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Pubblicato : 02-10-2017 | Autore : Scorpione
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 646 | Votazione :


  
Scorpione
racconti porno riguardanti incesti, donne mature, situazioni intriganti

La casa dell’amore 2

 

Dopo la chiacchierata con mia moglie Erica, ho incominciato a guardare le donne della famiglia con un occhio diverso.

Una sera di gennaio 2014 mentre eravamo in salotto mia suocera e mia mamma si sedettero di fronte a me e osservandole ho notato che erano due bellissime milf, che se avessi potuto in quel preciso istante me le sarei scopate, niente a che fare con le ragazzine.

Poi ho osservato sia Anna che mia sorella Veronica che allora avevano rispettivamente 24 e 23 anni e avevano una fresca bellezza, ma le due signore mature avevano una marcia in più.

Facendo finta di niente ho domandato chi di loro il mattino successivo mi avrebbe accompagnato nella fattoria del vicino che aveva un toro da vendere, se noi ce lo fossimo accaparrato avremmo potuto usarlo per farle montare le due vacche.

Anna disse che lei il toro lo preferisce a due gambe, mamma disse che aveva da fare, mentre Marika con un sorriso disse:

“Vengo io, di tori me ne intendo a differenza di Anna per me non fa differenza se il toro ha due o quattro gambe, l’importante è che sappia usare il manganello”

Poi rise e quindi mi guardò con uno sguardo da porcella.

“Ok suocera, allora domani mattina alle quattro ci troviamo alla stalla e poi partiamo”

“Paolo, come consigli di vestirmi per recarci alla corrida”

“Marika metti una giacca e una minigonna, magari senza mutandine che così arieggi”

Mezzora dopo eravamo tutti a dormire, io ero nervoso e non riuscivo ad addormentarmi, perché avevo deciso che il giorno dopo avrei tentato di portarmi a letto Marika, tanto con mia moglie erano mesi che non scopavamo più, ed era stata proprio lei a darmi il via libera, l’importante era che fossero donne della nostra famiglia.

La notte dormii poco e mi rigirai nel letto, non disturbai mia moglie, oramai avevamo due camere diverse, anche perché avevamo differenti orari.

Il mattino alle quattro puntuale mia suocera si presentò alla stalla, indossava una giacca e una minigonna, calzava degli stivali con calze corte da uomo, aveva le gambe scoperte, poi si piegò e mi fece osservare la patata pelosa ma senza intimo.

Mi diede un bacio sulla guancia poi disse:
“Amore vado bene così, spero di aver esaudito i tuoi ordini?”

“Certo Marika sei splendida, se non fossi mia suocera ti salterei addosso e invece di andare a contrattare il toro, il toro lo farei io con te!”

“Amore se vuoi fare il toro, io faccio la vacca! Ma ora partiamo che non voglio che le mie figlie mi vedano così agghindata”

“Senti Marika se iniziamo una relazione devi sapere che ti voglio sempre troia e che non me ne frega niente delle tue figlie, ti voglio disponibile in ogni momento e di te voglio tutto. E ultima cosa, non devi essere gelosa delle altre donne che cavalco. In quanto a tua figlia nonché mia moglie, mi ha dato il benestare di trombare ogni donna della famiglia, logicamente devono essere consenzienti, non voglio certo violentarle, ma Anna ad esempio mi sembra che non veda l’ora”

“Paolo sappi che io ti voglio almeno una volta a settimana, sono innamorata di te e non ti rifiuterò niente ma una notte a settimana devi essere mio. Non sono gelosa nemmeno di tua madre, ma a te non voglio rinunciare e da quando è mancato Aldo non ho più scopato e questa astinenza mi pesa non poco, per questo ho cercato di provocarti. In quando a Erica lo sapevo che per lei potevo averti, lei sa quanto io ti desiderassi. Anche quando facevo l’amore con Aldo il mio pensiero era per te”

“Cara  stasera vieni nella mia stanza e faremo l’amore”

Poi cambiammo discorso, quando arrivammo dal vicino scesi solo io, non volevo che vedessero mia suocera vestita come una porca, quel suo atteggiamento da porca doveva essere solo per me.

Comprai il toro, e mi misi d’accordo che me lo avrebbe consegnato la settimana successiva, poi risalii in auto e partimmo per tornare a casa, dopo un paio di chilometri imboccai una strada sterrata, dopo un centinaio di metri mi fermai, mi girai verso mia suocera e cominciai a baciarla, mentre con una mano mi infilavo sotto alla minigonna, arrivando a massaggiale la passerina già bella umida.

“Marika da come c’è l’hai bagnata sembri una verginella, eppure di scopate con tuo marito ne hai fatte”

“Vedi con il marito è una cosa, ma è molto più emozionante e molto più eccitante con un amante, se poi l’amante è tuo genero e per di più ha 20 anni di meno la cosa ti fa bagnare come una troia”

Restammo li un oretta limonando e facendo petting, dopodiché tornammo a casa che erano le 7.30 circa. Marika andò subito nella sua stanza a cambiarsi, nel mentre Anna uscì e mi disse:

“Ho visto mamma correre in casa, non dirmi che le hai mancato di rispetto”

“Anna cosa intendi per mancato di rispetto”

“Non è che l’hai offesa?”

“Se per offesa intendi scoparla, no non c’è stata occasione”

“Non dirmi che tu avendo a disposizione una ragazza giovane come me, preferisci una vecchia come lei”

“Certo e ti dirò di più vorrei avere Marika e Roberta nel letto con me”

“Porco, lo sa Erica che sei un maiale simile?”

“Certo cara, è stata lei a dirmi di scoparmi tutte le donne della famiglia, ma non cercare passere al di fuori”

“Bello, bello e quando pensi che sia il mio turno”

Facendo finta di contare quando fossi disponibile e prendendola per i fondelli dissi:

“Vediamo un po’ prima Marika, poi Roberta, poi Barbara, quindi sarà il turno di Erica, poi Veronica, dopo se non ricordo male se prenotata nuovamente Roberta, dopodiché tre notti con Marika e poi scusa Anna  hai preso il numero se no perdi il posto!”

“Stronzo” Lo sai che ti amo dalla prima volta che ti ho visto”

“Esagerata la prima volta è stata più di 12 anni fa e tu eri ancora una mocciosa”

“Già ma o te o nessuno! Ed ora visto che mia sorella ti ha lasciato libero di scegliere non vuoi che ne approfitti?”

“Ok! Però facciamo per domani o dopodomani, stanotte sono impegnato”

“Ok ciao amore e risparmiati per me”

Nel mentre mi salutava con quell’ultima frase sopraggiunse mia madre che sentendo quelle parole mi chiese:

“Cosa succede con Anna, non vorrai tradire Erica e mandare a monte il tuo matrimonio?”

“No mamma, Erica sa tutto! E’ stata lei, visto che è sempre stanca per il lavoro e non facciamo più l’amore a dirmi che posso fare l’amore con qualunque donna di questa casa, purché non usufruisca delle prestazioni di signore estranee”

“Spero che questo non riguardi ne me ne tua sorella e neanche tua suocera, perché ho visto che occhiate vi date te e Marika, ho anche notato che lei fa di tutto per mettere in mostra la sua mercanzia. Ieri quando hai detto che dovevi andare a trattare il toro e se qualcuna ti accompagnava e stata la prima a proporsi”

“Mamma, sai io per Marika ho perso la testa nello stesso istante che rimasta vedova ed è venuta ad abitare qui”

“Va bene fate cosa volete, siete tuti maggiorenni e vaccinati”

Mamma se ne andò, restai da solo con il mio lavoro, dopo un’ora arrivarono Barbara e Veronica che mi dissero che c’era da raccogliere le uova e loro dovevano andare a Torino per un appuntamento e mi chiesero le chiavi dell’auto.

La sera dopo cena riunii le donne e dissi loro:

“Signore qui c’è da fare una spesa che non si può più rimandare”

“Quale?” rispose Erica.

“Beh bisogna comprare un’altra autovettura, perché una sola per sette persone è troppo poco”

“Hai ragione, però penso che ce n’è vorrebbero due, una grossa tipo SUV e un’utilitaria oltre la tua Audi” disse mia moglie.

“Avete già pensato che tipo preferite, però dovete sapere che i fondi che avevamo io ed Erica sono quasi finiti”

“Come sarebbe” intervenne Roberta.

“Mamma fra l’acquisto e la ristrutturazione abbiamo speso molto, poi l’arredamento dell’agriturismo e dell’alloggio, tutti gli animali e per ultimo il vitto e il vestiario di tutti noi non è rimasto molto, una macchina ci sta, ma per la seconda bisogna aspettare che l’attività incominci a rendere”

“Bene, visto che tutte noi non abbiamo mai messo un centesimo, io dico che le auto le dovremo pagare noi” disse Barbara.

“Giusto!” dissero in coro Marika, Anna, Veronica e Roberta

Anna disse subito:

“Domani chiedo a Federica se ha deciso qualcosa  riguardo all’acquisto del negozio e dell’appartamento”

“Io dico all’avvocato di chiedere un anticipo degli alimenti allo stronzo traditore” disse Barbara.

Marika disse:

“Faccio un assegno per l’importo di una delle due auto”

“Domani telefono in banca è do mandato di vendere delle azioni che posseggo” disse Veronica e mamma aggiunse:

“Andiamo in banca e ti firmo la procura per attingere dal mio conto”

La notte passò con Marika che venne nella mia stanza e per prima cosa mi fece un pompino favoloso, poi volle che la scopassi a fondo e dopo avermi fatto una spagnola ricominciammo  a scopare.

Nel mentre scopavamo mi disse che il marito la scopava e la faceva godere ma aveva un cazzo che era più piccolo del mio, mi chiese se sapevo quanto era lungo e grosso.

Alla mia risposta negativa, prima di darmi una bella leccata al cazzo si alzò, andò in cucina e prese un metro da sarta, quando tornò lo misurò. Poi tutta felice disse:

“23 cm di lunghezza e 8 di circonferenza, questo è un signor cazzo, e io non voglio più rinunciarci, scopati tutte le donne che vuoi, ma devo essere io la tua amante ufficiale”

“Certo amore, sei meglio di tua figlia, fai delle pompe sublimi e scopi come la peggior puttana da strada, ma sei una signora nel vero senso della parola, però la prossima volta voglio il tuo magnifico culetto”

“Sai amore mio per quanto riguarda il buchino che ti piace tanto devi sapere che è ancora inviolato”

Il mattino giunse che eravamo ancora una nelle braccia dell’altro, soddisfatti della notte appena trascorsa.

Ci alzammo e andammo in cucina a far colazione, nella fretta Marika non si mise le mutandine e il reggiseno e il seno libero fuoriusciva dalla vestaglia, nel mentre sopraggiunse mia mamma.

Roberta vedendo Marika così succinta ed euforica disse:

“Nottata di fuoco?”

“Si ho cavalcato tutta la notte con tuo figlio e non voglio più rinunciarci”

“Porci, almeno non fatelo così apertamente” disse mamma.

“Senti Roberta ormai anche tu sei una donna matura e visto che vedova anche tu perché non provi il cazzone di tuo figlio, una volta ogni tanto ti toglie quella punta di acidità che hai ogni volta che qualcuno nomina Paolo” le disse Marika.

“Tu sei tutta scema! Lo sai come si chiama quello che mi vuoi far fare? Si chiama incesto”

“No cara si chiama scopare, godere” replicò mia suocera.

“Mamma incesto è una parola grossa, in questo caso sarebbe amore tra due persone che si amano”

“Si caro io ti amo tanto, ma come una madre ama un figlio”

Quindi rabbuiata se ne andò.

La sera cenammo tutti insieme , Anna  si sedette difronte a me, mentre cenavamo

posizionò il piede sul pacco e incominciò a strofinarlo, in modo da eccitarmi. Finito di cenare disse a tutti che era stanca e andava a letto, poi mi sussurrò in un orecchio:

“Fra un po’ ti aspetto nella mia stanza, se non vieni sappi che verrò io nella tua. Stanotte non mi scappi sei mio e di nessun altra”

Quella notte la passai con Anna nel suo letto, scopammo a più non posso, nelle poche pause Anna si impegnava in pompini, ma si capiva benissimo che aveva bisogno di molta pratica, pertanto con molta pazienza le spigai come fare, la volontà non le mancava.

Trombammo fino all’alba, dopo scendemmo per colazione, incontrammo mia mamma e mia suocera che ci osservarono, poi mia mamma disse:

“Altra nottata sfrenata!”

“Si! Sapessi che libidine” risposi.

“Ti sei risparmiato un po’ per me” disse mia suocera.

Le lanciai un occhiata, poi mi avvicinai a Roberta e le sussurrai:

“Quando vuoi, per te sarò sempre libero, sai come mi piacerebbe visto che sei ancora giovane, metterti incinta ed avere un figlio tuo”

“Sei un bastardo, vorresti non solo possedermi, ma pure ingravidarmi!”

“Beh tu e Marika siete due donne stupende, chiunque vi conosca non potrebbe desiderare altro”

“Allora rivolgiti a quella troia che non vede l’ora che tu ti strofini su lei”

“Beh mi ha promesso che il suo culetto vergine sarà mio, perciò penso che se gli chiedo un figlio non mi dirà di no”

La chiacchierata finì li, mamma andò in cucina per preparare il pranzo, io andai nella stalla ad occuparmi degli animali e mia suocera andò a parlare con Erica.

Pranzammo tutti insieme, poi il pomeriggio ognuno si dedicò ai suoi compiti, la sera ci trovammo tutti insieme per cena, osservai le donne e vidi Anna con un viso rilassato dopo la notte precedente, Erica al solito distratta e assorta nei suoi pensieri, Barbara triste e pensierosa, immagino per via della separazione, Veronica sorridente e ciarliera, mia mamma come al solo frettolosa e osservandola meglio anche preoccupata, penso par la confidenza del mattino, mentre mia suocera seduta vicino a me, aveva messo una mano nelle mie mutande muovendola come per segarmi, sorridendo sussurrò:

“Amore scopa bene mia figlia?”

“Beh ti dirò dopo otto anni di matrimonio a parte ultimamente non mi posso lamentare!”

“Sciocchino non parlavo di Erica, ma di Anna”

“Cara Marika come vuoi che lo sappia”

“Amore son vecchia e ma non scema, la notte passata volevo venire da te, ma quando sono arrivata alla soglia della sua porta ho sentito la voce la voce di Anna che ti chiedeva di insegnarle a fere i pompini e come si doveva fare una spagnola”

 “Beh certo non ha la tua bravura, tu sei insuperabile, penso che solo mamma forse potrebbe tenerti testa”

“Perché vorresti scoparti anche tua madre!”

“Certo se fosse possibile, sai che bello alternavi a letto e magari avervi tutte due insieme, poi il massimo sarebbe vedervi tutte e due in stato interessante”

“Ehi porcellino, che possiamo venire a letto con te tutte due e magari fare un bel trio può anche andare, ma per quanto riguarda farmi mettere incinta da te, non se ne parla!”

“Non se ne parla , perché non vuoi restare incinta di me o di nessuno?”

“Se volessi avere ancora un figlio, tu saresti l’unico con cui lo farei, ma ho già avuto tre figlie e non voglio un altro bebè”

“Va bene, ne riparleremo, magari stanotte quando mi concederai la tua verginità!”

“Paolo e tua mamma cosa ne pensa? Le hai già parlato del tuo progetto?”

“Si glielo accennato stamattina dopo colazione, ma era ritrosa. Comunque penso che anche lei è mesi che non assaggia un cazzo, l’importante sia portarla a letto una prima volta poi sarà lei a non volerne più fare a meno”

“Hai ragione ad un cazzo come il tuo è difficile rinunciare, però aspetta domani che questa notte sono di turno io”

Finito di parlare Marika ha finito la sega e io sono venuto nella sua mano, che lei a estratto dalle mutande e poi con non curanza si è leccata tutta la crema sotto gli occhi attenti di mamma.

Verso le nove ci siamo alzati da tavola e mamma avvicinandosi mi diede un bacio vicino all’orecchio e mi disse.

“Porco, adesso anche di fronte a me fai le tue porcherie con quella vecchia!”

“Mamma non chiamarla vecchia, ricordati che hai un anno più di lei, poi te lo già detto, le porcherie come le chiami tu, più che davanti a te, mi piacerebbe farle con te”

“Te lo già detto, non voglio andare a letto con mio figlio, perciò non insistere”

Passò tutta l’estate,  le scopate notturne settimanali continuarono con una alternanza di tre sere con Marika e una o due con Anna.

Anna dopo la prima volta imparò a fare i pompini e le spagnole, dopo un mesetto circa mi concesse il culo, che sfondai sverginandoglielo. Finito di sverginare il culo le dissi:

“Anna, perché non mi hai detto che eri vergine nel secondo canale?”
“Perché volevo che fossi tu il primo e unico, anche per quanto riguarda la figa è successo una sola volta con un mio compagno di scuola, ma non poteva durare, perché volevo e voglio solo te”

Nei primi giorni di giugno Anna non si sentì bene, aveva vomiti e nausee, andò dal medico che costatò la sua gravidanza, quando tornò a casa era euforica, perché sarebbe stata la prima ad avere un figlio mio, ma terrorizzata di doverlo dire alla sorella.

Le presi la mano e le dissi:

“Cosa ti preoccupa che sei euforica e triste nello stesso momento?”

“La cosa che mi fa gioire e che ho nostro figlio in grembo, ma mi terrorizza doverlo comunicare a tua moglie”

“Vieni andiamo subito da Erica e le diamo la lieta notizia”

Cercammo mia moglie per le stanze della casa, quando la trovammo, le dicemmo che dovevamo dirle una cosa. Erica ci guardò poi con tono irato disse:

“Voi due non vorrete mica abbandonare la casa e andare a vivere altrove?”

“No Erica, è solo che io sono incinta!” disse Anna.

“Che bella notizia e chi è il padre?”

“Beh non è di sicuro lo spirito santo, ma come ben sai io ho rapporti settimanali con Paolo”

“Bene, e cosa vuoi da me, Anna?”

“Niente solo che accetti che metta al mondo il figlio di Paolo”

“Certo, ho già detto a Paolo che l’importante è che non cerchi donne fuori dalla famiglia poi tutto va bene”

La sera comunicammo a tutte le altre donne che Anna era incinta e il figlio era mio.

La notte la passai con Anna, la mattina successiva Marika incazzata nera non mi degnò di uno sguardo, fece l’offesa per tutto il giorno, tanto che non pensavo venisse a letto con me la notte successiva, invece a mezzanotte si presentò nella mia stanza che sembrava un troione, indossava calze autoreggenti sovrastate da un guepiere tutto rigorosamente nero, cosa che mi fa eccitare molto.

Si sdraiò accanto a me, ma non volle fare l’amore, disse:

“Voglio solo parlare con te stanotte”

“Allora perché sei venuta così sexy e arrapante?”

“Per farti vedere cosa ti perderai in futuro!”

“Come sarebbe a dire?”

“Certamente con una moglie e un amante incinta, non avrai più tempo per una vecchia come me!”

A quel punto m’incazzai, presi Marika di peso, la portai su di me e con forza le tolsi la guepiere, le strappai le calze e la presi con violenza, la penetrai in figa e la scopai per più di un’ora, poi quando mi calmai le dissi:

“Marika, io desidero sempre un figlio tuo, e poi tu sai che sei la mia donna”

“Cosa vuoi dire con la mia donna?”

“Che se non fossi sposato con tua figlia, avrei già divorziato e sposato te, sei la mia donna ideale, solo perché viviamo insieme e  mia moglie mi ha lasciato libero di scopare in famiglia, non ho lasciato Erica”

“Amore tieni così tanto a me che non vedo l’ora che mi ingravidi e non solo voglio darti un figlio, ma quanti riesco a partorirne fin che sono feconda, non m’importa se ingravidi tutte le mie figlie, tua sorella e tua madre, in questo momento ho capito che sono l’unica donna che ami”

Chiarite le cose con mia suocera, mi sono dedicato a sedurre Veronica mia sorella, dopo la chiacchierata che avemmo una mattina di fine giugno, nella stalla mentre mungevamo la vacche, chiesi a Veronica che fine avesse fatto il suo ragazzo inglese.

“Sai Paolo, Martin era un bel ragazzo, ma aveva dei problemi”

“Che problemi poteva mai avere?”

“Beh certo non è facile da dire, ma sappi che per prima cosa era impotente, non riusciva ad avere un’erezione e le poche volte che le capitava era un coniglio, due o tre pompate e veniva, io ho bisogno di un toro non di un coniglio”

“E gli altri problemi?”

“Ho sempre avuto un amore non corrisposto, lui non si è mai accorto di me, solo qualche strusciatina causale o qualche palpatina scherzosa, ma niente di più, io facevo il confronto tra i due e Martin usciva sempre perdente”

“Certo che se ne sei innamorata potresti contattarlo e vedere e se può nascere qualcosa”

“Paolo sai si tratta di un uomo sposato, che ha almeno un’amante, di cui quella che so è addirittura incinta”

“E’ questo che ti frena? Tu vuoi lui o un marito?”

“Sai anche se fosse libero non potrebbe sposarmi”

“E perché mai?”

“Vedi tra me e lui c’è di mezzo una parentela molto stretta, penso che anche mamma sarebbe contraria”

“Mamma è contraria anche che io sono sposato con Erica e ho come amante Anna e Marika”

“Di Anna lo saputo dopo la notizia del bebè, in quanto a Marika lo sospettavo dagli sguardi che vi lanciavate”

“Bene, adesso mi vuoi dire chi è l’uomo che non si accorge di te?”

“Paolo devi arrivarci da solo!”

La cosa finì in quel momento, per tutta la giornata pensai a chi potesse essere l’uomo che non si era accorto di mia sorella, bella ragazza mediterranea.

A fine giornata incrociai mia madre e le chiesi se lei fosse al corrente della cosa, ma anche lei non sapeva nulla.

A cena Veronica si sedette di fronte a me che avevo accanto a destra Anna e a sinistra mia moglie, di fianco a Veronica c’era Marika a destra e Barbara a sinistra, mentre mamma era seduta vicino a Erica. Ad un certo ho sentito un piede che strofinava sul mio pube, dal contatto ho sentito che indossava calze in nylon, un abitudine di mia suocera e pertanto con un sorriso cercavo di far capire a Marika che non era il caso in quel momento di masturbarmi, ma capii che non era lei quando disse guardandomi in modo interrogativo:

“Scusate , ma devo andare in bagno, se no me la faccio nelle mutande”   

Si alzò, ma il piede restò al suo posto. Il piede non poteva essere di Barbara, visto che era ancora presa dal tradimento del marito e sicuramente non cercava una relazione con un uomo già sposato e con un’amante. Aveva anche detto ad Anna che lei non avrebbe mai accettato di dividere un uomo con un’altra donna. Pertanto il piedino birichino non poteva che essere di mia sorella Veronica. Facendo finta di niente con la mano scesi a toccare il piede, con le dita le solleticai la pianta del piede, a questo punto Veronica ebbe uno scatto dovuto al solletico, mamma  subito chiese:

“Veronica cosa ti succede?”

“Niente mamma, solo un crampo”

Dopo cena dissi a Veronica che la mattina dopo l’aspettavo nella stalla per parlare.

La notte mi scopai Marika, che ormai non vedeva l’ora di restare incinta, come la figlia Anna. Le notti che trascorrevo con mia suocera erano piene di sesso, non si dormiva che mezzora. Il mattino mi recai nella stalla, dove trovai mia sorella, era uno spettacolo, indossava stivali in pelle sopra il ginocchio con calze nera in raso, dei pantaloncini corti, una maglietta scollata dove si vedeva il seno di 5° misura.

Mi abbracciò e baciò, poi mi disse :

“Mamma è venuta nella mia stanza, voleva sapere chi era l’uomo della mia vita. Io non volevo dirglielo, ma lei mi ha detto che avevate parlato e sapeva tutto, non mi avrebbe ostacolato l’importante era che fossi contenta, però dovevo sapere che quando si divide un uomo con altre, la gelosia bisogna accantonarla, che anche lei da quando è mancato papà,  ha un altro amore, ma siccome è gelosa non vuole dividerlo con la moglie ci ha rinunciato. Dopo questa confessione di mamma, non ho resistito e le ho detto che l’uomo che mi fa andar fuori di testa ogni volta che gli sono vicina sei tu!”

“Chissà mamma come è rimasta”

“Beh non l’ha presa così male, mi ha detto solo di pensarci bene, che se ti voglio e tu sei d’accordo lei non si oppone, ma dobbiamo essere sicuri di quel che facciamo, perché dai nostri rapporti potrebbe succedere quello che è successo tra te e Anna cioè un figlio”

Veronica io ti ho sempre trovato bella, ma non ho mai osato perché sei mia sorella, comunque se sei disposta a essere una delle mie donne, quando avremo rapporti sessuali, anche se non mi piace indosserò un profilattico”

“No Paolo! Voglio scopare con te in libertà, e poi anch’io voglio un figlio da te come Anna”

“Mamma lo sa che vuoi un figlio da me? E poi chi sarebbe l’amore di mamma?”

“Non so chi sia l’amore di mamma, perché quando glielo chiesto non ha risposto, in quanto al figlio con te, io uso il motto femminista anni 60/70 cioè, la figa è mia e la gestisco io”

“Sappi Veronica che sono lusingato da quello che mi hai detto, ma io anche se avrò una relazione con te, non rinuncerò alle altre donne e in quanto a mamma se riuscirò, vorrò avere anche lei, non mi interessa se ha un altro amore, mi interessa solamente portarmela a letto e nel caso renderla nuovamente madre. Mamma e Marika sono le donne che più mi attizzano, anche perché le donne mature mi hanno sempre attirato e eccitato in maniera spropositata, ora da quando Roberta è vedova non vedo più in lei una mamma, ma una donna calda e affamata di sesso e ritrosa per timore”

“Paolo sono talmente presa da te che accetto tutto, il dividerti con le altre, che anche mamma faccia parte delle donne che ti trombi, che resti incinta e ci dia un fratello, l’importante è che io diventi tua e che mi impregni”

 

 

 




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