A volte
capita di vivere situazioni fastidiose o imbarazzanti. A me succede non di
rado.
Intendo
quelle occasioni in cui la persona che ti è davanti dovresti guardarla in una
veste particolare, amica, cognata, donna di un altro. Invece non ci riesci proprio.
L’attrazione sessuale che ti piomba addosso non ti permette di accettare
tranquillo il “ruolo”, vorresti non rispettarlo per poterti togliere dalla
testa certi pensieri.
A me
l’ultima volta è successo con una ragazza di venti anni. Che carina che è, si
chiama Eleonora. Ha i capelli castani molto scuri, lunghi e ricci. A me le
ragazzine con i capelli ricci e scuri sono sempre piaciute. Eleonora li porta
lunghi e quasi sempre ricci, a volte li stira anche, ma con i capelli lisci il
prodotto non cambia. Quei capelli scuri come gli occhi scendono sulla schiena
che termina sui fianchi pieni, come il suo culo e le cosce. L’ho sentita
lamentarsi qualche volta della sua linea, diceva che avrebbe dovuto sfinarsi di
più. Io non sono intervenuto per non violare la decenza, ma avrei voluto dirle di
non cambiare un solo centimetro, è perfetta così, soprattutto quando indossa le
minigonne larghe e decorate, con sotto le calze nere. Una visione
indescrivibile, una voglia di allungare le mani….. Se poi il tutto si completa
con un ventre più minuto dei fianchi, una quarta di seno e un viso d’angelo su
occhi da gatta………
Una ragazza
praticamente perfetta da conoscere, se non fosse che non l’avrei mai conosciuta
se non perché è la fidanzata di mio cognato!
Alle feste,
ai pranzi in famiglia, al cinema, tutte le volte che ce l’ho accanto non posso
fare a meno di ammirarla. Con discrezione, ma la guardo. Ricordo la prima volta
che ho avuto l’occasione di accorgermi di lei. Sedeva accanto a me a un
compleanno, indossava una delle sue belle minigonne carine e innocenti, ma non
addosso a lei, accavallava le gambe facendo strusciare le calze nere e
arricciandosi i capelli, un po’ alla volta il cazzo mi è diventato duro, e come
fai a non notarla più?
Ultimamente
non ho avuto molte occasioni di vederla, sono stato molto fuori città per
lavoro. Io faccio l’attore e devo dire che negli ultimi tempi la mia carriera
di interprete, tra teatro e cinema indipendente, si sta avviando. Anche
Eleonora vorrebbe fare l’attrice, ma, anche per via della giovane età, deve
ancora aspettare, ha fatto già diversi provini, ma, a parte i saggi amatoriali
alla scuola di recitazione e qualche comparsata a teatro, non è ancora entrata
in nessun giro.
Mi chiama un
regista per un suo film abbastanza importante da girare in provincia di
Ravenna. Mi reco sul set e ci mettiamo al lavoro. Il film è già in lavorazione,
in quei giorni si devono girare le sequenze in un casolare di campagna che per
la sceneggiatura sarebbe una casa per scambisti e per il sesso libero, ed io
devo interpretare uno dei suoi gestori. Mi avevano detto che il film era un po’
spinto, ma leggendo il copione mi accorgo che è la storia di una ragazza che
soffre di sesso compulsivo e che per guarire compie un viaggio all’interno dei
mondi dell’eros più disparati, attraversando questi mondi, la sceneggiatura
prevede molte scene osé, comprese quelle della casa, in una di queste sarei
stato coinvolto anch’io. I due giorni successivi giriamo le scene dell’incontro
con la protagonista e dell’invito nella casa. Il giorno dopo ritorniamo nel
casolare. Al mio arrivo noto il numeroso gruppo delle comparse. Mentre ci passo
nel mezzo per recarmi dal regista quasi perdo i sensi. Mi ritrovo davanti che
mi sorride una persona che conosco: Eleonora. Proprio lei, mi avevano riferito
che aveva partecipato a due casting a Roma e che due settimane fa l’avevano
chiamata per girare alcune scene in un film. Non immaginavo certo che il film
fosse proprio il mio. So che quelle comparse devono simulare il sesso, ma non
ne parliamo, la saluto velocemente e torno dal regista. E’ momentaneamente
impegnato, sta terminando una scena. Vedo una cinepresa che riprende la
protagonista che sbircia due ragazzi nudi davanti a un tavolo da cucina. L’altra
videocamera è puntata su di lui che è in piedi appoggiato da dietro sul tavolo,
la ragazza gli è davanti inginocchiata e il regista la sprona ad andare avanti,
nonostante lei interrompa la ripresa perché stanca. Questa si conclude quando
sento il regista dire “dai, siete due attori affidabili, fai solo questo e
finiamo”, lei chiude gli occhi e si mette in bocca il pene non del tutto in
erezione del ragazzo, lo fa entrare e uscire per un minuto e arriva lo stop.
Appena
terminato quel lavoro, il regista si alza e annuncia l’inizio della scena
successiva dopo un’ora. Ci prepariamo tutti e ritroviamo il regista di nuovo
all’opera. Devo partecipare a una scena in cui accompagno, con un altro attore,
la protagonista in una stanza resa scura artificiosamente, in cui troviamo due
coppie che fanno l’amore. Iniziamo con il recitare qualche battuta nel
corridoio e poi apriamo la porta. Dopo un po’ giriamo all’interno della stanza.
Vedo i due attori e le due attrici che devono recitare il rapporto sessuale, uno
dei due attori l’ho notato in numerose pubblicità. Entriamo che già hanno
cominciato la simulazione dell’amore, noi tre dobbiamo restare in piedi a
guardarli mentre il regista li dirige. Alla conclusione del lavoro, ci
ritroviamo a parlare con gli altri attori, in particolare parlando con una delle
attrici con cui avevo già recitato, le sottolineo la mia sorpresa nel vedere il
suo partner indossare il preservativo. Lei mi dice che è stato un consiglio del
regista per essere più naturali, poi aggiunge “e in effetti….l’abbiamo fatto
davvero”. Il mio successivo stupore è un misto di stimolo e confusione, per via
del fatto che appena fatto buio avrei dovuto partecipare alla scena del sesso
di gruppo. Per me sarebbe stato difficile recitare una simulazione di sesso, qualsiasi
contatto fisico con il corpo femminile è sesso e basta per me, una sola volta
nella mia carriera ho dovuto baciare una collega sul set, una bellissima
attrice, mi venne un cazzo duro mentre giravo……. Ne ho visti tanti di film drammatici
o noir in cui erano contenute scene di sesso esplicite, ma far parte di uno di
questi è tutta un’altra cosa.
L’appuntamento
e alle ore 17 per i preparativi. Mi ricordo che è presente anche Eleonora, ma
non so dove sia finita. All’ora stabilita mi ritrovo con i protagonisti della
scena ed il regista. Ci dice che ci mostrerà solo un soggetto della sequenza,
sarà poi nel momento di girare a determinare cosa fare di preciso. Il soggetto
stabilisce che la protagonista gira nella grande sala accompagnata da un uomo
che le mostra noi che facciamo sesso mascherati per farle vincere le sue
inibizioni e partecipare ai giochi della casa. Poi il regista mi dice che farò
parte anch’io dello scenario facendo sesso su uno dei letti con un’attrice,
entrambi mascherati. Una collaboratrice mi porta via dicendomi “vieni, ti
mostrerò la partner che è stata scelta per te”. Entro nella grande sala circolare
scelta come set della sequenza, vedo due cineprese posizionate in alto, una
pronta a ruotare tutt’intorno alla scena e altre due che avrebbe mosso il
regista, non voleva perdere un solo particolare. Mentre ammiravo il
dispiegamento di mezzi, l’assistente alla regia si era allontanata, mi volto e
vedo lei che mi si riavvicina dicendo “ecco la tua partner, ti presento
Eleonora”. Se ero rimasto tanto sorpreso la mattina, figuratevi adesso che mi
hanno comunicato che devo stare nudo davanti a lei. E’ proprio lei, la
fidanzata di mio cognato. Il caso ha voluto che recitassimo nello stesso film e
che la produzione ci accoppiasse nella stessa scena d’amore. L’assistente ci
porta davanti al lettino dove avremmo dovuto recitare noi e ci dice di
aspettare istruzioni. Va via e ci lascia a guardarci, confuso io, imbarazzata
Eleonora. Quando iniziamo a parlare, subito ci confrontiamo, ci diciamo che non
è possibile, che ci devono cambiare ruolo…… Io prendo coraggio e mi reco a
farlo presente al regista, gli dico che io ho una ragazza e che Eleonora è la
fidanzata di suo fratello. Lui mi risponde con queste testuali parole: ”Ma stai
scherzando, Paolo? Ricordi quei due stamattina che cercavano di girare la scena
di sesso orale? Sono fratello e sorella! I ruoli sono stati assegnati alle
persone più adatte. Siete tutti attori, no? Qualsiasi modifica, fatta
soprattutto per semplici motivi personali degli interpreti, sarebbe sbagliata”.
Non riesco più a dire nulla, mi riavvio verso la mia posizione sul set e
intanto penso. Penso che l’imbarazzo è soltanto quello di farsi vedere dai
nostri compagni all’uscita del film, non tanto quello di girare la scena, in
fondo siamo attori e dobbiamo farlo, e poi a me piacerebbe farlo con Eleonora,
e comunque se non lo fa con me potrebbero assegnarla a qualche altro attore,
allora meglio che me la pappo io, visto che ne ho l’occasione e la scusa per
farlo. Ma sì, mi convinco e quando ritorno da lei assumo l’aria dell’attore
professionista e impeccabile. Le dico che non possiamo rifiutaci di girare o
insistere nel farci cambiare ruolo o semplicemente partner, sarebbe stata presa
per mancanza di professionalità e chissà come avrebbe reagito la produzione, in
fondo anche lei non è una semplice comparsa, le faranno girare altre due scene.
Lei guarda un po’ per terra, si guarda intorno e alla fine concorda con me che
l’occasione è troppo importante per farsi questi problemi, in fondo recitiamo la
sequenza anche con una maschera e si augura che ne venga ripresa il meno
possibile all’uscita del film. La guardo e le do coraggio. E’ bellissima,
l’hanno truccata proprio bene. Il suo corpo stupendo è avvolto in un tailleur
dello stesso colore dei capelli, con calze a rete, gonna fin sopra le ginocchia
e giacca con sotto il solo reggiseno nero che si intravede nella scollatura. Io
indosso una camicia azzurra con jeans, entrambi abbiamo una maschera, ma a
differenza di tanti intorno a noi, è più piccola e meno appariscente. La sua è
bianca e copre il viso solo dalle sopracciglia alla seconda metà del naso, lasciando
sufficiente apertura per guardare i suoi occhi da pantera di colore poco più
chiaro dei capelli, la mia nera e si allunga un po’ in basso coprendo gli
zigomi.
Entra
finalmente il regista, comincia a fare il giro degli interpreti, alcuni li fa
spogliare in tutto o in parte, altri li tiene vestiti. Quando arriva da noi,
come se niente gli avessi detto, ci dice che quando dà il ciak dobbiamo
cominciare a baciarci appassionatamente e, restando in piedi davanti al letto, spogliarci un po’ alla volta, giocando con le
nostre rispettive nudità, fino a scoprirci integralmente. Se ne va, fa
spogliare la coppia davanti a noi, finisce il giro lasciandoci tutti in
maschera e si mette nella sua postazione all’ingresso della sala. Non vi dico
quanto fremevo già al solo pensiero di baciare Eleonora, figuriamoci di poterla
avere tra le braccia, nuda lei, nudo io. In sottofondo cominciamo ad ascoltare
canzoni rock melodiche americane, molto coinvolgenti, le aveva pensate proprio
tutte il regista per avere la maggiore realtà possibile della sequenza. E ci
era riuscito. Cazzo, era proprio l’atmosfera ideale per scopare una come
Eleonora, ci mancava solo il camino acceso e magari……un po’ più di intimità.
Il regista
si alza e attraverso il megafono ci dice di metterci tutti in posizione. Io ed
Eleonora ci guardiamo un po’ e, con molta spontaneità, ci prendiamo per le
mani, tenendole con le braccia distese all’altezza dei fianchi.