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Pubblicato : 20-01-2010 | Autore : scopodonnexsetteore
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni : 1912 | Votazione :

  
scopodonnexsetteore
Credo che dal nick si capisca subito e posso aggiungere di non essere una bufala. I miei racconti, anche se pochi, trattano tutte di esperienze reali.

Dopo una sigaretta (brutto vizio ma quando ci vuole ci vuole, specie dopo l'amore) riprendemmo a stuzzicarci a vicenda baciandoci e leccandoci e con una donna così non ci volle molto a riprendermi, aveva la fica fradicia di umori, la stesi e con un colpo solo la inforcai..Un ahhhh di goduria usci dalle sue labbra. Presi ad andare avanti ed indietro sempre più a fondo. Contrariamente alle mie aspettative aveva una fica strettissima ma non ci misi molto ad allargarla...mi calzava come un guanto, sembrava fatta su misura e ad ogni colpo spingevo un pò di più, facilitato anche dai suoi umori, ad ogni affondo notavo smorfie di dolore..."ti faccio male?" le chiesi "Un pò, ma continua ti prego...mi piace...mi riempi bene..." ripresi a stantuffare, le sue tettone ballavano sotto i miei colpi...iniziò a gridare "spingi...spingi...lo voglio tutto....fammi godere". Mi misi le sue gambe sulle mie spalle e ad ogni affondo sentivo la mia cappella forzarle l'utero, andai avanti per un tempo che mi sembrò interminabile e con un urlo strozzato dalla mia bocca ebbe un altro orgasmo. Non le diedi tregua, neanche il tempo di rilassarsi che me la girai a pecorina. Da dietro la penetravo veramente a fondo, con la sinistra le tiravo leggermente i capelli e con la destra le pastrugnavo le tette...me la scopai con vigore. Lei era tutto un susseguirsi di orgasmi..il buco del culo palpitava al ritmo delle contrazioni della sua fica. Le presi le braccia con le mani in modo che non avesse possibilità di nessun appoggio e continuai a scoparmela...era un lago, le lenzuola erano zuppe dei suoi umori. Le chiesi se era protetta...lei non rispondeva presa dagli orgasmi...ripetei la domanda "Sei protetta? "Guarda che stò venendo?..."Non me ne frega niente...continua...voglio la tua sborra dentro di me" e con un urlo liberatorio venni..."SIIII...dammi la tua crema...è bellissimo....mi riempi tutta...Oh Dio che bello...Voglio essere la tua zoccola....sfondami...scopami..." Alla fine mi accasciai su di lei privo di forze per l'intenso orgasmo. Si era fatta ora di pranzo e decidemmo per un pasto veloce per non perdere tempo. Un pezzo di pizza, una coca, tanto per ritemprarci e risalimmo in camera. Voracemente mi toccava dappertutto, mi baciò e me lo succhiò di nuovo fino a farlo diventare di marmo, mi venne sopra e iniziò la danza dell'amore che solo le donne più appassionate sanno fare..Muoveva il bacino con il  mio cazzo conficcato dentro, ora con movimenti circolari, ora su e giù, ora avanti e indietro. I suoi umori mi bagnavano la pancia erano talmente tanti che spesso il cazzo usciva e lei con una smorfia di disappunto se lo rificcava dentro. Con le piante dei piedi sul materasso iniziò un lento su e giù, movimento che accelerava man mano che l'orgasmo si avvicinava. Un urlo liberatorio mi fece capire che era venuta, ma non si fermò, continuò la sua danza...gli orgasmi si susseguivano e li mi resi conto di avere a che fare con una multiorgasmica...Non le bastava mai, il suo viso era stravolto, iniziai a pizzicarle il clitoride finchè anche io me ne venni. Rimase sopra di me abbracciata per un tempo che mi parve interminabile, i respiri rallentarono...Mi disse: "Bellissimo....e chi ti molla più...", le dissi che dovevo riprendere il treno dopo un pò per tornare a casa. "Scherzi?...tu stanotte resti qui mio ospite...Io vado a casa e domattina presto vengo a darti il buongiorno". Telefonai a casa, inventai una balla con mia moglie e così feci. (fine seconda parte)



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    Racconto a Caso
Autore : roar69
erano passati 10 giorni dalla ripassata che mi avevano fatto i sindacalisti, e il mio buchino era ancora fuori uso, in quelle condizioni, era difficile fare buoni affari, avevo bisogno di più tempo i 2 mesi che mi avevano dato quei erano troppo pochi, così presi una decisione, li convocai di nuovo per vedere se riuscivo a guadagnare qualche altro mese, accettarono d'incontrarmi il giorno stesso, arrivarono nel mio ufficio verso le 18,00

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