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Pubblicato : 21-11-2011 | Autore : marco.1956
Categoria : Tradimenti | Totale Visualizzazioni : 939 | Votazione :


  
marco.1956
incesto

Mirko comparve a dorso nudo sulla porta che aprì la sua ragazza; eravamo rimasti invece nudi tutti e tre, la sua ragazza in piedi, io e mia moglie seduti sul letto. Eravamo indecisi, io soprattutto; avevamo comunque interrotto il rapporto iniziato attendendo Mirko.
Ci guardò un pò sorpreso e confessò che la partita non si era fatta perchè erano in pochi, altri erano rimasti a prendere il sole e lui aveva sentito il bisogno di stare con la sua ragazza che, in assoluta complicità con mia moglie, colse subito l'occasione per un incontro ancora più aperto.
C'ero rimasto male, persuaso che il mio cazzo forse non era sembrato sufficiente a soddisfare le loro fiche, sicuramente molto vogliose di sesso e trasgressione.
Mirko indossava solo infradito e pantaloncini di acetato; la sua ragazza gli si accostò, gli indicò i nostri corpi e aggiunse: "non sono belli ? ti aspettavamo, che fai ancora lì impalato ? "; gli sfilò i pantaloncini sotto i quali indossava un tanga molto striminzito che esaltava un pene molto consistente; quando lentamente gli sfilò anche il tanga, esibì a tutti un cazzo, già quasi in tiro, un pò più corto del mio, ma sicuramente più grosso e segnato da nervature che gli davano una caratteristica molto strana. Lo baciò, si strusciò lungo tutto il suo corpo e solo dopo averlo eccitato per bene, lo fece avvicinare a noi che eravamo rimasti seduti sul letto, impacciati e indecisi sul da fare. Non come me invece mia moglie che lo ammirò attentamente nel corpo e soprattutto nelle parti intime.
Si alzò e fece un lento giro attorno a lui, quasi fosse un modello, un oggetto da acquistare ... o godere.
Anche Mirko restava immobile; la sola parte mobile del suo corpo era il cazzo che rivelava con sincerità quello che provava: vibrava leggermente sotto lo sguardo interessato e meticoloso di mia moglie. L'amica lesbica sciolse ogni impaccio: si avvicinò al letto, s'inginocchiò ai miei piedi, mi allargò le ginocchia e iniziò a baciare appassionatamente cosce, ventre e cazzo.
Lo agitò trionfante con le mani quando lo vide completamente eretto e duro, lo mostrò nella sua bellezza a Mirko e a mia moglie, lo leccò, lo baciò e lo ingoiò in bocca mentre col viso rivolto a mia moglie le lanciava occhiate molto esplicite.
Non se lo fece ripetere la troia ! s'inginocchiò anche lei, ma ai piedi di Mirko, ammirò estasiata il cazzo, non finiva di stupirsi, leccò lentamente le nervature sempre più gonfie una ad una, leccò poi il glande che sotto la luce risplendeva lucido di abbondanti umori. La lesbica continuava a succhiarmi golosamente senza sosta, alternando lunghe aspirazioni a frequenti leccate; posi il cuscino sotto la mia nuca, volevo godermi anche con gli occhi lo splendido pompino e osservavo così pure il pompino che l'assetata moglie stava facendo a Mirko.
Il doppio spettacolo esaltava la mia eccitazione; aggrappata con le mani alle dure chiappe di Mirko la mia troia spompinava con maestria e ingordigia; ogni tanto liberava quel grosso cazzone tozzo per mangiarlo anche con gli occhi, lasciava riposare la gola  e lo riprendeva, mentre Mirko afferratala per i capelli e la testa le premeva il viso contro il suo pube, caricava con la forza dei suoi reni contro la sua bocca.
Il suo cazzo scompariva interamente dentro la bocca e la gola della troia che mugolava sempre più strettamente abbracciata alla parte più attraente del corpo di Mirko.
Intanto la lesbica continuava a lavorare instancabile con la bocca sulla mia mazza, sempre più gonfia ed estesa; la faceva roteare dentro la bocca obbliquamente per accoglierla intera. Mi sembrava di scoppiare: le sue abili mani tormentavano i miei capezzoli, il torace, i fianchi fino ad insinuarsi nella schiena e sollevarla verso la sua testa e la sua bocca. Non capivo più niente, se era più forte la mia spinta verso la sua bocca o la sua bocca più abile a succhiare la mia vitalità, la mia sborra che finalmente allagò la sua bocca che l'accolse senza perderne una goccia. Mentre lei ancora aspirava rumorosamente le ultime gocce di sborra, ammiravo la mia troia che rallentava la sua attività sul cazzo di Mirko per rallentare l'attesa e allungarne l'arrapamento.
Ogni tanto rallentava lo spompinamento e massaggiava quel cazzone con le gote e le guance, lo strofinava sugli occhi, accennava ad infilarlo sulle narici. Lo guardava quasi inebetita e felice; con la mano ogni tanto si toccava e torturava la fica che doveva essere fradicia di umori vaginali e di arrapamento insoddisfatto.
Quando lo riprese di nuovo in bocca, non lo lasciò più, la sua testa si agitava a succhiare con forza, mentre con uguale forza Mirko le bucava la bocca con il cazzo che entrava ed usciva con foga violenta, finchè l'affondò del tutto e trattenendole la testa attaccata al pube sussultò fortemente due, tre, quattro volte scaricando sicuramente una gran quantità di sborra che la troia ingoiava con lunghi movimenti della gola e aggrappata ai suoi glutei come ad un'ancora di salvezza e di felicità. L'amica si allontanò da me, si accostò alla troia, le staccò la testa dal trofeo appena conquistato di Mirko, la rivolse verso di sè e inginocchiatasi accanto a lei e ai piedi di Mirko, la baciò appassionatamente sulla bocca.
Le loro lingue roteavano veloci dentro le bocche dell'altra in uno scambio di residua sborra mia e di Mirko il cui cazzo si stava ponendo in quiete ma ancora gocciolante. Mia moglie per prima se ne impossessò, le prese con la lingua e le depositò nella bocca-fica dell'amica. La spinse poi a terra, le fu addosso e senza smettere di baciarla, le carezzò i seni, i capezzoli, la dominò con le sue tette e con una mano le tormentò le labbra grandi e piccole, il clitoride e la vagina. Dopo aver goduto dei cazzi che avevano svuotato non erano ancora sazie ed esibivano alla nostra vista la loro fame di sesso, anche lesbico.
Il loro disegno era chiaro: dopo averci spompinato per bene, ora volevano riprendere la nostra eccitazione per nuovi rapporti, necessariamente più lunghi e soddisfacenti. Mirko ed io dopo pochi minuti avevamo di nuovo i cazzi in tiro; Mirko si avvicinò alla coppia lesbica e carezzò a lungo, prima delicatamente poi con sempre maggiore forza, lo stupendo culo di mia moglie. Mi guardò e disse rivolto a me: "è veramente stupendo !" Con le dita penetrava l'orifizio posteriore della troia che continuava a baciare e ad eccitare l'amica e a dare forti spinte pelviche contro la sua fica; smaniava, godeva e invocava di volere un cazzo !
Abbandonò improvvisamente l'amica ancora stordita dall'attacco del suo orgasmo, spinse a terra Mirko che mostrò indifeso e arrendevole il suo cazzone tozzo e grosso di nervature  sempre più gonfie e lo cavalcò caricandolo con sussulti ondulatori che lo eccitavano fino quasi allo smarrimento dei sensi. Poi si piegò su di lui, lo baciò in bocca, sui capezzoli; le sue mani non trascuravano alcuna parte del suo corpo muscoloso, ne allargò le cosce impalò il suo cazzone dentro una fica che sbrodolava unori sulle proprie cosce, su quelle di Mirko e sul pavimento.
Riprese a caricare con la forza del suo corpo esile ed agile, ma forte e resistente, sul cazzo ormai scomparso alla vista degli altri. Così facendo mostrava i suoi glutei in movimento; mi sembrò ancora più bello di sempre: avevo gli occhi di fuori, non di gelosia o di rabbia, ma di un arrapamento a cui non era possibile resistere; mi posi dietro di lei, allargai i glutei bianchi e teneri, leccai rapidamente e profondamente il buco del culo, lo forzai e lo penetrai con goduria.
Gridò di piacere; le mie spinte raddoppiavano i suoi orgasmi: profanavo il suo culo e la spingevo a godere di più con la fica penetrata dal cazzone di Mirko. Gemeva, fremeva, godeva, ancheggiava il suo culo e invocava: "finalmente, due cazzi dentro di me." Sborrai dentro il suo culo mentre ancora invocava il gonfiore dei due cazzi che la riempivano; subito dopo sborrò anche Mirko che spinse dentro con tale forza da sollevarmi.
Quando i nostri corpi si staccarono, stanchi e felici, la lesbica si avvicinò, accarezzò delicatamente mia moglie,  leccò il solco del culo e assaporò la mia sborra, poi la girò, stanca e stravolta dai tanti orgasmi, e succhiò avidamente la residua sborra di Mirko. Mia moglie sorrise stanca e felice e accarezzò i capelli dell'amica riversa sul suo sesso.
Ci lavammo nella vasca idromassaggio tutti e quattro allegramente commentando la nostra prima avventura comune; scambiavamo complimneti sulla bellezza dei sessi delle donne e ricevevamo quelli delle donne sui nostri cazzi. Bevemmo poi un pò, ci salutammo calorosamente con carezze intime ed eccitanti, promettendoci altri incontri, che avvennero quasi tutti i giorni con varianti sempre diverse, inventate a turno da ciascuno di noi. Eravamo diventati una bella doppia coppia, intercambiabile e mai stanca....
Ma avremmo continuato con un'ultima sorpresa...    



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