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Pubblicato : 10-11-2008 |
Autore : michele
Categoria : Tradimenti | Totale Visualizzazioni
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Come descritto nel mio profilo, Michela è l’amica del cuore di mia moglie. Amiche di infanzia, amiche che si divertono a fare le porcelline tra di loro. Michela è una ragazza dalle curve giuste, con un viso da maialina, con capelli castano chiari di media lunghezza, una ragazza alla quale piace flirtare ed essere corteggiata. Tempo fa sono venuti (come sempre) in piscina da noi, lei e Stefano, il marito. Erano arrivati i primi caldi e come di consuetudine, gli amici venivano a refrigerarsi nella nostra villa. Quando sono arrivati, io e mia moglie eravamo già in acqua assieme a mia cognata. Si sono andati a spogliare in casa per mettersi il costume. Poco dopo ci hanno raggiunto e Michela sfoggiava un bikini bianco con gli slip con i laccetti sui fianchi e un po’ sgambato. Era un po’ largo, era quello dell’anno scorso e lei era dimagrita un po’. La parte di dietro del costume lasciava intravedere, duranti i movimenti di Michela, una buonissima porzione di chiappa e davanti un po’ di peluria fuoriusciva dai lati dello slip. Non era folta, ma più che altro la ricrescita di una depilazione non ripresa per l’occasione. Si è tuffata in piscina e tutti insieme siamo stati in ammollo un po’. Poi, con mia moglie, è uscita per sedersi sulle sdraio per prendere un po’ di sole. Spettegolavano alla grande, quando Michela ha allargato le gambe e piegato le ginocchia, un po’ come fanno i bambini quando si siedono per terra. Non c’è stato più spazio all’immaginazione, si vedeva chiaramente un labbro peloso fuoriuscire dal costume. Ho fatto finta di nulla finchè Stefano accortosi di questa visione, le ha detto: “Miche guarda che ti esce la patata”. Lei si è guardata, si è messa a posto e poi ha detto: “Vabbè tanto siamo tra di noi, vero Marco?” Io avevo già il cazzo duro e ho prontamente risposto: “Vista una viste tutte, che vuoi che sia”. Quanto avrei voluto saltarle addosso e scoparla, invece. Viene ora di pranzo e ci mettiamo a tavola a mangiare qualcosa di leggero. Il caldo è asfissiante, Stefano finito il pranzo dà forfait e dice: “Raga io vado a farmi un riposino”, mia moglie e mia cognata prendono al volo l’occasione e anche loro decidono di dormire. Io e Michela, notoriamente due lucertole, invece decidiamo di rimanere e ci mettiamo sui lettini sotto il gazebo. Parliamo del più e del meno, faccio battutine alle quali lei risponde come solito sa fare per divertirsi. Non riesco a toglierle gli occhi di dosso e dallo slip Lei se ne è accorta e sorride con un’espressione da diavoletta. La fa apposta e non tiene ferme le gambe che apre, chiude, muove, accarezza. Finchè dice: ”Ma ti è venuto duro? (ridacchiando) “E per forza, le rispondo, me la stai facendo vedere in tutti i modi” Lei maliziosa: “Ma non hai detto vista una, viste tutte? O è la mia in particolare che ti piace”. “Ma dai facciamoci un bagno che così raffreddo i bollenti spiriti, dico per sdrammatizzare”. “Ma Marco sei matto, ci viene una congestione, dobbiamo aspettare almeno 2 ore. Ci vorrebbe l’acqua molto più calda”. Al chè le dico: “Beh non c’è problema andiamo nella palestrina che ho fatto fare. Lì ho una vasca idromassaggio per 4. Non te l’ha detto B.?. Mi sono fatto mettere anche una piccola sauna”. “No non lo sapevo. Dai andiamo a provarlo, adoro l’idromassaggio”; e così ci avviamo. Il tempo di riempirlo e di attivarlo e siamo dentro. Butto dentro dei sali che sprigionano una delicata schiumetta. Ci rilassiamo, ma sono eccitato. Inizio a sfiorale le gambe con le mie, mentre lei se ne sta ad occhi chiusi e la testa reclinata all’indietro. Poi le dico “Vuoi un massaggio collo e spalle?” Lei entusiasta accetta e si viene a mettere davanti a me. Mi dà la schiena e comincio a massaggiarla. Vado avanti per una decina di minuti cercando di ampliare la zona del massaggio, sempre più. Lei non si scompone. Mi avvicino di più a lei e volontariamente le faccio sentire la mia erezione sui suoi reni. Lei non si sposta e poco dopo mi dice: “A te non fa niente bene l’idromassaggio, non ti rilassa vedo”. “Senti Miche cosa dovrei fare, mi ha fatto praticamente vedere la Bernarda e pretendi non mi venga duro?”. Lei: “Ma vabbè siamo tra noi, come fratelli (dice ridacchiando)”. “Si lo so, ma il mio pisello non riconosce le persone, ma solo la gnocca”. “Avresti il coraggio di scoparmi, ora (ridacchiando)”. “Certo tesoro, mi infilerei tutto in quella patata pelosona”. “Eddai non mi prendere in giro, non ho fatto a tempo a ripassarla, e visto che eravamo tra di noi sono venuta così. Mi fai vergognare”. Le prendo le tette in mano e le accarezzo, baciandola sul collo. Le piace e scende con la mano a tastarmi il pisello. Poi si gira di fianco e cerca le mie labbra. Ci baciamo intrecciando le lingue e con una mano le sto ora massaggiando la fica. Si stacca, si toglie il pezzo di sopra, poi va a sedersi nel posto davanti al mio. Tira via lo slip, allarga le gambe e allarga le braccia per dirmi che mi vuole. Tolgo un po’ di schiuma dalla superficie. La faccio sedere sul bordo dell’idro, le do un colpo di doccetta per toglierle la schiuma dal pelo e mi tuffo a leccargliela. E’ morbida, cicciotella, bella rossa. Si tiene i peli distanziati per farsela leccare meglio. Quando vedo che sta per venire, smetto di colpo, mi tolgo il costume, lei riscende in acqua. Mi prendo il cazzo in mano e delicatamente glielo infilo dentro. La libidine mi fa sembrare la sua fica più calda dell’acqua. E’ fantastico scopare così, la tengo sospesa per le chiappe senza fatica e posso sprofondare tutto dentro di lei. Faccio ripartire l’idro al massimo e ritorno a pomparla. Lei si aggrappa alla mia schiena, allarga le gambe e il mio osso pubico sbatte contro il suo monte di venere. Miche sei fantastica, che figa, che figa. Lei ansima e mugola. “Ti piace di più il mio cazzo o la figa di B., le chiedo” Lei: “Voi due mi fate morire, tutti e due”. “Ma ora cosa preferiresti la lingua di B. o il mio cazzo”. Lei: “Il cazzo….il cazzo, il cazzo, il cazzo”. Le mordo un capezzolo mentre lo sperma gorgoglia nella palle. “Vuoi venire sopra tesoro?” “No continua così che sto per venire. Dai sbattimi, sbattimi, dai, dai……………vengo, vengo, vengo”. Lo fa contraendo l’addome e con spasmi che le fanno muovere i reni. Sentendola e vedendola godere così, non resisto più.“Miche devo sborrare”. “Dai fallo dentro, mi dice”. “Miche ti riempio, Te la sborro tutta, sborro sborro”. E così la riempio con il mio sperma. Ci stacchiamo. Le do un bacio. Si sciacqua la fighetta con l’acqua. “Dai rivestiamoci che è meglio, così se qualcuno ci viene a cercare, non si accorge di niente”. “Miche questa non credere che sia la prima e l’ultima volta, le dico puntandole minacciosamente (ma con fare scherzoso) il dito contro”. “Dici davvero", risponde con aria smorfiosetta. “Ricordati tesoro, che Stefano non sa cosa fai con B:” “Guarda che non serve minacciarmi, a me piace divertirmi. Non mi piace con gli sconosciuti. E poi a B. e te voglio bene” Mi dà un bacino sulle labbra da coniglietta e si rimette semisdraiata a godersi le bolle dell’idromassaggio.
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Racconto a Caso |
Autore : Canadese
Da sempre il mio desiderio |
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