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Ci fu qualche momento di pausa dopo lo spogliarello di Roberto imposto dal gioco; anch'io lo osservavo e mi spiegavo le ragioni delle sue esperienze omosessuali: aveva un corpo e un viso in cui eranno presenti fattezze femminili, anche se era dotato di un cazzo di tutto rispetto, forse un pò troppo tozzo, grosso e corto, ma così ricco di nervature esterne da costituire una singolarità che poteva suscitare interesse e curiosità. Certo a mia moglie era piaciuto parecchio e infatti anche ora se lo mangiava con gli occhi e mostrava anche nell'espressione del viso tenerezza e compassione per la traumatica esperienza omosessuale subìta e raccontata da Roberto. C'era un'altra spettatrice che si mostrava interessata: la ragazza nera, dopo aver sistemato i piatti nella lavastoviglie dalla cucina si stava godendo lo spettacolo, vista solo da me per la posizione che occupavo nel cerchio formato sul tappeto da noi quattro.
Si passò quindi al secondo giro della bottiglia e la sorteggiata per il gioco della verità fu Rita; la notizia fu accolta con entusiasmo sia da Roberto che da Sofia che avevano l'obbligo d'interrogarla. Rita inoltre per il suo carattere schivo era quella che provocava maggiore curiosità e il suo recente cambiamento nel rapportarsi con gli altri aveva fortemente sorpreso i miei amici, oltre che me.
Roberto cominciò per primo voglioso di sapere molto di più da Rita; "quale è stata la tua prima esperienza sessuale che ti ha lasciato il segno?" fu la sua domanda.
Ci fu un attimo di silenzio imbarazzante, Rita taceva, mi guardava con la coda dell'occhio, quasi temendo un mio giudizio. Intervenne Sofia a rassicurarla; "non temere, le disse, è un gioco a cui abbiamo partecipato tutti in libertà e in piena consapevolezza, Gianni è una persona aperta e intelligente, anche se racconterai cose che neppure lui conosce, non si arrabbierà".
Rassicurata dalle parole e dall'esperienza di Sofia che era la vera regista dei nostri giochi, Rita iniziò a raccontare la sua esperienza.
"Sapete che provengo da una famiglia molto religiosa, quasi bigotta. La mia educazione fu molto severa e mi era quasi impedito di frequentare e conoscere maschi, di cui mi insegnarono a diffidare". Nessuno commentava le sue parole per non toglierle il coraggio di liberarsi di un peso e tutti, compreso me, eravamo molto curiosi di conoscere la sua educazione sessuale.
"Le mie compagne d'infanzia e preadolescenza erano solo femmine; raramente si parlava tra noi dei maschi e le sole cose che capivo era che erano molto diversi da noi e avevano tra le gambe un cilindro di carne grande e grosso. Ne ridevo perchè mi sembravano fantasie di bambini; l'unica esperienza che avevo vista con i miei occhi era il pisellino di mio fratello minore che era tuttaltro che grande.
Crescendo, le mie amiche mi isolavano perchè diffidavano della mia ritrosia che sembrava ai loro occhi superbia.
Un mio cugino carnale poco più grande di me invece mi rivolgeva qualche attenzione e cortesia, ma niente di più. Questa mia prima esperienza sessuale avvenne a sorpresa, quando una domenica i miei furono invitati a pranzo dai suoi genitori. Avevo da poco compiuto 18 anni e praticamente non sapevo ancora niente del sesso. Il pranzo si svolse in allegria, almeno per gli adulti che bevevano e mangiavano in abbondanza. Sia io che mio cugino ci annoiavamo un pò; al momento dei dolci che non piacevano a nessuno dei due, lui mi propose di andare nella sua stanza per giocare con la play station. Chiedemmo il permesso e ci allontanammo nella sua stanzetta.
Alle pareti la stanza era piena di poster di cantanti e calciatori, erano la sua passione; accese il televisore e cominciammo a giocare. Dopo un pò, siccome il gioco non mi attraeva granchè, gli chiesi di smettere e gli proposi di vedere qualche film. Esitò un pò, poi mi accontentò.
Inserì una cassetta nel video registratore, si alzò per assicurarsi che la porta fosse chiusa bene e tornò a sedersi accanto a me sul letto.
Dopo pochi minuti capii che il film era di quelli per soli maschi: corpi nudi di donne si offrivano alla nostra vista, si abbracciavano con uomini che esibivano uccelli enormi. Mi impressionai un pò e lo pregai di toglierlo; mi disse di aspettare perchè sicuramente mi sarebbe piaciuto; bastava solo immedesimarsi. Poco dopo al ripetersi di altre scene di sesso, mio cugino cominciò ad arrossire, smaniava e si toccava proprio sulla patta dei pantaloni. Vedevo che gli si era gonfiata la zona e senza curarsi di me, abbassò la cerniera e liberò un uccello gigantesco.
Ne ebbi quasi paura, ma mi rassicurò dicendo che era naturale eccitarsi davanti a quello spettacolo di donne nude e che anch'io avrei dovuto eccitarmi vedendo tanti cazzi duri sul video. Gli confessai che non ero affatto eccitata e che trovavo tutto un pò buffo".
"Perchè non lo hai mai provato, mi disse lui. E mentre diceva queste parole, mi prese la mano e la portò sul suo cazzo: era caldissimo, duro e morbido al tempo stesso. Lo guardavo e mi sembrava che stesse per scoppiare, quasi come un vulcano pronto ad eruttare. Intuì la mia sensazione e mi invitò a baciarlo, non volevo, ma mi supplicò dicendo che sarebbe stato male. Glielo baciai delicatamente e altrettanto delicatamente mi carezzò i capelli e le spalle; poi mi spinse leggermente verso il pavimento, allargò le gambe e mi sistemò in ginocchio davanti a lui:"dai, leccamelo, succhiamelo, di sicuro ti piacerà". Ero affascinata da quell'organo che mi sembrava proprio il simbolo dell'energia e della vita; lui mi aiutava con le mani dietro la mia nuca e poco alla volta cercava di infilarlo sempre più nella mia bocca. Mi permetteva di prendere il respiro ogni tanto, ma vedendomi tornare sul suo cazzo spontaneamente, era felice e mi diceva:"vedi, avevo ragione, ero sicuro che ti sarebbe piaciuto; non è bellissimo ?" E mentre diceva queste parole con una mano cercava di entrare sotto la mia gonna per esplorare la mia gattina. Strinsi le gambe per impedirglielo, ma lui era più forte di me e più risoluto... e poi, continuando a succhiarglielo, non mi rendevo conto che lo incoraggiavo con i fatti più che con le parole.
Improvvisamente abbandonò l'esplorazione della mia gattina, si abbandonò con la schiena sul letto, ebbe tre quattro sussulti violenti, mormorò incomprensibili parole e scaricò dentro la mia bocca un'infinita quantità di liquido dolciastro. Trattenni tutto in bocca per non sporcargli il letto e il tappetto su cui ero inginocchiata. In quell'attimo gustai al palato il sapore di quel liquido, non lo trovai per niente brutto e lo ingoiai tutto, anche se con fatica. Aprii gli occhi, lui ancora fremeva forte con tutto il corpo e lentamente il suo cazzo perdeva consistenza. Quando mi staccai da lui, mi guardò con dolcezza e mi disse:"ora è il momento che io ti faccia divertire un pò".
Mi fece distendere interamente sul letto, mi rassicurò che non mi avrebbe fatto per niente male e, alzandomi la gonna, mi abbassò le mutandine e poggiò la sua bocca sulla mia gattina. "Ora, mi disse, sarai tu a vibrare dello stesso piacere che ho provato io e mi bagnerai la bocca di nettare profumato". "Ero stordita e curiosa; lo spettacolo della sua eccitazione e del suo sfogo mi avevano fortemente impressionato. Cominciò a leccarmi con lentezza, mi circondava di baci il contorno, poi entrò dentro con la punta della lingua; a poco a poco la superficie di lingua dentro di me si fece più lunga e mobile. Mi dava sensazioni mai provate prima di allora, cominciai anch'io a muovermi e ad agitare i fianchi. Tremavo tutta nel basso ventre e non ne capivo la ragione. Presi la sua testa tra le mie mani, lo carezzai e lo spingevo con sempre maggiore forza dentro di me. Mi sentivo bagnare sempre di più, lui beveva come se fosse una fonte. Mi sentivo però meno forte di lui, sentivo che il mio liquido era molto meno abbondante del suo; premevo e forzavo quasi a voler evitare un confronto che mi avrebbe umiliata. Così facendo aumentavo il mio piacere e diminuiva il mio controllo sul corpo, finchè in un disperato tentativo di irrorarlo di me, zampillai dentro la sua bocca un caldo schizzo di pipì. Si scostò di poco quasi spaventato, poi si riprese, si riavvicinò e bevve con avidità le residue gocce della mia pipì. Mi confessò subito dopo che l'aveva fatto solo per paura che rimanessero tracce del nostro gioco.
Non ci fu un seguito a quell'esperienza che mi segnò per tanto tempo; gli avevo mostrato la mia intimità e soffrivo che avesse chiamata quell'esperienza solo un gioco.
Tacque, si alzò e senza aspettare che qualcuno le ricordasse il suo obbligo, si liberò della t-shirt attillatissima che aveva indossato e che il sudore delle bevute e qualche rivolo di champagne di cui era bagnata lasciava chiaramente immaginare che non aveva indossato il reggiseno. Sfoderò il suo solito bellissimo seno i cui capezzoli, per essere bagnati, per l'atmosfera creatasi e per la sua personale eccitazione dovuta al ricordo di quell'esperienza che mi aveva sempre nascosta, erano molto turgidi e gonfi di desiderio. Tutti, anch'io, ammirammo lo splendore dei suoi seni, anche il ragazzo nero che alle sue spalle si disperava perchè non riusciva a vedere bene quel meraviglioso spettacolo.
Rita risponderà anche alla domanda di Sofia.... |