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Pubblicato : 14-02-2011 | Autore : marco.1956
Categoria : Scambio Coppia | Totale Visualizzazioni : 5929 | Votazione :


  
marco.1956
incesto

Sento l'obbligo di dover dire che ormai il tittolo dato a questi racconti è incompleto: la cornuta non è più mia moglie, semmai tutti i protagonisti di questi incontri. Forse però non lo è nessuno dei quattro perchè siamo coppie libere che cercano nuove esperienze tant'è che quest'ultimo episodio ed eventuali altri sento che devo inserirli nella categoria SCAMBIO COPPIA.
Appena una settimana dopo l'ultimo incontro Sofia ci invitò nuovamnete a cena da lei, promettendoci nuove sorprese per le quali ci preparavamo bene e la sola attesa era già motivo di nuova eccitazione. Intanto con Rita i rapporti erano diventati sempre più ricchi e soddisfacenti: ero felice delle sue nuove aperture, non ero affatto preso da stupide gelosie, ma avevo soddisfatto la mia fame di sesso ed ero sempre più curioso di nuove esperienze, che trovavo sempre più esaltanti e coinvolgenti.
Andammo a casa di Sofia senza confidarci il modo di prepararci alle sorprese che  ci avrebbe fatto trovare Sofia; conoscendola bene, ero sicuro che ci avrebbe sorpreso ancora una volta: era un vero vulcano di idee.
Sofia e Roberto avevano fatto preparare una cena a base solo di piatti freddi: tartine salate, pesce crudo e carne cruda: Trovammo però presenze estranee in casa che ci crearono qualche disagio: apparecchiavano e portavano le pietanze a tavola due ragazzi neri, un maschio e una femmina, vestiti solo di un piccolo grembiule bianco che faceva grande contrasto sul colore della loro carnagione e copriva appena gli organi genitali. Sia io che Rita palesammo una certa preoccupazione ma Sofia ci rassicurò dicendo che erano di assoluta fiducia, che non capivamo una sola parola della nostra lingua e che avrebbero partecipato ai nostri giochi solo se sia io che Rita lo avessimo accettato o richiesto.
Anche se non del tutto convinti restammo in attesa delle sorprese di Sofia. Cenammo in modo leggero, ma le pietanze avevano strani e languidi sapori, bevemmo al solito tanto dell'ottimo vino di Roberto e appena finito, mentre i ragazzi neri si accomodavano in cucina per i lavori, Sofia disse che eravamo pronti per fare il gioco della verità che la volta precedente non aveva voluto fare perchè aveva temuto qualche resistenza da parte mia o di Rita. Ci chiese di sistemarci a terra sul tappeto in assoluta libertà, liberi da qualsiasi condizionamento esterno o d'abbigliamento. 
Per rendere più chiaro il suo messaggio Sofia tolse la sua camicetta attillata di seta e mostrò il suo abbondante e popposo seno; anche Roberto scoprì il suo torace da palestrato. Io e Rita mostrammo qualche perplessità nello spogliarci per la presenza in casa dei due ragazzi neri. Sofia ci lasciò liberi, rassicurandoci però che non c'era motivo di preoccuparsi. Sofia diede inizio al gioco fissando le regole:
1. Ognuno di noi a turno avrebbe fatto girare una delle tante bottiglie di vino francese che avevamo bevuto; colui o colei verso cui sarebbe stato rivolto il collo della bottiglia doveva rispondere in assoluta verità alle domande fatte dagli altri.
2. Dovevano fare domande, una ciascuna, solo gli amici e non il rispettivo coniuge che non doveva commentare o entrare in gioco.
3. Alla fine di ogni domanda il sorteggiato doveva togliere un capo di abbigliamento.
4. Non c'era alcun limite di privacy: era legittimo chiedere di tutto. Sola regola per il sorteggiato rispondere con assoluta verità.
Sul rispetto di queste semplici regole avrebbe vigilato Sofia che, conoscendoci, avrebbe vigilato sulla consegna  della verità.
Per primo fu sorteggiato dalla bottiglia Roberto e per primo gli chiesi se avesse mai avuto esperienze omosessuali. Confidò con franchezza che ai tempi dell'università divideva la camera  della casa dello studente con un altro ragazzo. Tutto era sempre filato con serenità e senza particolari disturbi. Una sera però, non riuscendo a prender sonno si mise a  leggere un romanzo erotico che gli aveva prestato il suo compagno di stanza. La lettura gli aveva dato un forte stato di eccitazione e invece di conciliargli il sonno, glielo aveva tolto. Quando rientrò dal cinema il compagno di stanza, osservò i suoi movimenti, scambiarono qualche parola e quando entrò in bagno per la doccia riprese la lettura. Sentivo lo scroscio dell'acqua, confessò Roberto, ero molto eccitato per la lettura che mi inchiodava ad una gran fame di sesso e immaginavo il corpo dell'amico in doccia. Quando rientrò avvolto nel piccolo telo cinto al bacino notai subito che anche lui era in uno stato d'eccitazione. L'unica luce della camera era il mio abatajour, finsi di essermi appisolato e osservai i suoi movimenti non visto perchè mi dava le spalle. Si spogliò con una certa indolenza e lentezza; i miei occhi furono attirati dalla perfezione delle sue natiche e dalla muscolosità delle sue cosce: un vero capolavoro ! Con le mutande in mano fece un mezzo giro verso di me e vidi il suo membro gigantesco ergersi su una zona pubica interamente priva di peli. Fui sorpreso e fingendo di essermi risvegliato dal momentaneo torpore gli chiesi se si radeva. Mi rispose di sì e gli feci i miei complimenti per i sicuri grandi successi che aveva avuto molto probabilmnete con le ragazze. Mi confessò che ne aveva più o meno come gli altri, ma guardandomi negli occhi e sfidando la mia curiosità mi disse anche che non disdegava i ragazzi. Nel confessarmi questo suo segreto si avvicinò verso il mio letto, lasciò cadere le mutande a terra e mi chiese se volevo soddisfare una curiosità nuova. Non risposi, ma vedendo il suo libro che avevo letto avidamente, fece una mossa a sorpresa: fece volar via il mio lenzuolo, scoprì che giacevo nudo e con una verga rigida. E' il momento migliore per soddisfare una sete di sesso, mi disse. Non ci vede nessuno, possiamo divertirci. Ero attirato ma avevo paura; mi disse che dovevo fidarmi e mi avrebbe lasciato libero di scegliere liberamente la parte attiva o passiva nel rapporto. Non mi diede tempo di chiarirmni le idee ed entrò nel mio letto facendomi sentire il calore della sua recente doccia. MI coprì di baci come una ragazza assetata di sesso; immobile sembravo non reagire se non fosse stato per il pene che divenatva sempre più grosso e lucido sul glande. Appena sentì il mio umore sul suo corpo si calò giù a torturare di baci il basso ventre e il cazzo che baciò delicatamente, leccò dolcemente e succhiò avidamente. Ogni succhiata era come un togliere energie dal mio corpo che passavano al suo; lasciava riposare la bocca che riempiva del turgore del mio cazzo solo per suggerirmi dolcissime e sensuali parole di passione. Ero stordito, godevo senza rendermi conto della novità finchè eiaculai nella sua bocca che ingoiò con goduria la mia sborra. Quando si riprese, mi confessò che era felice perchè avevo soddisfatto un suo desiderio, vivo da quando c'eravamo conosciuti. Ci lavammo e ritornammo a letto, stavolta nel suo dove con rinnovata passione mi possedette per una goduria che non avrei più conosciuto sino a qualche giorno fa. Aveva alluso alla sodomizzazione a cui l'avevo sottoposto alla prima cena in casa loro descritta nell'episodio precedente LA MAGNIFICA CORNUTA 4. Tutti  risero maliziosamente e io non provai alcuna vergogna.
La continuazione del gioco era ancora all'inizio e avrebbe rivelato nuove sconvolgenti sorprese anche per me, ma ne riparlerò nel prossimo episodio.....



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