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Pubblicato : 05-07-2011 | Autore : champa
Categoria : Tradimenti | Totale Visualizzazioni : 8416 | Votazione :


  
champa

Teresa era arrivata nei nostri uffici da poco, era stata trasferita da Milano per avvicinarsi a casa.

I primi giorni, timida e fuori dal suo ambiente, aveva manifestato riservatezza nei confronti dei colleghi fino a rasentare l’antipatia, poi col tempo prendendo confidenza era diventata più spigliata, ma senza esagerare.

Poco tempo fa ha cambiato look: capelli più corti, colpi di luce rossicci, e con l’arrivo della bella stagione vestitini più attraenti, ma i suoi comportamenti sempre molto amichevoli mantenevano comunque le debite distanze.

Nel periodo estivo mi trovai ad essere da solo in ufficio con lei, i nostri due colleghi erano in ferie, fra noi prese il via una confidenza più amichevole anche se non si poteva certo parlare di intimità.

Un pomeriggio il direttore commerciale mi chiamò per avvisarmi che nel tardo pomeriggio c’era da predisporre un invio di materiale e che ci sarebbe stato bisogno di fermarmi fino a sera, per prendere contatti con i colleghi che operavano negli USA a Los Angeles.

Rientrato in ufficio Teresa mi chiese cosa fosse il viso imbronciato che avevo.

-Devo fermarmi fino a tardi per un invio all’estero, che palla preparare le distinte, i documenti e le relazioni.

-Posso fermarmi con te? Non l’ho mai fatto e mi piacerebbe imparare.

Risposi che se era così pazza da buttare un pomeriggio poteva restare sicuramente, mi rispose che Gianni il marito sarebbe ritornato a casa più tardi e non c’era bisogno di aspettarlo a casa, avvisai mia moglie che arrivavo tardi e mi impegnai sulle scartoffie dell'invio.

Alle 17.00 il direttore passò a salutare raccomandandoci di chiudere l’ufficio, spengere le luci, i computer e bla bla, come se fossimo bambini, e così rimanemmo da soli.

Era lunga aspettare le 18.00 i documenti erano pronti e quindi con Teresa ci mettemmo a navigare in internet, un po’ di meteo, due notizie e quindi ci ritrovammo a guardare le foto di una modella che aveva appena vinto un premio.

-Su questa ci farei un pensierino!- dissi a Teresa.

-Solo un pensierino!?!?- mi rispose lei.

-Direi proprio di no, ci fare ben più che un pensierino.-

Teresa si spostò un po’ più in là come se volesse farsi ammirare meglio e guardandomi con uno sguardo che non avevo mai visto mi disse:

-E su di me lo hai mai fatto un pensierino?-

Non mi feci cogliere di sorpresa e risposi:-Ben più che un pensierino, mi piaci!-

E così dicendo mi avvicinai a lei e la bacia sulle labbra.

Mi attirò a se e ci trovammo a far ballare le nostre lingue come due serpenti in una danza d’amore.

Con le mani intrappolai un seno morbido, abbondante, sentivo il capezzolo indurirsi sotto il reggiseno di pizzo.

Sbottonai la sua camicetta e slacciai il reggiseno, il segno dell’abbronzatura mi eccitava, scoprii due capezzoli scuri e duri e cominciai a succhiarli mentre accarezzavo quelle fantastiche tette.

Mentre con la mano scendevo sulle cosce e cominciavo ad addentrarmi fra le gambe, Teresa mi fermo la mano e in un sussurro mi disse:- Sono mestruata, non posso!-

Detto questo si staccò da me e facendomi allontanare si alzò dalla sedia, finì di togliersi camicetta e reggiseno quindi guardandomi con occhi vogliosi si inginocchio di fronte a me cominciando ad armeggiare con la patta dei miei pantaloni.

Sfoderò il mio cazzo già duro come il marmo, lo accarezzò masturbandolo lentamente e disse:- Le mestruazioni ce le ho alla fica mica alla bocca!-

E così detto fece sparire tutto il mio uccello fra le sue labbra.

Continuò il dolce su e giù con la bocca per alcuni istanti, quindi mi diede la possibilità di spogliarmi e mi fece sdraiare sulla mia scrivania.

Mi accarezzava il ventre, l’inguine, l’interno delle cosce, si avvicinava al cazzo ma non lo toccava mai sfiorandolo solamente, era una dolce tortura che mi estasiava.

Posò la bocca sull’inguine, prese a baciarmi attorno all’uccello che stava esplodendo, lo prese con la mano e cominciò ad accarezzarlo.

Quindi passo con la bocca sulle palle, prima baciandole e poi stuzzicandole con la punta della lingua giungendo a leccare e baciare la base della mazza in tiro, la lingua scivolava per tutta la lunghezza dell’asta, e ogni volta che arrivava sulla punta prendeva in bocca la cappella, la succhiava un attimo e riprendeva a leccare.

-Sei diabolica, chi avrebbe mai pensato a te in questo modo!

-Pensa che ho appena cominciati!- mi sussurrò lei leccando più forte.

Prese in bocca tutto il mio cazzo, mentre con la mano mi carezzava le palle bagnate dalla sua saliva, lentamente si mise a stuzzicarmi il buco del culo con le dita, mi piaceva moltissimo, premeva piano sul buco e poi un po’ più forte, quindi succhiava la cappella, e leccava l’asta le palle.

Sentivo la sua saliva scorrere, la sua bocca calda baciare tutte le mie parti intime, nel momento in cui lei capì che non avrei offerto resistenza infilò la prima falange del medio nel mio culo, ebbene sono sincero, mi piacque e la lasciai fare.

Sono etero convinto e non mi farei mai mettere niente nel culo ma in quel momento non feci alcuna resistenza e lasciai che infilasse metà del dito.

Lo sentivo frugare dentro di me e la sua bocca sulla cappella succhiava e leccava, non so quanto tempo fosse passato da quando avevamo cominciato, ma dopo poco sussurrai:- Vengo! Sto per sborrare!-

Teresa non si scompose, prese tutta la mia sborrata in bocca la sentii deglutire e continuare a tenere il mio cazzo in bocca, quindi si staccò e mi chiese se mi desse fastidio se continuava a giocare con il mio cazzo, ovviamente la lascia al suo divertimento, giocò con il membro che non voleva saperne di diventare mollo e quindi si fermò, mi baciò e cominciò a rivestirsi.

Squillò il telefono e mi ripresi, alzai la cornetta ed i colleghi da Los Angeles mi chiesero se avevamo ricevuto la posta elettronica risposi che avrei guardato subito.

-Si, l’abbiamo ricevuta, cominciamo le pratiche.-

-Ci dispiace per avervi fatto fare gli straordinari,- mi dissero –speriamo che la cosa si ripeta di rado!-

Appena riattaccato il telefono dissi la cosa a Teresa che con un sorriso malizioso disse:-Cos’era, una minaccia?!?! Fra un paio di giorni non sarò più mestruata……

Ma questa è un’altra puntata.




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    Racconto a Caso
Autore : ziel80
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