Benvenuto !
Entra o Iscriviti gratuitamente.


Home | Archivi | Scrivi Racconti | I Più Votati | I Più Letti | Ricerca Avanzata | Contattaci/Segnalazioni Abusi | Rss Feeds

    Categorie Racconti
» Autoerotismo
» Bisex
» Confessioni
» Dominazione
» Esibizionismo
» Etero
» Feticismo
» Gay
» Incesto
» Lesbo
» Orgie/Gang Bang
» Prima Volta
» Scambio Coppia
» Tradimenti
» Travestirsi

  Siti Porno Consigliati
» Video Porno Gratis

» Tv Porno Gratis

» Porno Fetish

» VM18 Porno


  I migliori video porno gratis

titoli descrizione    ricerca avanzata



Pubblicato : 13-06-2010 | Autore : Biancaneve
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 1909 | Non Valutato


  
Biancaneve

Sono solo. Ilio non c’è. È ancora in camera di Janine. Nella mia mente si riflettono le immagini di quello che è accaduto fra me e Janine. Prendo coscienza che è accaduto qualcosa che va al di là del rapporto carnale che ho avuto con Janine. Mi rendo conto che quando l’ho presa la seconda volta la mia violenza era dettata da un altro sentimento. I miei violenti affondi erano dettati da puro amore. Non solo Janine mi piace ma ne sono anche innamorato. Che casino. Un’altra donna viene a scombussolarmi l’esistenza. Ci deve essere qualcosa che non va nel mio DNA. Non è possibile che mi innamori cosi facilmente. È vero. Sono tutte belle donne. Diverse tra loro ma belle. Con l’immagine di tutte loro nella mente mi addormento. Il mattino dopo mi sveglio. Ilio si è già alzata. Faccio una doccia. Mi vesto e vado in cucina. È deserta ed è in ordine. Non c’è traccia di passaggio di essere umano. Vado nel salone. Ilio è lì. È rannicchiata sul divano con addosso la camicia da notte. Alza gli occhi. Ha un'espressione triste. “È partita. Ci ha lasciate.” “Chi è partita?” “Janine.” “Le altre lo sanno?” “Per ora siamo in tre a saperlo: io, tu e la sua amante che è di là in lacrime.” “Ma perché è andata via?” “Ecco. È questo che mi fa rabbia di te. Non capisci mai quando una donna si innamora di te. A te importa solo depositare il tuo cazzo nel ventre di noi donne. Janine è andata via perché ti ama. Ha creduto che quello che c’è stato fra voi due fosse dettato da puro desiderio. Invece ha scoperto di amarti. Ha preferito non vederti più. Ha detto che forse ti dimenticherà. La cosa che più mi fa meraviglia è che è capitato a Janine. L’ho sempre conosciuta come una che con gli uomini ha sempre avuto un rapporto del tipo: usa e getta. Mai e poi mai avrei pensato che si innamorasse di un tipo come te. Fatti guardare. Cosa hai che le donne si innamorano al solo vederti. Non posso dire che è per le misure del tuo cazzo perché è sempre stato visto dopo. Io addirittura ho avuto il piacere di vederlo dopo cinque anni. Il mio amore per te è stato istantaneo così come lo è stato per mia madre, per mia nonna e devo credere anche per mia zia. Ed oggi a noi si aggiunge anche Janine. Cosa hai che gli altri uomini non hanno. Non hai un fisico da atleta; sei magro; insomma non sei uno di quei dei del mondo antico che andavano in giro ad ingravidare le poverette che cadevano nella loro rete. Eppure cinque donne sono cadute ai tuoi piedi.” “Per la verità vi è anche una sesta.” “Una sesta? E chi è?” “È la donna che mi ha iniziato ai piaceri dell’amore. È stata per circa tre anni la mia maestra di sesso. Anche lei si innamorò e questo creò un certo scombussolamento.” “Quando tempo fa è avvenuto quello che stai dicendo?” “Tre anni prima che sposassi tua zia.” “Il che significa che avevi la mia stessa età di quando ti ho conosciuto. Non dirmi che lei era più grande di te?” “Lei aveva 29 anni quando mi fece entrare la prima volta nel suo letto. Mi amò. Si, avevo la tua stessa età” “Ti innamorasti di lei?” “Perdutamente” “L’ami ancora?” “Sì. È stata la mia prima donna. Non posso dimenticarla” “Sono passati molti anni. Doveva essere una bella donna” “Lo è ancora” “L’hai rivista?” “No. E’ da quando mi sposai che non l’ho più vista. Non mi ha più permesso di entrare nel suo letto” “Questo è un aspetto di te che non conoscevo. Hai amato una donna e l’ami ancora. Anche tu sei un essere umano. Anche tu soffri d’amore per una donna. Quindi dovresti capire mia madre, mia nonna e mia zia che non riescono a dimenticarti. Dovresti capire la sofferenza di Janine che mentre si concedeva a te ti dava anche il suo amore e dovresti capire anche il perché io mi sia conservata per te. Ora, vieni con me. Diamo la notizia alle altre mie amiche.” Mi prende per mano e ci rechiamo verso le stanze delle altre tre ninfe alle quali annunciamo la partenza improvvisa della loro amica. Ilio si premunisce anche di dare loro spiegazioni sul gesto di Janine. Queste mi guardano come se stessero vedendo un mostro. Una di loro con un sorriso ironico stampato sul viso mi fa: “Noi siamo quelle che procurano clienti ai cardiochirurghi. Almeno possono salvarsi. Tu invece le stendi e basta”. Dopo un'ora sono tutte partite. Solo Ilio resta. “Secondo te dove andranno senza Janine?” “Stanno andando da lei” “Te l’hanno detto loro?” “No. Lo so” La partenza di Janine mi deprime. Trascorriamo il resto della giornata senza scambiare una parola tra noi. Quella sera Ilio si ritira nella stanza di Janine e vi resta per l’intera notte. Anche quella notte dormo da solo. Il giorno dopo vado in ufficio e vi resto per l’intera giornata. Quando faccio ritorno a casa trovo Ilio che mi sta aspettando sulla soglia della casa. Indossa la solita camicia e niente altro. Mi corre incontro e mi abbraccia. “Oh, Serghei. Non lasciarmi più sola” “Se vuoi da domani verrai con me in ufficio. Mi aiuterai nel mio lavoro. Ricordo che eri un’appassionata di computer. Mi farai da segretaria”. Mi guarda e sorride. “Standoti seduta sulle gambe?” “Scordatelo. In ufficio si va per lavorare e non per altro” “Non c’è anche l’intervallo?” “Dagli. Guarda che ti lascio sola a casa?” “Non te la prendere. Scherzavo.” Il trascorrere dei giorni è veloce. Mia nipote ritorna a dormire nel mio letto. Ilio è una perfetta segretaria e collaboratrice. In ufficio è entrato l’ordine. Non una carta è fuori posto. Ha anche creato un archivio elettronico scannerizzando ogni singolo foglio di carta e catalogandoli in file che solo lei conosce. Un neo? Continuamente mette a dura prova i miei istinti sessuali. Con la scusa del caldo sta sempre a sbattermi sotto il naso le sue bellissime tette. Mi tiene in uno stato di eccitazione perenne. Il sabato mattina, di buon’ora, andiamo in spiaggia. Considerata l’ora la spiaggia è deserta. Ilio si stende sull’asciugamano con le gambe rivolte verso di me. E’ in topless. Dopo cinque minuti toglie anche lo straccetto che le copre la figa; tira su le gambe e le allarga. La sua fighetta completamente depilata è in bella mostra. A quella vista strabuzzo gli occhi e il mio cazzo ha un’impennata veloce. “Cosa fai! Copriti. Vuoi che mi venga un infarto?” “Ti piace? Dimmi che è una bella fighetta” “Se non ti copri vado via” “Dimmi che ti piace e mi copro” “Si, mi piace e anche molto”. Si copre. Restiamo sulla spiaggia ancora due ore e poi via a casa. Appena arrivati si dirige verso la piscina. Si libera dell’unico pezzo di costume e si tuffa in acqua. La seguo. Ilio si avvicina e mi dà la schiena. Il mio cazzo, che non ha mai perso il suo vigore, si inoltra tra le sue bianche natiche. Lei stringe le gambe e lo imprigiona. “Dio, com’è duro. Ti fa male?” “Se non mi scarico scoppio” “Siediti sul bordo. Ti aiuterò io a scaricarti”. Vado a sedermi sul bordo. Lei si avvicina. Allunga una mano e con essa circonda il pene. Lo stringe. “Avvisami quando stai per venire”. Incomincia a smanettare. La sua mano scorre veloce sul mio cazzo. Non oppongo resistenza. Dopo pochi secondi un grugnito la informa che è giunto il momento. China la testa velocemente. Appoggia la bocca sul glande. Dischiude le labbra e lo accoglie nella bocca giusto in tempo per ricevere in gola il frutto del suo smanettamento. Eiaculo inondando la sua bocca con un fiume di sperma. Lei lo convoglia con la lingua verso i meandri oscuri della sua gola. Lo ingoia assaporandolo con gusto e ingordigia. Con la lingua netta e pulisce l’idrante che ha sparato nella sua bocca il denso liquido. Alla fine stacca la bocca dal pene e si allontana nuotando sulla schiena. Il resto della giornata, ad eccezione del tempo necessario per cucinare e mangiare, trascorre in ozio. Ilio lo passa distesa nuda su un lettino a bordo piscina e facendo si che il sole arrostisca il suo fantastico corpo. Io mi sono ritirato nel salone disteso sul divano e sto guardando la TV. Nel tardo pomeriggio mia nipote mi raggiunge e si siede al mio fianco. “Serghei. Sai che ti amo?” “Questo lo hai già detto ed io ne sono contento” “Tu mi ami?” “Anche a questo ho già risposto. Sì! Ti amo” “Mi sposeresti?” “Ti sposerei se tu non fossi la figlia di tua madre, la nipote di tua nonna, la nipote di tua zia e l’amica di Janine” “Allora non mi ami? Cosa hanno a che fare loro con il nostro amore?” “Non sei stata tu a dirmi che saresti felice se tua madre, tua nonna, tua zia ed io aggiungo Janine venissero a stare con noi e vivere tutti uniti sotto lo stesso tetto? Cosa penserebbero se si trovassero a dover far parte di una famiglia di cui solo una godrebbe del privilegio di essere moglie. Dimentichi che la sorella di tua madre è stata, anche se per un breve periodo, già sposata con me. Lasciamo le cose come stanno. Io ti amo e anelo possederti e questo ti dovrebbe bastare.” “Mi hai convinta. Anch’io desidero che il tuo ariete sfondi il muro della mia fortezza.” “Perché non mi permetti di sfondare questo tuo splendido muro?” “Non è ancora giunto il momento. Mi racconti il seguito del tuo incontro con mia nonna. Dai, raccontami di quando il giorno dopo sei andato da lei a prendere il caffè.” “Non capisco questa tua smania di sapere delle mie relazioni amorose con le donne che ho posseduto.” “È presto detto. Mi eccitano. Ora racconta. Voglio anche i particolari. Un ultima cosa: con mia madre quand’è che l’hai chiavata?” “Io e tua madre ci siamo amati prima che sposassi tua zia” “Dopo mi racconterai anche del tuo primo incontro con mamma. Tu, mia madre l’hai chiavata anche il giorno del ricevimento del tuo matrimonio con sua sorella.” “Come fai a saperlo?” “Vi ho visti. Però potevate trovare un posto meno squallido della toilette del ristorante per dare sfogo alla vostra libidine. Stavo per entrare. Mi fermai in tempo e restai a guardare. La stavi chiavando tenendola sollevata e con le chiappe poggiate sul lavabo. Andai via solo quando il vostro amplesso si concluse. Avevo la figa in fiamme. Basta divagare, abbiamo tempo per ricordare le tue performance sessuali con mamma. Su comincia.” “Presto fatto. Il mattino dopo di quel splendido giorno uscii di casa per andare in ufficio. Come sai tua nonna abita al piano terra della villa di vostra proprietà. Al secondo piano abiti tu e tua madre ed al primo abita, ora, solo tua zia. Scendo le due rampe di scale e busso alla porta di tua nonna. Con mia sorpresa mi apre tua madre la quale dopo aver posato le sue labbra sulle mie, mi chiede cosa voglio. Prima di risponderle la guardo. Indossa una vestaglia di velo semitrasparente. Sotto non indossa nulla. È nuda. Per farmi dispetto scioglie il nodo della cintura che la tiene chiusa e l’apre. È bellissima. Guardare il suo corpo nudo è come guardare Venere che esce dal mare. Immediatamente richiude la vestaglia e riannoda la cintura. Mi dice che aspetterà con ansia il mio ritorno. Rispondo alla sua domanda dicendole che non ho preso il caffè e che passando ho pensato di prenderlo da sua madre. Mi fa entrare dicendo che il caffè è appena fatto. Mi dice che oggi sarà lei a prendersi cura di mia moglie. La madre non può farlo perché non si sente bene. Esce e chiude la porta. Vado in cucina. Tua nonna è seduta. Anche lei indossa una vestaglia. La differenza con quella di tua madre è che non è trasparente. Mi invita a sedermi e mi serve una tazza di caffè. Sto sorseggiando il caffè quando tua nonna si alza dalla sedia, si libera della vestaglia e, tutta nuda, si arrampica sul tavolo. Vedo, mentre avanza carponi verso di me, le sue enormi tette dondolare ad ogni passo che fa per portarsi più vicino. Quando raggiunge l’orlo del tavolo si solleva restando seduta sulle sue gambe. Indicando le sue mammelle mi chiede se non voglio arricchire il caffè con un po di latte. Mi toglie la tazza dalle mani e l’avvicina ad un suo capezzolo. Con la mano accompagna la tetta affinché il capezzolo si immerga nel caffè. Poi munge la mammella come se contenesse latte. Infine me la porge. La bevo. “Sarebbe molto più squisito se mi lasceresti bere il tuo latte direttamente dalla fonte.” “Oh! Il bambino vuole che gli faccia succhiare le mie mammelle. Dimmi che ti piaccio e te lo permetterò.” “Non solo mi piaci ma sono anche innamorato di te.” “Oh! Dio. Mi ami. Vuoi dire che mi desideri?” “Anche. Ma il mio desiderio di te è dettato da amore.” “Fai presto a parlare d’amore. Con mia figlia come la metti. L’hai sposata. Anche a lei hai detto di amarla. Hai intenzione di divorziare? E l’altra mia figlia: Lisa (la madre di Ilio) pure a lei hai detto di amarla? Non guardarmi con quello sguardo da ladruncolo colto a rubare nella dispensa della padrona. Ho sempre saputo della relazione tua con la mia primogenita. È stata lei a dirmelo. Il legame che c’è fra te e tua moglie favorisce i nostri incontri ed anche quelli che hai con sua sorella. Se le tue intenzioni sono di separarti da mia figlia per poter liberamente chiavare me o la sorella sappi che non potrò più concederti di fare sesso con me” “Cara suocera. Non hai capito niente. Io amo voi tre come se foste una sola donna. Ognuna di voi mi rende felice in modo diverso. Non ho nessuna intenzione di lasciare tua figlia. So bene che il legame che mi unisce a lei mi permette di entrare nel tuo letto e in quello della tua primogenita. Quando dico che ti amo è la verità. Ora sai, quindi, ti prego, dammi il tuo latte”. Liliana (è il nome della nonna di Ilio) si sporge in avanti. Con una mano solleva una tetta è me la offre. “Ecco. Prendi. Avvicina pure la tua bocca alla mia mammella e succhia finché non sarai sazio” “Liliana hai un paio di tette che sono favolose. Non ne ho mai viste di così grosse” “Non parlare. Precipitati a succhiarmele prima che ci ripensi”. L’accontento. Fiondo la testa su quelle procaci ghiandole mammarie e le bacio. Le lecco. Faccio roteare la punta della lingua sulla scure aureole che circondano i grossi e rosei capezzoloni. Liliana incomincia a muggire. Mentre una mano palpa e strizza uno dei splendi globi di carne, l’altra mano si è introdotta fra le cosce di tua nonna ed è andata a posarsi sulla grossa vagina. Due dita, l’indice ed il medio, la penetrano e la chiavo. Il pollice invece si sofferma a giocare con il clitoride che è molto pronunciato. Un paio di minuti e prorompe in un furioso orgasmo. “Basta giocare. Chiavami.” Sposta il bacino in avanti fino a portarlo sul bordo del tavolo. Solleva le gambe e poggia i talloni sul bordo ed allarga le gambe alla massima espansione. Mi sono già abbassato i pantaloni e gli slip. Il mio pene è già pronto per essere usato. Mi piazzo fra le sue gambe e porto il glande in contatto della sua fantastica vagina. Poggio le mani sulle sue cosce e do una piccola spinta in avanti con il bacino. Il glande avanza tra lo spacco che divide le grandi labbra e si posiziona all’ingresso dell’orifizio vaginale. Tua nonna lancia un primo flebile ululato di piacere. Un’altra spinta ed il glande avanza verso l’interno trascinando con se il resto dell’asta di carne. Favorito dalle secrezioni vaginali il cazzo scivola lentamente dentro la vagina di tua nonna e si ferma solo quando la punta del glande cozza contro l’utero di Liliana che nel frattempo ha portato le sue braccia ad incrociarsi intorno al mio collo. La sua bocca e vicino al mio orecchio. “Brutto mandrillo che non sei altro. Mi è piaciuto molto vedere il tuo cazzo sparire nel mio ventre. Ora provarmi che saprai deliziare la mia micetta e ti prometto che sarò per sempre la tua amante fedele. Dai pompa il tuo cazzo nella mia vagina e dammi tanto ma tanto piacere. Fammi godere.” Non so se sono stato io oppure tua nonna che sul versante sessuale aveva anni di arretrati. Fatto sta che prima che io la inondassi la vagina con il mio sperma Liliana ebbe una sequela di violenti e intensi orgasmi tutti accompagnati da grida e ululati. Furono cosi sconvolgenti i suoi orgasmi che la fecero svenire. Era appena svenuta che anch’io raggiunsi il mio apice. Eiaculai nel suo ventre e irrorai la sua vagina di una quantità enorme di sperma. Dovetti aspettare che ritornasse in se prima di potermi liberare dal suo abbraccio. Sfilai il cazzo, oramai ridotto nelle dimensioni, dalla sua vagina. Tirai su pantaloni e slip. Mi diedi una sistemata e dopo averle dato un bacio carico di promesse la lascia distesa sul tavolo e andai via. Lungo il percorso per raggiungere l’ufficio mi giunge uno squillo sul telefono portatile. Era tua nonna. Mi rinnovò il suo amore e mi chiese di fare in modo di trovare dei giorni liberi da dedicare a lei solo“ “Li trovasti?” “Tua nonna fu fortunata. Fui invitato ad un convegno di informatica dalla durata di una settimana che si sarebbe svolto in una città distante 2.000 km da casa. Dissi a tua nonna dove raggiungermi. Non so quale scusa addusse fatto sta che mi raggiunse. Trascorremmo una settimana come due novelli sposi. Tua nonna mi sequestrò in albergo. Il mattino andavo alle sedute del convegno e quando rientravo trovavo tua nonna pronta a darmi lezioni di sesso. Fu insaziabile. Scaricai nel suo ventre una quantità enorme di liquido seminale. La presi in tutti i modi possibili. Lei preferiva essere posseduta da dietro. Diceva che quella posizione la faceva sentire di mia proprietà. Credo, tenuto conto che mi ha dato un figlio che oggi ha quattro anni, proprio che quella fu l’occasione che l’ingravidai. E questo e il seguito del giorno che inculai tua nonna. Dopo ci furono altri momenti che però ebbero breve durata. Incominciarono i litigi con tua zia che a ragione sospettava su me e la sorella. Tuo padre che litigava con tua madre a causa mia. Giunse la separazione da tua zia. Decisi che non potevo più restare. Venni via. Ora sai tutto.” “Quello fu il periodo che oltre ad ingravidare mia nonna fecondasti anche mia madre e mia zia. La gravidanza di mamma fu il motivo principale del divorzio tra mia madre e mio padre. In un primo momento mamma cercò di addossare al marito la responsabilità della gravidanza ma non ci riuscì. Mio padre non era uno sprovveduto. Mise insieme i pezzi del puzzle ivi inclusi le volte che era stato insieme a mia madre e il quadro gli fu completo. Mamma non potè negare l’evidenza. Lei, con mio padre non aveva rapporti già da un bel pò di tempo. Per mio padre fu chiaro che il bambino che mia madre aveva in grembo non era suo. In un lasso di tempo breve tre donne si trovarono sole e incinte. L’unica che rimase a bocca asciutta fui io. Ma ora sei qui e mi rifarò delle notti passate a fantasticare sul mio desiderio di essere posseduta. Dimmi di mia madre, di quando l’hai posseduta la prima volta”. La prima volta con Lisa accadde tre mesi prima del mio matrimonio con la sorella. Sto gironzolando per le strade del centro senza una meta precisa. Mi sento chiamare. Mi giro e vedo sull’altro lato della strada la sagoma inconfondibile di Lisa. La raggiungo. Quel giorno Lisa indossa un paio di pantaloni neri da uomo non molto aderenti ma abbastanza da evidenziare le forme del suo deretano. Sopra ha una camicetta rossa con il bavero alzato sul collo e aperta fino al terzo bottone. Si vede l’inizio del solco che separa le tette e anche una parte di esse. Non ha il reggiseno perché si intravedono le punte dei capezzoli che spingono contro la stoffa della camicia. Gli occhi sono nascosti dietro grandi occhiali da sole. Sul capo ha un cappello da uomo sotto il quale ha raccolto la folta chioma dei biondi capelli. La saluto prendendole la mano tesa. Lei stringe la mia e non la lascia. Mi chiede cosa stessi facendo in giro da solo. Non so cosa mi prende. D’istinto rispondo che speravo di incontrarla. Sento le sue dita stringere più forte la mia mano. Non le vedo gli occhi ma la vedo arrossire. Un attimo di silenzio. “Manca poco a mezzogiorno. Mi offri un aperitivo” “Faccio di più. Posso ospitarti, se non ti spaventa venire in casa sola con me. Saremmo soli da sguardi indiscreti” “Tu hai una casa in cui vivi da solo? Cosa è la tua alcova? Ci porti le ragazzine? Lo dirò a mia sorella” “Non scherzare. Non è un alcova. Non ci sono altre ragazze. solo un’altra donna, oltre tua sorella, mette piede in questa casa ed è mia madre” “Mia sorella viene in casa sola con te? Cosa le hai fatto?” “Non stare a preoccuparti. Non le ho fatto niente” “Se nella tua casa non sono entrate altre oltre quelle che hai detto perché inviti me?” “Perché ho necessità di parlarti e non mi va di farlo per strada”. Dopo un lungo attimo di silenzio mi chiede di farle strada. Con la sua mano che stringe la mia ci avviamo verso casa. Arriviamo al palazzo e con l’ascensore saliamo al piano dove si trova l’appartamento. Apro la porta ed entriamo. La guido verso il salone. “Perché non togli gli occhiali. Hai degli occhi stupendi, non nasconderli dietro lenti anonime” “Che fai? Il galante. Per caso mi stai corteggiando? Guarda che mi sono accorta che il tuo interesse per me non è da cognato. Perché mi hai invitata a casa tua?” Prima toglie il cappello ed una cascata di biondi capelli le scende sulle spalle. Poi toglie gli occhiali. Due sorridenti e luccicanti occhi blu si fissano nei miei. È una donna molto bella. Ha due labbra sensuali. Come può un uomo non innamorarsi di lei. Ed io sono innamorato di questa meravigliosa donna che mi è davanti. Glielo confesso. “Lisa. Sono innamorato di te. Lo sono fin dal primo giorno che ti ho vista” “Rifletti su quello che hai detto. Sono una donna sposata e con una figlia di 15 anni. Sono più vecchia di te di molti anni. Fra me e te c’è una differenza di circa 10 anni. No, sto sbagliando, sono undici gli anni di differenza. So di essere una bella donna e so anche di suscitare desideri negli uomini. Sei sicuro di essere innamorato o quello che provi per me è solo attrazione fisica? Non dimenticare che sei fidanzato con mia sorella e fra poco la sposerai.” “Gli anni che ci separano non contano. L’amore non tiene conto delle differenze d’età. Sposerò tua sorella perché l’amo. Il nostro matrimonio non mi impedirà di amarti” “Allora mi vuoi come amante?” “Non è meglio essere amanti che essere sposati. Saremmo più liberi.” “Ho anche un marito. Come farei a sentirmi libera. Starei continuamente in tensione. Vivrei di sotterfugi. Non sarei più leale nei suoi confronti”. Mi sta dicendo che mi ama o quanto meno mi desidera. La guardo fissa negli occhi. “Ora lo sei?” Lei mi guarda. Distoglie lo sguardo e con un debole filo di voce mi risponde. “No! Non lo sono” “Perché?” “A te cosa importa?” “Dalla tua risposta dipendono molte cose”. Pochi minuti di silenzio che sembrano un’eternità. “Se ricordi, quando venisti per la prima volta in casa di mia madre, ero presente anche io, mia figlia e mio marito. Io restai incantata a guardarti. Tu mi fissavi con insistenza. Per porre fine a quella situazione per me imbarazzante trovai una scusa e andai via. Da quel giorno diventasti l’incubo dei miei sogni. Giorno dopo giorno mi entravi nel sangue. Il desiderio si tramutò in amore. Si! Serghei anch’io ti amo. Non voglio pensare a quello che potrà accadere. Voglio che tu mi ami”. Mi avvicino e la cingo con le braccia. Avvicino la mia bocca alla sua e le do un bacio. Lei lo ricambia dischiudendo le labbra. Tira fuori la lingua e la insinua fra le mie labbra. Invade il mio cavo orale e guizzando cerca la mia lingua. S’incontrano e danno vita ad un dolce duello. È un lungo bacio. Tua madre mi tiene stretto a se. Non mi permette di staccare la mia bocca dalla sua. Mi alimento dell’aria che sta nei suoi polmoni. Sento le gambe piegarsi. Cado disteso sul pavimento. Lisa mi è sopra. Mi strappa la camicia e si avventa sul mio petto. La sua lingua guizza sul mio torace. Lecca i miei capezzoli. senza smettere di baciarmi il torace si libera dalla camicia. I suoi grossi seni si schiacciano contro il mio petto. Avverto la turgidità dei capezzoli premere contro il mio torace. Sembrano volermi perforare. Mi slaccia la cinghia dei pantaloni; tira giù la zip. Infila la mano nell’apertura e artiglia con le dita il mio cazzo. Lo stringe. Lo lascia. Si solleva sulle ginocchia e con un’unica mossa mi libera dei pantaloni e degli slip. Sono nudo. Lei fa scorrere il suo sguardo sul mio corpo. “Serghei sei stupendo”. Avvolge il cazzo con una mano e lo accarezza. “Hai un bel cazzo”. Si china e da un bacio sulla sommità del glande. Ho un sussulto. Si alza in piedi e si toglie i pantaloni e le mutandine di pizzo. Resta con il reggicalze e le calze. La sua fica è completamente depilata. Con una gamba scavalca il mio corpo e si piega sulle ginocchia. Nuovamente artiglia il cazzo e lo guida verso la sua vagina. Si fa penetrare. Il pene scivola nel suo ventre. “E troppo il tempo che sogno questo momento. Non ho resisto. Ti voglio”. Solo allora vedo la magnificenza delle sue mammelle. Sono grosse. Sono una quarta taglia. Sono due bellissimi globi di alabastro in cima ai quali spiccano due grossi capezzoli che puntano verso il cielo. Lei si china in avanti. “Le stai guardando con occhi carichi di cupidigia. Ti imbarazza prenderle in bocca e succhiarle?” Continua a chinarsi e contemporaneamente scuote il torace facendo ondeggiare le sue lune. I capezzoli mi sfiorano le labbra. Apro la bocca e ne aggancio uno. Tenendolo fermo nel cavo orale lo lecco e lo titillo. Poi con la lingua lo schiaccio contro il palato e inizio a succhiare. Sollevo una mano e afferro l’altra mammella. La stringo. Con due dita artiglio il capezzolo e gli do una strizzatina forte e decisa. Tua madre nitrisce. La mano libera si insinua fra i nostri corpi e raggiunge il centro delle sue cosce. Le dita entrano in contatto con la sua vagina che è occupato dal mio cazzo. Vado in cerca del clitoride. lo trovo. Dire che è duro è poco. Ha un clitoride molto sviluppato. Lo prendo con le dita e lo tratto come se stessi facendo una sega ad un cazzo. Lisa comincia a dimenarsi. Lancia una serie di nitriti dopo i quali si esibisce in una sfrenata galoppata. Solleva ed abbassa il suo bacino sempre più velocemente. Si sta chiavando. Mi sta chiavando. Il suo galoppo è incitato da grida da lei stesse lanciate. Le sue mammelle sembrano due campane. Sobbalzano velocemente. Vederle dondolare è uno spettacolo eccitante. La mia resistenza si sta esaurendo. Desidero portarla all’orgasmo e godere insieme. Ci riesco. Un urlo mi dice che l’orgasmo sta invadendo il corpo di tua madre. Mi lascio andare e sento il piacere salire lungo il condotto uretrale fuoriuscire dal glande e invadere la vagina di tua madre. Il mio sperma si riversa nel ventre di Lisa e si unisce ai suoi umori. Insieme danno vita ad una miscela che riempiono la sua vagina formando un lago in cui il mio cazzo resta immerso per diversi altri minuti. Tua madre abbandona il suo corpo sul mio. I suoi occhi si riflettono nei miei. “Serghei, ti rendi conti che quello che abbiamo fatto cambierà la nostra vita. Io ti amo e non rinuncerò facilmente a te. Tu stai per sposare mia sorella. Ho una figlia ed un marito. Non voglio divorziare ne tantomeno voglio porre impedimenti al tuo matrimonio. Mia sorella mi odierebbe e questo mi dispiacerebbe. Dobbiamo trovare un modus vivendi che ci permetta di incontrarci senza destare sospetti.” Trascorriamo il resto della giornata amandoci. Tua madre è un vero vulcano. Da quel primo incontro esco se non distrutto ma quantomeno debilitato nel fisico. Fu l’inizio di una storia d’amore vissuta intensamente. Non fummo bravi a nascondere i nostri sentimenti. Tuo padre incomincia subito a sospettare e tua sorella dopo un mese di vita coniugale mangia la foglia. Tutto a causa di tua madre che non riesce a dominare e controllare i suoi ardori. Soddisfatta? Ora sai anche come è cominciato con tua madre. Vuoi sapere altro?” “Sì! C’è un’altra storia da te vissuta che mi piacerebbe conoscere. Da quanto tempo non vedi tua madre?”

 

continua

 

P.S. Questo è un racconto di fantasia. Ogni riferimento a persone viventi è puramente casuale.





1 2 3 4 5
Vota questo racconto!     Insufficente
Eccellente    
Racconti più letti nella categoria Etero

Paola e sua madre Graziella
La zia di mia moglie
La mamma del mio amico
esperienza eccitante
autostop
Ultimi racconti nella categoria Etero

La storia di Iole 5
Il macellaio
La commessa.
ritorno di una passione
I vantaggi di fare l'allenatore di calcio.


    Racconto a Caso
Autore : balzac
al cinema porno, mentre sditalinavo mia moglie, sentii un cazzo duro in boccaa

    Solo Gratis

    Statistiche
» Totale Racconti
937
» Totale Autori
1742

Top   

Copyright 2012 - confessioniporno.com. Tutti i diritti riservati.
Questo sito è vietato ai minori di anni 18