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Io e mia moglie abitiamo in un condomino composto di 16
appartamenti in un piccolo paesino della provincia di Padova.
In questo condominio ci conosciamo tutti, perché, per
ridurre le spese della manutenzione noi uomini ci troviamo spesso per fare le
piccole manutenzioni ed interventi vari.
Cinque anni fa successe un lutto che ci colpì tutti, il mio
vicino di casa venne a mancare improvvisamente, io e mia moglie restammo
allibiti poiché la coppia aveva qualche anno più di noi, io ho 48 anni e mia
moglie ne ha tre meno di me, ed il marito della signora non aveva mai
manifestato nessun problema.
La signora, che si chiama Giuliana, nonostante il primo
periodo avesse in casa il figlio, non si dava pace e moralmente era molto
affranta.
Il figlio ad un certo punto dovette partire, lavorava per
una ditta che svolgeva i propri interessi all’estero, e Giuliana cadde in
depressione.
Un pomeriggio, mia moglie mi disse, che era il caso di
aiutarla e di invitarla a casa nostra quando ci fosse stata l’occasione, anche
per cenare e pranzare con noi, in modo da lasciarla il meno possibile da sola,
questa sua preoccupazione scaturiva dal fatto che mia suocera, quando venne a
mancare mio suocero, visse la stessa cosa e dovette sottoporsi a cure mediche
per superare la crisi, questo per la nostra famiglia comporto difficoltà
emotive molto importanti.
Così incominciammo a renderla partecipe della nostra vita
quotidiana, ed effettivamente si notò un miglioramento nel tempo, inizialmente
quando veniva da noi aveva gli occhi arrossati e parlava pochissimo, poi pian
paino lei era più serena e partecipava ai nostri discorsi, alla fine era
diventata una di famiglia.
Un giorno mia moglie si avvicina e mi dice, che Giuliana non
avendo nessun uomo per casa, sicuramente aveva bisogno di qualcuno che le desse
una mano per i piccoli lavori che in una casa vanno fatti, lampadine da
cambiare, qualche piccola riparazione domestica…ecc. ecc., io la guardai e con
aria un po’ seccata feci notare che io
uscivo dalla mattina e rientravo di sera dal lunedì al venerdì già avevamo casa
nostra poi c’erano gli interventi condominiali e che impegnarmi anche per
Giuliana mi restava gran poco tempo per me, avendo passione per la meccanica mi
dilettavo nella manutenzione dei nostri mezzi, lei con un gran sorriso mi
rispose “ci sono i meccanici, preferisco che aiuti Giuliana, vedrai che un
giorno le cose si sistemeranno”, io ribattei “ lo sai che più di una volta ha
sostenuto che lei non ha intenzione di svegliarsi la mattina con un estraneo nel suo letto, che
l’unica persona che ha amato non c’è più, quindi io avrei avuto
quest’incombenza per sempre”, allora mi rispose “ lasciamo passare del tempo,
il dolore è ancora forte, ma con il tempo cambierà ed avrà desiderio di avere
un compagno”, non accennai a nessuna risposta non avevo certamente voglia di
litigare con mia moglie.
Come immaginavo sono passati gli anni e le cose non
cambiavano ed io mi ero rassegnato anche se qualche battibecco con mia moglie
ogni tanto si presentava.
La cosa cambio lo scorso Giugno senza che nulla fosse stato
premeditato, ed il fato creò una nuova prospettiva alla situazione.
Era un giovedì sera, alla televisione non facevano nessun
programma interessante, solo repliche della stagione invernale, mia moglie
decise di leggersi un libro, io avevo la televisione a mia disposizione, dopo
una doccia rinfrescante, mi misi in pantaloncini corti e t-shirt.
Premetto che con la stagione calda quando sono a casa non
indosso nulla sotto i pantaloncini, mi piazzai sul divano e finalmente mi
potevo vedere la corsa delle moto registrata la domenica prima,
Mi misi comodo e mi concentrai sulla partenza, sentii
suonare al campanello di ingresso e vidi mia moglie alzarsi per vedere chi era,
la sentii salutare Giuliana, io ero assorto sulla gara appena iniziata senza
voler perdere nessun momento, ad un certo punto mia moglie mi chiamò, credo che
se mi avessero dato una martellata in testa sarei stato più contento, con un
gesto di sconforto abbassai le spalle e la testa e fermai la gara.
Mi girai, visibilmente contrariato, e chiesi cosa ci fosse,
mi comunicò che il lampadario sopra il letto in camera di Giuliana si era
staccato dal soffitto e ballonzolava, rimasi un attimo in silenzio e poi dissi
“ va bene vado a vedere”, Giuliana vista la mia faccia abbassò lo sguardo e non
disse nulla.
Mi recai a casa sua, andai in stanza da letto e vidi il
lampadario tenuto solo dai fili elettrici, tra me pensai, effettivamente non
poteva rimanere in quel modo era pericoloso,
me ne feci una ragione.
Avvisai Giuliana che ritornavo a casa per prendere
l’occorrente (scala, cacciaviti, forbici) per poterlo staccare e mettere una
lampadina provvisoria.
Bussai alla porta di casa mia e dissi a mia moglie che il
lavoro era un po’ lungo e che mi portavo l’occorrente per sistemare la cosa.
Tornai dalla mia vicina con tutto l’occorrente, bussai e lei
mi apri la porta evitando il più possibile di guardarmi, continuava a sentirsi
in colpa.
Sicuramente mi ero comportato in malo modo mi promisi di
essere gentile con lei, la informai che avevo bisogno del suo aiuto e che
doveva rimanere con me, le chiesi di aiutarmi a spostare il letto per sistemare
sotto il lampadario la scala, lei da un lato ed io dall’altro c’inclinammo per
prendere il letto sotto le losanghe, qui ci fu il primo flash, dalla scollatura
del suo ampio vestitone vidi le sue tette, non portava reggiseno, che si
sostenevano in modo egregio questo mi procurò una vampata di misto fra calore
ed eccitazione, sentii il viso infiammarsi, i nostri sguardi s’intrecciarono
lei accennò ad un piccolo sorriso, sicuramente notò la mia faccia arrossata,
non disse nulla.
Giuliana da quando era rimasta vedova usava camicioni e
vestiti ampi molto anonimi, curava poco il suo aspetto, raramente
dall’acconciatore se non per accorciare i capelli, non si truccava ed usciva
solo per le spese o in nostra compagnia, per questo non aveva mai attirato la
mia attenzione su di lei anche se spesso girava per casa nostra.
Tornando al nostro lampadario, sistemai la scala sotto e portai
Giuliana vicino al quadro generale della casa, le mostrai quale interruttore
spegnere per poter scollegare i fili del lampadario e le consegnai la torcia,
quindi ritornai in camera salii sulla scala e diedi l’ok per togliere la
tensione.
La casa rimase al buio e Giuliana si avvicino con la torcia
accesa per farmi luce sul soffitto per staccare i fili, mi dimenticai del fatto
che sotto i pantaloncini non indossavo nulla.
Lei fece luce verso l’alto da sotto la scala, mi disse “vedo
che hai una bell’attrezzatura” convinto che parlasse dei miei attrezzi, lontano
da qualsiasi malignità, le risposi “ sai mi piace fare le manutenzioni e
preferisco avere della buon’attrezzatura per lavorare”, lei replico “ non
quella schiocco, ma questa” e con la mano libera s’intrufolò su per i
calzoncini prendendomi in mano il cazzo che già da prima si era parzialmente
gonfiato per la vista delle tette.
Ebbi un sussulto di sorpresa, ma sentire la sua mano che lo
avvolgeva mi creò un enorme eccitazione, lei mi disse” dovrò pure farmi
perdonare per averti disturbato, ho visto che mi guardavi le tette” e cosi
dicendo accolse fra le sue labbra la mia cappella che stava crescendo a
dismisura dentro la sua bocca.
Si stacco un attimo e dopo averlo leccato lo segò per
qualche minuto, io ero al settimo cielo per l’eccitazione e per la sorpresa di
quell’impensata situazione, appena ripreso la pregai di farmi finire di
accomodare velocemente il lampadario ed applicare una lampada provvisoria.
Finche lavoravo sopra la scala Giuliana non smetteva di
segarmi delicatamente, appena finito durante la discesa mi abbassò i
pantaloncini e lo riprese in bocca con foga facendolo sparire tutto nella sua
bocca con un movimento ritmico, mentre con una mano mi solleticava i testicoli,
io mugugnavo dal piacere, ad un certo punto mi chiese”mi hai perdonato”, io con
un sussurro le risposi “siiiiiii”.
Sistemammo l’interruttore generale, dissi a Giuliana di non
accendere la luce, ma di accendere solo la lampada da comodino in camera, in
modo da sembrare che la cosa non fosse ancora finita.
Mi avvicinai a lei ansimando e la baciai, sentii la sua
lingua entrare in me, io appoggiai le mie mani sul suo seno e sentii due tette
dure con i capezzoli che sembravano due spilli da quanto duri erano, lei con le
mani riprese in mano il cazzo che era diventato come il marmo, esclamo”
accidenti ma è durissimo” io dissi “ è tutto merito tuo, porcona” a quelle
parole mi strinse il cazzo e lo masturbò con violenza facendomi emettere dei
sospiri di piacere.
La spinsi indietro fino a farla cadere sul letto, lei si
lascio andare, feci per sollevarle il camicione ma mi fermo la mano dicendomi “
non sono presentabile sotto, non mi depilo da parecchio tempo, non voglio che
mi vedi cosi”, mi avvicinai a lei e le sussurrai in un orecchio “ tu non sai
quanto mi eccita vedere una donna con la fica e l’inguine pelosissimi, mi fanno
eccitare come un animale” per risposta ottenni “ sei un maiale”.
Le sollevai la camicia e la vista di quella folta peluria mi
diede una ulteriore eccitazione, sentivo il cazzo pulsare, le aprii le gambe
e vidi il pelo già bagnato, presi fra le
dita il clitoride rigonfio, lei mugolava da piacere ed affondai la faccia fra
le sue cosce, comincia a leccarle la figa intrufolando la lingua fra le labbra
carnose umide dei suoi succhi umorali, mi prese con le mani la testa e la
spinse a se, io continuavo a leccarla e con le dita a trastullare il suo
clitoride, dopo un paio di minuti la sentii dire “ ti sborro in bocca, brutto
porco” a quell’affermazione sentii colare il suo liquido verso la mia lingua e
cercai di non perdere nemmeno una goccia.
Mi alzai e mi allungai su di lei per cercare la sua bocca
vogliosa per baciarla, avevo tutto il viso pieno dei suoi umori, lei mi cercò
con avidità e cominciò a leccarmi il viso, il mio cazzo era appoggiato alla sua
fica bagnata, lo sentivo pulsare come mai, accennai ad un movimento su e giù
senza penetrarla, sentii la sua mano scorrere a fianco del mio corpo e cercare
l’asta turgida e rigonfia, quando la prese in mano inarcò il bacino e punto il
cazzo nella sua fica bagnatissima e mi sussurrò “fottimi stallone”, la penetrai
con dolcezza, avevo paura di farle male, il pene entrava scivolando fra i suoi
succhi orgasmici, io la sentivo morbida e calda, era una sensazione sublime.
Cominciai a scoparla sempre più velocemente mentre lei
mugolava di piacere e continuava s dirmi “più forte, più forte”, con le mani si
apri ancora maggiormente le gambe per farlo penetrare maggiormente, io sentivo
le palle che le sbattevano nella fica bagnatissima e producevano un rumore
simile a quando batti un piede in una pozza d’acqua, mi sembrava di toccare il
cielo con un dito.
Ad un certo punto dovetti rallentare per non sborrarle in
fica, lei mi chiese “ perché hai rallentato?”, “se continuo così ti riempio la
fica di sborra”,
“siiiii, fallo”,
“noooo, non voglio godere adesso, mi piace questa situazione
mista di eccitazione e di trattenere la sborrata, lo senti come si è gonfiato?”
“ è ancora più grosso di prima, sei un maiale, però se
continui così lentamente…………io…………. (s’inarco con la schiena e la sentii
vibrare sotto di me) vengooooooooo”
Il suo nuovo orgasmo inondò ulteriormente la sua fica di
nuovi umori, che colavano fuori ed imbrattavano tutto il suo folto pelo, feci
scivolare fuori il cazzo, era pieno dei suoi umori, la cappella gonfia e lucida
e le vene pulsavano, lei si chinò su di me e lo ripuliva con la lingua dalla
sua sborra dandogli dei colpetti ripetuti, con tutta risposta che ad ogni
leccata il pene vibrava.
Alla fine alzo lo sguardo e mi confessò che godere con il
cazzo vero e molto meglio che usare quei vibratori di plastica, la guardai ed
esclamai “ non dirmi che ti masturbavi da sola”, lei confessò che da qualche
periodo ne aveva acquistati, per corrispondenza, alcuni, fatti in modo diverso.
La mia eccitazione e curiosità mi spinse a chiederle di
mostrarmeli, lei con occhi vogliosi mi chiese “che intenzioni hai”, risposi “mi
piacerebbe vederteli usare” ottenni per risposta “ma non preferisci farlo o sei
così porco che vuoi anche guardare”, così dicendo apri il cassetto e tirò fuori
quello che conteneva.
Ne aveva tre a disposizione, due di dimensioni diverse ed
uno doppio con una ventosa alla base, alla vista dell’ultimo vibratore esclamai
“il porco sarei io, vedo che ti piace anche ficcartelo nel culo”, lei con un
sorriso ammaliante mi disse”il piacere si prova in vari modi”, detto questo
prese il vibratore doppio, se lo ficco in bocca per lubrificare tutte e due le
protesi e con la ventosa lo incollò al pavimento.
Io, seduto sul letto, feci per alzarmi ma lei mi indico di
stare seduto, mi guardava e, a smorzacandela, si sedette sopra il fallo doppio
e con la mano guido prima, quello più grosso dentro la fica e poi quello più
piccolo lo fece entrare nel culo, ed inizio a salire e scendere con gemiti di
piacere.
Io la guardavo e cominciai a segarmelo, non troppo
velocemente altrimenti avrei sborrato tanta era l’eccitazione nel vederla
ansimare, lei mi disse “ ti piace guardarmi brutto maiale segaiolo, cerca di
non sborrare che ho ancora voglia del tuo cazzo cosi grosso e duro”, io mi
alzai, mi avvicinai a lei le presentai il cazzo davanti alla sua bocca e lei
sapientemente comincio a spompinarlo, lo vedevo entrare tutto nella sua bocca
fino alle palle con un movimento ritmico ogni tanto scorreva con la lingua su
tutta l’asta turgida fino a leccarmi le palle, era una sensazione bellissima,
la pregavo di fare piano non volevo ancora venire, lei ansimante obbediva senza
insistere ulteriormente.
Mi abbassai disteso a terra, volevo vedere quel dildo
sprofondare nella sua fica, la vista era conturbante, il dildo tutto intriso
del suo umore era lucido e alla base di esso si erano depositate numerose
goccioline del suo umore, le girai intorno per vedere il secondo pene entrare
ed uscire dal buco del culo, era come una ventosa e ad ogni entrata ed uscita
produceva dei fantastici rumorini.
La presi per le mani e le dissi “mettiti sul letto alla
pecorina che voglio sbatterti il cazzo in gola”
“era ora, non c’è la faccio più ho voglia di sentirlo
vibrare dentro di me”
Mi presentò fica e culo all’aria, appoggio la testa sul
materasso e con le mani si aprì le natiche per ricevere meglio il mio pene, io
non indugiai oltre e con un colpo di reni glielo sbattei dentro tutto, lei
approvò con uno stridulo di godimento ed incitandomi a sfondarle la fica,
cominciai così nuovamente a stantuffarla, lei si dimenava dal piacere e mi
supplicava di non fermarmi, sentivo il cazzo entrare fino in fondo, non capivo
più nulla, lei mi diceva “spaccami la fica in due, fammi entrare il cazzo fino
in gola, continua a cavalcarmi mio bel stallone”.
Non appagato bagnai il pollice nella sua figa umida e lo
ficcai nel buco del culo, lei emise un gridolino seguito da un “porcone”,
comincia a stantuffarla anche con il dito e le chiesi se piaceva, rispose
“siiiiiiiiiiiiiiii continua”, mi guardai di fianco e sul letto c’era un dei due
vibratori singoli, lo presi lo lubrificai con la mia saliva e glielo piazzai
sul culo, lo appoggiai al mio ventre cosi da farlo entrare ritmicamente assieme
al cazzo che avevo nella sua fradicia figa, in pratica la stavo scopando e
inculando nello stesso momento.
Lei si dimenava e si contorceva dal piacere, io rallentai un
attimo, sapevo che questo le avrebbe provocato un orgasmo.
Sentimmo bussare alla porta di ingresso, era mia moglie,
rimanemmo in silenzio ma non smisi di pomparla, ci chiamò, Giuliana trattene la
voce ed io risposi “cara ho quasi finito di staccare il lampadario e Giuliana
mi sta aiutando a tenerlo su, tra dieci minuti torno”, mia moglie rispose “ ok
ti aspetto per andare a letto………..ciao Giuliana”.
Giuliana aveva messo la testa sotto il cuscino, stava
vibrando tutta, era prossima all’orgasmo, infatti, la sentii ansimare ed
emettere gridolini soffocati di piacere inondandomi per l’ennesima volta il
cazzo con i suoi umori.
Le levai il vibratore dal culo e con piacere vidi che
rimaneva dilatato mostrando il buco nero, sfilai il mio cazzo che era prossimo
all’eiaculazione, lei tutta rossa in viso e visibilmente sfinita mi disse “è
ora che tu ti conceda al tuo meritato piacere”, comincio a succhiarlo dapprima
solo sul glande poi prendendo in bocca tutto il pene, ormai era questione
d’attimi, il mio cazzo si inturgidi ulteriormente ed io le schizzai in gola una
quantità di sperma esagerato, tanto che non riuscì a deglutirlo tutto e una
parte le usci dagli angoli della bocca.
Mi chinai su di lei, con la lingua recuperai il mio sperma
che le era uscito dai bordi e la bacia per assaporare assieme a lei il mio
sapore.
Ero tutto sudato, mi asciugai un po’, mi sarei fatto poi la
doccia a casa, lei si ricompose un po’ e ci salutammo.
La mattina dopo, giornata normale di lavoro in cui ogni
tanto ripensavo alla sera prima e cercavo di rendermi conto se era stato un
sogno o una realtà molto speciale con il risultato di eccitarmi, sera in
palestra e poi rientro a casa.
Entro in casa verso le 22.00, sento chiacchierare, riconosco
la voce di Giuliana, il sangue mi sale alla testa, saluto anche se non le vedo,
dall’entrata non vedo in cucina, loro mi salutano assieme e le sento
ridacchiare, sistemo la borsa mi libero delle chiavi e mi dirigo in cucina.
Entro e rimango di sasso, vedo mia moglie e Giuliana
truccate con i capelli sistemati, Giuliana non sembra nemmeno più lei, taglio
moderno, trucco leggero ma che risalta i suoi occhi e le labbra, maglietta con
una scolatura provocante ed attillata.
Le guardo ed esclamo” siete bellissime, cerco che così
preparate mi fate venire cattivi pensieri”, mia moglie controbatte “ecco il
solito maschio porco che pensa solo a quelle cose, non vedi che hai imbarazzato
Giuliana?”, effettivamente era arrossita ed aveva abbassato lo sguardo, in ogni
modo scoppiammo tutti e tre a ridere, parlando successivamente Giuliana vi
avvisò che aveva procurato il materiale necessario per risistemare il
lampadario, io guardando mia moglie dissi, che se non aveva problemi, sarei
venuto l’indomani mattina verso le 09.00 a “metterglielo su” (frase a doppio
senso) che lei prese al volo visto l’occhio languido che fece, così mia moglie
confermò che prendeva l’occasione per fare delle spese.
Io mi sistemai per mangiare, mentre loro continuavano a
parlare, non potevo fare ameno di osservare il seno di Giuliana così messo in
bella mostra, un paio di volte mi sorprese mentre la guardavo, in ogni caso lei
non faceva nulla per evitarlo.
Venne l’ora dei saluti, mia moglie si recò in bagno io
accompagnai Giuliana alla porta, la feci uscire e lei, appena fuori della vista
di mia moglie mi diede un bacio leggero e con la mano si posizionò sopra il mio
cazzo che con un sussulto cominciò a crescere, poi all’orecchio mi disse “
sembra che tu abbia apprezzato la sorpresa” con il capo annuii e la salutai.
Andai in camera dove mia moglie giaceva già, mi guardò negli
occhi e mi disse” ho visto che le guardavi insistentemente le tette” e con la
mano si appoggio sul mio cazzo già mezzo svegliato ed esclamo,
”vedo che ti ha già fatto un certo effetto, pensa che oggi
per scommessa le ho chiesto se veniva con me dall’estetista e
dall’acconciatore, lei con mio stupore accettò, pensai che avesse intenzione di
girare pagina, ma quando dall’estetista decise di non farsi sistemare
nell’inguine e né la bernarda, allora capii che voleva solo sistemarsi un po’”
Io pensai, sapessi perché non si fa depilare………….
Comunque l’eccitazione mi aveva fatto ingrossare il cazzo e
mia moglie comincio a spompinarlo, premetto che con lei il rapporto e molto
semplice, non fa nulla che a noi maschi piace, non si fa inculare, non mi bacia
se prima le lecco la fica, non mi fa il pompino se l’ho già scopata e non si fa
sborrare in bocca, in ogni modo ero talmente infoiato che la presi alla
pecorina con tanta foga che il letto si sposto dalla sua posizione, alla fine
estrassi il cazzo dalla sua fica poco prima di eiaculare ed i schizzi
arrivarono in testa a mia moglie che esclamò “ questa sera sei come un toro”.
La notte passò in dormiveglia pensando alla mattina
seguente.
Mia moglie usci per le compere, io ero ancora in casa a
sistemare le ultime cose, il telefono squilla, è Giuliana, mi dice “ho sentito
uscire tua moglie, ti lascio la porta gia aperta, basta che la spingi, io ti
aspetto”, la telefonata mi lasciò un senso di piacere che ben presto si
trasformò in eccitazione e voglia di scoprire cosa mi stava aspettando.
Aspettai, di proposito, un breve periodo prima di recarmi da
lei l’eccitazione stava salendo, guardai dallo spioncino se sul pianerottolo
c’era via vai di persone, era libero, uscii da casa velocemente e velocemente
entrai nell’appartamento di Giuliana senza fare rumore, chiusi la porta.
Cercai con lo sguardo di trovarla, la vidi in camera sul
letto, una vampata di piacere m’inondò quando la vidi, alla pecorina con la
testa appoggiata al letto, scarpe rosse tacco alto, calze nere autoreggenti
nere, un perizoma nero di pizzo sapientemente spostato di lato per lasciare
spazio ai due vibratori che entravano e uscivano uno dalla fica e uno dal culo
e credo un reggiseno nero, ma il mio sguardo era stato catturato da quella
meravigliosa vista, emisi un “sei una fantastica troia”.
Lei giro la testa gli occhi socchiusi dal piacere mi disse “
era ora che arrivassi è da dieci minuti che mi sto masturbando pensando a te,
sto aspettando che me lo metti su”, alludendo alla battuta della sera prima.
Mi spogliai completamente mi avvicinai a lei, il mio cazzo era
già diventato duro, le presi la mano che stava azionando il vibratore infilato
nell’ano e glielo tolsi, mi chinai su quel buco rimasto leggermente aperto e
comincia a leccarglielo, assaporavo il gusto leggermente amaro dei suoi umori
anali e la sentivo ansimare per il piacere che provava nel sentirselo fare, il
mio pene cominciava a pulsare per l’eccitazione.
Mi alzai, lei si stava togliendo il vibratore dalla fica per
accogliere il mio, la fermai, restò un attimo sorpresa, le dissi di continuare
e non fermarsi, mi avvicinai con il cazzo e lo puntai vicino al vibratore, lei
con sorpresa mi chiese “non avrai mica intenzione di scoparmi assieme al
vibratore?” prima che avesse terminato la frase spinsi, e facilitato dalla sua
fica bagnata, il mio pene entrò assieme al vibratore in quella caverna umida e
goduriosa.
La sentii gemere inizialmente per il dolore, poi esclamò
“sei un porco mi fai
venire la fica come una barca”
“vedo che però stai provando piacere”
“siiiiiiiii è piacevolissimo, non ti fermare maiale”
Lei cominciò a dimenarsi, la fica colava in continuazione
rendendo più semplice la penetrazione doppia, stava godendo da matti, le
piaceva, la sentii irrigidirsi e trattenere il fiato per poi esplodere in un
fragoroso “sborooooooooooooooo”.
I girò verso di me, mi fece stendere sul letto, le sue
labbra avvolsero il mio cazzo e la sua lingua percorreva tutta la lunghezza
della verga, la supplicai di mettersi a 69, volevo contraccambiare il suo
pompino leccandogli la figa pelosa e sbrodolosa, le infialavo la lingua fra i
peli per cercare il clitoride da stringere fra le labbra per sentirla dimenarsi
dal piacere oppure mordicchiarle le labbra gonfie dall’eccitazione, lei non era
da meno, alternava dei momenti di foga con la bocca e la mano per segarlo a dei
momenti più lenti dove con la lingua percorreva tutta l’asta che vibrava dal
piacere, la pregai di non farmi venire volevo ripetere l’esperienza di giovedì
sera, contrariamente Giuliana mugolando mi preannuncio il suo secondo orgasmo
scaricandomi in bocca il suo liquido orgasmico.
Si alzo si giro verso di me e, come una gattona, si avvicinò
al mio viso, annusò intorno alla mia bocca per sentire il suo odore estrasse la
lingua lentamente e cominciò a leccarmi il viso e con la mano mi masturbava con
dolcezza, io da sotto allungai una mano fra le sue cosce e cominciai a farle un
ditalino, terminato di leccarmi introdusse la sua lingua fra le mie labbra,
aprii la bocca e la baciai continuava ad ansimare le sue narici si allargavano
ritmicamente segno di forte eccitazione.
La feci stendere sul letto, le salii sopra, appoggia il mio
cazzo sopra la sua fica senza penetrarla e cominciai un movimento ritmico su e
giù con la lingua iniziai a stuzzicarle entrambi i capezzoli che divennero
subito duri, dopo un breve periodo ricominciò ad ansimare e mi disse che la
stavo torturando dal piacere e voleva essere ancora scopata, io continuai
ancora per alcuni minuti volevo che si eccitasse ancora di più, poi la presi la
rimisi alla pecorina e le dissi
“apri le chiappe che
ti voglio infilare il cazzo fino in gola”
“siiiii spaccami tutta mio stallone”
Cosi dicendo con le mani tirò le natiche, la fica si
spalancò vedevo le labbra gocciolanti fra quella folta peluria, il cazzo ebbe
un guizzo d’eccitazione, la cappella era diventata viola e turgida ed esclamai
“ ti impalo” e la penetrai in un sol colpo lei emise uno
strozzato“ooougghttttt”.
Inizia a fotterla aumentando gradatamente il ritmo, lei
continuava a dirmi “continua non fermarti……fottimi”, aumentai la velocità e
affondavo con vigore i miei colpi, lei ad ogni colpo era un gemito di piacere,
poi, conoscendola di proposito rallentai per iniziai un ritmo costante ma non
veloce, sapevo che questo le procurava un godimento estremo che l’avrebbe
portata ad un nuovo orgasmo, e così avvenne, sbrodolò fra contorcimenti e
vibrazioni, era bellissima, stavo soffrendo per non venire, ma ne valeva la
pena vederla dimenarsi ed ansimare era appagante.
Ci stendemmo vicini, il mio pene era mostruosamente in tiro,
lei rossa per la foga ma felicemente soddisfatta, la abbracciai, lei con la
mano impugnò il cazzo per segarlo, la pregai di farlo con dolcezza, avevo
ancora un’idea da realizzare, lei mi chiese
“sono sfinita e
appagata completamente, puoi pure godere non devi dimostrarmi altro il mio desiderio
e che anche tu possa godere”
“Giuliana ho un forte desiderio di venire dentro il tuo
culo”
Mi guardò e disse
“è diventato troppo grosso così me lo sfondi”
Cominciai a baciarla, lei si lascio andare, le ficcai due
dita nella fica e cominciò a mugolare, lei mi accarezzava sfiorandomi,
facendomi provare delle vibrazioni di piacere, mi guardò negli occhi mi disse “
fai piano” e si giro mettendo in mostra le sue natiche.
Mi avvicinai con la bocca al suo buco del culo, già dilatato
dalla precedente introduzione del vibratore, era tutto bagnato degli umori
usciti dalla fica negli orgasmi precedenti, glielo leccai, lei provava piacere
sentire la lingua che si intrufolava nell’orifizio, sentivo che si rilassava,
incominciai ad introdurre un dito, dopo aggiunsi anche un secondo, aspettai un
po’ facendoli entrare ed uscire alternando l’uso della lingua per lubrificare,
poi ne infilai tre, piano per non fargli male, con mia sorpresa vedevo che
provava piacere e notai la fica inumidirsi di nuovo.
Alzai la testa la guardai, lei mi guardo io apostrofai
” brutta porca ma stai godendo di nuovo”
“siiiiii, mi piace quello che stai facendo, continua”
Continuavo a stantuffarla con le tre dita, ogni tanto le
levavo per passarle la lingua, il suo buco del culo stava prendendo una
dilatazione ragguardevole, e vederlo aperto mi caricava d’eccitazione.
Aggiunsi anche il quarto dito, la penetrai lentamente, lei
respirava profondamente, e ad ogni rilassamento entrava un po’, durante questa
operazione le scappò una scoreggia, arrossi e mi chiese scusa, io la guardai
più infoiato quella cosa mi aveva mandato in estasi, lei si accorse di ciò e
rincarò la dose dicendomi “inculami maialone”, estrassi le dita, la penetrai
nella fica procurandole piacere dopo alcuni colpi lo estrassi era tutto
lubrificato, pronto ad entrare nel suo culo.
Appoggiai il glande allo sfintere già in buona parte
dilatato e lentamente spinsi, a colpetti entravo, non volevo farle male,
aspettavo che si rilassasse un po’ per penetrarla ulteriormente, finalmente entrò
tutto, mi mossi lentamente perché di adattasse senza procurare dolore, poi
comincia a muovermi.
Giuliana assecondava il movimento, la vidi rilassata, le
chiesi come andava, mi rispose
“sei stato bravissimo, avevo paura che mi facessi male,
viste le dimensioni, invece non ho sentito dolore e la cosa mi sta procurando
un leggero piacere, inoltre mi sto immaginando il tuo cazzone tutto dentro il
culo e questo mi eccita”
“libidinosa ……………e scorreggiona”
“ho visto che ti sei eccitato brutto porco”
“lo sai che sono un perverso, mi piace la tua figa pelosa,
mi piace sentire le tue puzzette”
Aumentai il ritmo, Giuliana nel frattempo di stava
masturbando e mi incitata a riempirle il culo di sborra, ogni tanto lo facevo
uscire per vedere lo sfintere dilatato e poi lo infilavo con potenza questa
operazione faceva produrre a Giuliana delle sonore flautuazioni che mi
rendevano sempre eccitato, arrivai in prossimità dell’orgasmo, Giuliana esclamo
“aiuto, è diventato un palo” stavo venendo, inarcai la schiena riuscendo a
sollevare Giuliana con il cazzo in culo e la inondai, le partecipo al mio
orgasmo con un suo nuovo orgasmo mentre si stava masturbando.
Sfiniti ci sistemammo sul letto per riprendere fiato,
eravamo entrambi grondi di sudore ma soddisfattissimi.
Ci facemmo la doccia e ci rivestimmo, sistemai il lampadario
cosa per la quale mi ero recato da lei, poi la salutai, lei era visibilmente
rilassata e contenta.
La vita continua normale, quando c’è mia moglie, di comune
accordo, evitiamo sguardi indiscreti, Giuliana, ha cominciato a curarsi
nell’aspetto, quando ha bisogno del mio aiuto io mi reco da lei ed in quei
momenti secondo il tempo a disposizione facciamo delle fugaci e focose scopate
oppure ci prendiamo il tempo per i preliminari ed avere rapporti passionali intensi.
Mia moglie per adesso non ha dato segni di sospetto.
P.S.: Giuliana comunque non ha intenzione di depilarsi e la
cosa mi arrapa moltissimo.
Ciao a tutti i lettori |