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Pubblicato : 11-07-2010 | Autore : Biancaneve
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 26001 | Votazione :


  
Biancaneve

Episodi collegati:

- Seduco mia suocera;

- Mio marito entra nel letto della madre;

- Sodomizzata
 
Nicole e sua suocera lasciano la stanza dove Peter dorme il sonno dei felici in terra. Vanno in cucina. Amanda si siede. Nicole prepara la macchinetta del caffè. La mette sul fornello ed accende il gas. Pochi minuti ed il caffè è in tavola. Lo sorseggiano. Alla fine Nicole si alza e si porta alle spalle di Amanda. Le poggia le mani sulle spalle e le fa scivolare nell’apertura della vestaglia. Ha le mani sulle grosse mammelle della suocera e comincia ad accarezzarle. “Nicole. Ho trascorso una notte molto intensa. Tuo marito non mi ha lasciato un attimo di tregua. Non credere che non ti voglio. Anch’io ardo dal desiderio di sollazzarmi con te. Ti prego rinviamo ad un altro momento” “Apprendo con piacere che tuo figlio ti ha distrutta. Da quando non hai una notte d’amore come questa che hai appena trascorsa?” “Una notte cosi carica di sesso non l’ho mai avuta e di questo devo ringraziare tuo marito. Mio figlio in una sola notte ha scaricato dal mio corpo anni di desideri repressi” “Ti ha fatto anche il culo?” “Non ancora. Però gli ho promesso che mi farò chiavare nel culo quando sarò pronta a riceverlo. Mi ha detto che almeno una volta al mese ti lasci sodomizzare. Dimmi. Prima di conoscere mio figlio avevi già avuto rapporti anali? Perché non mi parli delle tue esperienze amorose? Quando l’hai fatto per la prima volta ti è piaciuto?” “Amanda ti parlerò dei miei amori a condizione che lo farai anche tu. Anch’io voglio sapere di te” “Te lo prometto” “Andiamo in camera mia. Ci stenderemo sul letto e ti confiderò i miei segreti” “Niente sesso?” “Niente.” Nicole ricorda “Fino all’età di 14 anni ho condotto una vita da figlia cresciuta in una famiglia benestante. Moderna ma non troppo. Ho due fratelli. Uno è di un anno più grande. Il secondo è più piccolo di due anni. In famiglia si parla liberamente di qualsiasi argomento. I miei genitori sono di mentalità aperta. Con mia madre parlo anche di sesso. I miei non mi hanno mai vietato di approfondire l’argomento sesso nemmeno quando navigo sul web. Al contrario mia madre partecipa alle mie ricerche con la mia stessa voglia di sapere. Mi ritrovo al primo anno di liceo che so tutto sul sesso e sulle sue implicazioni. È, però, tutta teoria. Di esperienze reali non ne ho mai avute. Ho comunque le mie fantasie erotiche che scarico masturbandomi come una pazza. Un giorno confido a mia madre i miei desideri e la feccio partecipe dei miei sogni. Devi sapere che mia madre è una bella donna. Ha la tua stessa età. Diciamo che fisicamente ti somiglia. Quando smetto di parlare mia madre resta in silenzio per diversi minuti. Il suo viso ha un’espressione assorta. È come se stesse ponderando quello che mi sta per dire.  Poi si scuote dal torpore. “Se ho ben capito vuoi che il tuo corpo diventi un giocattolo nelle mani di un uomo? Insomma vuoi essere coccolata?” “Mamma non ti sembra che sia giunto il momento che sia trattata da donna?” “Bambina, tu sei una donna. Hai un fisico che farebbe la felicità di qualsiasi uomo. Ne conosco che farebbero salti di gioia se tu giacessi nel loro letto.” “Tu hai parlato di me con degli uomini e ti hanno detto che sarebbero felici di avermi? Dimmi chi sono?” “Te lo dico se tu mi prometti di tenere per te quanto ti sto per rivelare.” “Mamma ti giuro che non una parola uscirà dalle mie labbra.” “Bene. Uno, il più giovane dei due, è il mio amante.” “Tu hai un amante? Non ti credo. Non è possibile. Tu sei felice di stare con il babbo. Molte volte vi ho sentito quando fate sesso. Non mi è sembrato che i tuoi gemiti fossero gemiti di circostanza. Tu godi quando papà ti prende. Non vedo i motivi di farti un amante. E poi quando è che lo incontri se sei quasi sempre in casa e quando esci ti fai accompagnare o da mio padre oppure da mio fratello più grande?” “Incomincio col dire che amo tuo padre. Il fatto di avere un amante non incide minimamente sul rapporto che ho con tuo padre che, tra l’altro, sa della presenza nel mio letto di un altro uomo. Spesso li ospito entrambi.” “Fai sesso con il babbo e con il tuo amante contemporaneamente? E di tutto questo io ne sono all’oscuro. Ma con l’altro uomo quando è che vi incontrate?” “Seguimi.” La seguo. Arriviamo alla camera di mio fratello. Apre la porta. Entriamo. Mio fratello è seduto alla scrivania è sta navigando sul web. “Nicole, ti presento il mio amante. Come vedi non ho bisogno di altri posti per incontrarlo” “Mio fratello è il tuo amante e il babbo ne è a conoscenza?” La rivelazione mi sciocca. Mi sento venire meno. Scappo in camera mia; mi getto sul letto e svengo. Quando riprendo i sensi, trovo mia madre seduta sul letto che tiene una mia mano fra le sue. “Mamma credo di aver fatto un brutto sogno. Ho sognato che tu mi dicevi che vai a letto con mio fratello e che mio padre ne è al corrente e che spesso gioca, insieme a mio fratello, con il tuo corpo e tu ne godi” “Nicole non hai sognato. Ti ho detto la verità. Io li amo entrambi e faccio sesso con loro due già da un bel po’ di tempo. E loro vorrebbero che tu accettassi lo stato di fatto. Come ti ho detto tuo padre e tuo fratello ambirebbero entrare nel tuo letto e fare l’amore con te. Non lo hanno mai esternato per paura di una tua reazione.” “E hanno visto giusto. Li avrei uccisi se solo avessero tentato di mettermi le mani addosso. Ora chiamo tua madre e le annuncio che da oggi andrò a stare con lei ed il nonno. Tu continua pure a sollazzarti con loro due. Per favore esci che non voglio più vederti.” Mia madre si alza. Mi guarda. Sul suo viso è dipinto uno strano sorriso. “Fai come vuoi.” Esce dalla stanza. Prendo una valigia e vi butto, alla rinfusa, i miei indumenti intimi e non. Monto sulla moto e via verso la villa dei miei nonni che mi sono premunita di avvisare. “Capisci, amore. Mia madre si rivela essere una puttana. Ancora oggi, mio fratello, nonostante si sia sposato con una bella ragazza e dalla quale ha avuto un figlio ed un altro è in arrivo, almeno una volta a settimana va a casa di mia madre e la monta con ardore e passione. Ma, cara Amanda, non sapevo cosa mi aspettava a casa dei miei nonni materni. Ascolta.” Giungo a casa dei nonni. Mia nonna mi sta aspettando. Mi accoglie stringendomi contro il suo prosperoso corpo. E’ una donna stupenda. Bionda. Occhi celesti. Alta circa 1,75. Un petto enorme. Credo sia una sesta taglia. Un culo che sembra un grosso mandolino. Indossa un pantalone nero ed una camicia rossa quasi del tutto sbottonata sul davanti. Attraverso l’apertura si notano i suoi enormi seni liberi dal reggiseno. Quando mi abbraccia il mio viso entra in contatto con la parte superiore delle sue grosse mammelle. Un profumo inebriante sale dal suo petto e mi inonda le narici. Inconsciamente ho poggiato la bocca nel solco che le divide e le ho dato un bacio. Lei mi ha sollevato il viso e mi ha baciato sulle labbra. È la volta del nonno a stringermi tra le braccia. Mio nonno è un gigante. È più alto della nonna. Entrambi hanno origini nordiche. Ha due mani enormi. Anche lui poggia la sua bocca sulla mia e mi bacia. Il calore delle sue labbra mi investe. Non ti nascondo che un brivido percorse la mia schiena. Finiti i convenevoli di rito, mia nonna (si chiama Geltrude) mi trascina nel salone e mi fa sedere sul divano mentre lei ed il nonno (si chiama Erik) si siedono ai miei lati. Nonostante io sia una ragazza di 1,65 di altezza con un corpo molto sviluppato: ho una quarta di seno, stretta in mezzo a loro due mi sento una nanerottola. Mi sommergono di domande. Vogliono sapere le ragioni della mia fuga da casa. La nonna mi dice che l’ha chiamata mamma e che è molto preoccupata per la mia andata via. Non rispondo alle sue domande. Le dico di essere stanca; di volere andare a letto; che avremmo avuto tutto il tempo per parlare dei miei problemi. I due vegliardi mi accompagnano nella mia camera e vanno via. I giorni che seguono mi vedono mentalmente impegnata a metabolizzare quanto è accaduto. I miei nonni non hanno più fatto domande. Una notte, mentre attraverso il corridoio per andare in bagno, sento delle voci provenire dalla stanza dei nonni. I vecchi sono ancora svegli. Mi avvicino e resto in ascolto. È la voce del nonno. “Moglie, non trovi che la nostra nipotina è un bel pezzo di figliola. È tutta sua madre. Dovremo fare attenzione. Sta per incominciare l’anno scolastico. Sono sicuro che ci troveremo la casa piena di giovani puledrini che vorrebbero montarla.” “E sì. Hai ragione. Succederà cosi come per la madre. Ricordi? Più volte dovesti intervenire per evitare degenerazioni fino a quando…. Stai fermo con le mani.” “Geltrude. Ho una voglia matta. Girati.” “Dai. La bambina potrebbe sentirci.” Oh Dio! Il nonno si è ringalluzzito. Ritorno in camera. Sto stesa sul letto e il silenzio mi riporta le frasi appena ascoltate. Il nonno mi trova una bella ragazza. Il fatto che mi abbia fisicamente paragonata a mia madre mi ha fatto immensamente piacere. Detto da lui che si ritrova nel letto una donna bella e bona come mia nonna è un grosso complimento. Mi ha fatto piacere perché anche la nonna gli ha dato ragione. Peccato che non abbia potuto completare la frase. Mi sarebbe piaciuto sapere a cosa faceva riferimento mia nonna a proposito dell’intervento del nonno. Inconsciamente la mia mano scivola nelle mie mutande e le dita vanno in cerca del clitoride. Lo stringo e con il pensiero rivolto a quello che stanno facendo i miei nonni prendo a titillarlo furiosamente. Smetto quando raggiungo l’orgasmo. Mi addormento. Il mio sonno è continuamente interrotto sempre dallo stesso sogno. Mi vedo nuda nel letto di mia nonna con il corpo del nonno disteso sul mio e che cerca di far entrare il suo cazzo nel mio nido. La mattina mi sento uno straccio. Ho le mutande completamente farcite dai miei umori. Mi alzo, esco nel corridoio. Non sento rumori. La casa è avvolta nel silenzio. La porta della camera dei nonni è aperta. Mi avvicino e lancio uno sguardo dentro. Mia nonna è a letto girata su di un fianco. È completamente nuda. I raggi del sole che filtrano dalla finestra si infrangono sui suoi bianchi glutei mettendone in evidenza la bellezza e la grandezza. Mia nonna ha un culo stupendo. Noto che il nonno non c’è. Facendo attenzione a non fare rumore mi avvicino al letto. “Se credi che non ti abbia sentito ti sbagli. Su, vieni avanti. Entra nel letto. Non ho voglia di alzarmi. Vieni a tenermi compagnia. Tuo nonno è uscito e starà fuori l’intera giornata e forse anche tutta la prossima notte.” “Nonna sei nuda.” “E con ciò! Non hai mai visto una donna nuda? Almeno tua madre l’avrai pur vista qualche volta. Ho capito. È il mio corpo che ti fa senso. Hai ragione. È il corpo di una vecchia. Eppure, cara nipotina, non sono sempre stata così. Un tempo facevo strage di uomini.” “Nonna. Chi ha detto che sei vecchia. Non è vero. Al contrario. Hai un corpo da far invidia alle più belle star del mondo della celluloide. Sei una statua di bianco marmo. Se le vecchie avessero un corpo come il tuo noi giovincelle resteremmo a secco per un bel pezzo.” Una fragorosa risata fece seguito alle mie ultime parole. “Oh! amore della nonna. Vieni. Fatti stringere dalle mie braccia. Come sono contenta per quello che hai detto.” In un lampo sono sul letto fra le braccia di mia nonna. Lei mi stringe contro il suo prorompente seno e mi copre di baci. “Nonna hai due tette che fanno paura. Potresti allattare un reggimento di soldati.” “Ti piacciono? Tuo nonno le adora.” “Ci credo. Chiunque farebbe carte false solamente per poterle toccare.” “Tu non le faresti le carte false? Dal come le guardi stai morendo dalla voglia di toccarle. Dai toccale. Non ti mangeranno?” “Nonna. Davvero posso toccarle?” Allungo le mani e le poggio su quei grandi globi di bianco marmo. Dio come sono dure. Non sembrano mammelle di una donna che sta per raggiungere la soglia dei 50 anni. “Nonna sono magnifiche. Che dolce sensazione accarezzare le tue poppe. E i tuoi capezzoli? Sembrano due noci tanto sono grossi e sono talmente duri da sembrare granito.” “Piccola porcellina. Ho capito cosa vuoi? Prima spogliati e poi stenditi di fianco a me.” Eseguo. Nonna passa un suo braccio sotto la mia testa e mi attira verso di se. Porta l’altra mano sotto una sua mammella la solleva e l’avvicina alla mia bocca. Sento il grosso capezzolo spingere contro le mie labbra. “Dai bimbina. Vuoi che io ti allatti? Vieni ti farò succhiare. Apri la bocca e succhia.” Non me lo faccio ripetere. Apro la bocca e mi avvento su quel turgido bullone di dura carne. Lo artiglio con le labbra e lo imprigiono. Geltrude guaisce. “Sì bambina mia. Datti da fare. Anche a me piace farti succhiare dalle mie mammelle. Tu non puoi ricordarlo ma non è la prima volta che ti faccio succhiare. Quando eri piccolissima e piangevi, per calmarti, in assenza di tua madre, mi scoprivo il seno e l’offrivo alla tua famelica bocca. Hai succhiato dalle mie mammelle fino all’età di tre anni. Dio come mi piace sentire la tua lingua giocare con il mio capezzolo.” Mi prende l’altra mano e la porta sull’altra mammella. Con le dita le artiglio il grosso capezzolo e lo torturo strizzandolo e torcendolo. La sento gemere. Lei mi accarezza le cosce. Le sue dita cercano di insinuarsi fra le mie cosce. Tiro su le gambe e le allargo favorendo le sue mosse. La sua mano risale fino a raggiungere l’inguine. Le sue dita superano la barriera delle mutandine e si fanno strada verso la mia vulva. Incontrano le grandi labbra. Le sfiorano con i polpastrelli. Si introducono nello spacco che le divide. Le piccole labbra le si parano davanti. Lei le artiglia e le strizza. Il piacere che mi provoca si trasmette alla mia bocca. Stringo i denti intorno al suo capezzolo e lo mordo strappandole un grido di dolore. La sua mano prosegue l’esplorazione della mia vagina. Un suo dito cerca di introdursi nell’orifizio vaginale. Serro le gambe. “Non opporre resistenza. Lasciati andare. Vedrai ti piacerà.” “Nonna. Non è che non voglio. È che sono ancora vergine.” Di colpo Geltrude ritrae la sua mano dalle mie cosce. Strappa il capezzolo dalla mia bocca e si mette in ginocchio sul letto seduta sulle sue stesse gambe. “Sei vergine? Vuoi dire che una ragazza della tua bellezza non ha ancora trovato l’uomo che ha raccolto il suo delizioso fiorellino? Mi stai prendendo in giro?” Il suo marmoreo corpo mi sovrasta. Le sue grosse tette si sollevano e si abbassano sotto l’azione del suo respiro. “Nonna, non ti prendo in giro. È la verità. Sono vergine.” “Tua madre lo sa?” “Si. Gliene ho parlato.” “E lei?” Racconto alla nonna di quello che è accaduto con mia madre e del perché della mia fuga da casa. Mia nonna mi afferra per le spalle, con una forza che non credevo avesse, mi solleva e mi stringe contro il suo petto. Le sue mammelle si schiacciano contro il mio viso. “Scusami. Non immaginavo. Se sapevo non avrei tentato di sedurti.” “Nonna perché mi chiedi scusa? A me non è dispiaciuto succhiare le tue mammelle e mi auguro che continuerai a lasciarmele succhiare. Il sapore del tuo corpo mi piace e il tuo profumo mi stordisce.” “Vuoi dire che stavi provando piacere?” “Si nonna. Ti prego continuiamo in quello che abbiamo iniziato. Fammi godere.” “Oh! Bimbina. Stai offrendo il tuo meraviglioso corpo di verginella alle mie vogliose brame. Non ti farò pentire di averlo fatto. Vieni.” Mi fa stendere. Lei si posiziona in cima alla mia testa. Da quella posizione vedo le parte inferiore delle grosse mammelle e i grossi capezzoli che svettano verso l’alto. Poi i due grossi globi si muovono e, dondolando, mi vengono incontro. La nonna sta proiettando il suo corpo sul mio. Un capezzolo raggiunge la mia bocca che si apre e lo accoglie. Le mie labbra si chiudono intorno a quel succoso fragolone e lo succhio. La testa della nonna è sul mio petto. Le sue labbra hanno agganciato un mio capezzolo e lo succhiano. Poi, facendo vibrare la sua lingua su ogni cm 2 del mio giovane corpo, incomincia a scendere, strusciando il suo corpo sul mio, verso la congiunzione delle mie cosce. Allargo le cosce per favorire la sua esplorazione. Nonna si trova davanti ad una fichetta completamente depilata e dalle grandi labbra molto polpose e pronte per essere mangiate. Le caldi labbra di mia nonna si schiudono sulla mia vagina. La bacia. La sua lingua, strappandomi gemiti di piacere, spazia su tutta la superficie delle mie grandi labbra. Poi le allarga con le dita e la punta della sua lingua, vibrando, guizza verso l’interno e comincia l’esplorazione delle parti nascoste. Le prime ad andarle incontro sono le piccole labbra che, gonfie e pulsanti, si offrono ai ghirigori della sua lingua. Le succhia. Vado nel pallone. La lingua della nonna sta esplorando le pareti del mio orifizio vaginale. La mia vagina si sta riempiendo di secrezioni vaginali. La nonna le lappa e l’ingoia. In questo la mia testa si trova proiettata fra le cosce della madre di mia madre. La sua grossa figa è schiacciata sul mio viso. Il suo clitoride preme contro le mie labbra. Le dischiudo ed il glande del clitoride si insinua fra le mie labbra. Lo accolgo chiudendolo in una morsa. La mia lingua si scatena. Lo lecco e lo titillo con la punta della lingua. Geltrude emette un lungo nitrito. Lo succhio. Le faccio un pompino. Il clitoride è diventato duro come il granito. Nonna preme con forza la sua fica sulla mia bocca. Il bacino di mia nonna si solleva e poi si abbassa. Il clitoride sembra voglia sfuggirmi. Capisco cosa vuole. Nonna mi vuole chiavare in bocca. La favorisco stringendo le labbra intorno all’inturgidito clitoride smettendo di succhiarlo. La mia vegliarda si scatena. Le sue labbra si sono strette intorno al mio clitoride e lo stanno succhiando. Allo stesso tempo con movimenti sempre più veloci mi chiava la bocca. Insieme raggiungiamo uno sconvolgente orgasmo annunciandolo con sonori nitriti e grida di piacere. Lei erutta nella mia bocca il suo godimento che ingoio con gusto. Dalla mia uretra vengono espulsi schizzi di denso sperma che mia nonna si premunisce che non vadano dispersi. Li lappa e li ingoia facendo attenzione che non una goccia vada persa. Appagate dal piacere raggiunto ci stendiamo sul letto tenendoci abbracciate. “Ti è piaciuto?” “Sì, nonna. È la prima volta che un essere umano mi fa godere. È stato magnifico. Sono oltremodo contenta perché sei stata tu, mia nonna, a portarmi in paradiso. Mi auguro che lo faremo ancora.” “Per farlo lo faremo. Ogni qualvolta che ne avrai voglia. Vuoi essere la mia amante? Non ti porrò condizioni. Quando ti stancherai di me potrai sempre lasciarmi. Non mi opporrò.” “Nonna. Sì. Voglio diventare la tua amante. Ti prometto che non ti lascerò. Se mai dovessi innamorarmi di qualcuno tu sarai sempre la mia preferita. Il tuo letto non sarà mai da me abbandonato.” “Grazie amore.” “Nonna. Ieri sera hai fatto sesso con il nonno? Ti ho sentita gridare il tuo piacere. Dimmi. Il nonno a letto com’è?” “Brava la porcellina! Ti metti ad origliare dietro le porte?” “Nonna. Non c’era alcun bisogno di origliare. I tuoi nitriti si sono sentiti in ogni angolo della casa.” “Non volevo essere cattiva. Del come è il nonno a letto lo puoi dedurre da quello che hai sentito. Ma perché tanto interesse per le prestazioni sessuali di tuo nonno?” “Vorrei vederti mentre il nonno ti prende.” “Tu vuoi vedere tuo nonno nell’atto di deporre il suo fallo nel mio ventre? Vuoi vederlo mentre mi chiava? Sai cosa mi stai chiedendo? Non è che ti stai innamorando di Erik?” “Non so se è amore, ma questa notte ho più volte sognato il nonno disteso nudo sul mio corpo ed ogni volta ho raggiunto un orgasmo”  “Dio. La storia si ripete” “Che intendi dire?”  “Nicole. Ascoltami. Ti metterò al corrente di cose che prima o poi ne saresti venuta a conoscenza. È meglio che sia io a rivelarti certi fatti. Dopo, quando avrò terminato di esporli, mi dirai se hai ancora voglia di giacere con mio marito. Perché è questo che vuoi. Tu vuoi che il nonno venga nel tuo letto e ti monti. È così?” “Sì. Nonna. Desidero; voglio andare a letto con tuo marito” “Sei tutta tua madre” “Che c’entra mia madre” “Ascolta. La nostra è una famiglia che non ha mai nascosto le sue voglie e non ha mai represso i suoi desideri. In questo nostro modo di vedere la vita abbiamo trascinato anche tuo padre ed i suoi genitori. Io dal nonno ho avuto due figlie. Tua madre e sua sorella. Delle due la più puttana è tua madre anche se la sorella non le è da meno. Quando tua madre usci dalla pubertà il sangue incominciò a bollirle nelle vene. In questo mi somiglia molto e tu sei la sua copia. Spesso la sorprendevo a masturbarsi come una forsennata. Decisi di intervenire per cercare di calmarla e allo stesso tempo darle sollievo. Ne parlai con tuo nonno il quale fu d’accordo. Per non farla lunga una notte andai nella sua stanza e mi introdussi nel suo letto. Non trascorsero nemmeno cinque minuti e mi trovai con lei appoggiata alla spalliera del letto con la camicia da notte arrotolata fin sulla pancia, con le gambe allargate a dismisura ed io con la testa fra le sue cosce e con la bocca che baciavo la sua fichetta. Fu una notte che ancora oggi ricordo non senza emozioni. Da allora divenni l’amante di mia figlia. Racconto tutto a tuo nonno il quale espresse il dubbio che tua madre fosse lesbica. Dubbio che fu fugato dal fatto che ogni volta che è di ritorno da scuola ha sempre al seguito torme di ragazzi che le sbavano dietro. Lei ne gode. Un giorno tuo nonno, stanco di fare il cane da guardia di tua madre, decise di porre fine a quelle invasioni. In mia presenza la chiama e la rimbrotta per la sua condotta poco consona ad una ragazza della sua età. La risposta fu sconvolgente. Tua madre si alza dalla poltrona in cui è seduta. Si spoglia nuda e viene a sedersi sul divano dove sto seduta io. Solleva le gambe e poggia i talloni sul bordo del divano. Allarga le cosce e mostra la sua fica depilata al padre. “Se vuoi che io diventi una brava ragazza devi prenderti la mia verginità. Papà ti amo; voglio essere tua; Prendimi.” Tuo nonno resta pietrificato. Si trova davanti il meraviglioso corpo nudo di sua figlia che lo implora di chiavarla. La cosa non mi scandalizza. Da una serie di segnali ho capito che tua madre anela a farsi possedere dal padre. Vado in soccorso di mio marito. Lo aiuto a decidere. Mi avvicino. Gli sbottono i pantaloni. Infilo una mano nell’apertura e gli tiro fuori il suo stupendo ariete. Gli parlo. “Tesoro. L’ho fatto io non vedo perché non dovresti farlo tu. Tua figlia ti sta offrendo il suo amore. Accettalo. Non pensare a lei come figlia. È una donna. Prendila.” Il pantalone è scivolato sul pavimento. L’aiuto a liberarsi degli slip. Lo prendo per mano e lo guido verso il divano. Tua madre aggancia il cazzo del padre con entrambe le mani e lo tira in avanti. Erik cade su di lei. Tua madre guida la punta del cazzo di suo padre contro la sua vagina. Porta le gambe sulla schiena e lo imprigiona. Non ho mai visto mio marito impacciato come allora. Sembra un uomo alla sua prima esperienza sessuale. Tua madre si aggrappa al collo di suo padre e solleva il bacino favorendo la penetrazione. Un grido fa seguito all’atto. È fatta. Tua madre non è più vergine. Tuo nonno si sveglia dal torpore e ridiventa l’uomo che conosco. Incomincia a pompare il suo favoloso cazzo nelle fica di sua figlia come un toro che monta la sua giovenca. Lo fa con furia. Sento un urlo provenire dalla gola di tua madre. Sta godendo. Anche tuo nonno è arrivato al culmine. Riversa nella vagina della figlia il suo liquido seminale. Esausto ritrae il cazzo dalla fica di tua madre. Vedo il piacere di tuo nonno misto al piacere di mia figlia fuoriuscire dalle grandi labbra e dilagare verso l’esterno. Prima che vada a sporcare il divano mi precipito a tamponare il diluvio con gli slip di tuo nonno. Tua madre non si sente appagata. Per altro verso tuo nonno si sente pronto per altri incontri. Riprendono a tubare e poi a dare seguito alle loro voglie. È una giornata carica di sesso e prosegue per l’intera notte. Il bello è che il tutto è avvenuto sotto i miei occhi. Da allora tua madre ogni notte veniva nel nostro letto e si faceva montare dal nonno. Ancora oggi, almeno una volta a settimana viene a trovarci per dare sfogo alla sua libidine” “E l’altra tua figlia?” “Non seppe mai di cosa succedeva tra le mura di casa fino a quando…” “Nonna, quello che mi hai raccontato non mi dissuade dalla voglia di farmi sverginare da tuo marito. E voglio che tutto avvenga come lo è stato per mia madre. Prima però voglio vederlo mettere il suo cazzo dentro la tua fica. Voglio vederlo quando ti chiava” “Sei proprio una porcellina. Ok, faremo come vuoi. Ora finiamo la storia. Le orgette fra me, tuo nonno e tua madre continuano per un bel pò di tempo. Poi un giorno la puttanella si presenta a casa con un ragazzo al seguito. Disse che è l’uomo con cui voleva trascorrere il resto della sua vita. È quello che conosci come tuo padre. Tua madre, come se fosse tutto normale, ci mette al corrente che il suo uomo sa di quello che accade tra le mura domestiche e che sarebbe stata contenta se acconsentiamo a farlo partecipare ai nostri incontri. Tenuto conto che quando vedo tuo padre la mia gattina miagola e comincia a bagnarsi, sono ancora una volta io a prendere l’iniziativa. Dico ad Erik di occuparsi lui di tua madre che con il suo boy me la sarei sbrigata io. Lo trascino nella camera da letto e mi faccio cavalcare. Tuo padre fu meraviglioso. Forse perché era un ragazzo ma riesce, più volte, a farmi raggiungere il paradiso. Trascorro una notte indimenticabile. In quella occasione vengo a conoscenza che anche tuo padre ha regolari rapporti sessuali con sua madre. Gli chiedo se il padre è al corrente di quello che avviene in casa. Mi dice che non solo ne è a conoscenza ma che spesso sua madre si fa prendere da loro due insieme. Capisci mia piccola Nicole. Tuo padre chiava sua madre mentre il padre la sodomizza e si alternano anche.” “La madre di mio padre si fa cavalcare contemporaneamente da suo figlio e da suo marito. Uno le chiava la fica e l’altro le chiava il culo. Deve essere una bella porca per sottoporsi ad un tale trattamento” “Non offenderla. È una donna a cui piace essere amata” “Nonna la stai difendendo. Non dirmi che anche tu pratichi la doppia penetrazione?” “Dal giorno dopo che ne venni a conoscenza mi premunii che accadesse. Il mio culo è già frequentato. Tuo nonno è solito introdurre il suo ariete nel mio budello anale. Si tratta di trovare l’uomo che mi avrebbe chiavata davanti. Lo trovo in tuo padre. Chiamai Erik e lo metto al corrente del mio desiderio. Si dichiara immediatamente d’accordo. Il problema è tua madre. Anche se so che non farebbe scenate io voglio farlo senza altre presenze nei dintorni. Dobbiamo liberarci della sua presenza. Ci viene in aiuto l’altra mia figlia. Chiede alla sorella di accompagnarla a fare una visita ad un’amica comune. Tua madre accetta. Non si preoccupa del suo ragazzo. Sa benissimo che lo avrebbe ritrovato, al suo ritorno, nel mio letto. Appena il campo è libero chiamo i due stalloni e gli espongo la mia voglia. Non si fanno pregare. Tuo padre si stende sul letto. Gli prendo il cazzo in bocca e lo succhio fino a quando lo ritengo pronto ad assolvere al compito per cui è stato creato. Lo cavalco e mi faccio penetrare la figa dal su batacchio. Giro la testa verso Erik e lo invito a trapanarmi il culo. Tuo nonno artiglia il suo enorme cazzo e lo porta in contatto con il mio buchetto. Con poche ma forti spinte fa entrare il glande nel buco del mio culo e lo fa seguire dal resto del possente muscolo cavernoso. Ho due grossi cazzi che danzano nel mio corpo. Due possenti tori mi stanno montando. Uno davanti e uno dietro. I due maiali scaricano nel mio corpo litri di sperma. Ti giuro, cara nipotina, che è stata un esperienza esilarante. Quella mia prima volta ne esco distrutta. Da quel giorno il tuo paparino entra a far parte dell’enclave familiare non senza conseguenze. Sappi che tu hai altri fratelli e sorelle. Prima ancora che tua madre fosse ingravidata da tuo padre fui io ad essere inseminata. Il porco mi mise incinta. Nacque un maschietto che chiamai Sergei. Dopo due anni tuo padre mi ingravidò ancora una volta. Nacque Anita. Tu li conosci come tuo zio e tua zia. Invece sono tuoi fratelli” “E il nonno non disse niente? Voglio dire non si incavolò? Non fece scenate?” “Certo che le fece. Ma per l’amore che mi porta accetta le conseguenze del mio rapporto con tuo padre. Però il mio stallone ha la sua vendetta. Circuisce e seduce la madre di tuo padre. Entra nel letto della tua nonna paterna e la chiava ingravidandola per ben due volte. I bambini nati dal rapporto tra tua nonna paterna e tuo nonno Erik sono veramente tuoi zii. La faida non ebbe termine. Il tuo nonno paterno appena sa della gravidanza della moglie e di chi è il responsabile, si precipita a casa mia per chiedere ragione del comportamento di mio marito. In casa siamo sole io e tua madre. Non ci impieghiamo molto a calmarlo. Con uno sguardo d’intesa con tua madre lo prendiamo per le mani e lo conduciamo in camera mia. Lì il gioco diventa facile. Lo spogliamo dei suoi abiti e lo sbattiamo sul letto. A turno lo cavalchiamo. A lui non sembra vero. La frase che ripete in continuazione mentre ci chiava è: “Sto sognando. Sto chiavando mia nuora e la madre.” Dopo quel giorno la famiglia si arricchisce di altre due unità. Io partorisco un’altra figlia e tua madre un altro figlio. Il tuo fratellino più piccolo è il frutto delle visite di tuo nonno paterno nel letto di tua madre. Sembrava che tutto fosse tornato nei giusti confini. Io ho tre amanti: Erik, tuo padre e tuo nonno paterno. Inoltre sono madre di cinque figli: due avuti con mio marito; due avuti con tuo padre ed uno avuto con il padre di tuo padre. Tua nonna materna ha anche lei i suoi tre amanti: suo marito con cui ha dato alla luce tuo padre; Erik con il quale ha due figli ed infine tuo padre con cui ha un rapporto di puro amore. Infine c’è tua madre. Anche lei ha i suoi tre bravi amanti. Suo marito con cui ha due figli; suo suocero con cui ha un figlio e suo padre che puntualmente accoglie fra le sue belle cosce spalancate. Invece no. La storia non è finita. All’appello manca l’altra mia figlia: la sorella di tua madre. Come già ti ho detto tua zia in quanto a puttanaggine non è per niente inferiore a tua madre. Pensa che la sera prima del matrimonio di tua madre riesce a trascinare tuo padre in un albergo e trascorre con lui l’intera notte. Per lei è una vera e propria luna di miele. Si fa sverginare. Dopo il matrimonio di tua madre va a vivere da sola. Tuo padre la frequenta regolarmente. La ingravida. Lo confessa a tua madre la quale è entusiasta che anche sua sorella entra a far parte della famiglia. Tua zia da a tuo padre due figli.” “Nonna, zia di figli ne ha tre. Il terzo di chi è figlio?” “Di tuo nonno paterno. Con l’entrata in campo di tua zia il cerchio si chiude. Tra tutti sono la più fortunata perché nel mio letto è entrata mia figlia ed ora anche mia nipote.” “Nonna, il cerchio non si è chiuso. Nell’arena sono scesi altri attori. Mio fratello che, insieme mio padre, fa sesso con mia madre. Io che sto nel tuo letto e sono una tua amante e desidero che il nonno mi faccia sua così come ha fatto con mia madre. E, poi, non credo che il resto dei miei fratelli e sorelle nonché i miei zii siano immuni alle pratiche amorose. Il DNA della famiglia contiene il gene dell’incesto che a quanto ho capito prevale. Dimmi. Non avete mai pensato di vivere tutti sotto un unico tetto?” “No. Abbiamo preferito restare separati. Lo stare lontani fa sì che il desiderio è sempre presente.” “Nonna. Io voglio che tu e il nonno siate unicamente miei. Qui, in questa casa, desidero vedere solo voi due. Che venga mio padre per stare a letto con te o che venga mia madre per farsi chiavare dal nonno a me non sta bene. Questo vale anche per l’altro tuo amante e per l’amante del nonno. Se volete incontrarli fatelo in un altro posto.” “Ci vuoi solo per te? Sei gelosa?” “Non sono gelosa. Ma io non voglio più vederli. Voglio illudermi, anche se in fondo so che vi incontrerete per dare libero sfogo alla vostra libidine, che voi due siate solo miei.” “Cercherò per quanto sarà possibile di accontentarti. Ora prepariamo il terreno per tuo nonno. Vieni andiamo a farci belle.” “Nonna tu non hai bisogno di farti bella. Il solo vederti fa scattare sull’attenti molti cazzi e da quello che mi hai detto tuo marito è uno a cui la tua bellezza non è insensibile. E come potrebbe? È un uomo.” “Amore mio sai usare le giuste parole per farmi andare in ebollizione.” Io e mia nonna ci infiliamo sotto la doccia e ci laviamo a vicenda. Indossiamo gli accappatoi e andiamo nella sua camera da letto. Mia nonna mi sfila l’accappatoio e mi fa stendere sul letto. “Dai monella, tira su le gambe ed allargale.” Nel mentre eseguo il suo ordine anche lei si denuda. Sale sul letto e si mette carponi fra le mie gambe. “Nonna. Non dobbiamo prepararci a ricevere il nonno?” “È quello che stiamo facendo. Quando tuo nonno ci vedrà capirà cosa vogliamo da lui e agirà di conseguenza”  “Ma prima di farmi penetrare dal suo pene voglio prima vederlo mentre ti chiava. Voglio vedere il suo cazzo entrare ed uscire dalla tua vagina. Me lo hai promesso” “E cosi sarà. In attesa non ci costa niente sollazzarci un pochino fra noi due. Vedrai che quando tuo nonno arriverà ci troverà pronte a soddisfare le sue e nostre voglie.” Fionda la sua testa sul mio pube ed comincia a baciarmi la micina. Fa entrare in azione la lingua e pennella le mie grandi labbra con leccate corte e veloci. “Oh nonna. Ti prego. Continua. Non smettere”. Mia nonna è ormai lanciata. Le sue labbra agganciano il mio clitoride. Lo imprigiona e fa vibrare sul piccolo glande la punta della lingua. Lo succhia dando vita ad un vorace pompino. Il clitoride è per intero fagocitato dalle sue labbra. Dio com’è bello. “Nonna, mi stai facendo morire”. In quella la porta della camera si apre ed il nonno irrompe nella stanza. La scena che gli si presenta davanti è sconvolgente ed allo stesso tempo eccitante. Non è da poco trovare nel proprio letto la moglie che sta scopando con la propria nipote. Del rapporto che c’è tra me e la nonna ne è a conoscenza, ma vedere la moglie con il culo alzato e con la testa fra le gambe della nipote è tutt’altra cosa. Immediatamente si denuda. Sale sul letto e si posiziona dietro il culo della moglie. Capisco cosa sta per fare. “Nonno fermati. Aspetta. Voglio vederti quando la infiocini”. Con un balzo mi sottraggo alle leccate della nonna e vado a posizionarmi su un lato del culo della vegliarda. Sono in un ottima posizione per assistere alla penetrazione. “Dai, nonno, introduci il tuo cazzo nella figa della nonna. Fallo con lentezza. Voglio vedere il tuo cazzo avanzare, cm dopo cm, nel ventre di questa vacca di tua moglie”. Il nonno appoggia il glande nel solco che separa le grandi labbra e comincia a spingere. Vedo il glande sparire lentamente. La voragine che si apre dietro quelle polpose collinette sta ingoiando il grosso fallo di mio nonno. È eccitante vederlo sparire. La mia micetta incomincia a miagolare ed a lacrimare. Si riempie di umori. Porto una mano tra le gambe e artiglio il clitoride. Lo strizzo. Mi sparo una sega. “Sei contenta? Lo spettacolo è di tuo gradimento? Ti piace vedere il cazzo del nonno sparire nel mio ventre?” Non le rispondo. La mia attenzione è tutta rivolta alla rappresentazione d’amore a cui sto assistendo. La nonna gira la testa verso suo marito. “Dai Erik. Fai vedere a questa puttanella come un uomo della tua età porta allo svenimento una donna del mio stampo. La troietta vuole vederti mentre pompi il tuo ariete nella mia figa. Chiavami e fammi raggiungere le sublimi vette del piacere.” Il nonno indietreggia con il bacino ed il suo cazzo fuoriesce dall’orifizio vaginale. Vedo il glande grondante delle secrezioni vaginali della nonna e prima che lo rimetta dentro fiondo la mia bocca sulla grossa cappella. Lo accolgo nel cavo orale e lo pulisco. Poi lo prendo con la mano e lo posiziono di nuovo in corrispondenza della figa. Erik con un sorriso mostra di aver gradito la mia iniziativa. “Moglie, tua nipote in fatto di maialate ha superato te e la madre. Sai cosa ha fatto? Quando ho sfilato il cazzo dalla tua fica si è precipitata a prenderlo in bocca e lo ha leccato pulendolo dalle tue secrezioni. Credo proprio che la nostra sarà una lunga e laboriosa chiavata. L’iniziativa di tua nipote apre nuovi orizzonti nel dare e ricevere piacere” “Ho sempre pensato che nostra nipote avesse una fervida immaginazione. Penso proprio che con lei passeremo momenti di lunga e piacevole convivenza. Noi tre ci divertiremo molto. Merita un premio. Quando avrai finito con me dovrai occuparti della sua micina. I miagolii che emette si sentono a grande distanza” “Vuoi che la chiavi?” “Lo vuole lei. È vergine. Vuole essere deflorata da te come facesti con sua madre”. Mio nonno mi guarda e mi sorride. Il pompaggio del cazzo del nonno nella figa di Geltrude riprende a ritmo sostenuto. Ad ogni fuoriuscita corrisponde un entrata nella mia bocca con relativa leccata. Il movimento delle mie dita sul mio clitoride diventa più frenetico. Sto per avere un orgasmo. Un mugugno lo annuncia. Vengo. Scarico sul letto i miei umori. Sono di nuovo in me. Mi infilo sotto al corpo della nonna e vado a posizionare la testa fra le sue bianche e lisce cosce. Da quella posizione ho una migliore visione del come il cazzo del nonno entra ed esce dalla vagina di sua moglie. Non solo, ma riesco meglio ad imboccare il cazzo di Erik. Sono di nuovo eccitata. Le mie gambe che si trovano distese sotto al corpo di Geltrude si allargano offrendo la mia vagina alla bocca di mia nonna che non si fa pregare. La sua bocca è già sulla mia passera e la sta già insalivando con la sua lingua. Le sue labbra si chiudono intorno al mio clitoride ed un nuovo esilarante pompino ha inizio. La mia bocca non sta ferma. Quando è libera dal cazzo del nonno mi dedico a lappare i succhi che la vagina di mia nonna produce sotto la spinta del grosso fallo di Erik. Io, la nonna ed il nonno stiamo ballando la danza dell’amore. Ciucciando il cazzo del nonno e leccando la figa della nonna contribuisco al raggiungimento del loro piacere e questo mentre la nonna mi spompina il clitoride. “Dai nonno. Spingi più forte. Spaccagli la figa a questa puttana di tua moglie” “Si Erik, marito mio accontenta la tua nipotina. Falle vedere la potenza del tuo ariete”. Il nonno a sentire i nostri incitamenti aumenta il ritmo. Chi ci perde sono io che non ricevo più in bocca il cazzo del nonno. Chi ci guadagna è Geltrude che ha ormai il pene del marito completamente piantato nel suo ventre. Sotto i colpi del nonno la puttana geme e nitrisce per il piacere che si tramuta in orgasmo facendola godere. Avendo la bocca incollata alla sua vagina con la lingua raccolgo le sue secrezioni e le bevo. Anche il nonno raggiunge il suo orgasmo. Non lo scarica nel ventre della moglie. Prima che esploda estrae il cazzo dalla figa della nonna e lo offre alla mia bocca. Ben volentieri gli do ospitalità nel mio cavo orale. Lui scarica nella mia bocca possenti bordate di caldo sperma che mi affretto ad ingoiare. Dio quanto ne spara. Quando i colpi hanno termine lo mungo con le labbra per fargli sgorgare i residui di sperma fermi nel suo condotto uretrale. Niente deve andare perduto. “Ecco fatto. Nonno puoi stenderti ti ho dato una bella ripulita. Anche tu nonna sei asciutta.” I due, marito e moglie si stendono di schiena sul letto. Li guardo. Sono meravigliosi. Sono due splendidi nudi. Peccato che il cazzo del nonno sia floscio. Mi adopererò per raddrizzarlo. “Allora dolce troietta, lo spettacolo è stato di tuo gradimento? Ti è piaciuto vedere il nonno che mi chiavava?” “Nonna è stato fantastico vedere il cazzo del nonno pistonare la tua vagina” “Ti è piaciuto anche ciucciarlo e bere il suo liquido seminale?” “Certo che sì. Ti dico subito che ha un buon sapore. È squisito. Mi è piaciuto anche lappare le tue secrezioni. Anche tu hai un buon sapore” “Tu invece hai un sapore asprigno. Fra poco sarà il nonno ad assaggiarti ed io starò a guardarvi. Ora lasciamolo riposare”. Sì! È meglio lasciarlo riposare. Erik pur essendo ancora un valente stallone da monta ha purtroppo raggiunto un’età in cui dopo una focosa galoppata deve avere a disposizione un bel po’ di tempo per recuperare le forze. "Non sarò certamente io a negargli il dovuto riposo. Quando mi monterà mio nonno dovrà essere in smagliante forma" “Geltrude. Posso chiamarti con il tuo nome? Quand’è che capisti che mamma voleva che il padre la facesse sua” “Tua madre non ha mai nascosto il desiderio di farsi chiavare da suo padre. Ha sempre detto che era innamorata di mio marito e con una serie di segnali lo tentava continuamente. Era tuo nonno che non afferrava il senso delle allusioni a cui la figlia tendeva. Per me che sono una donna mi risultò subito chiaro l’obiettivo di tua madre. Non mi opposi né la scoraggiai. Al contrario in un certo qual modo la incitavo. Una delle tante notti trascorse ad amarci e dopo che avevamo soddisfatto la nostra componente lesbica, la invitai a parlarmi di suo padre. Lei subito mi disse che lo amava e che lo avrebbe ospitato volentieri dentro di se. Gli chiesi il perché non l’avesse ancora fatto. Mi rispose di aver paura di una sua violenta reazione. La rassicurai dicendole che il padre non l’avrebbe mai usato violenza e poi c’ero io a proteggerla. Gli dissi che quando avrebbe deciso di farsi montare da mio marito sarei stata presente. Cosa che, come già ti ho raccontato, avvenne. Oggi la storia si ripete. Quello che è cambiato è il personaggio femminile. Come allora Erik monterà una puledrina della stessa sua discendenza. Quella puledra sei tu. Vedrai. Tuo nonno sarà un amabile amante. Quando ti prenderà lo farà con delicatezza e dolcezza. Non può fare diversamente: sei sua nipote.” “Nonna, io non voglio che tuo marito mi tratti come una bambola da non rompere. Quando verrà il momento voglio che il nonno mi tratti come se stesse chiavando con te. Voglio essere posseduta.” “Dio mio. Sì, non c’è dubbio alcuno. Sei proprio figlia di Liliana(è mia madre). Sei uscita dal ventre di tua madre già consapevole di diventare più troia della donna che ti ha messo al mondo. Sei più vacca della sottoscritta” “Mi devo offendere?” “No! E’ un complimento quello che ti faccio. OK. Sia come tu vuoi. Sei una femmina in calore e come tale devi essere trattata. Dai. È giunto il momento di svegliare il toro che ti dovrà montare. Spetta a te farlo uscire dal mondo dei sogni e portarlo nella realtà” “Come farlo?” “Hai una bocca da pompinara. Usa quella”. Mi metto carponi e sotto gli occhi attenti di Geltrude prendo con due dita il cazzo floscio di Erik e lo sollevo. Apro la bocca e la richiudo dopo aver imboccato il grosso glande del pene del nonno. Lo avviluppo con la lingua e lo lecco. Un mugugno gli esce dalla bocca. Sollevo gli occhi e fisso il mio sguardo nei suoi occhi. Sorride. Sposto lo sguardo verso Geltrude che con un movimento delle palpebre mi fa capire di aver imboccato la giusta strada. Sotto l’azione della mia bocca e con l’aiuto indispensabile della lingua il cazzo del nonno rifiorisce e cresce indurendosi. È talmente grosso è lungo che la mia bocca fatica a contenerlo. Non so se al mondo ci sono uomini con un cazzo delle stesse dimensioni di quelle di mio nonno. Cara Amanda, ti assicuro che è enorme. Quello di tuo figlio, che pure è grosso, ci perde nel confronto. Sento la voce della nonna la quale mi dice di non affannarmi nel cercare di contenerlo interamente nella bocca. Basta che lavori sui tre quarti della lunghezza di quel fulgido strumento di piacere. Le do ascolto anche perché se lo faccio affondare nella mia gola rischio di soffocarmi. L’idea di morire con un cazzo in gola non mi sorride proprio. Sotto l’azione delle sapienti leccate che do a quel grosso batacchio sento che si indurisce sempre di più. Il sangue affluisce copioso nelle veni che lo attraversano. Erik accompagna ai muggiti anche qualche grugnito. Interviene Geltrude la quale avvicina la bocca al mio orecchio. “Preferisci che ti venga in gola o che ti deflori?” Smetto di succhiare il cono del nonno e la guardo. “È pronto per soddisfare il tuo desiderio. Andiamo nel salone.” Lei è già in piedi fuori dal letto. Prende la mia mano e mi guida nel salone. Mi conduce verso il divano. Mi invita a chinarmi in avanti. Quando il mio corpo forma una posizione di un angolo retto mi fa poggiare le mani sul piano del divano e poi mi dice di allargare al massimo le gambe. L’apertura raggiunge il suo massimo. Nonna mi suggerisce di poggiare le ginocchia sul bordo e di tenere i piedi a terra. “Sei stupenda. Non muoverti. Prendo la telecamera e ti riprendo nella posizione in cui sei e poi riprenderò anche il momento della tua deflorazione. Quando vuoi potrai rivedere il filmino di questo importante momento della tua vita”. Nel salone fa il suo ingresso l’interprete maschile. Giro la testa per guardarlo. È un gigante quello che lentamente si avvicina. I suoi occhi sono puntati su quello che la posizione a 90° del mio corpo sta offrendo alla sua vista. Ne è incantato. Vedo il suo priapesco fallo puntato come un ariete nella direzione del mio deretano. Distolgo per un attimo gli occhi e vedo la nonna che sta riprendendo ogni secondo di quella fantastica scena. Il nonno è giunto dietro di me. Non vedo più il suo enorme cazzo. Poggia le sue enormi mani sui mie fianchi. Subito dopo avverto una leggera pressione contro le labbra vaginali della mia succulenta fighetta. Alla pressione fa seguito un piccolo colpo in avanti. Oh! Dio. Il nonno ha dato il via alla deflorazione della mia passera. Ancora un colpo e il mostruoso glande si fa largo fra la fenditura delle grandi labbra. Sono tutta bagnata. La mia vagina sta secernendo liquidi in abbondanza. Questo favorisce la penetrazione. Il glande raggiunge l’imene. Ecco che il tanto desiderato, agognato, sospirato, sognato momento è arrivato. Per un attimo mi irrigidisco. Il nonno ne approfitta per assestarmi il colpo fatale. L’imene si lacera. Un piccolo grido di dolore accompagna la perdita della verginità. Superato l’ostacolo imene il pene del nonno scivola dentro l’orifizio vaginale come un pitone scivola veloce sul terreno. I miei muscoli vaginali si adattano alla sua grossezza. Il glande ha raggiunto la bocca dell’utero. Nonostante la lunghezza il fallo del nonno riesco ad ospitarlo tutto quanto. Compiuto lo sfondamento del mio nido, Erik piega il suo corpo distendendo il torace sulla mia schiena. Circonda con le braccia il mio torace e si aggancia con le mani alle mie mammelle. “Piccolina. È stato favoloso quando ho sentito il tuo imene cedere sotto la spinta del mio ariete” “Nonno. Sei stato magnifico. Sei entrato nel mio ventre cosi come ho sempre sognato. Spero che questo sia solo l’inizio di un lungo rapporto. Voglio essere la tua amante preferita. Resterò con te e la nonna per tutto il tempo che vorrete. Dormirò nel vostro stesso letto. Sarò sempre disponibile a soddisfare le tue esigenze di maschio. Ora chiavami. Fammi sentire il tuo amore per me”. Il fallo di Erik mi riempie tutta. Lo sento nello stomaco. I muscoli vaginali si stringono intorno a quel mostruoso corpo. Lo mungo. Il nonno grugnisce. “Sai fare anche la mungitura. Non c’è alcun dubbio. Sei nata puttana e tale resterai per tutta la tua vita”. A quelle affermazioni rido e scodinzolo il culetto. Al nonno piace. Sento che si sta ritraendo. Lo fa lentamente. Prima che fuoriesca anche il glande il nonno mi penetra di nuovo. Ha cominciato a chiavarmi. Dio, che sensazione meravigliosa. Il suo modo di pompare il suo cazzo nella mia figa è a dir poco sconvolgente. Sento la voce di mia nonna che lo incita ad usarmi più violenza. “Dai amore. Guarda come gode questa cagna di tua nipote. È peggio di sua madre. Spaccale la fica” E intanto continua a riprendere la scena dell’amplesso. I miei ululati riempiono il silenzio del salone. Gli orgasmi si susseguono uno dietro l’altro. Anch’io incito il nonno. “Forza nonno. Spingi più forte. Voglio sentire il tuo glande sbattere contro il mio utero. Sì. Bravo. Così. Non ti fermare. Ancora più forte”. Il nonno non mi sta trattando come una bambola da preservare. Al contrario con quel suo poderoso cazzo mi sta spazzolando la fica come un ossesso. Attraverso uno degli specchi presenti nel salone vedo Geltrude avvicinare la bocca all’orecchio del marito. Deve avergli sussurrato qualcosa di particolare perché il nonno guarda la moglie con un sorriso sadico dipinto sul volto. Prima che riesca a decifrare quel sorriso, il nonno sfila il cazzo dalla fica e aiutato dalla nonna punta il suo glande contro il mio secondo buchetto. Quella bastarda di mia nonna gli ha suggerito di deflorarmi anche il culo. Tento di ribellarmi. Mi agito. Grido che non voglio. Il suo peso sulla schiena e le sue forti braccia che mi cingono il torace mi impediscono qualsiasi movimento. La fuga mi è impedita. Mia nonna lo aiuta prendendogli il cazzo con una mano e lo tiene fermo contro il buco del mio culo. Erik da una poderosa spinta e la testa dell’ariete riesce ad entrare per metà. Mi sento come se mi stesse squartando. Un urlo da porca sgozzata rimbomba nella casa. Meno male che la villa è fuori città e ben addentro nel bosco che la circonda. Altrimenti il mio urlo avrebbe richiamato l’attenzione di qualcuno con conseguenze facilmente prevedibili. Solo allora la nonna lascia il cazzo del marito e riprende il suo lavoro di cineasta. Il dolore è stato tremendo. Il figlio di puttana non si è lontanamente preoccupato di ammorbidire l’anello dello sfintere con qualche emolliente. Dovevo aspettarmelo. Ben mi sta. Oramai è fatta. Dopo la prima bordata ne fa seguito un’altra altrettanto dolorosa. Il glande riesce a superare lo scoglio dello sfintere e si avventura nell’oscurità dell’intestino retto. Lo sfondamento del mio culetto è stato repentino e violento. Lacrime di dolore sgorgano dai miei occhi. Senza darmi il tempo di recuperare dal dolore il nonno continua a spingere il suo cazzo nel mio culo. Lo sento salire nell’intestino come se fosse una scavatrice che sta avanzando nel sottosuolo per allargare un tunnel già esistente ma molto stretto. Il nonno mi sta sodomizzando e lo fa con lo stesso vigore di quando me lo ha messo in figa. “Mia piccola Nicole oltre ad essere bella sei una meravigliosa donna. Io, tu e la nonna ci divertiremo molto” “Mio grosso bastardo, bastava chiederlo. Te lo avrei dato lo stesso. Invece mi hai usato violenza. Mi hai distrutto il culo. Ci vorrà tempo prima che tu possa nuovamente incularmi” “Ti farai accompagnare da tua nonna dalla sua ginecologa. È brava” “Anche a risanare culi rotti da un cazzo come il tuo? Tu non hai ancora goduto. Se vuoi irrorarmi l’intestino con il tuo sperma, ti prego, quando mi chiaverai il culo fallo piano”. Sono mentalmente preparata a subire il pompaggio del cazzo del nonno nel mio culetto da lui sfondato. Il dolore si è attenuato di molto. Il palo del nonno e tutto dentro. Non un cm del suo cazzo è rimasto fuori. Il mio culo è riuscito a contenerlo tutto. Il nonno comincia a stantuffare il suo pistone nel mio budello. Il bruciore è forte. Devo resistere. Gradualmente lo sfintere si abitua al corpo estraneo ed il bruciore si attenua. Finalmente lo stallone che mi sta fottendo il culo raggiunge il suo apice e scarica nelle mie viscere una quantità enorme di sperma. Quando non ne ha più sfila il suo ariete dal mio culo e si abbandona sul divano. Geltrude riprende anche la dilatazione del mio sfintere operata dal superbo cazzo di mio nonno. Io non riesco ad abbandonarmi. È tale il bruciore che sento nel culo che mi immobilizza. Mia nonna mi viene in aiuto. mi fa scendere dal divano e sorreggendomi mi conduce in bagno. Mi fa entrare nella vasca e apre l’acqua fredda. Dio che sensazione di sollievo. Ecco cara Amanda, come ho ricevuto il mio battesimo del sesso” “Quella che mi hai raccontato è una storia fantastica. Quindi è stato tuo nonno a romperti il culo. Quando tempo sei stata con loro due?” “Mio nonno è stato l’uomo che si è preso la mia verginità vaginale e quella anale. Sono stata la loro amante fino al giorno del mio matrimonio con tuo figlio. In verità lo sono ancora. È difficile rinunciare alle visite del cazzo del nonno che periodicamente fa alla mia pussy. Il culo non l’ha più chiavato perché non gliel’ho più consentito. Il secondo uomo che mi ha inculata è stato tuo figlio e più nessun’altro” ”Sai che hai stuzzicato la mia fantasia. Mi piacerebbe conoscere i tuoi avi” “Già li conosci. La prima volta li hai incontrati al matrimonio ed in seguito li hai visti anche in casa nostra” “Non mi riferisco a quel tipo di conoscenza. Vorrei conoscerli intimamente” “Vuoi farti scopare da mio nonno? Vuoi che Geltrude venga a dormire con te? Lo sai che anche i vegliardi hanno espresso lo stesso desiderio? Potremmo organizzare degli incontri in casa loro a cui faremmo partecipare anche tuo figlio. Sai per confezionare panini c’è bisogno che gli uomini siano due. Se mi dai il via mi muoverò per concretizzare” “Hai il mio consenso. Organizza. Poi vedremo quello che succederà”.

P.S. Questo è un racconto di fantasia. Ogni riferimento a persone viventi è puramente casuale.




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    Racconto a Caso
Autore : marco.1956
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