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Pubblicato : 06-02-2009 | Autore : roar69
Categoria : Gay | Totale Visualizzazioni : 15325 | Votazione :


  
roar69

quando vidi entrare in ufficio l'assistende del mio cliente ebbi un attimo di smarrimento, ero un uomo di colore, molto alto e ben messo fisicamente, al pensiero che se avesse voluto provare su di me, il prodotto che gli avrei dovuto vendere, mi spaventa, immagginavo già la sberla di cazzo che avrebbe potuto avere, e con quale forza mi avrebbe sbattuto, le mie paure si rivelarono veritiere, quando disse "non ci resta che provarlo" io "le lascio un paio di campioni, poi mi sa dire, se sono andati bene" lui "no, no intendo provarlo adesso" con voce tremante chiesi" subito? adesso? adesso?" lui "si adessi, se non vuole mi rivolgerò altrove" era un bel ricatto, era come dire, ti faccio l'ordine solo se ti fai scopare da me, mi vidi costretto a cedere, e dissi "va bene, ma fai piano però" lui "pianissimo" quando cominciò a slacciarsi i panataloni mi voltai dall'altra parte, avevo paura a vedere la sberla che sarebbe saltata fuori, quando mi voltai per guardare rimasi di stucco, il suo cazzo era molto più grande di come me l'ero immagginato, il tipo tra le gambe aveva un tronco al posto dell'uccello, era troppo grosso e troppo lungo, un coso come il suo non sarebbe riuscito a entrarmi dentro ed eslamai "ma sei impazzito? non pretenderai che mi prenda nel culo un coso di quelle dimensioni" lui "appunto che dobbiamo provare il lubrificante, se riesce a entrare significa che funziona" gli ribattei "funziona per misure normali, tu hai un cazzo fuori portata, è troppo grosso, non riuscirà ad entrare dentro" lui "proviamoci, il capo ha mandato me proprio per questo motivo, date le mie dimensioni di buchini disponibili a farmi entrare non ne trovo" ci credevo, volevo vedere chi mai sarebbe riuscito a prendersi nel culo un cazzo di quelle dimensioni, gli dissi "proprio nel mio vuoi entrare?" lui "se non provi a prenderlo nel culo l'ordine salta" io "e va bene, proviamoci, ma vedi di fare piano, e prima di spaccarmi il culo dacci almeno una bella leccata" mi spogliai, mi misi a pecorina sul divano, con il culo per aria, il porcone mi allargò le chiappe e cominciò a slapparmi il buchino con la lingua, mmhhhhhh anche quella era lunga e grossa, sembrava un cazzetto, me la leccò per circa una mezz'ora, mi fece godere come un pazzo, poi si alzò senti la sua cappella gonfia strusciarsi sul mio orifizio, la leccata mi aveva rilassato, quello strusciamento, mi mantenne rilassato, anzi il pocone mi aveva fatti venire voglia di essere penetrato, ma non dal suo uccellone, da un cazzo normale, ma in quel momento non volli pensare a cosa sarebbe accaduto al mio buchino, a chi sarebbe dovuto entrare, il tipo cominciò a fare pressione, il mio buchino cominciò a dilatarsi, ma non abbastanza per permettergli di entrare, dissi "non entra è troppo grosso" lui "pazienza abbi pazienza" il buchino smise di dilatarsi, era arrivato al limite, cominciò a farmi male, e dissi "non vedi che più di cosi non si allarga, dai smettila non ne pò più, mi fa male, tiglilo ti prego" lui "ancora un attimo" il porco fece un ultimo tentativo, con un colpo secco di reni, che fece una pressione tale sul mio buco del culo che riuscì ad entrare, urlai per il male, tanto era grosso, sembrava che nel culo mi stava entrando dentro un tronco, il buchino o di quello che ne era rimasto mi bruciava da matti, mi sembrava di aver perso una seconda volta la verginità, forse neanche quando lavevo persa, avevo sentito così tanto male, mentre ansimavo e gemevo per il male, il suo cazzo avanza lentamente cm dopo cm nel mio culo, smise di spingere solo quando giunse alla meta, per fortuna mi diede qualche secondo di tregua, poi cominciò a scoparmi, lentamente, mi scopò parecchi minuti a quel ritmo, lui "mmmhhhhhhh che bello finalmente sono riuscito a mettere un cazzo dentro a un culo" io "proprio nel mio dovevi riuscire a metterlo?" lui "ooohhhhhh si proprio il tuo, è bello caldo e accogliente" il porcone cominciò a muovere il tronco più velocemente, il buco del culo continuava a bruciarmi, era dura abituarsi a un bananone del genere, oramai ero rassegnato, avrei sofferto per tutta la durata della scopata, e date le dimensioni della verga sarebbe stata una sofferenza molto lunga, lo stallone cominciò a strombazzarmi più velocemente la sua verga si muoveva a velocità folle nel mio povero culetto, non vedevo l'ora cheil tipo ragiungesse l'orgasmo, ma la mia speranza fu vana, dovettero passare parecchi minuti prima che lui iniziasse a dare segni di cedimento, e quando venne il momento, il buchino fu chiamato a un super sforzo, perchè la minchia si muoveva velocissima e ogni tanto mi arrivavano delle botte nel culo da togliermi il fiato, finalmente le sue palle erano pronte a scaricarsi, dal suo bastone cominciò a sgorgare lo sperma caldo, l'uomo non la finiva più di sborrare, con un coso così non potevo aspettarmi altro, gli uscì tanta di quella sborra che nel culo non ci stava più e cominciava a colare fuori dal mio buchino, quando ebbe finito di eiaculare, tolse la proboscite dal mio culetto, mentre se lo ripuliva con una salvietta, finalmente fece l'ordine, per festeggiare volle farselo succhiare, la cosa non mi dispiaceva, prendere in bocca un arnese del genere, era eccitante, il pompino in breve produsse i suoi effetti, il suo cazzone cominciò a svegliarsi, sentivo che mi si ingrossava in bocca, lui "mmmmm che bel bocchino" quando ebbe il cazzo completamente in tiro, avevo praticamente la bocca completamente spalancata, tanto il suo coso era grosso, lo succhiai dall'inizio alla fine senza mai staccarmici, lo feci sborrare con la bocca, quando venne come previsto dovetti farmi una bella bevuta di sperma, prima di andarsene volle darmi un'altra ripassata nel culo, accettai solo se mi avrebbe raddoppiato l'ordine, purtroppo lo fece, perciò non mi restava che prendere un'altra volta nel culo il suo tronco, mi sedetti sul bordo del divano, allargai le gambe e me lo feci mettere dentro, la cavalcata durò quasi un'ora, per fortuna questa volta sentii meno male, quando mi lasciò ero talmente stanco che non andai nemmeno a casa, dormii in ufficio sul divano




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