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Ci addormentammo stretti fra di noi, lei mi teneva un braccio attorno a me e la sua mano destra toccava i miei capezzoli; verso le 8 di sera mi svegliai di soprassalto, il suo braccio era ancora intorno a me, lei dormiva ancora, mi alzai con circospezione, mi rimisi i miei abiti e preparai un biglietto per lei"sono stato tuo, ma era tuo compito farmi tuo, vorrei che un giorno tu lo faccia per tua voglia personale, a me è piaciuto molto, ciao, tua Valeria", uscii di casa e tornai a casa mia.
I miei erano preoccupati ma io li tranquillizzai dicendogli che avevo trovato un amico che non vedevo da tempo e così era corso il tempo.
L'estate si avvicinava velocemente, le giornate erano lunghe ed io più volte pensavo a Laura e al mio dottore, mi accorgevo ogni tanto prima ma poi sempre più frequentemente di muovermi, camminare e gesticolare come se fossi una femmina, ogni tanto in casa, mi mettevo le mie calze autoreggenti nere a rete, il mio perizoma, la gonna ed una camicetta rosa, i miei capelli erano lunghi fin dopo le spalle, allora sempre di nascosto andavo in bagno e mi mettevo il rossetto, un pò di fard, in un mercatino avevo comprato delle scarpe con tacchi di 8cm.,li indossavo e camminavo sempre più normalmente, come se li avessi sempre portati, stavo molto tempo con quei vestiti da femmina e la frequentazione con cui li mettevo era sempre più frequente, una sera che i miei non c'erano mi venne una voglia incredibile di uscire con i miei abiti femminili, aspettai che la casa fosse in silenzio ed uscii, il mio cuore per l'emozione batteva forte come forte era la voglia di sentirmi come mi diceva il mio dottore:puttana, troia, ninfomane, la strada era deserta, presai l'auto e feci un lungo giro fin quando mi trovai fuori di un cinema a luce rosse e decisi di entrare.
Pagai il biglietto, la signora della casa mi salutò gentilmente e mi meravigliai molto che nel rispondergli la mia voce uscì con una tonalita alta da femmina, forse il mio subconscio vista la situazione ed il luogo era uscito,entrai nella sala della proiezione, era molto scuro e così rimasi in fondo alla sala, vedevo la gente girare, girare, sedersi al fianco di altra gente, sentivo i sospiri di piacere, i miei occhi lentamente si stavano abituando all'oscurità fin quando riuscìì a vedere bene, vicino a me potei vedere un signore vestito con un paio di pantaloni corti ed una camicia che mi sembrava rossa, quando si accorse del mio sguardo verso di lui mi sorrise e mi venne vicino "Ciao, io sono Luigi, ho capito che sei un travestito ma sei bellissimo, qui dentro sei sprecato, come ti chiami?", "Ciao, io sono Valeria, è la prima swera che esco vestita da femmina e ho un pò di paura", "Paura di cosa", "Di sembrare ridicola", la mia voce ormai usciva normalmente, senza alcuno sforzo con toni femminili e lui me lo fece notare "Valeria, la tua voce è molto femminile, ti senti propro femmina vero?", "Si, mi stò rendendo conto che il mio essere femmina dentro stà uscendo lentamente", "Hai già qualcuno che ti vuole bene?", "Si Luigi, è un dottore, è lui che si è accorto della mia femminilità e vuole aiutarmi a farla uscire tutta, frà l'altro ho già un corpo molto effeminato", "Ma i tuoi genitori cosa dicono, lo sanno di questo?", "Non ancora, sanno che sono gay ma non fino a questo punto, quando mi sentirò più sicura gli dirò che voglio andare a vivere col dottore".
La luce si accese improvvisamente ed io mi nascosi vicino a Luigi che mi aveva abbracciato stretto e mi stava baciando, io rimasi un pò passiva ma poi cominciai a corrispondere ai suoi baci con sempre piuù voglia, sentivo la sua eccitazione salire, salire, sentivo il suo pacco farsi sempre più duro e mi venne voglia di essere sua "Luigi, se ti piaccio veramente perchè non mi porti a casa tua?", "Valeria, sei sicura?", "Si, se vuoi questa notte sarò tua", mi prese per mano e uscimmo, la cassiera mi fece un leggero sorriso, lo feci entrare nella mia auto e partimmo.
Dopo un quarto d'ora ero già a casa sua, una casa piccola, due locali arredati con una elegante semplicità, mi fece sedere sul divano e mi portò un wysky, mi sedette vicino, un suo braccio mi cingeva il collo, bevemmo un pò di sorsi ma poi cominciammo a baciarc con sempre più ardore, lui piano piano mi era venuto sopra, il mio collo ora era appoggiato sul bordo del divano, un bordo molto, molto morbido, i nostri baci infuocati ci avevano portati ad una eccitazione altissima, il suo pacco era ritornato durissimo, ed io avevo una voglia pazzesca, allora tolsi la gonna ed il perizoma, gli slacciai lo zip dei pantaloni ed estrassi il suo cazzo durissimo, un cazzo di 18cm. circa e largo forse 6, gli circondai la schiena con le mie gambe e gli dissi "prendimi, fammi tua, ti voglio dentro di me", "Si mia dolce troietta eccomi, eccomi sono dentro di te", mi era entrato nel culo con una certa facilità, il mio culo era ormai abituato a cazzi grossi e lunghi, cominciò a scoparmi molto, molto lentamente, mi accorsi che i suoi occhi erano pieni di amore per me, forse Luigi si stava innamorando di me e quesato mi inorgogliva, avevo fatto innamorare di me un uomo in una sola serata, mi sentii orgogliosa, soddisfatta, un misto di vanità e orgoglio mi aveva permeato la mente, strinsi un pò le mie gambe sul suo corpo, lo vilevo più dentro, intanto il ritmo si era fatto sempre più intenso, lui ormai gemeva, gemeva ed era vicino al godimento, io mi accorsi invece che quell'uccellwetto non mi provocava piacere ma per farlo felice iniziai a gemere anch'io e sempre puiù forte, ma lui godette in me molto in fretta e poi si accasciò sù di me che ancora era dentro di me "Valeria, mi sono innamorato di te, della tua dolcezza infinita, della tua paura, spero di vederti ancora", "Luigi ora sò dove abiti e verrò a trovarti ogni tanto ma lo sai il mio cuore è tutto per il mio dottore", "Lo sò però vienimi a trovare, ti prego".
Mi alzai e mi rivestìì come una puttana dopo aver soddisfatto il cliente e aver preso i soldi, prima di uscire lo baciai sulla bocca e uscii di casa.
Entrai a casa mia e sulla segreteria telefonica trovai diversi messaggi, uno dei miei genitori che mi avvisavano che sarebbero stati via ancora diversi giorni e uno della trans che mi voleva, ma erano ormai le 2 di notte per cui mi svestìì, nascosi i miei abiti femminili, presi una canottiera ma il perizoma volli tenermelo addosso, la mattina dopo avrei telefonato alla mia trans, avevo sonno ed ero felice. |