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Pubblicato : 20-09-2011 |
Autore : curiosessa
Categoria : Esibizionismo | Totale Visualizzazioni
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Questo racconto nasce dalla necessità di chiarimenti. Qualche maschietto che mi ha scritto mi ha proposto l'immagine del suo cazzo, qualcun altro voleva scoparmi selvaggiamente in giornata. Io gradisco le vostre mail mi piace rispondervi da troietta allegra e se vi viene duro sono contenta, possiamo raccontarci tutte le porcate che vogliamo e mi ecciterò se saprò che anche voi vi state eccitando ma, anche se vi sembrerà strano, non mi fanno per strada proposte volgari, la fotografia di un pene non mi eccita, mi eccita il desiderio che posso suscitare e non mi esibisco nuda davanti le scuole ma solo finalizzato all'eccitazione e la seduzione come gioco. Per cui voglio raccontarvi come sono diventata esibizionista. Come ogni estate trascorrevo qualche giorno in campagna dal nonno, vedovo da tempo, un omone di quasi 2 metri accudito dalla zia zitella. I giorni trascorrevano sereni con molti discorsi proibiti con mia cugina Rosaria di un anno più grande di me che mi istruiva sui segreti della vita. La notte poi andavamo io e Rosaria a dormire in una camera adiacente a quella del nonno, le zie dormivano al piano inferiore. Una notte mi svegliai per un formicolio strano vicino alla farfallina, aprii gli occhi senza saltare pensando terrorizzata ad un animale che non mi avrebbe morsa se fossi rimasta immobile. Apro un occhio e vedo il nonno chino sulle mie mutandine ad annusare mentre con una mano si manteneva il batacchio che usciva dai boxer di makò. Io ero realmente impaurita ma non mi mossi, dopo un altro paio di sniffate il nonno andò ad odorare in mezzo alle gambe di Rosaria. Dopo poco se ne andò senza aver fatto nulla. Averlo visto chino su Rosaria mentre se lo menava e la odorava mi aveva fatto venire una specie di solletichino alla micetta me la accarezzai un poco e mi riaddormentai. Il giorno dopo restai sveglia per scoprire se il rituale si ripeteva di questo grande vecchio che voleva alimentarsi dell'odore della gioventù. Regolarmente il nonno si ripresentò io mi feci trovare già in posizione a pancia in giù e cosce spalancate, l'alito caldo vicino alla fichina mi faceva impazzire il naso all'altezza del culetto mi carezzava, stette un poco e andò da Rosaria. Questo si ripeteva tutte le notti della settimana che stemmo in campagna, non faceva niente nè tentava di abbassarci le mutandine ma io trovavo tutto molto eccitante. L'ultima notte, l'indomani saremmo tornate in città, il nonno viene a fare il solito giro ed io sapendo che avrei perso il divertimento, finalmente salto a sedere sul letto ed esclamo: "Nonnino che fai?" Il vecchio sbanda solo un po', lascia il pendolo fuori dai boxer e fa la voce arrabbiata, a dimostrazione che ce l'abbiamo nel sangue la porcaggine: "Maria proprio da te e a questa età non me lo sarei mai aspettato, sei cattiva!e abbassa la voce che si sveglia Rosaria" Io lo abbraccio con voce piangente facendo finta di non sentire il suo cazzone che intanto mi cresceva appoggiato al pancino e in un orecchio gli alito: "Abbasso la voce come vuoi tu. Che ho fatto di brutto nonno? ti prego non essere arrabbiato con me!" e il vecchio: "C'è puzza di cacca che arriva in camera mia, te la sei fatta sotto?" "No! Nonnino te lo giuro, controlla se non mi credi!" in un sol colpo mi stacco dall'abbraccio mi metto a pecora e abbasso la mutandina e intanto lo incito: "Controlla!" Il buon vecchio non gli sembrava vero ci provò anche a controllare con quel culetto fresco sotto al naso ma dopo averci poggiato le mani se ne andò via bofonchiando. Dopo un anno circa, un'altra esperienza, stavolta al mare, nella villa degli zii in Cilento una vecchia costruzione molto grande dove avevo una camera solo per me, anche perchè come abbiamo fatto ciclicamente sino a poco tempo fa io e Rosaria avevamo litigato. Uno dei motivi del litigio era stato l'arrivo in villa per un breve soggiorno di Francesco, un amico delle zie di circa 30 anni un bell'uomo che sapeva di esserlo, accompagnato dalla fama di pittore e Casanova che corteggiava a turno le due ragazzine che gli facevano gli occhi dolci. Con Rosaria che era più piena con delle tettone enormi che strabordavano cercava di toccarla o di appartarsi con lei a me invece mi riempiva di complimenti sui miei occhi il mio fisico e il mio volto bellissimo. Finchè una notte mi sveglio e lo vedo seduto sul letto si pone l'indice sulle labbra e dice: "non spaventarti, sono venuto ad ammirarti mentre dormivi" io sapevo benissimo che era una cosa brutta un uomo nella stanza da letto di una ragazza ma i complimenti e le attenzioni rivolte a me da un uomo così bello mi illanguidivano. "Hai paura?" mi chiese, io nonostante il terrore delle conseguenze negai con la testa. Poi sempre con voce suadente: "Sei bellissima, vieni qui all'impiedi" Mi tranquillizzai un poco perchè sapevo che le porcherie si facevano a letto. Mi solleva le mani e come fosse la cosa più naturale del mondo mi sfilò la canotta mettendo a nudo i seni: "Devo farti un ritratto è commovente la tua bellezza e i tuoi piccoli capezzoli rosa" Io d'istinto mi coprii ma lui con voce calda "stai tranquilla cara nessuno potrà profanare la tua bellezza, togliti le mutandine" io con una mano sul seno non avevo nessuna intenzione di denudarmi del tutto ma lui insiste: "sembri la Venere del Botticelli, tranquilla" e mi aiuta abbassando l'orlo dello slip, faccio cadere a terra le mutandine, la mia eccitazione nonostante la paura era al massimo ero nuda esposta allo sguardo di un adulto che mi ammirava ma lo sciocco fece una mossa falsa, facendo il grezzo, provò ad abbracciarmi chiedendomi un bacio. L'atmosfera soft se ne andò a puttane, lo cacciai dalla stanza e le sere seguenti chiusi la porta a chiave. Poi è venuto il fidanzamento e il matrimonio con un brav'uomo senza fantasia che regolarmente mi metteva sotto, due botte e si girava dall'altra parte. Quando perse il lavoro e ci trasferimmo dai suoceri diminuendo le possibilità di fare l'amore, gli chiesi pure se volesse andare a far l'amore su un piazzale, in macchina o in albergo ma lui non è per queste cose, come non è per il sostentamento morale ed economico della sua famiglia. Dopo 20 un uomo più grande di me ma che conoscevo da anni mi disse: "non è un peccato sprecare tutto questo?" e non si riferiva solo al fisico. La prima volta che sono stata con lui avevo il ciclo non si scoraggiò mi mise seduta su una sedia e disse aprendosi la patta: "Succhia e ingoia tutto" Io iniziai a farlo e mano mano aumentava il mio piacere tanto che non pensai di dirgli che era il primo pompino della mia vita ma quando sentii la sborra in bocca spruzzarmi a fiotti e ingoiai tutto con una voluttà inspiegabile per me raggiungendo anche io l'orgasmo, capii che la mia vita sarebbe cambiata e così è stato. Lui è un uomo aperto e quando senza reticenze gli ho confessato il mio piacere dell'esibizionismo mi ha assecondata. Ha detto che il primo passo dell'esibizionista è il pompino sull'autostrada, così gliel'ho preso in bocca a Lancusi e l'ho fatto sborrare a Battipaglia mentre esponeva il mio culo nudo a tutti gli automobilisti della tratta. Quando ha sborrato ed anche io sono venuta per il suo ditalino, i camionisti suonavano i clacson come ad un matrimonio perchè si erano messi di lato a noi e non si sono persi una scena. Il secondo step è stato mostrare la fica al benzinaio facendomi togliere le mutande poco prima della pompa, ricordo ancora come sudava e guardava quell'omaccione sporco di nafta, poi abbiamo omaggiato i fratelli africani che sono ai semafori, via gonna e mutande, solo l'impermeabile aperto sulle cosce, infine mi sono sentita matura per i miei giochini anche da sola che vi racconterò nelle mie storie sperando che vi piacciano.
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