Mi avvicino
a Eleonora, giusto pochi centimetri più bassa di me, e aspetto che sia lei a
darmi il bacio. E’ visibilmente imbarazzata, ha lo sguardo basso e muove un po’
la testa per guadarsi intorno, anch’io con la coda dell’occhio osservo il resto
del set, la coppia posizionata davanti a noi ha lui in piedi e lei abbassata
davanti che gli ha già preso il cazzo in bocca e lo succhia, intanto un altro
attore, vestito di un completo sadomaso a cominciato a camminare tra le coppie
a uccello nudo e si masturba. Allora io le prendo il mento tra le dita e le
dico “dai, recitiamo”, e accosto il mio viso al suo, le nostre labbra si
uniscono. Cominciamo a darci baci sulle labbra mentre io le pongo le mani sui
fianchi e lei mi stringe le spalle. Quei baci così semplici sono così carichi
di intensità. E’ proprio quello che avrei voluto fare quando la vedevo alle
feste, trascorrere tutta la serata a baciarla, ora lo sto facendo. Sento il
calore del mio cuore che aumenta e si propaga lungo le braccia, il collo e le
labbra, procurandomi quasi un bruciore, lo stomaco è come preso in una morsa
che lo stringe e scuote, ho un leggero tremore alle gambe. E’ il segno
dell’eccitazione che mi sale forte, ed è come se lei la sentisse: la sua bocca
comincia ad aprirsi, ci strofiniamo le labbra che si aprono e chiudono,
comincio a sentire un po’ della sua saliva calda mitigata dal freddo dei suoi
denti. Quando abbiamo le bocche completamente aperte, io allungo la lingua e do
un piccolo colpo dentro la bocca di Eleonora. Dopo due secondi rimetto la
lingua e cerco la sua che risponde solleticando la mia. Il bacio dopo poco
arriva al massimo della sua intensità, siamo abbracciati e abbiamo le bocche
incollate che fanno danzare le lingue all’interno, mentre ho cominciato ad
accarezzarle i fianchi e la schiena. Il bacio è interminabile, quando decido di
porvi fine, accarezzo con la mano destra il viso di Eleonora e lo bacio, scendo
con le labbra e le bacio il collo, poi sposto un po’ il colletto della giacca
per avviarmi ad assaggiare la pelle delle spalle. A questo punto le dico
“dobbiamo cominciare a spogliarci”. Lei sta ferma e mi guarda, io le sbottono
lentamente la giacca, quando arrivo alla fine, ostentando un po’ di incertezza,
gliela apro. Resto così per un poco, la ammiro come avrei voluto fare tante
volte, vedo lo splendido decolleté che termina nel reggiseno nero che le
contiene due poppe stupende, la sua pelle è perfetta, le accarezzo quella della
pancia, poi i fianchi e salgo fino a sotto le sue braccia, le scopro le spalle
e mentre gliele bacio, le sfilo la giacca lasciandola cadere in terra, come il
regista ci ha suggerito. Ammiro quel fisico in gonna e reggiseno, non ho mai
visto Eleonora così, nemmeno in costume da bagno. Accarezzo i fianchi e la
schiena e rimetto le mie labbra sul suo collo, sulle spalle e sulle iniziali
protuberanze del seno. A quel punto lei mi mette le mani sul petto e mi
allontana. Inizia a sbottonarmi la camicia, me la toglie tutta. E’ bello vedere
che entrambi siamo a torso nudo e le mie mani si fiondano subito sul reggiseno,
lei me le prende e con apparenti carezze le pone sulla gonna e si abbassa la
lampo. Io non posso fare altro che aiutare a toglierla. Quando la fa scivolare
a terra, la visione è da urlo. Eleonora in calze a rete, mutandine e reggiseno
neri. Io con una mano che sfiora il suo culetto e con la destra che brandisce
le spalle, ricomincio a baciarla con veemenza. Un bacio lungo, adulto, che mi
fa riassaporare le sue labbra, la sua saliva, la sua lingua. Poi, a bacio
ancora in corso, sento le sue mani che mi slacciano la cintura e mi sbottonano
i jeans. Adesso mi sento io in imbarazzo, vedrà i miei slip bianchi rigonfi, ho
già il cazzo ben duro e allungato, ma devo lasciarla fare. Lei mi fa cadere i
pantaloni, io mi sfilo le scarpe con i miei stessi piedi e lascio i jeans per
terra, insieme agli altri indumenti già rimossi. Ci baciamo ancora. Io sono con
i soli slip, Eleonora in reggiseno, mutandine e calze, tocca a lei. Le mie mani
accarezzano tutta la sua parte superiore, senza mai toccar le tette , ma
lambendo più volte il reggiseno, allora lei mi afferra i polsi e li porta al di
sotto dei fianchi. Vuole che le tolga prima le calze a rete. Dopo che si è
tolta le scarpe, io abbasso fino al ginocchio la sua calza destra mentre mi
siedo sul letto. Intanto mi accorgo che si sta avvicinando la cinepresa del
regista che sta facendo il giro della sala per riprendere meglio qualche
dettaglio. Si avvicina prima ai due davanti a noi, sono ancora nella posizione
iniziale, lui in piedi, lei in ginocchio che gli succhia il cazzo, mi sa che
sono professionisti del cinema porno. Prima che venga da noi, mi viene l’idea
che non è tanto bello togliere le calze a Eleonora in questo modo, così le
suggerisco di stendersi sul letto. Lei mi chiede se non sia meglio restare in
piedi, io insisto sulla maggiore attrattiva della mia trovata. Lo fa, si stende
e io poggio il ginocchio destro sul letto, davanti a lei, intanto sento che la
troupe si è posizionata dietro di me. Allora comincio a sfilare la calza
destra, me la porgo davanti, la contemplo per un secondo e la faccio cadere
sugli altri indumenti già sul parquet. La calza sinistra, invece, mentre la
sfilo, accompagno il movimento delle mani con baci e leccate alla gamba, finché
non arrivo al piede. Mentre lo bacio sento il regista che ci mormora “adesso
bacia l’altro piede e rifallo con tutta la gamba, poi ritornate all’impiedi e
finite di denudarvi”. Io eseguo prontamente e prendo tra le labbra il suo
alluce, poi il resto del piede, e sento il regista che mi dice di leccarlo, io
do tre leccate, poi salgo alla gamba, quando i baci sono arrivati al ginocchio,
sentiamo la troupe che si allontana. Io continuo con la mia attività, è arrivata
la parte migliore, quella coscia che ho sempre ammirato, ne tengo la pelle tra
le labbra, la bacio, la lecco, poi arrivo ai bordi delle mutandine, anche lì
continuo a leccare e baciare dal bacino scendendo all’altezza della passerina.
A quel punto lei si alza, si mette seduta sul letto e mi dice sussurrando ma
con tono deciso “Paolo, però tu non stai proprio simulando”? Io le dico di non
risparmiarsi nelle effusioni, perché se interviene il regista chissà cosa ci
dice di fare, ho visto delle cose stamattina….. Lei si rimette in piedi e
propone di continuare a spogliarci. Io la abbraccio ancora e ci diamo un nuovo
bacio, di nuovo le sue labbra, di nuovo la sua lingua. Le accarezzo i capelli
che si è tenuta legati dietro e le dico “adesso toccherebbe al tuo reggiseno”.
Lei mi abbraccia e porta le mie mani dietro la schiena. Io l’accarezzo ancora e
appoggio le dita sul gancio dell’indumento. Con delicatezza lo stringo e lo
stacco. Ci ritroviamo abbracciati con il suo reggiseno sbottonato. Ora va
tolto, non possiamo stare così. Ci separiamo, lei ha il retro del reggiseno che
si muove libero e il seno meno compatto e denso che ha le coppe solo appoggiate.
Eleonora mi guarda, aspetta una mia mossa, io prontamente la libero
dall’indumento. Lo spettacolo che ho davanti è da Oscar. Penso che oggi ho
avuto la fortuna di ammirare quelle due poppe che avrei voluto toccare da
tanto. Infatti ne approfitto subito. Dopo un breve stato di contemplazione, le
copro subito il petto con le mani. Delicatamente e con movimenti appena
accennati accarezzo le mammelle, le tocco, quindi davanti al suo tacito assenso
le palpo, le stringo, le sento. Mi stringo a lei e ricomincio a baciarla, ad
accarezzarla e a toccarla. In seguito ci guardiamo e ci chiediamo a chi tocca
sfilarsi per primo le mutandine, così le cadono gli occhi sui miei slip e
davanti al mio palese rigonfiamento, da sotto la maschera assume un’espressione
divertita. La volevo vedere proprio così, allora di fronte al dubbio le
propongo di continuare a giocare in attesa di un’ispirazione. Io continuo a
toccarla e a palparle le poppe, dopo qualche bacio sulla bocca, lei si dirige
verso il basso, comincia a baciarmi sul petto e poi mi accarezza le gambe. Se
l’eccitazione era già tanta ora lo è di più, essere baciato sul petto mi
provoca stimoli indescrivibili, e lei è proprio brava ad esplorare con le
labbra e la lingua la mia pelle, i miei peli e i miei capezzoli, soprattutto
quando si accorge che la cinepresa del regista sta ritornando alla nostra
postazione. Infatti punta l’obiettivo su di noi e riprende il viso di Eleonora
che si muove sul mio petto mentre con la mano destra le accarezzo le spalle e
con la sinistra le tengo la coda dei capelli. A un certo punto sento il regista
dirci “Paolo, ora alzale la testa tenendole i capelli e quando è in piedi,
abbassati e fai tu la stessa cosa con il suo seno”. Incredibile! Mi chiedeva di
compiere un gesto per il quale avrei pagato. Immediatamente mi ritrovo con la
faccia davanti alle due poppe di Eleonora. Comincio a stringerle e bacio il
capezzolo destro, lo prendo in bocca e lo titillo, poi lecco e bacio il resto
della poppa. E’ così piena ma nel contempo morbida, la assaporo tutta e poi
passo alla sinistra. Mentre sto succhiando avidamente il capezzolo il regista
allontanandosi ci dice “ok, continua così ancora per un po’, poi toglietevi gli
slip”. Io eseguo e quando vedo l’aureola prima molto ampia essersi ristretta e
il capezzolo diventato rosso scuro, lo tolgo dalla bocca e la passo tra le
poppe palpandole voracemente. Alzo gli occhi e vedo Eleonora che mi guarda con
occhi stralunati, non so cosa stia pensando, o non pensando. Comunque quando ne
ho abbastanza mi stacco dalle mammelle e scendo giù, verso il ventre, lo bacio,
lo lecco, passo la lingua lungo la linea centrale della pancia, nell’ombelico,
assaporo i fianchi. Poi pongo le mani sul davanti della mutandina e struscio le
dita intorno fino ad arrivare al retro, lì le apro e do una sana palpata al
bellissimo culo. E’ sodo, gonfio, liscio. Ho la sensazione che lei non gradisca
tanto la mia iniziativa, mi stacca le mani dalle sue natiche e mi fa alzare
dicendomi “togliamo prima le tue”. Io ora non so proprio come fare, ho gli slip
gonfi e un po’ bagnati da tutta questa eccitazione. Nella speranza che possa
passarle per la testa un gesto gratificante per il mio membro, propongo che sia
lei ad abbassarmeli. Resta ancora lì a fissarmi, poi di nuovo si guarda un po’
intorno, io noto i due davanti a noi distesi l’uno sull’altra nella tipica
posizione del 69. Con la speranza di essere protagonista di qualche numero
anch’io, prendo le mani di Eleonora e le appoggio sui miei slip. La vedo
sollevare e abbassare le spalle e all’improvviso tira giù il retro del mio capo
intimo, appoggia le dita sul mio sedere, con le mani mi lambisce i fianchi e
infine con un gesto deciso scopre i miei genitali. Ne viene fuori un
salsicciotto roseo quasi per intero allungato e indurito, per metà eretto e
dalla punta bagnata, le palle ricadono all’ingiù e sono nascoste in mezzo alle
gambe, quasi anch’esse in attesa di qualcosa di appagante. Eleonora è di fronte
a me che fissa il mio uccello, non ha un’espressione particolare, ma la
situazione in sé mi dà un ulteriore slancio di libidine, sono immobile anch’io
e mi viene da sperare che il regista si precipiti da noi a imporci un pompino.
Ammetto che non sono tanto adatto a recitare certi ruoli, per me davanti al
sesso crolla tutto, ormai non penso più alla ripresa, mi interessa solo godere il
più possibile di quella ventenne castana dai capelli ricci con gli occhi da
pantera, dal culo appetitoso e dalla quarta di seno, e devo ammettere anche
simpatica e divertente quando prende confidenza, insomma, ne verrebbe fuori una
scopata da dieci e lode. Invece, sfortuna nella fortuna, ce l’ho nuda tra le
mie mani e devo aspettare le istruzioni del regista, era davvero impensabile
che una situazione del genere mi potesse capitare nella vita reale. Questa
riflessione mi suggerisce di non sprecare un solo secondo senza toccarla.
Lancio i miei slip a terra e ricomincio ad accarezzare tutto il corpo di
Eleonora, ci scambiamo ancora baci profondi, le appoggio di nuovo le mani sulle
natiche, un po’ alla volta stringo sempre con più decisione, indossa un
perizoma che le lascia scoperte quasi interamente, vorrei ammirare quel culo che
palpo e ricordo emergere dalle gonne che le ho visto indossare diverse volte,
ma mi sembra inopportuno, non vorrei che mi ripetesse che la mia recitazione è poco
simulata, in fondo di sicuro racconterà almeno in parte l’esperienza al suo
Andrea che poi la riferirà alla mia Laura. Posso ancora però toglierle le
mutandine, anzi devo, essendo trascorso molto tempo tra baci e indecisioni.
Sposto le mie mani sui suoi fianchi e afferro l’orlo del perizoma. Colgo in lei
una residua indecisione, abbassa la testa e si guarda gli slip, cercando di
nascondere un’evidente imbarazzo nello scoprire i suoi peli pubici.
Successivamente si distanzia un po’ da me, porta gli occhi all’insù e si
stringe le labbra, fa qualche movimento ondeggiante con le braccia e i fianchi
che le fanno calare il perizoma sul retro. Porta le mani sull’orlo dei fianchi
delle mutandine e resta così, a sedere completamente scoperto. Io vorrei
afferrarle le braccia e voltarla per baciare quel culo che immagino sia
incantevole. A conferma della mia ipotesi sulla magnificenza del fondoschiena
di Eleonora, noto che l’attore della copia davanti a noi, che ha ripreso il
pompino di prima, mentre ha il cazzo in bocca alla sua collega sta fissando il
culo della mia con occhi di inequivocabile apprezzamento. Non può che farmi
piacere, quello che io ho parecchie volte invidiato al suo Andrea, ora lo
bramano altri mentre è tra le mie mani. Ma io non mi fermo al sedere, c’è una
fica da scoprire! Appoggio le mie mani sulle sue, delicatamente le spingo giù,
lei si libera dalla presa portando le sue dita avanti, sul triangolo che copre
la patatina. Io resto a guardare accarezzandole le braccia e i fianchi. Con le
dita si tira l’orlo del perizoma in avanti, io, rimasto a osservarle le mani,
scorgo la sua fregnetta, è pelosa e nera. Eleonora cerca il mio sguardo per un
attimo e poi allarga di più il perizoma, che con uno scatto di molla
repentinamente diventa un filo che accerchia l’inizio delle cosce, lasciando
integralmente nudo il culo e la fichetta di Eleonora, che lascia cadere l’indumento
in terra e se ne libera. Siamo entrambi completamente spogliati, nudi uno di
fronte all’altro. Io stringo Eleonora per i fianchi, lei ha la mano destra sul
mio braccio e l’arto sinistro che si allunga verso l’interno, consentendole di
assecondare il disagio, andando a oscurare parzialmente la visione della sua fica
pelosa. Io allora, per rilassarla, le do un’occasione per coprirsi
momentaneamente senza darlo a vedere, le prendo entrambe le braccia e mi ci cingo
le spalle, la avvicino a me e l’abbraccio. Mentre c’è un ulteriore incontro con
la sua lingua, la sento esclamare con voce spaventata un “ooooohhh” di sorpresa
e di timore: la vista della sua patata nuda mi aveva procurato l’erezione
totale, durante l’abbraccio la punta bagnata del mio cazzo ha premuto
l’estremità superiore del suo pube. A vent’anni si è ancora un po’ ansiose
circa le gravidanze indesiderate, ciò, sommato all’imbarazzo che ancora un po’
la pervade e alla volontà di non allontanarsi dalla simulazione, l’ha fatta
staccare dal mio abbraccio. Quei secondi interminabili di indecisione e
insicurezza sono interrotti dall’arrivo del regista, il quale, affiancatosi
alla cinepresa ci osserva e ci dice “Ottimo! Ora stendetevi sul letto e
pomiciate. Ponetevi uno di fronte all’altro, baciatevi e mentre lo fate
toccatevi il corpo e accarezzatevi con le gambe. Io ritorno tra poco”. Lo
guardo fare un cenno all’altro cameraman che girava per la sala, questi
comincia ad avvicinarsi. Mentre la troupe del regista si allontana, noi ci
stendiamo sul letto, noto che ha una consistenza perfetta, né morbido né duro,
ma manca il cuscino. Cominciamo a baciarci e intravedo la cinepresa puntata
dritta su di noi. Eleonora mi accarezza e si offre alle mia palpate con
rinnovata disponibilità e abilità. L’obiettivo gira intorno al letto e riprende,
mentre noi ci condividiamo la saliva e i nostri corpi. Il cameraman poi resta
immobile ai piedi del letto, noi due ora compiamo azioni ripetute: lei mi bacia
con la lingua e mi passa la mano destra tra la spalla e la gamba valicando il
sedere e tenendo la sinistra sotto il mio collo, io lecco e succhio la sua
lingua e le sue labbra mentre ho la mano destra sui suoi capelli e la sinistra
che accarezza e palpa il suo seno, la sua pancia e le sue cosce. Eleonora sta
evitando di passarmi con le mani sul cazzo ed io transito direttamente dal suo
ventre alle cosce, dando forti palpeggiate, però al suo culo. A un certo punto
il cameraman va via. Io continuo a guardarla negli occhi dietro la mascherina,
quella visione mi ricorda tutte le volte che avrei voluto portarla in una
stanza appartata per godere di lei e mi dà nuova voglia e vigore per baciarla
con intensità e rendere il suo corpo oggetto indifeso delle mie brame che ne
agguantano la pelle e le curve a piene mani. Lei alza la testa per un attimo e,
accortasi che non c’è più l’obiettivo mobile a riprenderci, quando riprende il
bacio, preme appena le labbra rispondendo ai miei colpi di lingua con la sola
punta e le sue mani sono meno decise e curiose. E’ rientrata nella compostezza della
simulazione pura. Io devo cercare un modo per richiamarla all’ordine, voglio
ancora scambiare effusioni bollenti con lei. Allora, nella speranza che ritorni
al più presto il regista con nuove licenziose indicazioni, io accarezzo
Eleonora dalla natica alla coscia e le bacio la bocca e le guance, intanto,
tentando di farle capire che deve ancora darci dentro, le chiedo con aria da
navigato interprete se ha mai recitato gesti d’amore. Lei, lasciandosi baciare
le guance, mi risponde dandomi ogni tanto un bacio sulle labbra “Una volta. L’anno
scorso venne alla scuola di recitazione un regista, sulla quarantina e per
niente bello, proponendo a tre ragazze di noi uno stage di tre giorni nel suo actor’s
studio a Firenze. Una alla volta ci esaminò con uno dei nostri docenti
facendoci recitare un brano assegnato mezz’ora prima. Alla fine scelse le tre
più brave, ma eravamo in pratica le più belle. Andammo nel suo studio due
settimane dopo. I primi due giorni furono molto istruttivi, il regista faceva
le lezioni affiancandosi con un attore e un altro regista. L’ultimo giorno
teneva la lezione da solo. Ci disse all’inizio della giornata che nella lezione
conclusiva voleva farci vedere se fossimo state all’altezza di lavorare con un
regista importante e con le sue più astruse richieste. Cominciò chiedendoci
cosa avremmo fatto se il regista ci avesse chiesto di girare un bacio saffico.
Ovviamente noi ci baciammo, ognuna di volta in volta con le altre due, non
pretese la lingua, ma comunque la simulazione di un bacio vero, a labbra
aperte. Devo dirti che questo alla fine fu divertente, poi però ci disse che
quelli erano baci infantili, voleva vedere come ce la cavassimo con quelli
veri. Fingendo comprensione, disse che non ci avrebbe chiesto di darci baci
veri tra di noi, ci saremmo misurate con quello a cui eravamo più abituate,
cioè con un uomo, e guarda caso, l’unico uomo presente era lui. Chiamò a sé una
mia collega e ci disse che avrebbero simulato varie situazioni con tutte e tre
a turno e quelle momentaneamente non impegnate dovevano scrivere un voto alla
collega, chi otteneva di meno sarebbe stata la prima a recitare la richiesta
successiva, a fine giornata avremmo capito chi di noi tre fosse la più pronte
per entrare nel mondo della recitazione professionistica. Geniale, no? Metterci
in competizione per renderci disposte ad esaudire ogni richiesta. Comunque come
seconda prova dovemmo baciarlo con la lingua. Fu quasi uno schifo, non mi
piaceva proprio come uomo, per me era vecchio e brutto, lo baciai anch’io, e
non si staccava finché il bacio non era esattamente come piaceva a lui, allora
restava un altro minuto a consumare quel bacio da lui voluto. Poi una alla
volta ci fece togliere le magliette e con solo la canottiera e il reggiseno ci palpava
le tette, sempre per vedere quanto fossimo pronte. E noi tre come le broccole a
farlo e a metterci pure i voti. Quarta prova fu, restando in canottiera,
recitare un monologo in cui riempivamo il nostro uomo di parolacce,
rinfacciandogli tutte le prestazioni sessuali offertegli a letto, divertente ma
squallido. Successivamente ci disse che era possibile che in un copione fosse
presente la simulazione di un rapporto sessuale, ma ci risparmiò di farlo con
lui, ci disse che dovevamo essere pronte anche a interpretare il maschio. Così
chiama l’ultima classificata della prova precedente, che ero proprio io, e mi
assegna la parte della donna che con un’altra collega doveva eseguire la
classica posizione del missionario. Mentre mi stendo ci dice che non era possibile
una scena d’amore con i pantaloni, naturalmente ce li fa togliere, così mi
ritrovo distesa sotto la mia collega con le gambe accavallate a ricevere i
colpi di bacino e i suoi baci, a dover ansimare e far finta di godere, e come
mi chiedeva di farmi sentire! Poi ho dovuto fare io l’uomo con l’altra collega.
La meno brava ha dovuto simulare con lui, lui seduto e lei sopra a cavalcarlo,
meno male che sono arrivata seconda. Dopo di ciò, per spezzare, ci chiede di
improvvisare una dichiarazione d’amore, prima farla e poi riceverla. Stavolta
sono stata io la più brava, ma quando non dava vantaggi. Infatti ci ha fatto
alzare e mettere in riga in mezzo alla stanza, ti ricordo che eravamo vestite
con mutandina e canottiera, e come mi fissava il culo…. guardandoci con aria di
sfida ha chiesto chi di noi fosse stata pronta a spogliarsi integralmente
davanti alle altre. Io non avevo problemi a stare nuda davanti alle altre, il
problema era lui…. Ero già scocciata e mi sono rifiutata, una mia collega ha
fatto altrettanto. L’altra invece no, Sabrina, la sorella di quello che ha
aperto ultimamente il bar in Piazza Okrec Inamofnin, nel quartiere turco, conosci?Beh, ha fatto un passo avanti e in pochi
secondi si è levata la canottiera, si è sbottonata il reggiseno e si è
abbassata il perizoma, ma con gesti molto sensuali, fissando il regista con
aria di sfida, ed è rimasta così, è stata sempre una puttana, quella, la
conoscono tutti alla scuola, si è fatta quasi tutti i maschietti, tra colleghi
e professori. Il regista prima se l’è guardata bene e poi ha chiesto di farlo a
noi, e come insisteva…… noi abbiamo rifiutato e basta. Dopo ci ha chiesto di
riprendere la lezione sui baci, dicendoci che era necessario che imparassimo a
darci un bacio saffico serio tra di noi. Noi ci siamo rifiutate e ci siamo
rivestite, gli abbiamo detto che avevamo l’autobus che partiva poco dopo,
altrimenti l’altro c’era a sera, abbiamo fatto rivestire Sabrina e ci siamo
portate via anche lei”.
Io le chiedo
perché ne parla come se fosse stata un’esperienza negativa, una presa in giro.
Lei risponde “nonostante ce ne fossimo andate sul più bello, non abbiamo più
sentito nominarlo, successivamente abbiamo saputo da colleghi di un’altra
scuola che ci marciava su queste lezioni, lui e uno dei nostri istruttori,
quello che l’ha affiancato nella selezione, che per fortuna è stato sbattuto
fuori, ora sappiamo il perché, organizzavano questo tipo di eventi apposta per
approfittarne, per mettere le mani addosso, infatti se chiedi, nessuno ha mai sentito
di stage organizzati con ragazzi”! Io replico ricordandole che quegli
insegnamenti ora le possono essere preziosi, un ulteriore suggerimento a darsi
da fare….. Mentre ascoltavo il racconto di Eleonora, mi sono sentito un po’
come il regista ingannatore, anch’io ho un po’ di problemi a scindere la
finzione dal vero godimento, ma chi se ne frega! Ritengo che l’occasione sia
troppo ghiotta per crearmi scrupoli, oppure per tentare di entrare nella vera
essenza della recitazione del sesso, la mia unica perplessità è su cosa stiano
riprendendo di noi e come lo monteranno nel film.