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Pubblicato : 24-07-2010 | Autore : M69
Categoria : Confessioni | Totale Visualizzazioni : 5452 | Votazione :


  
M69

Nel 2002 partecipando ad un viaggio organizzato ebbi la fortuna di conoscere Anna,una splendida  38 enne alta appena 1,63cm con un fisico da velina,mora,capelli lunghi mossi,due belle tettine piccole e sode e un timbro di voce da ragazzina che il solo sentirla parlare mi faceva drizzare l’uccello nei pantaloni. Anna era una ragazza madre single ed era in compagnia di sua figlia Claudia,una giovane diciottenne con un fisico mozzafiato (era alta  circa 1,80) identica alla madre. Al contrario di sua figlia Anna vestiva sempre in modo sexy,con minigonne e collant che davano risalto alle sue bellissime gambe,i suoi piedini molto curati poggiavano sempre su delle bellissime scarpe con tacchi vertiginosi che slanciavano il suo bel corpicino. Al termine della breve vacanza io ed Anna rimanemmo in contatto,una sera mi invitò anche a cena da lei,dove ebbi modo di instaurare con lei un rapporto che si appestava ad andare oltre l’amicizia. L’avvenenza di Anna nei miei riguardi cresceva sempre più,ormai avevo deciso di mettere fine alla farsa e di portarmela a letto una volta e per sempre. Una sera decisi di invitarla a cena da me,Anna indossava una delle sue solite minigonne vertiginose con dei collant neri,l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire;dopo cena mentre mi dava una mano a sistemare le cose in cucina decisi di rompere gli indugi,passai alle sue spalle strusciando il mio cazzo duro sul suo culo,Anna se ne accorse e cominciò a strofinare il suo fondo schiena sul mio paletto. Istintivamente afferrai i suoi fianchi e presi le sue tette tra le mie mani,Anna si voltò di scatto verso di me dicendomi: finalmente ti sei deciso! Le tolsi la camicia e le sfilai la gonna,sotto i collant neri indossava un completo di biancheria di pizzo rosa. Le slacciai il reggi tette,i suoi capezzoli rosa si intonavano perfettamente con il colore della sua biancheria,con la lingua iniziai a circoscrivere le areole stuzzicandogli con impertinenza i capezzoli. Anna con la sua voce da bambina iniziò ad ansimare: mmhhh mi fai impazzire! Dopo essersi liberata delle scarpe sfilai personalmente i suoi collant annusandoli come un maiale,Anna iniziò a supplicarmi: scopami! scopami! Finalmente le sfilai anche l’ultimo capo: le mutandine,il suo pube poco peloso era ricoperto da una striscetta di peli neri scolpita artificialmente da una mano esperta;quasi nello stesso istante Anna sfilò anche i miei boxer che ormai faticavano non poco per tenere a bada il mio capitone che divenne subito vittima della propria lingua fino a pomparmelo con vigore. Alcuni istanti dopo la presi in braccio e la depositai sul tavolo da cucina,Anna mi divaricò le cosce in faccia invitandomi a leccare la sua passera,non vedevo l’ora,iniziai dal clitoride che come un grilletto era completamente impennato sul Monte di Venere,poi pian piano cominciai a scendere nelle cavità più nascoste della sua sorca. Anna gemeva e si dimenava come una ragazzina alla suo primo orgasmo: mmmhhhh così mi fai impazzire!! Siii! sii …sii! Quando la sua fica fu completamente fradicia afferrai il mio bastone e lo affondai dentro di lei. A colpi di reni la scopai come un dannato,Anna continuava a dimenarsi aizzandomi ed invogliandomi a continuare: Sfondami! …Sfondami! ... Siii … sii! Dopo alcuni minuti fui costretto a venire e in pochi istanti la sua passera diventò il catino del mio nettare . Le scopate con Anna durarono per un intero anno nel quale mettemmo in atto tutte le nostre fantasie;avendo una passione sfegatata per le calze e i collant un giorno nel bel mezzo di una scopata mi venne spontaneo fare una cosa che avrei sempre voluto fare,presi i suoi collant neri che gli avevo sfilato,vi misi dentro il mio uccello fino a farlo arrivare nell’area destinata ai piedi e lo affondai nella sua topa. Che goduria! Nell’entrare ed uscire dalla propria sorca i suoi collant si inzupparono del proprio liquido vaginale e iniziarono a produrre una fitta schiuma biancastra che si mescolò al mio sperma nell’attimo che venni. Quando estrassi il mio randello dal suo ventre rivoltai i suoi collant inzuppati e le dissi di ingerire i nostri umori,un gesto d’amore che Anna compì senza alcun problema. Dopo sei mesi di scopate Anna era stracotta di me ed era disposta a fare qualsiasi cosa io le chiedessi pur di farmi felice fino a compiere atti del tutto inauditi. Spesso mentre si stava a tavola con sua figlia,allungava i suoi piedini tra le mie cosce e mi procurava dei footjob incredibili,altre volte invece le piaceva pomparmi l’uccello mentre guidavo! Per dare sfogo alla mia perversione quasi sempre la invitavo ad uscire senza biancheria intima in modo che sedendosi avrebbe potuto mostrare la sua patata solo alle persone che io le indicavo: adolescenti e anziani. In poco tempo Anna divenne la mia marionetta ma quello che accadde in seguito non avrei mai creduto potesse succedere. Una sera dopo cena chiesi ad Anna il perché Claudia non frequentasse nessun ragazzo,Anna mi confidò che non ne aveva mai avuti,la ragazza (ormai diciannovenne) era sempre vissuta sotto una campana di vetro tra casa e scuola e non aveva amiche. Fu in quell’attimo che … non so cosa mi passò per la mente esclamai: dovremo renderla partecipe …ed Anna: in che senso? io: invitarla con noi …renderla partecipe di ciò che facciamo! Invitiamola a stare noi in camera da letto …Anna mi guardò per una frazione di secondo con uno sguardo perso,immaginavo che da lì a pochi istanti sarei stato sbattuto fuori dalla sua abitazione ed invece: se è lei che vuoi farò in modo di accontentarti,lo sai che ti amo! Il fatto che lei mi amasse non me ne fregava niente,io stavo con lei solo per potermela fottere e non per sposarmela e quella sera stessa decidemmo di indurre la ragazza ad unirsi alle nostre perversioni. Dopo cena mentre eravamo in camera da letto in biancheria intima,Anna chiamò sua figlia: Claudia! …Caludia vieni quì! la ragazza si presentò in camera da letto visibilmente imbarazzata,era vestita come una classica teenager,pantacollant bianchi elasticizzati,magliettina di cotone e infraditi;Anna si avvicinò a lei ed esclamò: tesoro spogliati anche tu e rimani qui con noi,faremo una specie di pigiama party! La ragazza rimase per qualche attimo sconcertata e ingenuamente esclamò: mamma ma c’è M.,devo spogliarmi davanti a lui? E la madre: Si tesoro,liberati dei tuoi indumenti senza vergogna,ormai M. fa parte della nostra famiglia! La ragazza avendo ricevuto un’educazione solo matriarcale obbedì subito alla madre,prima si sfilò la magliettina e poi i pantacollant,Claudia rimase solamente in reggiseno e mutandine,un coordinato di cotone bianco molto carino. Anna capì che sua figlia provava un bel po’di vergogna e per incitarla si denudò prima di lei,poi con la sicurezza che solo una madre può trasmettere ad una figlia le disse: tesoro togliti tutto,fai vedere a M. che bel fisico da modella hai! A quelle parole così rassicuranti la ragazza obbedì senza battere ciglio. Altezza a parte,il fisico di Claudia era identico a quello di sua madre,le tettine erano piccole e dure,il culo era un mandolino perfetto e la sua fichetta era contornata da una striscetta di peli neri che nascondevano la propria innocenza. Avvicinandomi a lei mi chinai a raccoglierei le sue mutandine dal pavimento e le annusai,si distingueva molto chiaramente l’odore della pipì mescolato a quello del suo umore,la cosa mi mandò in estasi,mi sedetti sul bordo del letto e iniziai ad accarezzare il suo corpo delicatamente. Qualche attimo dopo anche Anna sedette accanto a me,poggiò la sua mano sui miei boxer e iniziò a massaggiarmi l’uccello,poi come un sipario teatrale li tirò giù presentando il mio cazzo a sua figlia: guarda amore! hai  visto com’è grosso? Claudia era molto imbarazzata,in vita sua non aveva mai visto un fallo! La ragazza rimase completamente ammutolita. Sua madre cercò di tranquillizzarla: ormai sei una donna ed è ora che anche tu impari come si fa a dare piacere a un uomo! Anna chinò il capo sul mio pube,prese in mano il mio membro,lo guidò nella sua bocca e iniziò a pomparmelo come solo lei sapeva fare. Claudia si limitò ad osservarci incuriosita,il suo sguardo era rivolto soprattutto sul viso della madre che con maestria continuava imperterrita a suonarmi l’organo. Pochi minuti dopo dissi ad Anna di fermarsi,volevo che la ragazza prendesse il suo posto,Anna mollò il mio uccello e fece accomodare Claudia dove sedeva lei,la ragazza era a pochi centimetri dal mio pisello,Anna prese il mio fallo tra le mani e lo affidò in quelle di sua figlia che iniziò a scappellarmelo con delicatezza. La saliva materna che giaceva sul glande non durò allungo,fu in quell’istante che le dissi: sei stata bravissima,ora inizia a baciarlo come ha fatto tua madre! Claudia abbozzò un sorrisetto poi Anna la incoraggiò a fare quello che le avevo chiesto,la giovane pian pianino avvicinò le sue labbra al mio glande e iniziò a leccarmelo. Pian piano le leccate divennero sempre più intense finquando il mio uccello non finì completamente tra le sue fauci,un evento storico per la ragazza,che si apprestava a compiere il suo primo pompino. Quando sentii che il mio uccello aveva raggiunto l’apice delle sue potenzialità feci distendere Claudia sul letto e iniziai a baciarle le tette,la ragazza era tesa come una molla ma nel contempo sembrava apprezzare molto quello che le stavo facendo. Col supporto della madre la invitai a divaricare le gambe e a stare con le ginocchia piegate verso i fianchi;assumendo quella posizione ebbi finalmente la possibilità di conoscere la sua bella fichetta,in quell’istante intervenne anche Anna: tesoro stai tranquilla e non preoccuparti,tanto prima o poi qualcuno l’avrebbe fatto! Cercai di rendere la deflorazione della ragazza quanto meno traumatica possibile,avvicinai la mia bocca sulla sua topa e iniziai a baciarle le grandi labbra,in pochi istanti le si spalancarono come le porte del Paradiso! Erano ben visibili sia l’imene che il clitoride,cazzo ero quasi incredulo che una diciannovenne fosse ancora vergine! Ormai ero troppo eccitato e senza perdere un solo secondo iniziai a leccargli la fica come un cane finchè il liquido ghiandolare non s’impossessò delle cavità più nascoste dell’organo. Non scorderò mai quel dolce sapore d’innocenza che imperversava nella mia bocca,così come non scorderò mai quel suo respiro affannoso che come un cocktail di ansia e di piacere faceva in modo che ella si contorcesse su quel letto come una serpe in calore. Ormai Claudia era pronta a diventare una vera donna,Anna mi procurò qualche altra succhiata di cazzo,poi mi posizionai di fronte a sua figlia,poggiai il glande sull’uscio vaginale ed esclamai: tranquilla baby proverai solo piacere! Spinsi pian piano il mio fallo dentro di lei,al primo affondo l’urlo di Claudia fu traumatico,sulle lenzuola si riversarono alcune goccioline di sangue,Anna rassicurò sua figlia: è tutto a posto tesoro,è tutto a posto! Da quell’istante in poi iniziai a standuffarmi la ragazza ripetutamente,per più di mezzora nella sua fica entrarono ed uscirono in moto perpetuo diciotto centimetri di carne. Prima di venire fui assalito da una fantasia alquanto zozza,estrassi il mio arnese dal ventre di Claudia ed invitai Anna a pomparmelo,volevo che ella assaporasse l’umore di sua figlia mescolato al mio sperma,un invito che la donna accettò senza problemi. Ormai le avevo entrambe in pugno,madre e figlia erano diventate le mie schiave e con la complicità di Anna mi riusciva tutto molto più facile. Nell’anno che ci siamo frequentati le nostre perversioni non avevano limiti,grazie ad entrambe ho avuto la possibilità di farmi delle scopate simultanee,footjob doppi e con pompino: una mi segava il cazzo coi piedi l’altra me lo prendeva in bocca. Mi sono anche divertito a riprendere Claudia mentre si masturbava dinnanzi a me e a sua madre,mi sono fatto pisciare sul cazzo da entrambe e ho avuto anche il piacere di schizzare la mia sborra sui loro volti. Oggi Anna ha 46 e si trova in un centro di igiene mentale,sua figlia Claudia invece che ha 27 anni,dopo ha dopo aver ripudiato sua madre ha avuto prima un passato da modella per poi trasferirsi all’estero dove ha conosciuto l’amore. 





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