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Erano passate quasi due delle tre settimane previste di vacanza; gli incontri a quattro si ripetevano tutti i giorni di sera o di notte. In spiaggia si andava ormai solo in quella dei nudisti: offrire il corpo nudo alla vista degli altri era un ottimo eccitante sia per , ma soprattutto per mia moglie. Qualche ci appartavamo nella maccia dove scopavo con mia moglie o con l'amica o mia moglie scopava con Mirko che era sempre più attratto da lei che gli vietava sempre l'uso del suo culo, forse per paura della grossezza del suo cazzone tozzo. Le scopate all'aperto erano anche un'ottima occasione di esibizionismo per qualche guardone nudista che esaltava così meglio la nostra eccitazione.
Solo poche volte si concesse ai massaggiatori dicendo di avere bisogno di rilassarsi; in quelle occasioniandai anch'io e, non visto dalla saletta attigua, osservai i progressi delle sue trasgressioni: ormai non si accontentava di semplici masturbazioni. La osservai nuda sul lettino tra le mani e i cazzi di tre giovani massaggiatori che occupavano tutti i suoi buchi fonti di goduria contemporanea.
Godeva e incitava i suoi ammiratori ed era capace di uscira dalla sala soddisfatta e riposata, mentre i ragazzi si mostravano stanchi.
La massaggiatrice che con me assisteva allo spettacolo di sesso dal vivo, commentava l'abilità di mia moglie e quasi volesse consolarmi di più, invece del solito pompino, mi permetteva la penetrazione del suo culetto quasi vergine e mai della fica che conservava per qualche figlio di papà da "fottere" per sempre.
Una sera di queste a cena saltò fuori la proposta di andare in discoteca in città; alcuni dei ragazzi parlavano di un locale molto alla moda, ben frequentato, buona musica e spettacolini a sorpresa. Avrei preferito la solita orgetta in camera, ma insistettero, mi diedero del guastafeste e mia moglie mi incitò: "dài, andiamo anche noi, cambiamo, chissà che non ci divertiamo di più, anche dopo..."
Non capivo come ci si potesse divertire di più dell'orgia a quattro già sperimentata e sempre varia. Cedetti e verso mezzanotte andammo in discoteca: era grande con diverse sale, buona musica, tavoli appartati e divani dappertutto. Ascoltammo della musica, bevemmo, ballammo tutti insieme in un vortice di corpi sudati e qualche volta seminudi.
Mia moglie aveva indossato un abitino rosso acceso e molto scollato, specie sul retro, ma anche sul seno; anche le scarpe con tacchi molto altierano di vernice rossa. Era certo un chiaro segnale di passione e di voglia di piacere.
L'atmosfera si era surriscladata, continuavano ad alternare balli, anche sensuali o scatenati, a cocktail più forti. Poi l'amica lesbica propose di spostrci in una sala vicina dove stava cominciando uno spettacolo; non disse quale tipo di spettacolo, ma fu facile capirlo quando al centro della sala vidi una pedana circolare alta mezzo metro o poco più e quasi al centro di essa due tubi di acciaio alti sino al sottitto: chiaramente per lap-dance.
Ci sistemammo su divani e cuscini e subito dopo furono spente le luci e due fari illuminarono gli splendidi corpi di due ballerine, vestite solo di striminziti perizoma. Con cadenze molto sensuali al suono di una musica d'atmosfera strofinavano i loro corpi lungo la pertica dura come un cazzo duro, vi adagiavano i solchi delle natiche e dei seni. I maschi eravamo attenti a non perdere un solo movimento ed eccitati; anche le ragazze partecipavano con interesse e applaudivano e commentavano favorevolmente l'esibizione delle due ragazze che si allontanarono con cadenze molto provocanti proprio mentre comparve un giovane conduttore che con allegria e brio commentò la bellezza e le abilità delle ballerine e poi incitando il pubblico lo coinvolse con provocazioni. Ricevette appalusi convinti e poi in slavo, inglese e in italiano invitò due ragazze del pubblico a provare per gioco un numero di lap-dance.
Ricevette applausi ancora più calorosi dai maschi, anche da me che già intuii come sarebbe finita al solo ricordo della danza notturna in spiaggia a seno nudo della lesbica e di mia moglie. Tutta la comitiva, ragazze e ragazzi, invocarono ad alta voce i loro nomi. La lesbica si alzò subito entusiasta e offrì il braccio a mia moglie che al solito faceva una piccola resistenza, più per civetteria e voglia di stuzzicare attesa e desiderio nei maschi, che per vero pudore.
I ragazzi la esortarono con complimenti anche spinti, applausi e baci lanciati a distanza. Mirko che era vicino alei le diede una tenera ma sonora pacca sul culo ...e lei andò. Salirono sulla pedana: la lesbica ancheggiava e mia moglie a gambe larghe sembravano stuzzicare con finto impaccio la curiosità del pubblico. Il conduttore le presentò, chiese gli applausi di incoraggiamneto e fece partire la musica, vedendole avvicinarsi ai tubi chiese ad alta voce se per caso pretendevano di ballare vestite, complimentandosi anche per la loro eleganza e gettando uno sguardo eccessivo sulla scollatura eccessiva di mia moglie. Il pubblico eccitato rumoreggiò, fischiò e in cori cadenzati urlò: "nude ... nude".
La lesbica senza indugio fece scivolare il vestito corto di lino e mostrò a tutti il suo corpo esile ma elegante coperto, si fa per dire, solo da un minuscolo perizoma bianco. Mia moglie esitava, faceva resistenza; il conduttore stuzzicò il pubblicoperche le facesse maggiore coraggio perchè ci avrebbe sorpreso. Lei guardò il pubblico, non mi vedeva nell'oscurità, non aveva paura di spogliarsi, si stava solo divertendo a provocare con l'attesa. Quando i fischi, i complimneti spinti e gli applausi crebbero d'intensità, allentò la zip sul fianco e fece scivolare lentamente il vestito scollato e si mostrò coperta, anche lei, solo da un minuscolo perizoma, pure rosso: fu un boato del pubblico maschile, le ragazze ammiravano mute e attente.
Si avvicinarono ai pali, li carezzarono come fossero braccia o cazzi, mostrava ancheggiando il suo culo al pubblico che applaudiva nervosamente ed eccitato, esaltando ora le tette ora il culo. Al suono di una musica lenta e ruffiana si muovevano attorno a quei pali, non sempre d'accordo e in armonia, ma mia moglie s'inventò alcune mosse che le attirarono addosso ancora applausi e complimenti molto osè, a stento frenati dal conduttore.
Finse di baciare lascivamente il palo, se lo strofinò tra le magnifiche tette esibendo in modo osceno quel capolavoro di culoche si portava dietro da adolescente. Poi si girava lentamente e mimava spinte pelviche sul palo strusciando la fica coperta dal triangolino di pizzo rosso che faceva risaltare il gonfiore naturale del suo monte di Venere. Ogni tanto alzava alternativamente le gambe esaltate da qui tacchi da 16 cm e di quel rosso acceso che avrebbe stuzzicato anche il più gay degli spettatori. Anch'io ero molto eccitato e vedevo completata l'opera di trasformazione di mia moglie da signora, un pò fredda e sulle sue, a troia esibizionista, come mi commentava all'orecchio qualche spettatore che non ci conosceva che mi confidò: "quella lì deve essere una gran porca a letto" e io annuivo contento.
Il pubblico sembrava divertirsi molto ma credo che lei e la sua amica si stavano divertendo forse di più. Si guardaro divertite e accostandosi mimarono gesti di passione lesbica, carezze, sfioramenti dei corpi delle cosce, poi si baciarono sulle labbra castamente e chiusero il numero.
Tornando ripresero i vestiti, evitarono qualche suberanza eccessiva di giovaniarrapati, risero, bevvero ancora per riprendersi dall'emozione eccitante vissuta e chiesero a me, a Mirko e ad altri che volevano tornare.
Confessarono che non sarebbero state tranquille dopo l'eccitazione provocata sul pubblico. Tornammo in albergo, in macchina la carezzai e verificai che era fradicia la sua fica. Era stanca e voleva andare a letto; "certo, disse l'amica, ma non da sola, ci vuoi lasciare così, scegli solo se preferisci la tua o la nostra camera". Così dicendo la prese per un braccio e la trascinò senza troppa forza verso la lro camera. Mirko le precedeva e a me non restò che seguirli.
In acmera l'amica la fece distendere sul letto, la liberò del vestito, delle scarpe e del perizoma e le portò una coca fredda per "rinfrescarle le idee" aggiunse. Poi si liberò del suo vestito, delle scarpe e del perizoma, davanti a me e Mirko. Ci guardammo, guardammo le ragazze e constatammo che avevano le fiche fradicie di eccitazione; la peluria era tutta bagnata e sotto la luce risplendeva di desiderio. Mia moglie era rimasta immobile e abbandonata sul letto, mi avvicinai a lei, la carezzai, la coccolai, le chiesi se stav meglio, accennò di sì con la testa.
Mi posi ai suoi piedi, risalii verso la fica bagnata dall'eccitazione della lap-dance, bevvi i suoi umori, aspirai i suoi peli nella bocca, stuzzicai il clitoride che si gonfiava e tirava fuori la testolina quasi volesse guardarmi. Lasciava fare, gemeva, allargava le cosce oscenamente, poi afferrò i miei capelli e spinse la testa contro il suo pube; fremeva, guaiva, non mi lasciava respirare, circondò la mia testa con le cosce e la strinse a sè. Mirko e la sua ragazza guardavano estasiati e d eccitati, quando squillò il loro cellulare.
Ci cercava la ragazza più giovane del gruppo, quella del compleanno del giorno in cui ci eravamo conosciuti. Voleva congratularsi con le ragazze e parlare loro, lontano dai ragazzi che rano stati troppo volgari.
Inutile dire che la lesbica la invitò a venire in camera sua, tacque della nostra presenza. Arrivò dopo pochi minuti; entrando non sembrò molto sorpresa nè di trovarci nudi nè che eravamo in quattro. Finse di ignoraci: baciò la lesbica e poi mia moglie; disse che erano state stupende e trovandomi vicino e con il cazzo ancora in erezione disse che anch'io ero stato bravo a lasciare mia moglie libera di afre quello che voleva e che l'aveva fatto bene.
"Siete proprio una splendida coppia" concluse guardandomi intensamente nelle parti intime. Non ero sicuro di capire se era venuta per lei o per me. Si distese sul letto, lamentò di avere bevuto troppo, confessò di avere litigato col suo ragazzo e iniziò acarezzare mia moglie al viso, sulle labbra, sul collo. La baciò dolcemente sulla bocca e attese paziente che lei ricambiasse: non attese molto, quando mia moglieallungò la lingua dentro la sua bocca, premette contro la sua; agitò le mani nervosamente a cercare le sue tette che elogiò a lungo, ne scrutò i capezzoloni che succhiò con ingordigia , mentre la mano scivolò sul ventre e sulla fica.
Mi ero scostato assistendo , eccitato ma escluso, ad un nuovo rapporto lesbico. Scivolò con la testa sul suo pube, la trovò fradicia di umori vaginali, vecchi e nuovi, li aspirò, le leccò labbra grandi e piccole, clitoride e affondò la lingua dentro la vagina e la fece vibrare di piacere.
Mia moglie sembrò destarsi dal torpore dell'alcol, si agitava, muoveva i fianchi, schiacciava con forza la sua testa contro la fica, come aveva fatto con me e gridava urla di piacere: "vengo, oddio, vengo, sto morendo di piacere, sei speciale piccola, mi fai morire, ancora dàa, ancora, più dentro più giù, più forte".
La ragazza era felice ed esaltata dalla propria eccitazione e da quella provocata su mia moglie; si piegò su di lei ponendosi in ginocchio per dare più forza alle spinte della sua testa. Quel culetto esposto fu per me una provocazione, un invito non rifiutabile. La testa mi stava scoppiando e pure il cazzo; osservai da dietro che la peluria della fica della ragazza era fradicia di umori, mi accostai al suo culo e affondai il cazzo nel buco. NOn esitai di fronte alla strettezza del buco e forzai con veemneza, dopo due tentativi il glande duro e morbido si fece strada, entrò penetrò sfitò le pareti dello sfintere, si affondò in esso e tornò gonfio, forte e trionfante. Caricai con tale forza che la fica di mia moglie ricevette ancora nuove e potenti spinte. Ad occhi chiusi e fica aperta per il godimento lei si complimentò: "sei forte ragazzina, mi fai godere come una troia, perchè non mi hai cercato prima ?" E intanti io sodomizavo il culetto vergine della ragazzina che godeva come l'altra troia o forse dipiù per un duplice piacere, virile e lesbico.
Ebbero ancora altri orgasmi, mentre Mirko e la sua ragazza si masturbavano su di noi; scaricai nel culo dell aragazza un'infinita quantità di sborra assieme alla goduria accumulata nelle forti sensazioni della giornata e della vacanza.
Si continuò con altri accoppiamenti e con la novità della ragazzina che anche dopo le vacanze fu nostra compagna di giochi....
Fu la classica ciliegina sulla torta.... |