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Pubblicato : 21-07-2009 | Autore : marco.1956
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 18746 | Votazione :

  
marco.1956
incesto

Non me lo sarei proprio aspettato! E ho esitato se questa mia esperienza andava inserita tra l'incesto o i tradimenti.
Lei, Francesca, è la moglie del fratello di mia moglie, perciò non sono certo che si tratti proprio di incesto.
Comunque è stato molto bello, anche perchè inaspettato.
Quando Francesca iniziò a frequentare mio cognato era ancora una diciottenne, mio cognato ha quasi dieci anni più di lei, ma io ne ho quasi venti di più. Approfittò della mia professione di professore per chiedermi alcune lezioni private che le feci con piacere: è una ragazza simpatica e allegra, ha un bel carattere generoso e aperto e mostrava per me una specie di rispetto molto devoto per la mia cultura che lei riteneva insuperabile; ma era solo il frutto di un paragone troppo facile con i suoi docenti, obiettivamente poco preparati.
Durante queste lezioni le fornivo spiegazioni, le dettavo appunti, le indicavo suggerimenti preziosi per l'imminente esame di stato. Restava meravigliata e sorpresa per la quantità di conoscenze che le offrivo da imparare e premiava quella mia disponibilità con un affetto e una tenerezza che trovavo ingenua e pulita, vista la considerevole differenza di età. Si appoggiava spesso con le sue enormi tette alle mie braccia e alle mie spalle. Mi baciava con forte pressione delle labbra sulle guance all'inizio e alla fine delle lezioni, facendomi sentire spesso anche il peso delle tette sul mio petto; mi sforzavo di dare poco valore a questi episodi, ritenendoli una deviazione della mia età di quarantenne di fronte alla freschezza dei suoi vent'anni.
Dopo qualche anno si sposarono, non ci furono altre occasioni di tentazione, anche se spesso andandola a trovare a casa sua mi capitava che mi concedesse la vista di qualche spezzone della sua nudità; ma tutto sembrava senza malizia.
Alla nascita del primo figlio volle che lo battezzassimo io e mia moglie: era un privilegio che ci concedevano a fronte dei nonni che avrebbero voluto farlo.
I rapporti divennero più stretti, ma niente di più. Ogni tanto mi capitava, al mare o in occasioni di vacanza vissute insieme, di essere attratto dal suo corpo, fresco, giovane, pieno di salute e con due tette da sballo e un culo ancora più interessante.
Di recente ci è capitato spesso di pranzare assieme e ho notato che il suo sguardo incrociandosi col mio volesse esprimere una certa complicità: forse intuiva, ora che era più smaliziata ed esperiente, che mi era sempre piaciuta.
Una sera di qualche mese fa eravamo in casa della suocera; oltre a Francesca c'erano la suocera, mio cognato, mia moglie  
e io. Erano tutti seduti attorno al tavolo rotondo, solo io sostavo in piedi appoggiato al mobile, da dove ammiravo eccitato la sua scollatura che esibiva per abitudine con una certa generosità. Alzò gli occhi e comprese la mia particolare attenzione verso di lei, non si scompose per non far capire niente agli altri, ma mi sorrise maliziosamente offrendomi di sedere nell'unica sedia libera accanto a lei. Mi mossi verso quella sedia mentre seduta di traverso con il gomito appoggiato alla spalliera mi ostacolava il passaggio. Nel passare però il mio pene che per l'eccitazione era quasi completamente duro sfiorò il suo gomito, lei non si ritrasse e per verificare la sua intenzione sostai un pò in quella posizione; spinse ancora di più il suo gomito contro il cazzo per accertarsi dell'eccitazione che mi aveva provocato. Poi mi disse con finta ingenuità: riesci a passare ? Dissi di sì e mi accomodai subito nella sedia accanto a lei per timore che anche gli altri si accorgessero del mio stato di eccitazione.
Poco dopo durante la chiacchierata anche lei si girò da quella posizione e accostò lentamente le sue gambe alle mie: un'ampia tovaglia ricadente ai lati impediva di vedere cosa avveniva sotto: fu una sottile tortura, tirò fuori il suo piede dal sandalo che indossava e l'appoggiò sul mio, lo strusciava con lentezza e garbo. L'eccitazione era salita a mille, ero molto sorpreso e contento che avesse scoperto che mi aveva sempre eccitato. Non si accontentò della provocazione che non poteva sfociare in nessun atto in quelle condizioni, ma allungò il suo braccio destro verso le mie cosce e per un solo attimo strinse rapidamente la sua mano sul mio cazzo rigido e quasi pronto ad esplodere per la situazione morbosa che si era creata. Esibì un rapido sorriso di soddisfazione e quando mia moglie annunciò di dover andare, Francesca si girò di nuovo  di traverso per cogliere rapidamente ancora una volta la durezza del mio cazzo; lo fece, mentre io mi spostavo molto lentamente per allungare il piacere dello struscìo. Quando all'ingresso dovevamo salutarci, approfittò della distrazione contemporanea di suocera, marito e cognata per salutarmi col solito bacio, anzi non fu proprio il solito, perchè mi baciò sulla bocca, anche se rapidamente. Rimasi allibito, arrossii non di vergogna, ma di sorpresa, ma ero felice ed eccitatissimo.
La notte non riuscii a dormire pur avendo scopato con gran soddisfazione con mia moglie su cui scaricai un'eccitazione eccezionale: avrete capito che pensavo di avere Francesca sotto i colpi del mio cazzo. Per tutto il resto della notte pensai a come concretizzare quei primi approcci in una vera scopata liberatoria. Tenni caldo il suo interesse telefonandole in ufficio con le scuse più diverse, cosa che faceva anche lei e poco alla volta i nostri dialoghi si fecero più allusivi.
Un giorno durante una di questa telefonate mi informò quasi per caso che suo marito sarebbe partito nel primo pomeriggio e sarebbe tornato solo a tarda serata, mentre il figlio avrebbe passato il pomeriggio dagli amici che lo avevano invitato anche per la cena: diceva che si sarebbe annoiata da sola per un lungo pomeriggio. Colsi al volo l'occasione e senza anticiparle nulla mi presentai a casa sua con una scusa, mi accolse in casa senza mostrare alcuna meraviglia e convinta di aver fatto un bel lavoro di persuasione indiretta.
Mi fece accomodare e mi chiese cosa avrei gradito; ancora in piedi guardandola con due occhi che dovettero spogliarla nuda perchè lessi il suo imbarazzo, le dissi: TE. Adesso te lo preparo, mi disse, avviandosi in cucina; la fermai per un braccio e le dissi, stringendola a me: ma che hai capito, è proprio te che voglio e la baciai ardentemente sulla bocca. Si strinse ai miei fianchi e aprì avidamente le sue labbra per accogliere la mia lingua che cercava la sua; la trovò e furono felici di incontrarsi e toccarsi in un turbinio che indicava un antico desiderio prossimo a realizzarsi. Le carezzai i seni, la mia insana passione di sempre e ne sentii irrigidirsi i capezzoli. Volli allora scoprirli liberandoli dalla shirt, balzarono fuori ballando violentemente
 sulle mie mani e sul suo torace, mi inginocchiai stringendole ginocchia, cosce e salendo su su fino ai glutei che strinsi con forza incontrollata. Finalmente, sospirai: quanto ti ho desiderata. Non saresti qui se non ti avessi desiderato anch'io.
Mi sorprendevano quelle sue aprole, ma mentre ci spogliavamo, mi confidò che suo marito da più di un anno mostrava scarso interesse per il sesso. Si era curato per emicranie frequenti e di incerta origine e aveva affrontato alcuni periodi di depressione; ma non avrei mai immaginato che vi fosse stata coinvolta anche la sua attività sessuale.
Ci ritrovammo interamente nudi, mi prese per mano e mi trascinò verso la camera da letto; mi spinse sul letto e piegandosi sul mio bacino, quasi parlasse al mio cazzo, disse: ora vedremo cosa sai fare ! Lo baciò, lo leccò lungamente, ne palpava con le labbra ogni movimento e ogni tensione; cresceva sempre più sotto le sue sollecitazioni; non la ritenevo capace di un pompino e il suo viso piccolo mi sembrava incapace di ingoiarlo interamente in bocca. Rivelò invece insospettate doti di abilità, lo fece scivolare indirizzandolo lateralmente e praticamente facendolo scomparire del tutto, mentre le sue labbra si posavano delicatamente sulla mia peluria. Lo tirò fuori solo dopo averlo bagnato di saliva oltre che dell'umore che mi provocava
il suo pompino. Ammirò per un pò la mia discreta peluria sul tronco e sul petto, la lisciò con mani ardenti di fuoco, strinse le ossa esterne del mio bacino e si pose a cavalcioni sul mio cazzo che prontamnete sistemò sotto la sua fica che grondava di abbondanti umori che tenevano bagnata tutta la peluria circostante. Penetrare nella sua fica fu un gioco da ragazzi, ma non
per questo meno gradevole. Il cazzo saliva e discendeva esplorando attentamente tutti centimetri dei suoi tessuti interni che vibravano ai colpi che simultaneamente provocavamo; la sua vagina con studiati moti muscolari si stringeva in un forte abbraccio al mio cazzo, ne faceva sentire ancor di più la pressione e il gonfiore.
Dal basso caricavo con colpi sempre più forti e violenti, altrettanto faceva lei ballando sul cazzo che in un impeto finale non riusciva a sborrare perchè premeva sul fondo dell'utero, forse non abbastanza lungo; lo ritrassi appena un pò e scaricai un'incredibile quantità di sborra, si piegò per coglierla meglio, gemette: ancora.. ancora... sfondami.. questa fica ti ha sempre segretamente desiderato e tu non capivi. Era la scoperta di un nuovo mondo: la mia cognatina, meno che quarantenne aveva preferito il cazzo di un quasi sessantenne: era la rinascita della mia seconda età.    
     



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