Nel 2002 partecipando ad un viaggio organizzato ebbi la
fortuna di conoscere Anna,una splendida38
enne alta appena 1,63cm con un fisico da velina,mora,capelli lunghi mossi,due
belle tettine piccole e sode e un timbro di voce da ragazzina che il solo
sentirla parlare mi faceva drizzare l’uccello nei pantaloni. Anna era una
ragazza madre single ed era in compagnia di sua figlia Claudia,una giovane
diciottenne con un fisico mozzafiato (era altacirca 1,80) identica alla madre. Al contrario di sua figlia Anna vestiva
sempre in modo sexy,con minigonne e collant che davano risalto alle sue
bellissime gambe,i suoi piedini molto curati poggiavano sempre su delle
bellissime scarpe con tacchi vertiginosi che slanciavano il suo bel corpicino. Al
termine della breve vacanza io ed Anna rimanemmo in contatto,una sera mi invitò
anche a cena da lei,dove ebbi modo di instaurare con lei un rapporto che si
appestava ad andare oltre l’amicizia. L’avvenenza di Anna nei miei riguardi cresceva
sempre più,ormai avevo deciso di mettere fine alla farsa e di portarmela a
letto una volta e per sempre. Una sera decisi di invitarla a cena da me,Anna
indossava una delle sue solite minigonne vertiginose con dei collant neri,l’occasione
era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire;dopo cena mentre mi dava una mano a
sistemare le cose in cucina decisi di rompere gli indugi,passai alle sue spalle
strusciando il mio cazzo duro sul suo culo,Anna se ne accorse e cominciò a
strofinare il suo fondo schiena sul mio paletto. Istintivamente afferrai i suoi
fianchi e presi le sue tette tra le mie mani,Anna si voltò di scatto verso di
me dicendomi: finalmente ti sei deciso! Le
tolsi la camicia e le sfilai la gonna,sotto i collant neri indossava un
completo di biancheria di pizzo rosa. Le slacciai il reggi tette,i suoi
capezzoli rosa si intonavano perfettamente con il colore della sua
biancheria,con la lingua iniziai a circoscrivere le areole stuzzicandogli con
impertinenza i capezzoli. Anna con la sua voce da bambina iniziò ad ansimare: mmhhh mi fai impazzire! Dopo essersi
liberata delle scarpe sfilai
personalmente i suoi collant annusandoli come un maiale,Anna iniziò a
supplicarmi: scopami! scopami! Finalmente
le sfilai anche l’ultimo capo: le mutandine,il suo pube poco peloso era ricoperto
da una striscetta di peli neri scolpita artificialmente da una mano esperta;quasi
nello stesso istante Anna sfilò anche i miei boxer che ormai faticavano non
poco per tenere a bada il mio capitone che divenne subito vittima della propria
lingua fino a pomparmelo con vigore. Alcuni istanti dopo la presi in braccio e la
depositai sul tavolo da cucina,Anna mi divaricò le cosce in faccia invitandomi
a leccare la sua passera,non vedevo l’ora,iniziai dal clitoride che come un
grilletto era completamente impennato sul Monte di Venere,poi pian piano
cominciai a scendere nelle cavità più nascoste della sua sorca. Anna gemeva e
si dimenava come una ragazzina alla suo primo orgasmo: mmmhhhh così mi fai impazzire!!Siii!
sii …sii! Quando la sua fica fu completamente fradicia afferrai il mio bastone
e lo affondai dentro di lei. A colpi di reni la scopai come un dannato,Anna continuava
a dimenarsi aizzandomi ed invogliandomi a continuare: Sfondami! …Sfondami! ... Siii
… sii! Dopo alcuni minuti fui costretto a venire e in pochi istanti la sua
passera diventò il catino del mio nettare . Le scopate con Anna durarono per un
intero anno nel quale mettemmo in atto tutte le nostre fantasie;avendo una
passione sfegatata per le calze e i collant un giorno nel bel mezzo di una
scopata mi venne spontaneo fare una cosa che avrei sempre voluto fare,presi i
suoi collant neri che gli avevo sfilato,vi misi dentro il mio uccello fino a
farlo arrivare nell’area destinata ai piedi e lo affondai nella sua topa. Che
goduria! Nell’entrare ed uscire dalla propria sorca i suoi collant si inzupparono
del proprio liquido vaginale e iniziarono a produrre una fitta schiuma biancastra
che si mescolò al mio sperma nell’attimo che venni. Quando estrassi il mio
randello dal suo ventre rivoltai i suoi collant inzuppati e le dissi di ingerire
i nostri umori,un gesto d’amore che Anna compì senza alcun problema. Dopo sei mesi di scopate Anna era stracotta di me ed era disposta a fare qualsiasi cosa io
le chiedessi pur di farmi felice fino a compiere atti del tutto inauditi. Spesso
mentre si stava a tavola con sua figlia,allungava i suoi piedini tra le mie
cosce e mi procurava dei footjob incredibili,altre volte invece le piaceva pomparmi
l’uccello mentre guidavo! Per dare sfogo alla mia perversione quasi sempre la
invitavo ad uscire senza biancheria intima in modo che sedendosi avrebbe potuto
mostrare la sua patata solo alle persone che io le indicavo: adolescenti e anziani.
In poco tempo Anna divenne la mia marionetta ma quello che accadde in seguito non
avrei mai creduto potesse succedere. Una sera dopo cena chiesi ad Anna il
perché Claudia non frequentasse nessun ragazzo,Anna mi confidò che non ne aveva
mai avuti,la ragazza (ormai diciannovenne) era sempre vissuta sotto una campana
di vetro tra casa e scuola e non aveva amiche. Fu in quell’attimo che … non so
cosa mi passò per la mente esclamai: dovremo
renderla partecipe …ed Anna: in che
senso? io: invitarla con noi
…renderla partecipe di ciò che facciamo! Invitiamola a stare noi in camera da letto
…Anna mi guardò per una frazione di secondo con uno sguardo perso,immaginavo
che da lì a pochi istanti sarei stato sbattuto fuori dalla sua abitazione ed invece:
se è lei che vuoi farò in modo di
accontentarti,lo sai che ti amo! Il fatto che lei mi amasse non me ne
fregava niente,io stavo con lei solo per potermela fottere e non per sposarmela
e quella sera stessa decidemmo di indurre la ragazza ad unirsi alle nostre
perversioni. Dopo cena mentre eravamo in camera da letto in biancheria intima,Anna
chiamò sua figlia: Claudia! …Caludia
vieni quì! la ragazza si presentò in camera da letto visibilmente
imbarazzata,era vestita come una classica teenager,pantacollant bianchi elasticizzati,magliettina
di cotone e infraditi;Anna si avvicinò a lei ed esclamò: tesoro spogliati anche tu e rimani qui con noi,faremo una specie di
pigiama party! La ragazza rimase per qualche attimo sconcertata e
ingenuamente esclamò: mamma ma c’è
M.,devo spogliarmi davanti a lui? E la madre: Si tesoro,liberati dei tuoi indumenti senza vergogna,ormai M. fa parte
della nostra famiglia! La ragazza avendo ricevuto un’educazione solo matriarcale
obbedì subito alla madre,prima si sfilò la magliettina e poi i pantacollant,Claudia
rimase solamente in reggiseno e mutandine,un coordinato di cotone bianco molto
carino. Anna capì che sua figlia provava un bel po’di vergogna e per incitarla
si denudò prima di lei,poi con la sicurezza che solo una madre può trasmettere
ad una figlia le disse: tesoro togliti
tutto,fai vedere a M. che bel fisico da modella hai! A quelle parole così
rassicuranti la ragazza obbedì senza battere ciglio. Altezza a parte,il fisico di
Claudia era identico a quello di sua madre,le tettine erano piccole e dure,il
culo era un mandolino perfetto e la sua fichetta era contornata da una
striscetta di peli neri che nascondevano la propria innocenza. Avvicinandomi a lei
mi chinai a raccoglierei le sue mutandine dal pavimento e le annusai,si
distingueva molto chiaramentel’odore
della pipì mescolato a quello del suo umore,la cosa mi mandò in estasi,mi
sedetti sul bordo del letto e iniziai ad accarezzare il suo corpo delicatamente.
Qualche attimo dopo anche Anna sedette accanto a me,poggiò la sua mano sui miei
boxer e iniziò a massaggiarmi l’uccello,poi come un sipario teatrale li tirò giù
presentando il mio cazzo a sua figlia: guarda
amore! hai visto com’è grosso?
Claudia era molto imbarazzata,in vita sua non aveva mai visto un fallo! La
ragazza rimase completamente ammutolita. Sua madre cercò di tranquillizzarla: ormai sei una donna edèora
che anche tu impari come si fa a dare piacere a un uomo! Anna chinò il capo
sul mio pube,prese in mano il mio membro,lo guidò nella sua bocca e iniziò a pomparmelo
come solo lei sapeva fare. Claudia si limitò ad osservarci incuriosita,il suo
sguardo era rivolto soprattutto sul viso della madre che con maestria continuava
imperterrita a suonarmi l’organo. Pochi minuti dopo dissi ad Anna di fermarsi,volevo
che la ragazza prendesse il suo posto,Anna mollò il mio uccello e fece accomodare
Claudia dove sedeva lei,la ragazza era a pochi centimetri dal mio pisello,Anna prese
il mio fallo tra le mani e lo affidò in quelle di sua figlia che iniziò a
scappellarmelo con delicatezza. La saliva materna che giaceva sul glande non
durò allungo,fu in quell’istante che le dissi: sei stata bravissima,ora inizia a baciarlo come ha fatto tua madre! Claudia
abbozzò un sorrisetto poi Anna la incoraggiò a fare quello che le avevo
chiesto,la giovane pian pianino avvicinò le sue labbra al mio glande e iniziò a
leccarmelo. Pian piano le leccate divennero sempre più intense finquando il mio
uccello non finì completamente tra le sue fauci,un evento storico per la
ragazza,che si apprestava a compiere il suo primo pompino. Quando sentii che il
mio uccello aveva raggiunto l’apice delle sue potenzialità feci distendere
Claudia sul letto e iniziai a baciarle le tette,la ragazza era tesa come una
molla ma nel contempo sembrava apprezzare molto quello che le stavo facendo. Col
supporto della madre la invitai a divaricare le gambe e a stare con le
ginocchia piegate verso i fianchi;assumendo quella posizione ebbi finalmente la
possibilità di conoscere la sua bella fichetta,in quell’istante intervenne
anche Anna: tesorostai tranquilla enon preoccuparti,tantoprima
o poi qualcuno l’avrebbe fatto! Cercai di rendere la deflorazione della
ragazza quanto meno traumatica possibile,avvicinai la mia bocca sulla sua topa
e iniziai a baciarle le grandi labbra,in pochi istanti le si spalancarono come
le porte del Paradiso! Erano ben visibili sia l’imene che il clitoride,cazzo ero
quasi incredulo che una diciannovenne fosse ancora vergine! Ormai ero troppo eccitato
e senza perdere un solo secondo iniziai a leccargli la fica come un cane finchè
il liquido ghiandolare non s’impossessò delle cavità più nascoste dell’organo. Non
scorderò mai quel dolce sapore d’innocenza che imperversava nella mia
bocca,così come non scorderò mai quel suo respiro affannoso che come un
cocktail di ansia e di piacere faceva in modo che ella si contorcesse su quel
letto come una serpe in calore. Ormai Claudia era pronta a diventare una vera
donna,Anna mi procurò qualche altra succhiata di cazzo,poi mi posizionai di
fronte a sua figlia,poggiai il glande sull’uscio vaginale ed esclamai: tranquilla baby proverai solo piacere! Spinsi
pian piano il mio fallo dentro di lei,al primo affondo l’urlo di Claudia fu
traumatico,sulle lenzuola si riversarono alcune goccioline di sangue,Anna
rassicurò sua figlia: è tutto a posto
tesoro,è tutto a posto! Da quell’istante in poi iniziai a standuffarmi la
ragazza ripetutamente,per più di mezzora nella sua fica entrarono ed uscirono in
moto perpetuo diciotto centimetri di carne. Prima di venire fui assalito da una fantasia
alquanto zozza,estrassi il mio arnese dal ventre di Claudia ed invitai Anna a
pomparmelo,volevo che ella assaporasse l’umore di sua figlia mescolato al mio
sperma,un invito che la donna accettò senza problemi. Ormai le avevo entrambe
in pugno,madre e figlia erano diventate le mie schiave e con la complicità di
Anna mi riusciva tutto molto più facile. Nell’anno che ci siamo frequentati le
nostre perversioni non avevano limiti,grazie ad entrambe ho avuto la
possibilità di farmi delle scopate simultanee,footjob doppi e con pompino: una mi
segava il cazzo coi piedi l’altra me lo prendeva in bocca. Mi sono anche divertito
a riprendere Claudia mentre si masturbava dinnanzi a me e a sua madre,mi sono fatto
pisciare sul cazzo da entrambe e ho avuto anche il piacere di schizzare la mia
sborra sui loro volti. Oggi Anna ha 46 e si trova in un centro di igiene mentale,sua figlia Claudia invece che ha 27 anni,dopo ha dopo
aver ripudiato sua madre ha avuto prima un passato da modella per poi trasferirsi
all’estero dove ha conosciuto l’amore.