Avevo appena finita la leva, prima di andare a casa avevo pensato di andare a fare una visita a mia sorella, lei é sposata da due anni e mi é mancata molto durante il servizio militare.
Erano le undici di mattina quando suonai al suo portone di casa, lei aprí la porta e contentissima di vedermi, entrammo e dopo esserci salutati amorosamente ci sedemmo nel salotto, nel frattempo era diventato mezzogiorno quando entró mio cognato, anche lui contentissimo di vedermi, facemmo quattro chiacchere intanto mia sorella aveva fatto da mangiare, andammo a tavolo. Era l'una e mezza quando mio cognato andó al lavoro e ci disse che sarebbe diventato tardi visto che doveva consegnare il lavoro quella sera.
Dopo aver fatto i lavori venne mia sorella a sedersi vicino a me sul divano, appoggió la testa sulle mie gambe, guardandomi mi apri i pantaloni tirando fuori il mio cazzo, che giá era diventato duro, lo prese in bocca e cominció a succhiarmelo, mentre con la mano mi masseggiava le palle, le sue dita sfioravano il mio culo, prendendo respiro mi chiese se mi aveva fatto il culo durante il militare, io accennai di si, mentre lei riprendeva a succhiarlo, non duró molto che io le sborrai in bocca, si alzó e mise la sua bocca sulla mia dividendo la mia sborra con me, ci baciammo ed ingoiavamo la sborra. Mi sei mancato tanto caro, mi sussurró , anche tu le risposi.
Dopo di che mi chiese di raccontarle tutto, il primo mese era triste, senza amici, senza libera uscita be era un pó come essere imprigionato.
Finalmente la prima libera uscita, giravo per la citta e verso sera avevo intravvisto un paio di soldati del mio reparto in un bar, mi aggiunsi a loro e bevemmo tanta birra, finché erano diventati ubriachi, cantanto a voce forte ci avviammo verso la caserma, ma appena arrivati, il sergente di guardia cifece mettere in cella.
In cinque in una cella per smaltire la sbornia, al buio cercai una brandina e mi coricai mentre gli altri contnuavano a cantare e divertirsi. Uno si avvicinó a me e dandomi una sberla sul sedere mi chiese se dormivo, la risposta fu di no, mentre lui con la mano fregava sul mio sedere toccandomi il culo, visto che io non mi muovevo mi chiese se mi piaceva, gli risposi di si, a quel punto infiló le mani sotto la mia pancia, sbottonó i miei pantalono e mi spoglió. mi inumidí il culo con della saliva e si coricó su di me infiladomi il suo cazzo dentro, io allargai un pó le gambe e lui comició a chiavarmi, io godevo mentre lui me lo batteva con colpi profondi facendemelo sentire tutto, gli altri si erano accorti di noi e li vidi spogliarsi, uno venne a sedersi davanti alla mia testa infiladomi il suo cazzo in bocca, gli feci un pompino e mentre uno sborrava nel mio culo l'altro sborrava nella bocca, io ingoiai tutto pulendogli il cazzo. insomma quella notte mi chiavarono tutti, la mattina avevo il culo pieno di sborra ed anche il mio stomaco. Avevo ancora un cazzo nel culo quando entro la sentinella a chiamarci per la sveglia, io lo avevo solo sentito, ed avevo anche sentito gli spruzzi di sborra che mi lasciava nel culo.
Volevo alzarmi per vestirmi, ma la sentinella mi spinse dinuovo sulla brandina, aveva i pantaloni abbassati e il suo cazzo era pronto ad entrarmi nel culo, infatti mi chiavó anche lui.
Mi avevo fatto degli amici, infatti dopo cena invece di andare nel nostro bar nella caserma, andavamo fuori nel giardino, avevano trovato un posto dove indisturbati mi chiavavano, quei 4 amici erano diventati dieci e ne venivano sempre di piú, delle sere ero pieno di sborra fino alla bocca, e il mio culo travasava.
Mia sorella mi prese per mano e mi portó nella camera da letto, vieni amore ho tanta voglia, ed e un bel tempo che mi entra niente nella figa. Ci spogliammo e lei si sdraió sul letto con le gambe spalancate io presi posto tra le sue gambe e la chiavai come facevamo sempre quando eravamo a casa. Un paio di volte le sborrai nella figa, era bella piena quando io mi sdraiai con la testa tra le sue gambe e le succhiai la mia sborra ingiandola. La sera erano le nove quando mio cognato rientró, fece cena e se n'é andó a letto. Io presi posto nella cameretta per gli ospiti con mia sorella, lo voleva ancora, infatti la chiavai dinuovo, quando andó vel suo letto la sua figa era dinuovo pulita come se non fosse successo niente. Rimasi una settimana da mia sorella, e mentre mio cognato lavorava le chiavao sua moglie. |