più incontri
amorosi. La mia ex moglie con mio padre riesce ad avere tre figli e potrebbe
averne ancora ma rinuncia. Liliana invece non essendo più feconda si fa
impiantare nell’utero degli ovuli della figlia fecondati da mio padre. In
questo modo partorisce una coppia di gemelli. La settimana successiva alla
partenza di mio padre, di Margot e di Liliana, in casa c’è un’aria carica di
elettricità. È Ilio a caricarla. Si sta preparando alla celebrazione della
nostra unione. Per esplicito suo desiderio sono giorni che dormo da solo. E’
assolutamente vietato alle mie amanti di starmi vicino. In particolare l’ordine
è rivolto a mia madre che in mancanza delle mie attenzioni diventa facile preda
di Janine. La tettona, come una tigre sul sentiero di caccia, fiuta la preda,
le tende un agguato e la ghermisce. Mia madre, in preda ad una voglia matta di
sesso, cade nella rete e permette alla formosa e bellissima Janine di
possederla. Janet scopre le gioie dell’amore saffico. Ne diventa cultrice e
sacerdotessa. Da preda diventa cacciatrice. È lei ad entrare nel letto di Lisa.
La possiede e ne diventa l’amante. Un giorno la triade: Janet, Lisa e Janine, approfittando dell’assenza di Ilio dalla casa, vengono a farmi visita nella mia
stanza. Sono nude. Tre bellissime veneri offrono ai miei occhi le meravigliose
forme dei loro statuari corpi. Il mio inquilino, di fronte a tanta bellezza,
non resta indifferente. Si inalbera e viene attraversato da forti scosse. È
Janine a parlare.
“Vedo
che il tuo coso risponde ancora bene alle sollecitazioni esterne. Noi siamo qui
a dirti che ci manchi e che non vediamo l’ora che il rito si celebri.”
“Anche
voi mi mancate. Solo che io mi danno perché non posso avervi e voi, invece,
trovate sollievo amandovi.”
È
la volta di Lisa: ”È vero che troviamo sollievo, ma il sollievo più dolce lo
proviamo quando il tuo coso visita le nostre cosine.”
Non
riesco a stare fermo. Devo fare qualcosa. Allungo le mani a vado a posarle
sulle mammelle di mia madre la quale con un sorriso mi dice:
“L’ho
detto a loro due che non avresti resistito e che la prima ad essere toccata
sarei stata io. Loro non sanno quanto ti piacciono le mie poppe. Comunque penso
che un contentino possiamo prendercelo.”
Si
piega sulle gambe e piega la testa verso il mio inguine. Il cazzo è lì pronto a
fare il suo dovere. Mamma dischiude le labbra e fa si che il glande entri nella
sua bocca. Lo stringe fra le labbra e, sotto lo sguardo allupato delle altre due, incomincia a succhiarlo. Dopo circa 10 minuti, con mio disappunto, smette di
ciucciarmi il cazzo. Si rimette in piedi, mi bacia ed esce dalla stanza. È Lisa
a sostituirla nell’operazione che continua con lunghe escursioni della sua
lingua lungo l’asta di carne che culminano in un avviluppamento del glande fra
le carnose labbra. Anche lei lo succhia per pochi minuti trascorso i quali si
alza, mi bacia e sparisce. Vedo Janine che con passo felino si avvicina. Le sue
grosse mammelle sobbalzano ad ogni passo che fa. Mi spinge contro il letto. Mi
fa stendere. Mi scavalca con una gamba dandomi la schiena.
“Io
non mi accontento di succhiartelo. Ho la gola arsa. Devo dissetarmi e tu hai lo
strumento e l’ingrediente che necessitano.”
Si
piega in avanti e dopo averlo lungamente leccato con la sua bollente lingua
avvolge il mio cazzo con le caldi labbra e da vita ad un meraviglioso pompino.
Intanto ha spostato il bacino sulla mia faccia. La sua fica mi lancia lunghe
implorazioni. Avvicino la bocca e la bacio. Janine sussulta. Continuo. Tiro
fuori la lingua e lecco il bellissimo fiore. Janine miagola. Abbiamo dato
inizio ad un lungo e fantastico 69 che ha la sua fine nel raggiungimento
reciproco dell’orgasmo. Erutto il mio sperma nella vorace bocca di Janine che
lo ingoia emettendo suoni di compiacimento. Dal canto mio mi sto gustando i
suoi umori lappando le sue secrezioni miste al suo sperma. Quando ci calmiamo
lei si solleva e si rimette in piedi.
“È
stato bello. Il tuo sapore non è cambiato. Ti prego non dire niente ad Ilio. Se
sa che ho bevuto il tuo seme mi uccide.”
Ancheggiando
e con le grosse tette che dondolano come due campane esce dalla stanza. Ritorno
ad essere solo. La mente vaga in cerca di piacevoli ricordi. Non ho
recriminazioni da fare sulla mia condotta. Rifarei tutto a partire dal mio
primo rapporto avuto con mia madre. Di una cosa ho rammarico. Non essere ancora
riuscito a sodomizzare Janet. È l’unica donna delle presenti a cui vorrei
sfondare il culo. Nel mentre vagheggio sul culo di mia madre la porta si apre e
Ilio fa il suo ingresso. Eccola la mia ultima venere. Ancora qualche giorno e
diventerà la regina del mio harem.
“Ciao.
Tutto a posto. Sei stato bravo? Qualcuna delle tue amanti è venuta a
disturbarti?” “La triade al completo mi ha fatto visita. Non vedono l’ora che
il rito si compia. Sono stufe di aspettare. Vogliono quello che le spetta.”
Ilio
si avvicina. Allunga una mano e la poggia sulla patta. Artiglia il mio cazzo.
Mi guarda fisso.
“Anch’io
sono stufa di aspettare. Domenica porteremo a compimento questa lunga attesa.
Domenica prenderò possesso del tuo piolo e tu possiederai la mia passera.”
“Dici sul serio. Tra due giorni sarai mia.
Guarda che se non accadrà ti violenterò e userò il tuo corpo come meglio mi
aggrada.”
Ilio
è raggiante.
“Serghei
in un altro momento ti avrei incitato a farlo, ma ho promesso a mia madre ed a
tua madre che perderò la mia verginità in loro presenza. La mia prima chiavata
dovrà avvenire sotto i loro occhi.”
Questa
fissazione di farsi chiavare in presenza delle nostre genitrici non mi è mai
andata giù. Glielo dico.
“Amore,
a me non fa piacere farmi vedere mentre ti possiedo. È la tua prima volta e
dovrebbe essere una cosa intima. Solo nostra.”
Ilio
punta i suoi occhi nei miei.
“Davvero
pensi che è un momento di intimità e che dobbiamo viverlo noi due soli?”
“Sì.
Ne sono convinto.”
Si
gira. Va verso la porta e la chiude a chiave. Ritorna verso di me.
“Prendimi.
Fammi tua.” Resto di sasso. Non mi aspettavo una tale reazione. continua
P. S.: questo è un racconto di pura fantasia. Ogni riferimento a
persone o fatti realmente accaduti è puramente occasionale. |