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Pubblicato : 25-01-2012 | Autore : marco60
Categoria : Incesto | Totale Visualizzazioni : 2931 | Votazione :


  
marco60
sono un uomo vissuto e mi piace l'erotismo in tutte le sue forme

Abitavo in un paese del sud Italia, in  un paese piccolo come tanti. Ero il primo nipote, mia zia Paola, la sorella di mia mamma, aveva 31 anni era ancora  giovane e bella, una tipica bruna mediterranea, con un corpo meraviglioso. Ero il suo primo nipote, mi aveva cresciuto lei per così dire, nella grande casa di mia nonna. Era il mio sogno erotico, mi masturbavo sempre pensando a lei. In estate per il gran caldo, mia zia si vestiva con una leggera veste, e si vedeva in trasparenza la sua esaltante femminilità. Un seno enorme, due cosce stupende e un culo da favola, i suoi capelli lunghi e neri, le davano un aspetto d'attrice.
Usavo mille sotterfugi per poterla vedere nella sua nudità. Mi posizionavo dietro la porta del bagno e cercavo di vederla mentre si alzava la veste e si abbassava le mutande per fare i suoi bisogni. Frugavo nella sua biancheria sporca per sentire l'odore di figa nelle sue mutande e l'odore del suo sudore nel reggiseno. E mi masturbavo.
Poi quando in estate dormivo da lei, la notte mi alzavo dalla mia stanza e raggiungevo la sua, la vedevo mentre dormiva seminuda, vedevo quei seni prosperosi e quelle cosce stupende e correvo a letto a masturbarmi.
Ogni qualvolta lei si sedeva facevo di tutto per guardarle le cosce, e l'immagine di quelle mutande mi faceva impazzire. Mia zia, sospettava qualcosa, perché quando cercavo di sbirciarla, trovava espedienti per distrarmi. Una sera uscimmo a fare una passeggiata, mi mise sottobraccio, sentivo quei grossi seni che si appoggiavano all'esterno della mia mano, allora con le dita cominciai a toccargli i capezzoli, lentamente e con delicatezza. Lei non si scostava, e faceva finta di nulla, ma notavo un certo turbamento nel suo viso.
Una notte sentivo che dalla sua stanza provenivano degli strani rumori, mi avvicinai alla porta e la scostai, mia zia era a gambe aperte che si stava masturbando, e gemeva come una maiala.
L'immagine di quelle cosce aperte e la sua mano sulla figa, mi diede una forte sensazione, volevo entrare e chiavarla, ma mi trattenni, non potevo rischiare.
Quasi sempre la mia mente era occupata da Lei, la sognavo la desideravo, era diventata la mia ossessione. Un pomeriggio ero sul letto a riposare, mi cominciai a masturbare, avevo rubato una sua mutandina e l'odoravo mentre mi segavo, sentii come un fruscio dietro la porta, mi alzai di colpo, ma non c'era nessuno. La sera ci sedevamo nell'ampia sala dove una televisione era l'unica attrazione e vedevamo un film, io mi sedetti a lato di lei, come sempre, dietro tutti. Ad un tratto mi si avvicino all'orecchio e con voce lieve, mi disse: sei una maiale, portami le mie mutandine. Arrossii come un pomodoro, mi alzai e andai a prendere le mutandine. Li arrotolai nella mia mano, mi avvicina a lei e le disse: vuoi queste? Mi guardò con due occhi quasi per fulminarmi, mi prese la mano e l'aprì con forza e si riprese le mutandine. Oramai era nata una complicità, tra lei e me.   
Cominciai a provocarla, appena trovavo l'occasione la guardavo intensamente, le facevo capire chiaramente che la volevo.
compievo 18 anni, è una bella festa fu organizzata a casa mia, regali ecc. il mio posto era sempre vicino a lei. Mentre cenavamo, si facevano i soliti discorsi, ma io pensavo ad altro. Cominciai a strusciare la mia gamba con quella di mia zia, mi piaceva sentire quel contatto, lei si scostava ed evitava il contatto. Ma io imperterrito continuavo… mi guardava e con mezze sillabe ripeteva: smettila, basta, smettila stronzo.
Allora abbassai la mano e gli accarezzai la parte interna della coscia, si resto ferma come imbambolata. Non fece nessuna reazione, io osai di più, arrivai fino alla figa, le accarezzai da sopra le mutande, e lei faceva finta di nulla, anzi parlava con gli altri. Allora scostai le mutande e ficcai le dita in quel pelo meravigliosamente umido. Con una scusa si alzò e andò in cucina, io scappai al bagno e con due menate al mio cazzo sborrai copiosamente.
L'apice dell'eccitazione la provai una sera che eravamo affacciati al balcone a vedere una festa popolare. Mi ero posizionato dietro di lei, e siccome eravamo accalcati in tanti, l'appoggiai il mio cazzo sulle sue natiche, cominciai a strofinargli il cazzo lentamente, senza far notare nulla, spingendolo pure lentamente per farle sentire il gonfiore del mio arnese. Lei non si scostava stava ferma, allora osai di più, abbassai la mano e le accarezzavo il culo. Sentivo i suoi fremiti, stavo impazzendo dalla voglia.
La notte non riuscivo a dormire, ero eccitatissimo. In piena notte presi una decisione, di andare nella sua stanza. Mi alzai lentamente e raggiunsi la sua porta, entrai in punta di piedi, mi avvicinai lentamente, appena ero vicino lei aprì gli occhi, dicendomi che vuoi? bastardo di un nipote!
Non risposi le tolsi il lenzuolo di sopra e sbottonandole la leggera caamicia cominciai a succhiarle i capezzoli, succhiavo e leccavo con tutta la mia forza, lei non fece nulla per respingermi, era sorpresa della mia azione ma cominciò a gemere di piacere, la cominciai a leccare da tutte le parti, la mia lingua era impazzita, raggiunsi la sua figa pelosa, e comincia a frugarla tutta, infilavo la lingua dentro la sua figa e succhiavo quel grosso clitoride che le produceva spasmi di piacere enormi.
Mia zia si dimenava come una cagna in calore, farfugliava parole incomprensibili, toccandomi e carezzandomi tutto. Mi prese il cazzo in bocca e lo ingoiava fino ai coglioni, mi stava facendo un pompino eccezionale. Stavo scoppiando di piacere, stavo venendo, mia zia si allargo le cosce e cominciai a chiavarla, ero in mezzo alle sue cosce, con il mio cazzo dentro la sua figa e le sue tette nelle mani. Appena sentii che il mio sperma stava esplodendo mi tirai indietro e inondai la sua pancia.
Mia zia non era ancora soddisfatta e masturbando venne in un orgasmo incredibile, mentre le succhiavo i seni e la baciavo.  
Rimase la mia amante per anni, e da gran troia mi insegnò molte cose, senza che nessuno sapesse, io e mia zia chiavavamo sempre e appena potevamo. Poi mi trasferii in un altro paese, ma ancora oggi, appena posso vado a trovare la mia bella zia, che rimasta nubile, vive agiatamente nella casa di mia nonna. E quando la vado a trovare con i suoi quasi sessant'anni ancora mi fa provare sensazioni meravigliose e uniche.






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