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Pubblicato : 16-08-2009 | Autore : violetta
Categoria : Travestirsi | Totale Visualizzazioni : 3029 | Votazione :


  
violetta
racconti di vita vissuta amante del "doppio" gusto consolatore di donne mezza età

Gli sguardi che mi lanciava senza ritegno e senza sosta il ragazzo seduto al tavolino di fronte al mio cominciavano ad infastidirmi. Anche se si trattava di un bel ragazzo, dai lineamenti fini,dai modi un tantino studiati. Facevo di tutto per non ricambiarli quegli sguardi. La mia esperienza di sessantenne anche abbastanza navigato in fatto di sesso mi faceva pensare che il ragazzo si stesse sforzando di comunicarmi qualcosa. Forse di chiedermi qualcosa. Ad un tratto si alzò voltandomi le spalle. Questa volta fui io a guardare con insistenza il suo bel didietro. Restò in quella posizione per alcuni minuti ed io sempre a fissargli il tondo culetto stretto in un attillato jeans. Si voltò di scatto. Mi lanciò un sorriso ammiccante e si diresse verso il mio tavolo. Quando mi fu vicino chiese se poteva sedersi e farmi compagnia. Non seppi dire di no. Le nostre mani si strinsero per la presentazione. "Vanni" disse lui. "Marco" risposi. E lui di rimando: "conosco già il suo nome." E a raffica aggiunse: "mi dica la verità, era curioso di fare amicizia dopo aver ammirato le forme del mio culetto." Mi sentì un tantino in difficoltà per una risposta immediata ma la pausa di silenzio fu breve: "perché dice queste cose? E come faceva a conoscere il mio nome prima che gli e lo dicessi io?"

"Segreto professionale" replicò Vanni. Sulla storia del culo preferii ovviare.In fondo era vero.

In gioventù non ero risparmiato nell'attività sessuale e qualche bel culetto maschio me lo sono pure fatto. Con tanta discrezione e selezionando sempre i miei parteners in un ristretto ambientino gay. Ero molto richiesto. Il passaparola sulle qualità del mio cazzo e sulle mie arti amatorie ed erotiche con i gay funzionava.

Ma era da tempo che quelle esperienze non mi attiravano più. Il mio piacere lo trovavo nelle chiavate con mie coetanee, vedove come me ed in fugaci pompini da parte di qualche studentessa o commessa. Vengono con me sia per soldi, sia per tirarsi in bocca il mio cazzo che ogni volta prima di un pompino profumo con elisir di violetta.

Addirittura la giovane cassiera di un bar di un paese vicino alla mia città  pur di spompinarmi il cazzo al gusto di violetta perde tutte le volte una giornata di lavoro.

Insomma nonostante l'età non più gagliarda il mio uccello… canta e vola.

Vanni mi guardava fissandomi negli occhi, in silenzio. Provavo nuovamente disagio.

Fu il ragazzo a rompere ogni indugio: "le dice qualcosa il nome di Arturino. Tanti anni fa."

Già Arturino! Il suo è stato uno dei culetti più belli che ho penetrato. Veniva a trovarmi quando sapeva –come facesse a saperlo è stato sempre un mistero per me- che a casa ero solo. Amava essere inculato alla pecorina perché, mi diceva, in quel modo il mio grosso cazzo se lo godeva tutto nel suo didietro. Altre volte, quando sapevamo di avere più tempo a disposizione ci mettevamo nudi sul letto. Lui di sotto, alzava in aria le gambe e per me era come se infilassi il cazzo in una bella figa. Invece era l'arrapante culetto di Arturino. Ricordo l'ultima volta: mi fece una improvvisata. Quando bussò a casa io me la stavo spassando con un bel tipetto gay. Eravamo agli approcci. Non fui capace di impedirgli di entrare ma gli dissi subito che ero in compagnia di un suo rivale. Arturino si intestardì: "lo farai anche con me. Iltuo cazzo può soddisfare un esercito. Così dirari chi ti fa godere di più perché ti lavora meglio."

Entrò in camera da letto e rivolgendosi all'altro mio partener gli disse: "vediamo chi lo fa sborrare di più questo mandrillo." Sfida partita. Eravamo nudi tutti e tre sul lettone. Arturino conosceva i miei punti deboli e posizionatomi pancia sotto cominciò a leccarmi il culo.Lo faceva tanto bene che il mio cazzo si arrittava al massimo L'altro –Benny se non ricordo male- allora fece cambiare posizione mettendomi di taglio-Arturino mi lavorava di lingua il culo e Benny il mio cazzo se lo infilava tutto nell'ano mentre lui si faceva una sega. Stavo per arrivare al piacere e lo dissi ai due culattoni. Si scambiarono di posizione. Un paio di colpi di lingua nelmioculo da parte di Benny e un paio di avanti ed indietro del mio cazzo nel cuol di Arturino e le mie palle sboccarono di liquido. Benny mi strattonò e rigirandomi dalla sua parte simise a succhiarmi dal cazzo quel che ancora c'era di sborra.

Fu una chiavata pazzesca, mai più ripetuta.

Chiesi a Vanni dove fosse finito Arturino

"E' a casa mia.MI ha parlato tantodi lei del suo cazzo giovane. Vogliamo vedere se funziona ancora? Viene con me? Le faremo provare un piacere immenso."

Accettai l'invito. Rividi Arturino. Lo chiavai e chivai anche Vanni. Il mio cazzo aveva funzionato ed aveva fatto sborrare anche loro due quando lo ebbero nel culo.

                                                                  violetta




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