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I giorni successivi furono noiosi; Ada si fece vedere solo poche volte, il tempo appena di un drink e mostrava di non gradire le domande insistenti sul "restauro" di Maria, la verginella. Il suo silenzio accendeva ancor di più i cazzeggiamenti degli amici: qualcuna pensava, tra il serio e il faceto, che le impedivano di uscire dal centro estetico per timore di perdere potenziali clienti, altri si confermavano nel dubbio che Maria fosse diventata l'amante di Ada.
Il segreto continuò ad essere tale ancora per otto/dieci giorni, finchè un giorno verso l'ora di pranzo mi chiamò al cellulare Ada per chiedermi se ero disposto a presentarmi al centro estetico alle sedici. Dissi di sì, ma volevo capire qualcosa di più; mi rispose semplicemente che dovevo fidarmi di lei, che mi aveva scelto come la persona più credibile e fidata del gruppo e che infine avrei potuto trovare l'esperienza molto interessante. Mi raccomandò solo di presentarmi a suo nome e mi avrebbero detto cosa fare. Il segreto accentuò la mia curiosità, alle sedici fui puntualissimo. Un signore mi fece entrare e poi accomodare in una saletta piuttosto piccola dove erano presenti solo un lettino per massaggi, una sedia, uno stelo appendiabiti e un piccolo pensile a vetri con creme e oli per massaggi. Nella parete più lunga era presente un vetro da dove vedevo un'altra sala molto più grande, dotata di due lettini per massaggi, diverse sedie, un attaccapanni alla parete e un armadio di medie dimensioni, anch'esso pieno di creme, oli, guanti per massaggi; erano presenti anche due apparecchiature
elettromedicali. Una ragazza in camice bianco entrò dopo di me e mi diede delle brevi istruzioni: quel vetro alla parete dall'altra parte era uno specchio e ciò mi avrebbe consentito di vedere non visto ciò che sarebbe avvenuto nell'altra sala. Dovevo solo non avvicinarmi troppo al vetro, né fare rumori; avremmo potuto sentire tutto ciò che avveniva nell'altra sala grazie ad un sistemo di cimici. Solo la stima e l'amicizia con Ada mi avevano assicurato quel privilegio, ma mi fece giurare di non farne parole con nessuno. Ovviamente confermai il mio silenzio, spinto ancor di più dalla curiosità che mi stava divorando dentro.
Poco dopo entrarono nella sala due massaggiatori, un uomo e una donna, molto giovani e dietro di loro c'erano Ada che indossava solo un perizoma, rigorosamente di pizzo e Maria, che invece indossava slip e reggiseno; entrambe indossavano tacchi a spillo che facevano risaltare le loro fattezze. I miei occhi erano interessati soprattutto dal corpo di Maria che mi sembrava di scoprire nuovo e molto più bello di come l'avessi immaginato: il suo incedere era elegante e sensuale, le spalle dritte e il seno, anche se piccolo era sodo e ben appuntito, si scorgeva la prominenza dei capezzoli pure dal reggiseno.
Si sedettereo sui due lettini: Ada distendendosi a pancia in giù offriva il posteriore quasi interamente nudo al massaggiatore che l'avrebbe curata. Maria era un pò impacciata, chiese timidamente di rimanere con slip e reggiseno addosso. La ragazza la convinse che non poteva lavorare sulla tonificazione dei muscoli pettorali con il reggiseno addosso e chiese che si togliesse anche lo slip per favorire i massaggi sui glutei. Riuscì a convincerla solo di togliere il reggiseno, anche dopo un'occhiata di Ada che la invitò a non forzare. Anche Maria si distese a pancia in giù e si copriva continuamente i seni per la presenza dell'altro massaggiatore. Presto cominciarono le operazioni di massaggio; ma capii subito che direzione avrebbero preso: quelli dell'uomo miravano quasi direttamente a provocare eccitazione al corpo stupendo di Ada, forse abituata a quel tipo di trattamenti. La ragazza invece cominciò con movimenti più regolari, ma delicati e intensi. Presto i due corpi cominciarono a brillare degli oli di cui bagnavano continuamente le mani. Partita dalle piante dei piedi, la ragazza salì a poco a poco su caviglie, polpacci e cosce; i suoi movimenti erano lenti e studiati, tendevano a distendere i muscoli e a preparare Maria a massaggi ben più intensi. Sulle cosce avanzava con molta lentezza, ripetendo movimenti verticali con ambedue le mani; si spostava sul fianco sinistro e modellando le mani oleate sulle cosce tendeva ad allargarle, poi ripeteva gli stessi gesti sull'altra coscia. Solo quando vide che le gambe di Maria si erano lievemente e spontaneamente allargate rispetto alla posizione di chiusura iniziale, tornò dietro i suoi piedi e riprese quel movimento verticale dal basso verso l'alto con le due mani aperte e quando arrivava vicino al pube tendeva i pollici delle sue lunghe mani a sfiorare la zona pubica. Era un lavoro lento e certosino per scacciare le resistenze mentali e fisiche di Maria; ma la sua abilità e la sua cocciutaggine ebbero la meglio su Maria.
Il suo corpo splendeva dei colori ambrati dell'olio e delle creme, i muscoli erano ormai rilassati e i movimenti più spinti cominciavano a produrre i primi effetti. Ogni tanto Maria muoveva incosciamente il ginocchio o la coscia come reazione istintiva ad un sottile piacere, anche le mani abbandonate lungo i fianchi si agitavano in piccoli movimenti incosci. La ragazza insitette ancora con qualche "perquisizione" più intima e solo quando fu sicura del fatto suo, bisbigliò all'orecchio di Maria: ora devo proprio toglierlo lo slip, mi impedisce di lavorare come dovrei. Maria non rispose e la ragazza con molta delicatezza fece scivolare lo slip che posò sul ripiano sottostante il lettino: ora anche Maria era completamente nuda: il suo culetto, anch'esso piccolo, rivelava una dote ignota sotto il vestiaro, che non era sicuramente la dote migliore di Maria.
I massaggi si fecero più intraprendenti, sui glutei faceva scivolare le mani con moti circolari, dall'interno verso l'esterno e dal basso verso l'alto per migliorare ancor di più la prominenza di quel ben di Dio. Quando le sue mani coprivano i glutei mi preparavo al movimento successivo: un allargamento degli stessi verso l'esterno e la visione di un buchetto che sembrava cominciare a partecipare al piacere. Con mano esperta la ragazza ne approfittava per brevi titillamenti dell'orifizio che rispondeva con moti impercettibili, ma molto espressivi. Spesso la ragazza allungava le mani alternativamente a cercare la peluria della fica, che intravedevo e con i medi ne solleticava le grandi labbra. La pelle del corpo di Maria si accaponava accompagnata dai soliti movimenti istintivi, segno di un'irrequietezza interiore.
Quando le sembrò che ormai Maria era sulla strada del non ritorno, la ragazza le bisbigliò all'orecchio che doveva girarsi per lavorare su pettorali e addominali; non se lo fece ripetere e, girandosi offrì anche a me lo spettacolo sorprendente della sua nudità. La peluria della fica era nella parte centrale bagnata; la ragazza colse l'occasione per aumentare la voglia inconsapevole di piacere di Maria; le disse che doveva coprirle gli occhi per non ricevere danni dai raggi della macchina che avrebbe adoperata come azione di sostegno alla tonificazione dei pettorali. Le pose delicatamente un panno di garza piegato in più veli sugli occhi, finse di accendere la macchina e con un cenno indicò al ragazzo, che trastullava la fica e il culo di Ada con slinguazzate sconce e molto spinte, di avvicinarsi. Lo fece silenziosamente e dopo aver bene oleate le mani massaggiò i seni che conteneva all'interno del palmo, stuzzicava quasi per caso i capezzoli che reagirono immediatamente ergendosi ancor più di quanto non facessero sotto il reggiseno.Allargò le sue mani verso l'esterno accompagnando il movimento dei seni verso l'interno e verso l'alto. Scese sullo stomaco dove alleggerì il peso dei massaggi per riprendere con più forza sul basso ventre, sfiorava sempre la peluria che era diventata più nera perchè completamente fradicia. Usava sicuramente più forza nei suoi massaggi e mi riusciva difficile credere che Maria non avesse capito del "cambio di mani". Forse fingeva per continuare un gioco che cominciava a piacerle moltissimo e che le avrebbe riservato di lì a poco piaceri ancora maggiori.....
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