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Pubblicato : 22-07-2010 |
Autore : Tentationem
Categoria : Etero | Totale Visualizzazioni
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Non avevo ancora trenta anni. In quei mesi non avevo impegni sentimentali. Ed era bellissimo. Vivevo la mia vita con una leggerezza che non ricordavo. Tutte le sere una mostra, un cinema, una festa, una cena. Avevo riallacciato i rapporti con un mio vecchio gruppo di amici e mi divertivo tantissimo e, nello stesso tempo, non mi mancavano le occasioni per scopate “di passaggio”.
Una sera eravamo stati invitati da un nostro amico ad una mostra di fotografia sul tema dell'esoterismo. Lui esponeva con alcune sue foto davvero particolari. Arrivammo alla mostra verso le nove di sera e già c'erano diverse persone di ogni età. Cominciammo a guardare le foto e, incontrandoci, scambiavamo opinioni ironiche ora su questa ora su quell'altra foto. Erano davvero visioni strane di realtà a me sconosciute. L'allestimento della mostra, richiamava le atmosfere esotiche del sud est asiatico e bruciatori sparsi in qua in là inondavano i locali di profumi strani.
Rimasi un po' di tempo da solo di fronte ad un gruppo di foto che mi avevano colpito in particolar modo. Sembravano foto scattate a fiamme libere. Erano un qualcosa di ipnotico (almeno per me). Mentre stavo lì inebetito mi si avvicino al fianco una donna sulla quarantina, mora con occhi neri profondamente truccati, vestita come una figlia dei fiori.
“Cosa ti trasmettono queste immagini?” mi chiese a bruciapelo.
“Mi hanno ipnotizzato. Il fuoco mi fa sempre questo effetto.” - risposi
“Dammi le tue mani.” - e me le prese tra le sue chiudendo gli occhi. Stette in silenzio per qualche secondo trattenendomi. Ebbe come un brivido e poi mi disse: “Hai un energia davvero particolare. E' raro sentire flussi così intensi di energia”. Ok....pensai...è una sciroccata...ah ah ah. Senza dirle niente cominciò a dire cose sul mio conto che effettivamente corrispondevano al vero. Mi fece un profilo psicologico ed esistenziale davvero impressionante. E aveva azzeccato quasi tutto. Rimasi un po' impressionato con le mie mani tra le sue. Quando le lascio notai che i palmi delle mani erano arrossati e sentivo un forte calore sprigionarsi addosso. Che cazzo era successo? Come era apparsa, intanto, se ne era andata. E mi aveva lasciato lì di fronte a quelle foto, con quel calore addosso a chiedermi cosa fosse successo. Intanto due mie amici mi si erano avvicinati e mi prendevano per il culo per la “conquista” della “babbiona sciroccata”. Chiesi loro chi fosse. Uno dei due mi rispose che era la curatrice della mostra, una che aveva girato mezzo mondo e che si era dedicata alla cultura indiana, esoterica...etc. Insomma, per come la vedevo io, una sciroccata!!! Lasciai fare la cosa e ci dirigemmo al buffet. Ne approfittammo mangiando e soprattutto bevendo. Feci il pieno di ottimo prosecco. Giravo col bicchiere in mano per la mostra quando di nuovo la strana donna mi si riavvicinò. “Voglio studiare il tuo io che anche tu non conosci...vuoi?”. Rimasi perplesso, ma per educazione non negai la possibilità. “Alle undici la mostra chiude. Aspettami.” E detto questo, sicura della mia risposta positiva, se ne andò a parlare con altre persone. Mi ricongiunsi ai miei amici, a cui non era sfuggita la scena. Ovviamente, quando raccontai che mi voleva “studiare”...esplosero in in una risata clamorosa. Non sapevo davvero cosa fare ed ero un po' imbarazzato nei loro confronti. Mi sarebbe scocciato molto che si fosse saputo in giro di questa cosa. Alla fine presi la decisione di fregarmene e provare anche questa avventura. La gente se ne stava andando dalla mostra e anche i miei amici, fra mille battute e risate, se ne andarono. Lei mi raggiunse e mi invitò a seguirla. Abitava vicino alla sede della mostra. Ci arrivammo a piedi e, durante la breve camminata, mi espose la visione di non so chi e che cosa sull'energia vitale e bla bla bla. Io probabilmente avevo solo voglia di scoparmela. Entrammo nella sua casa tutta arredata in stile asiatico...etnico...con profumi intensi che mi davano un po' di fastidio. Preparò una tisana stomachevole con erbe prese da sacchetti diversi. L'effetto dell'assunzione di quella brodaglia fu quello di una rilassatezza totale. Ci accomodammo in un angolo della stanza dove per terra erano piazzati tappeti e cuscini. Le luci erano bassissime e il silenzio totale. Mi invitò a sedermi in una certa maniera di fronte a lei e cominciare a respirare ad occhi chiusi in maniera molto profonda. Avremmo dovuto, come sosteneva, riuscire a percepire l'energia dell'altro senza guardarci, senza toccarci. Mi stavo addormentando, forse avevo sbagliato ad accettare. Mi chiese di mettermi a torso nudo, lei avrebbe fatto altrettanto. Ora comincia il bello, sperai. Nonostante fosse più anziana di me aveva un bel seno fino a quel momento nascosto dal vestito etnico che indossava. “Ti imbarazza se ci mettiamo entrambi nudi?” mi chiese a bruciapelo. Non feci neanche finire la frase che mi ero già tolto tutto e in un buon stato di eccitazione (eh eh eh) mi presentai davanti a lei...nuda. Era davvero affascinante. Il mio primo istinto fu quello di avvicinarmi e di cercare il contatto...ed invece mi fece nuovamente sedere nella maniera di prima davanti a lei. Da un barattolo lì vicino prelevò con le dita una sorta di pappina marrone (bleah) che puzzava a distanza. Mi richiamò al silenzio e alla concentrazione meditativa. Con le dita impregnate di quella roba cominciò a toccarmi il petto e il corpo in punti specifici. Quella crema dall'odore nauseabondo bruciava la pelle...anche se, dopo pochi istanti diventava come una sensazione di “pressione”...come se le sue dita fossero ancora lì a premere nel punto. Mi chiese di ricambiare l'operazione, indicandomi con precisione dove applicare la crema e su quanto premere. Silenzio di nuovo, occhi chiusi, odori strani. Dopo un breve periodo di “meditazione”, dove il mio uccello non intendeva calare, mi chiese di ripetere i suoi gesti. Mano sinistra sulla fronte, sfiorare gli occhi chiusi dell'altro, scendere leggermente con le dita dal centro del viso al centro del petto, premere con un dito, rimanere in posizione, con entrambe le mani individuare i capezzoli del partner (che belle tette sode che aveva!!!), scendere sui fianchi fino all'altezza del bacino (mi faceva il solletico e risi...lei rimase concentrata ed indifferente). Con entrambe i palmi aperti correre fino al centro della pancia, poco sopra la zona X, concentrandosi sprigionare l'energia in tale punto. Rimanemmo in quella posizione un bel pezzo. Sentii una fiammata di calore dove aveva le mani...e anche le mie mani si surriscaldarono esageratamente. A quel punto dovevamo inspirare profondamente e, mantenendo la gamba sinistra accoccolata, stendere la destra vicino al corpo dell'altro. In questa maniera i nostri organi genitali vennero a contatto. Aggiustando leggermente la seduta, come mi consigliò lei stessa, avvenne la penetrazione. Dovevamo a quel punto mantenere la schiena e la testa più eretti possibili ed respirare profondamente ad occhi sempre chiusi. Devo dire la verità. Nonostante lo avessi infilato in maniera profonda dentro la sua fica, tutte quelle manovre e quella immobilità, non mi facevano neanche percepire che in fondo stavo scopando. Iniziò allora una danza di lentissimi movimenti, miei e suoi, fatta di spostamenti leggeri, allungamenti e torsioni. Il tutto senza mai toglierlo dalla fica. Ma non ci pensavo neanche più al mio uccello. Era duro come un legno e quasi completamente anestetizzato alle sensazioni gradevolissime che quella donna mi stava facendo provare. Non so quanto tempo passò. Tanto. Non un lamento, non un gemito né da parte sua né da parte mia. Stavamo danzando attaccati in un continuo contatto totale. “Adesso” - disse con molta serenità - “è giunto il momento che la nostra energia si fonda”. Vuoi che venga? Pensavo. “Libera però la tua mente dai pensieri che stai facendo” - come se mi avesse letto nel pensiero. Sentii come un fuoco addosso, contrazioni mai provate e sentii anche il suo corpo irrigidirsi all'inverosimile. Ci fu l'orgasmo completo e totale di entrambi. All'unisono. Mentre venivo provai istintivamente a comportarmi come sempre. Ma lei, con semplici gesti, mi obbligò all'immobilità e al silenzio. Non so quanto durò il godimento. Certo che una cosa così non l'avevo (e non la ho mai più) provata. Finito il tutto aprimmo gli occhi. Io mi sentii come rinato, come se mi fossi riposato per ore. Lei, sempre seriamente parlando (che palle però!!!) mi spiegò tutto quello che avevamo fatto e quello che era successo e mi fece bere ancora quella terribile tisana. Tutto molto bello. Però...che palle!!! Se voleva scopare non poteva dirmelo subito??? In fondo scopare all'occidentale mi dà molte più soddisfazioni. |
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Racconto a Caso |
Autore : genero
Un rapporto insolito con la suocera |
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