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Mancano pochi giorni alla fine del 5 anno di ragioneria, si è sempre organizzato qualcosa in questi giorni e ques'anno i nostri prof decidono di organizzare la recita di una commedia di goldoni"mirandolina" e la parte di Mirandolina fù assegnata a me, io ero l'unico ad avere tonalità più acute di voci, ho tratti molto delicati, un viso dolce, un pò effeminato, studiai a lungo la parte e il giorno delle prove il costumista mi diede l'abito di scena, mi acconciò i capelli che portavo molto lunghi, mi truccò il viso in modo da rendere il mio viso il più femminile possibile, il risultato fù incredibile, col vestito e truccato sembravo veramente una ragazza e anche molto sexy, dal viso provocante, ricordo che il regista si fermò a lungo a guardarmi, il suo sguardo era fisso sulla mia figura, mi fece provare e riprovare sembrava che mi avesse preso di mira, diceva che ero troppo rigido nella mia rercitazione, nella mia figura, nel mio modo di propormi, fece andare via ytutti gli altri e insistette su di me, ad un tratto una volta soli sale sul palcoscenico con me, mi viene dietro, attaccato a me e con la xcusa dfi farmi vedere come dovevo mettermi mi si appoggiò completamente, sentii che era eccitatissimo, sentivo all'altezza del mio culo il suo uccello durissimo, lo guardai in viso e gli chiesi"forse vuole qualcos'altro da me lei, vero?", Lui mi guardò, i nostri occhi erano fissi sull'altro, mi sorrise e mi vene vicino "Mirandolina sei bellissima, sei la Mirandolina più sexy che abbia mai visto", "Ma non sono una donna", "No tu non lo sai, ma sei più donna di quello che pensi, guarda come porti i tacchi da donna! qualunque tuo compagno sarebbe caduto subito tu no, li hai portati senza problemi e questi abiti femminili sono perfetti su di te", io lo guardavo incuriosito, meravigliato, non credevo alle mie orecchie, lui sempre parlando mi girava intorno, ad un tratto si fermò dietro di me "guardati che culo, che gambe che hai queste sono gambe femminili, tu sei Mirandolina e vedrai che se ti convinci avrai un successo favoloso" me lo sentii addosso, mi abbracciò stretto, molto stretto e mi chiese "Come ti chiami", "Ivano regista", "Ivano tu sei femmina, quando te ne renderai conto ti sentirai felice, ora io ti farò sentire femmina, questa sera, quando tornerai a casa ti sentirai femmina ed io ti renderò femmina ora", cominciò a baciarmi il collo, le orecchie, poi iniziò a leccarmele, iniziò col collo, poi mi leccò accuratamente le orecchie lasciandomi uno strato di saliva sulle orecchie, questa cosa mi provocò una serie di brividi, un calore pervadermi, mi piaceva tantissimo ciò che ilo regista mi stava facendo, mi sentii cedere sempre di più e cominciai a gemere, gemere sempre più forte, il regista mi girò il viso e mi baciò, un bacio subito lungo, caldo poco dopo la sua lingua penetrò nella mia bocca, mi lasciai baciare senza reagire, mi baciò a lungo, poi cominciò a spogliarmi, io mi facevo spogliare passivamente, ero ancora pervaso dalla languidezza dei baci e dalle leccate, poi una volta nudo cominciò a leccarmi il culo, mi fece mettere a 90 gradi, con le mani mi divaricava le chiappe e la sua lingua entrò nel mio culo provocandomi un ulteriore stordimento, un piacere incredibile, lui capì, mi prese in braccio e mi portò nel suo camerino, mi depositò su un piccolo divanetto, si sedette e mi fece sedere, poi mi prese ancora per le braccia e mi depositòsulle sue gambe, il suo uccello entrò subito nel mio culo, mi abbracciò e mi baciò, non si mosse, si staccò da me ma fui io ad abbracciarlo e baciarlo, ormai mi aveva sedotto, ero suo, mi sorrise e mi disse "Ivano, allora vuoi diventare la mia femmina? vuoi che ti prenda e ti faccia mia?, ora comincerò a scoparti lentamente, sentirai un godimento sconosciuto, sentirai magari un pò di dolore ma ormai ti sono dentro tutto, sentirai un piacere e godrai pure tu ma io ti renderò donna, femmina inondandoti il culo del mio sperma", il regista aveva già iniziato a scoparmi lentamente, affondava e poi lasciava andare, stava fermo poi un'altro affondo, poi un'altra pausa e un'altro affondo "lo senti il piacere, lo senti tesoro mio, lo senti il piacere pervaderti?", io stavo zitto, con gli occhi chiusi, lui aumentò il ritmo, di poco ma aumentò e cominciai a gemere, il piacere mi stava prendendo, avevo la bocca socchiusa, la mia piccola bocca rossa e sensuale era aperta, respiravo a bocca aperta, il ritmo aumentò, aumentò e andai in estasi completa "Si, si prendimi, fammi tua ti prego, fammi tua, ma continua, continua siii, siii, che bello siii, continua", "Ecco vedi, ora senti piacere, un piacere intenso, ma un piacere da femmina perchè ti stò scopando, tu ti stai facendo scopare come una femmina, tu sei femmina, sei la mia femmina hai capito? sei e sarai da ora in poi la mia femmina", "Si, si, la tua femmina, io ti appartengo, sono tua, tua, tua, prendimi, fai di me ciò che vuoi ma scopami, scopami sempre amore mio, mio signore", "Mi fai felice, mi chiami amore e mi fai immensamente felice, ora non ne posso più, ti sborro, sborro nel culo, ti sborro e sei miaaa, mia, ti amoooo", il regista mi innaffiò il culo di 10 fiotti di sperma bollente, io mi accasciai su di lui e ci baciammo, erano baci dolci, da innamorati, io mi tolsi da lui e vidi che aveva l'uccello sporco di sperma, mi inginocchiai davanti a lui e gli pulii perfettamente l'uccello e bevvi tutto.
"Ora tu sei la mia Lola, la mia femmina, appena potrai vorrei che tu venissi ad abitare con me", "vorrei diplomarmi e trovare un lavoro prima", "Se vuoi il lavoro lo hai già, sarai il mio aiuto contabile, il mio contabile è vecchio, ti farà imparare e quando lui andrà in pensione tu prenderai il suo posto e così starai sempre vicino a me""I miei lo sanno già che sono gay e non l'hanno presa bene, anzi e penso che saranno felici quando me ne andrò da casa", "Bene allora, diplomati e dillo ai tuoi genitori, ti accoglierò a braccia aperte".
Il giorno della recita ebbi un applauso incredibile, dovetti tornare più e più volte, mi diplomai con un ottimo voto, i miei furono felici ma la freddezza continuava e nel frattempo mi ero effeminato ancora un pochino.
Dopo una settimana suono alla porta del mio uomo, lui mi apre e mi abbraccia festoso. |