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Pubblicato : 20-09-2011 | Autore : givon
Categoria : Tradimenti | Totale Visualizzazioni : 8978 | Votazione :


  
givon

Leggo l'email arrivate ieri e trovo quella di Agostino. Agostino ai tempi del liceo era il mio miglior compagno, tra di noi c'era una intesa che non avevamo bisogno di dirci le cose per coprirci a vicenda con i nostri genitori o ragazze. Ora erano anni che non ci sentivamo, si trovava in città e mi disse che doveva parlarmi di lavoro l'indomani a pranzo.
Mi presento all'appuntamento e lui viene con una ragazza, non era uno dei suoi soliti pezzi da 90, ma aveva un certo fascino, non troppo alta ne appariscente, notai solo in lei un po' di amarezza. Presentazioni fatte, subito passò al sodo: aveva bisogno di un socio per un affare da migliaia di euro, si doveva fidare, per cui pensò a me pur sapendo che non avevo il capitale, ma ci avrebbe pensato lui, aveva bisogno di me solo sulla carta... Sapevo che era entrato in un grosso giro d'affari, tanto e vero che il resto della compagnia cominciava a diffidare di lui. Io no, non potevo, lo conoscevo troppo bene e sapevo che aveva bisogno veramente di me, così come avevo intuito che con Grazia (la ragazza che era con lui) qualcosa non andava. Accettai, tanto non avevo nulla da perdere, e ci recammo a mangiare. Per tutto il pranzo Agostino stette al telefono, una ventina di telefonate d'affari... ad ogni squillo notavo Grazia che sbuffava, poi abbassava la testa nel piatto e continuava a mangiare... Se disse 2 parole fu pure assai... che palle un panino da solo sarebbe stato più eccitante. Dopo una delle sue telefonate Agostino si alzò e disse: "poi accompagnarla tu, io ho da fare" ci saluto e andò. Il gesto di Grazia fu evidentissimo, praticamente lo mando a cagare. Dopo pranzo offrì un caffè alla ragazza in un bar della zona che conosco. Solo davanti a quella tazzina fumante lei si lasciò andare in qualche discorso: "vedi, sono due anni che sto con lui ed è sempre la stessa storia, sai quante volte sono dovuta rientrare da sola in taxi o con qualcuno dei suoi amici... sempre al telefono, anche quelle poche volte che riusciamo a stare in intimità". "Scusa se mi intrometto, lui è un mio carissimo amico, ma perchè non lo molli?" "Non posso, io faccio parte di un suo affare, se lo mollo o lui mi lascia, mio padre non lo finanzia più, lui non ha nulla, solo la bravura del suo lavoro, mio padre ha i soldi ma non capisce un cazzo di economia, ed io... sono la loro..." e scoppiò a piangere. "Ho 20 anni, sto con lui da quando ne avevo 18, ho perso le mie amicizie, i miei divertimenti, sempre pranzi e cene di rappresentanza... mai una volta al cinema, in pizzeria con le amiche, week-end in montagna... le mie amiche si divertono tutte, io no. Ma tu non sembri come lui, ti prego non farti coinvolgere..." dicendo questo mi accarezzo una guancia fissandomi negli occhi. La sua bocca di fronte a me era una tentazione troppo forte, mi avvicinai e la baciai sfiorandole leggermente le labbra, poi mi alzai la presi per mano e la portai alla macchina. Non dissi nulla fin sotto casa mia, non so perchè la portai lì, ma mi fermai e la feci scendere. Lei mi seguiva nel silenzio, come se tutto quello se lo aspettasse. Salimmo sopra e ci recammo in camera da letto, la feci sedere e pian piano la spogliai. Quando fu completamente nuda la feci stendere e cominciai ad accarezzare quel corpo che adesso mi sembrava celestiale. Con gli occhi chiusi credo incominciò a rilassarsi e a capire che per lei finalmente qualcosa stesse cambiando. Dopo un'oretta di coccole si addormentò ed io me ne andai in cucina a finire il lavoro al pc. Passarono un paio d'ore, io ero talmente preso che non ci feci caso che lei si era svegliata, aveva indossato una mia camicia e si era seduta vicino a me. "Grazie", rimasi sorpreso dalla gentilezza con cui si rivolse a me, si alzò e mi diede un bacio sulla guancia, poi restò in piedi dietro di me massaggiandomi le spalle mentre finivo la relazione. "Finito!, ti va di andare a mangiare una pizza stasera?" Mi abbracciò e mi diede un altro bacio. La portai nella più antica pizzeria della città, poi le chiesi che genere di film le piacessero (che palle, sentimentali...) e la portai al cinema. Sinceramente... mentre lei sgranocchiava i pop-corn io mi addormentai, lei se ne accorse ma non disse nulla, poggiò la testa sulla mia spalla e continuò a vedersi il film. Uscimmo all'una di notte dal cinema e le chiesi dove potevo accompagnarla, ma mi disse che voleva farsi un giro sul lungomare... erano anni che non girava di notte per la città. L'aria era freschetta, così stette tutto il tempo stretta a me... Mi ricordai quando io avevo 20 anni (oggi ne ho 30) e ci portavo le ragazzine a spasso sul lungo mare. Non poteva mancare quello che ti vendeva la rosa... 5 euro per un misero fiorellino che subito appassirà... però Grazie ne aveva bisogno, poi il vacchietto che ti fa l'istantanea... ok, seduti sul muretto con il castello alle spalle e la luna che si specchia sul mare... 3,2,1, cheese... smack ecco che in contemporanea al flash Grazia mi da un bacio... Insomma sembraamo proprio due fidanzatini, invece lei, 10 anni più piccola di me era la compagna del mio migliore amico che mi stava pure offrendo un affare d'oro... La cosa bella è che ancora non avevo idea in cosa mi stavo andando a ficcare.
Tornammo a casa mia, ormai sembrava aver dimenticato i due anni passati con Agostino, stavolta fu lei ad accompagnarmi in camera, mi tolse la camicia e cominciò ad accarezzarmi tutto il corpo, il petto, la schiena, il viso. Di tanto in tanto mi baciava sulla bocca, sulle braccia... Ci lasciammo andare in un bacio appassionato in cui le nostre lingue si cercavano, sentivo il suo respiro entrarmi nei polmoni, la sua saliva dissetarmi, insomma stava proprio cominciando a lasciarsi andare... Non mollando la presa incominciò a cercare la cintura dei pantaloni per sbottonarli, giù la cerniera ed ecco che con il palmo della sua mano comincia a massaggiarmi il cazzo ancora stretto negli slip, ma pronto per uscirne fuori con violenza. Stesso accarezandolo mi fece calare gli slip e come un uccello esce dalla gabbia così il mio pene venne fuori... se lo ritrovò in mano e sempre baciandomi cominciò a masturbarlo. Non potevo stare fermo lì, dovevo ricambiare quel gesto, così le poggiai la mano sul ginocchio e pian piano mi intrufolai sotto il suo vestitino, arrivato alle cosce stavo per accarezzarla sotto, ma lei strinse le gambe bloccando la salita della mia mano... però continuava a baciarmi e non diceva nulla. Con il pollice ancora libero dalla sua presa cominciai ad accarezzarla con insistenza sulla coscia sperando che mollasse, ma nulla. Allora con la mano libera partii dalla spalla e scesi lungo il braccio fino a stringerle la mano che mi stava masturbando, le feci mollare la presa e la stesi sul letto, solo così fu costretta ad aprire le gambe e a lasciarmi libera la mano, così potetti salire fino alle sue mutandine e sfilargliele. Avevo già visto nel pomeriggio il suo bel pelo, ma adesso lo potevo toccare, accarezzare con le dita, ma non ero contento, volevo gustarmi il sapore di quella fighetta fresca che avevo davanti a me, alzai la testa, le lanciai uno sguardo come a dire "vedrai che resterai contenta di ciò che sto per farti" e mi rivolsi alla sua bernarda. cominciai a baciarla, proprio come se fosse una bocca, con la lingua cominciai a penetrarla, esplorando la sua femminilità. Non resistette a lungo che venne in un orgasmo che la fece tremare tutta. Si aggrappò al mio cazzo bello in tiro e se lo porto alla bocca... Non nego che mi fece un po' di male per come lo succhiava forte, forse stesso per il piacere che le avevo procurato. Mentre lo succhiava si fermò e disse "lo voglio dentro e voglio che vieni con tutta la passione che stai dimostrando"... In altre circostanze non me lo sarei fatto ripetere due volte, ma riempirla con il mio sperma... Capì la mia titubanza, ma non mi dovevo preoccupare, aveva appena avuto le sue cose, quindi non era in un periodo fecondo... Con molta prudenza mi portai su di lei, poggiandole il cazzo sul ventre, stesso lei con le mani lo condusse all'ingresso della sua fighetta bella bagnata... era tanto lubrificata che entrai con molta facilità. Il mio movimento era accompagnato dal rumore che le sue pareti umide facevano intorno alla mia mazza... Venni con un getto potente che mi disse si sentì bruciare tutta dentro... "Fino a ieri quando l'ho fatto con quel cornuto mi sono sentita un oggetto del suo desiderio, mi prendeva, si metteva il preservativo, mi penetrava, tum tum, veniva senza che me ne accorgessi ed usciva soddisfatto! oggi tu hai tirato fuori il mio essere donna, per la prima volta ho avuto un orgasmo con un uomo, ho toccato con mano e bocca un cazzo, ho sentito la carne di un uomo dentro di me, ho provato l'ebbrezza di una sborrata calda sulle pareti della mia figa, ma la cosa bella è stata che tutto ciò è avvenuto dopo una serata passata insieme e non solo per la voglia di fare sesso, ma proprio per la voglia di essere apprezzata sia come donna da amare che come femmina da scopare"
Non vi dico che gli affari con Agostino andarono una meraviglia. In un paio d'anni misi da parte un bel po' di denaro, ma la cosa fantastica è che quel denaro lo usai per tirare fuori Grazia da quella situazione. Riuscii a sganciarmi da lui, presi con me Grazia che non ebbe più paura di affrontare il padre... cazzi loro i loro affari... e andammo a vivere insieme.
Mi dispiace mio migliore amico, ma tu stesso insegni: "davanti ai soldi e alle donne non si guarda in faccia a nulla" Stavolta hai proprio sbagliato a fidarti di me.


p.s. nomi di persone sono di pura fantasia, i fatti no



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