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Pubblicato : 29-01-2010 | Autore : seno.81
Categoria : Esibizionismo | Totale Visualizzazioni : 1154 | Votazione :

  
seno.81
In cerca di storie intriganti e riservate, anche per poter ispirare i miei racconti.

Il regista ritorna da noi, si complimenta: "Bene! Siete bellissimi. Ora vi riprendo mentre tu Paolo, le baci la schiena e poi simulate un rapporto anale, ok?" Mentre attende l'arrivo del secondo cameraman, noi due ci sistemiamo come ci indicano, intanto Eleonora mi avverte "questa non ci penso proprio a farla reale". Io sorrido e l'assecondo. Si posizionano tutti e il regista da il via alla scena. Eleonora è distesa a pancia sotto, io mi muovo su di lei. Prima ci baciamo le labbra muovendo le lingue da fuori, in modo che siano visibili, come indicatoci, poi le bacio il collo, e infine passo alla schiena. E' una schiena stupenda, robusta, piena ma asciutta, liscia, insomma, proprio appetitosa. Ed io soddisfo tutto il mio appetito. Lecco più che posso, dalle scapole al bacino, lì mi accorgo che ha le due classiche fossette di Venere, a me fanno impazzire, le riempio con la lingua, le assaporo voracemente. Da quel punto, lecco fino al collo tutto il canaletto della colonna vertebrale. Mi accorgo che Eleonora gradisce. Mentre ritorno giù a suon di baci, il regista mi dice con il suo solito linguaggio professionale"ora in questo modo continua a scendere. Bacia le natiche. Dai diversi baci su entrambe. Leccale un po' se te la senti". Altroché se me la sento. Sono finalmente davanti a quel mega culo che ammiro da almeno un paio d'anni. Lo bacio, lo lecco tutto, anche verso l'insenatura del buchino, e intanto ammiro. Che sedere meraviglioso, fantastico, è meno generoso di quanto mi aspettassi, invece è rotondo, sodo ma morbido sotto la lingua, un culo perfetto. Come faccio a non assaporarlo ingordamente? La mia esibizione piace anche al regista, me la dà buona e ci fa proseguire con la scena della sodomia. Il regista ci dice chiaramente che avrebbe preferito che io avessi leccato un po' la zona del buchino, poi avrei dovuto penetrarlo, anche solo per pochi centimetri. Di fronte all'immediato rifiuto di fare vero sesso anale da parte di Eleonora, salta tutto. Seguendo le istruzioni, lei è davanti a me appoggiata sui gomiti e sulle ginocchia con la schiena inarcata verso il basso, io prima accarezzo le natiche come fossero una sfera di cristallo, poi appoggio in mezzo ad esse il mio cazzo, facendolo un paio di volte avanti e indietro in una specie di prova di introduzione, infine lo abbasso e tenendolo all'ingiù, per quanto posso, do leggeri e prolungati colpi di bacino all'altezza dell'ano. Eleonora simula ancora dolore e piacere e la scena si conclude lì. Il regista si reca da un'altra coppia lasciando Eleonora completamente distesa e me sopra di lei ancora a simulare il rapporto anale. Faccio finta di stantuffare il culo, ma ho il cazzo duro realmente e per forza di cose, dopo ogni colpo al sedere, sfiora le grandi labbra. Eleonora, però, non dice nulla, anzi, avendo le facce vicine mi esclama "che cacchio, però. Ho dato un altro rifiuto al regista, mannaggia! Però dai, prenderlo dietro così....non me lo poteva chiedere". Replico tranquillizzandola che non è stato preteso nulla e che deve capire lei cosa sia giusto concedere al suo personaggio. Intanto sono ancora eccitato come un caprone. Ho un pezzo di fica appena ventenne davanti al cazzo e devo simulare colpetti al culo. Alla nostra sinistra, nel frattempo, vediamo un'altra giovane attrice come lei farsi scivolare il cazzo del collega tra le gambe. Eleonora continua "il fatto è che....che cosa faccio con Andrea, come glielo spiego? La mia famiglia potrebbe anche capire, sono tutti adulti, al limite posso anche chiedere loro di chiudere gli occhi di fronte alla scena....ma con Andrea come la metto? Dare spiegazioni sul fatto di aver fatto sesso completo, perché abbiamo fatto di tutto, manca davvero solo la penetrazione, e poi proprio con te". Io prontamente cerco ancora di rassicurarla: "Ma guarda che tu devi raccontare giusto il minimo necessario del tuo lavoro sul set. Io faccio la stessa cosa con Laura, soprattutto in queste occasioni. Aver recitato proprio con me è una garanzia di serietà che puoi millantare, e poi....questo non è un porno. Questa sequenza è importante nella trama del film, ma non può occupare che pochi minuti. Noi siamo qui da quasi due ore....quante cose sono state girate da quando abbiamo cominciato? Il regista farà una scelta del materiale che gli piacerà di più. Una scena girata per cinque minuti può anche apparire nel film per giusto tre secondi, magari solo con il primo piano di un particolare. Dovrà per forza montarlo in questo modo il film. Chissà quanto rimarrà della nostra interpretazione". Più subdolamente incoraggiante di così.... Continuiamo a simulare e a parlare. Scherzando un po' le chiedo se l'ostacolo a recitare la realtà sia dato dalla scarsa esperienza, lei mi accontenta dicendomi che ormai fa l'amore da quattro anni. Era l'informazione a cui volevo arrivare, con un breve calcolo capisco che ha avuto la sua prima volta a sedici anni. Non chiedo se l'ha fatto solo con il suo Andrea, farglielo ricordare potrebbe ulteriormente inibirla perché da quello che so, stanno insieme da cinque anni e lei non ha avuto altre storie serie, è quasi sicuro che è così, inutile chiedere. Questa riflessione incoraggia maggiormente la mia impresa di depravazione, ricevere un cazzo diverso potrebbe farle bene.... A questo punto il problema resta sempre lo stesso, come fare e comunque aspettare che il regista chieda di nuovo sesso reale, ma in maniera più insistente. Nonostante i precedenti segni di cedimento di Eleonora, le mie speranze tenute sempre vivide dal mio spirito maialesco cominciano a scricchiolare quando vedo che il regista gira l'eiaculazione del personaggio messo dall'inizio a girare per tutta la sala col cazzo in mano. L'ha fatto mettere accanto a una coppia lontana da noi, l'unica coppia di attori normali che abbia accettato di fare sesso anale non simulato, è rivolto verso un quadretto appoggiato sul divano su cui i due scopano, l'attore si masturba guardandoli e alla fine dirige i fiotti di sborra che gli vengono verso il quadretto. Se a questo si somma il fatto che noi due stiamo girando la scena anale, che in genere succede il rapporto vaginale, penso proprio che stiamo avviandoci alla fine della giornata di lavoro. Le mie speranze possono aggrapparsi solo ad un'eventuale richiesta del regista di recitare l'eiaculazione nella bocca di Eleonora, ma mi sembra davvero a dir poco improbabile. Una conferma di ciò arriva quando vedo il regista riprendere l'eiaculazione nel preservativo, in faccia alla collega, di un attore alla nostra destra. Dopo poco la scena si ripete uguale con la coppia che abbiamo notato scopare poco prima. Terminata quella scena il regista si avvicina verso la nostra postazione, ma si reca dalla coppia virtuosa che abbiamo davanti, stanno ancora trombando da pazzi. Li fa rimettere in posizione da pompino professionistico, lui in piedi lei inginocchiata, ed è subito da noi.
"Ragazzi, siete tra le coppie più belle. Voglio proprio vedervi fare l'amore nella posizione più classica. Vi rimettete di fronte, vi baciate e accarezzate un po', poi Eleonora si distende e Paolo va sopra di lei. Poi tu prendi tra le dita il pene e ti distendi il preservativo, lei ti guarda farlo e poi tu guardi lei. Poi, Eleonora, lo prendi in mano tu, Paolo si abbassa su di te appoggiandosi sulle mani restando però sollevato per renderti visibile viso e busto, intanto tu allarghi le gambe e lui ci si pone in mezzo, mi raccomando, sempre movimenti armoniosi. Una volta in posizione ti avvicini il sesso, puoi tirartelo sull'inguine, in questo caso abbassati di più, Paolo, e simulate la penetrazione, oppure, se te la senti, quando lo appoggi alla tua natura puoi lasciarlo scivolare dentro, in questo caso non avete bisogno di simulare e la ripresa è più migliore. Eleonora è di nuovo silenziosa e con il viso tormentato. Non ha più l'imbarazzo di essere nuda davanti alla troupe e all'obiettivo, ma noto distintamente che la scelta che le ha affidato il regista l'ha infastidita. Si ricomincia di nuovo, ci baciamo nel nostro modo stupendo che abbiamo raggiunto, le tasto ancora le poppe, la schiena, il viso, le cosce e ci poniamo alla classica "missionaria". Spero che sia l'ultima cosa che ci fa girare perché comincio a sentire la stanchezza ed un po' di fastidio al di sopra dell'inguine, sarà la prostata, o cos'altro, ma mi succede tutte le volte che sono sovra stimolato e non sfogo in schizzi di sborra l'eccitazione accumulata. Sforzare ancora il mio bastone, strusciandolo sui peli della fica di Eleonora, dandogli l'illusione di raggiungere un tesoro che non si scoprirà mai, irrita anche me. Prendo il mano il pene, come ha detto il regista, lo mostro a Eleonora e poi passa nelle sue mani. Lei lo stringe e mentre io mi sporgo su di lei poggiando le mani sul letto, sento che me lo sta menando. Abbasso gli occhi e vedo la sua mano destra, ornata dell'anello di fidanzamento, che scorre su e giù sul mio cazzo. Poi blocca la mano a metà e comincia a tirarlo verso il suo pube. Io tengo basso il bacino per non agevolarla nel mettermi l'uccello al di sopra delle sue labbra vaginali, una specie di ripicca nei suoi confronti, il residuo dell'ultima speranza di sesso reale. La sua mano si avvicina e finisce per appoggiare il fallo che sta stringendo sulle grandi labbra. Io resto a guardare, non so cosa voglia fare, ma continua a tirarlo, lo sento appoggiarsi a qualcosa di molle e caldo. Riguardo in giù innalzandomi sulle braccia e vedo che sta muovendo il cazzo contro le sue grandi labbra. Ormai è ferma lì da diversi istanti, penso che non è possibile, sta cercando davvero di tirarselo dentro? Ho paura che intervenga il regista per sollecitarci e ho una gran voglia immutata di esplorare quella bernarda a cui sono praticamente attaccato. Scelgo di rischiare. Faccio un respiro più lungo e comincio a spingere il cazzo. Immediatamente viola la fortezza delle piccole labbra ed entra nel canale vaginale. Io vado in estasi, sento solo il mio cazzo e il suo corpo. Tengo il viso rivolto verso quello di Eleonora, ma cerco di guardare giù, il mio cazzo che affonda nella sua patata. Quando l'ho penetrata tutta comincio a dare colpi leggeri, via via si fanno sempre forti. Quando le spinte pelviche cominciano ad essere regolari, guardo Eleonora negli occhi. Realizzo che sto facendo l'amore con lei, fino a ieri era uno di quei sogni impossibili. Voglio godere più che posso, le guardo il viso, il seno che accompagna i movimenti degli inguini, il cazzo che appare e scompare sotto i peli pubici.... Qui il regista ci ferma: "Ottimo. Vogliamo fare una cosa? Giriamo la scena di prima, quella della prima penetrazione vaginale. Stavolta la facciamo reale. Ok?" Certo che sono d'accordo, e per fortuna lo è anche lei. Il regista si accerta dell'integrità del profilattico e comincia a girare la scena riprendendo noi che ci giriamo dalla posizione precedente. Io mi stendo sul letto, Eleonora si mette su di me e rifà le cose di prima, questa volta però il cazzo se lo infila davvero. E' bellissimo vederla godere, il suo seno, il suo ventre, i suoi fianchi che fanno su e giù sul mio bastone. Poi le dicono che può poggiare le mani sul letto e terminare la scena così. Sono avvolto da lei, vedo il suo seno che avvicinandosi e abbassandosi si trasforma in due protuberanze a forma di parabola che scampanano sopra il mio petto, ora hanno con le aureole allargate e i capezzoli più larghi, piatti e molto meno all'infuori, li potrei appena afferrare con i denti. Quella visione mi dà nuovo impulso. Le brandisco il culetto e la trapano senza più freni. Abbiamo l'obiettivo del regista che ci riprende dal lato e l'altro che ci riprende dai piedi, puntato sui nostri genitali che si muovono uno dentro l'altro, e stanno girando senza dire nulla. Io però sono al limite, sento che sto per sborrare e non voglio bloccarmi, al diavolo la troupe e il suo copione. Allora voltandomi leggermente verso il regista mormoro "sto per arrivare al limite"! Egli mi risponde "ok! Allora sollevatevi, mettetevi di nuovo Eleonora seduta su di te e fate finta di raggiungere l'orgasmo". Facciamo così. A smorza candela, lei cavalca su di me e tra gridolini e ansimi, fingiamo di venire, ci fermiamo, ci abbracciamo e baciamo e arriva lo stop. Per il regista va bene. Ci danno gli accappatoi e ci dice che per lui basta così.
Ci fanno allontanare dal set e ci togliamo la maschera. Ci rechiamo verso i camerini e intanto parliamo. Eleonora dopo un paio di esclamazioni di fatica e di sorpresa mi chiede come sto. Io prendo la palla al balzo dicendo di non stare tanto bene, lei si preoccupa e le dico che quando un ragazzo è troppo stimolato, sta male se non arriva alla conclusione. Lei mi risponde "cosa pensi che per noi ragazze non sia la stessa cosa"? Replico che non so che dirle. "Potrei concludere da solo, ma non sarebbe proprio alleviante dopo quello che è successo, e poi tu come faresti"? Lei risponde con gli occhi stralunati di chi ha un'eccitazione irreversibile: "Tu cosa dici? Saresti contento di concludere come abbiamo cominciato"? "Tu cosa dici"? "Io dico che anche volendo non è possibile, siamo sul set di un film". "Volendo, si potrebbe fare senza problemi, ho un camerino tutto mio, è piccolo, ma non entrerebbe mai nessuno". "Non va bene, perché non lo possiamo fare fuori dal film". Io cerco di essere ancora rassicurante: "Ma qui non siamo fuori dal film, siamo così caldi proprio per via del film, abbiamo fatto l'amore e ora abbiamo bisogno della naturale conclusione". Lei fa la faccia titubante e vedendomi avvicinare a una porticina con scritto "Attori n. 9" conclude: " Non lo so. E' qui il tuo camerino? Fammi entrare, voglio vedere se la doccia è migliore". Dopo esserci guardati intorno, entriamo e chiudo la porta. Quel camerino che mi è stato dato è davvero piccolo. Ha una doccia, uno spazio di un metro quadrato, una piccola poltrona, un divanetto senza braccioli e schienale su cui sono appoggiati i miei vestiti e una luce debole e diverse lampadine intorno allo specchio se ci fosse bisogno di sistemarsi bene. Io non le accendo, penso che magari essere in semioscurità la aiuti a concedersi. Lei dà uno sguardo alla doccia, mi dice che è migliore della mia. "Allora falla qui, l'accappatoio ce l'hai". "Sì, e non ho i vestiti. Tu però puoi farla, dai ti lascio libero". Faccio un ultimo tentativo: "Te ne vai che stai così male? Ce la fai? Io non so cosa dovrò fare per alleviare la mia sofferenza". Eleonora mi guarda e fa un sorriso ammiccante. "Ma anche volendo qui non hai nulla, sotto la doccia non è il caso, la poltrona è troppo piccola e scomoda".... Io in un attimo raggiungo il divanetto e butto e i vestiti per terra. Ora è libero, un quadrato in cui Eleonora può distendere la testa, la schiena e il culo. Ci provo: "Beh, problemi di questo tipo non ce ne sono più. Siamo qui per il film, prima arriviamo allo stop, prima usciamo dalla parte". "Hai ragione, ma tu sei abituato a tenere il segreto professionale"? Qui volevo che arrivasse: "Te l'ho detto prima, quello che succede sul lavoro è affare degli attori e basta". Lei dimostra di non resistere più, si apre l'accappatoio e lo lascia cadere. Ha uno sguardo come se dovesse portare a termine qualcosa di serio. Io voglio vederla in modo diverso, come le volte in cui l'ho desiderata di nascosto negli incontri a casa della mia ragazza. Le cingo un fianco col mio braccio sinistro ed esclamo "allora davvero mi hanno dato una doccia buona". Lei è di fronte a me, viso a viso, sorride e ha ancora il segno della maschera che ha esaltato i suoi zigomi. Che bella che è, l'espressione divertita e un po' imbarazzata le fa tenere la bocca aperta e la testa lievemente abbassata , io che la guardo leggermente dall'alto, vedo i suoi incisivi bianchi, la sua lingua che è un po' inarcata all'interno scopre la saliva che si propaga davanti e ai lati. Mi sale una voglia di conquistare quella bellezza, che, associata al pensiero "potrebbe essere l'ultima volta che mi è consentito di avere contatti sessuali con lei", mi fa stendere la mano destra sotto il suo mento, mi accosto alla bocca e, senza nemmeno attendere l'unione delle labbra, allungo la lingua sulla sua, esploro la sua cavità, mi bagno nella sua saliva, succhio la sua lingua. Poi le labbra si uniscono meglio e il bacio diventa perfetto, adulto, vigoroso, appassionato, caldo. Il caldo e la passione si impossessano in breve tempo di tutto il corpo. Eleonora mi slaccia l'accappatoio e torna a baciarmi il petto. Avrà capito, prima, che mi manda ai matti. La sua bocca calda mi scorre ancora sulla pelle, la sua lingua mi lecca tra i peli e i capezzoli. Mi spinge verso il divano e mi fa sedere, io la tiro e la me la faccio sedere addosso, di nuovo baci appassionati, leccate e palpate. Lei si scioglie i capelli, che bei riccioli. La abbraccio e la distendo accanto a me. Mi ci metto sopra, succhio di nuovo le sue protuberanze mammarie, ora ha i capezzoli un po' all'indentro, li faccio uscire di nuovo e li dardeggio. Poi scorro lungo il torace, lecco un po' la pancia e riprendo in bocca la sua patatina. Mi inondo la bocca dei suoi peli pubici e poi le allargo le gambe e scivolo con la lingua sul clitoride, lo vedo gonfio e ben visibile, ci gioco un po' e infilo la lingua nelle grandi labbra, hanno un po' il sapore del profilattico, ma non mi turba, lecco voracemente. Eleonora mi tira su, mi afferra il cazzo, lo mena un po', e se lo infila in fica. In breve tempo comincio a trapanarla come sul set, respiriamo entrambi forte, lei emette gemiti come non aveva fatto prima, sono più gioiosi e affannosi. La pausa mi ha giovato. Ora la guardo godere, so che le manca poco per venire e ho la resistenza di aspettare. Mentre i gridolini di piacere aumentano, lei mi dice a fatica "non mi venire dentro". Io le faccio cenno di sì e la bacio. Sono passati pochi minuti da quando le ho infilato il cazzo dentro, ma l'eccitazione era troppa, la sento venire. Meno male, volevo lasciarle un buon ricordo e non resisto più. Adesso penso che Eleonora mi eccitava, avrei voluto scoparla ma sapevo che era impossibile e invece adesso la sto scopando, guardo i suoi occhi da pantera, il suo giovane viso, le sue poppe schiacciate sul suo petto che sembrano due budini gonfi e saporiti che ballano al ritmo della nostra energica scopata, guardo il mio randello che entra ed esce dal canale vaginale della sua farfalla. Il culmine di tutta questa attività mentale, mi fa lanciare un verso di piacere e di sforzo, tiro fuori il cazzo dalla fichetta lo afferro con la mano destra e stando in piedi, lo punto al di sopra del corpo di Eleonora. Il cazzo è attraversato da diversi fiotti di sborra che schizzano veloci nel preservativo, lo gonfiano all'inverosimile e mi lasciano a terra distrutto. Mi ritrovo senza forze inginocchiato sulle gambe di Eleonora che è ancora distesa. Quando ci alziamo, lei si rimette l'accappatoio e dice di dover scappare nel suo camerino, perché se terminano le riprese della sequenza si accorgono che manca solo lei a doversi cambiare. Ci diamo appuntamento per dopo e ci salutiamo, solo con le parole. Io mi fiondo sotto la doccia. L'acqua calda che mi scorre addosso mi aiuta a compiacermi di quello che è successo. Per molti non sarebbe onorevole, soprattutto l'episodio del camerino, ma per me è stato il massimo. Mi succedessero tutti i giorni cose del genere.... Una schizzata così al giorno e sarei la persona più felice del mondo. Comunque a tarda sera ci incontriamo in albergo. Lei è vestita con jeans chiaro e canottiera verde con sotto il reggiseno nero. E' bellissima. Lo pensavo anche prima, ma ora l'ho assaggiata. Questo mi placherà i cattivi pensieri quando la vedo, o sarà peggio? Speriamo la prima. Intanto, parlando, mi dice che il suo Andrea, da poco assunto in un'azienda alimentare è stato mandato in missione in Francia. Io lo sapevo, ma non sapevo per tre mesi, ed è partito tre settimane fa. Ora capisco come abbia fatto a cedere all'istinto, è da almeno tre settimane che non pratica e non succederà ancora per molto, non sapeva proprio con chi sfogare le torture del set, ed ha preferito sfruttare la situazione del film. Mi dice che ora si sente un po' in colpa, ma il pensiero che le ho insinuato io, che ha fatto tutto solo per esigenze di copione, gliela placa. Poi mi chiede come faccio io a stare tranquillo, essendo anch'io impegnato, ma subito si corregge affermando che per gli uomini è diverso, usando il classico "siete tutti uguali". Io non posso che ricordarle il suo Andrea lontano, e per lo più in Francia. Lei mi dice che un po' la preoccupa e mi svela che l'ultima volta che hanno fatto l'amore, lei come promemoria, si è tagliata due peli dalla patatina e glieli ha dati per portarseli in Francia. "Beato lui", penso io, ha due peli della sua fica sempre appresso e può inoltre averne quanti ne vuole. E' ora di andare a letto. Eleonora ha altre due scene da girare l'indomani. Io ho finito e sarei andato via. Ci salutiamo. Chissà se potrò più toccarla, baciarla, addirittura scoparla. Oggi è successo e per stasera sono contento e non voglio pensarci più.... Però, per il solito discorso del "non si sa mai", trovo una scusa per darle il mio numero, mi può chiamare per parlare del film quando esce, oppure se vuole parlare della "lavorazione".... Ci scambiamo due baci sulle guance, promettendoci di vederci, accompagnati, appena sarei andato in città, e ci congediamo. Chissà cosa pensa lei della scopata, chissà se ne avrà di nuovo voglia, chissà cosa uscirà nelle sale cinematografiche.... l'importante è approfittarne sempre e far sapere solo il minimo necessario....



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